L'ARCHIVIO NEWS DI PRIMOCONSUMO:

LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI
21/06/2010 16.45.32

“Anche la prostituzione controllata e garantita protegge i consumatori”, dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’associazione PrimoConsumo. “Questo paese ha già legalizzato il gioco d’azzardo in continuità bipartisan fra centrosinistra e centrodestra, dimostrando con dati che il gioco d’azzardo gode di un maggior controllo con le regole dello Stato ed anche le distorsioni possono essere corrette a beneficio dei consumatori che maggiormente hanno bisogno di tutele, non di divieti assurdi”.
“Il mestiere più antico della storia incute ancora paura e si preferisce lasciarlo nelle mani delle organizzazioni malavitose nascondendosi dietro alla cecità di una realtà da sempre alla luce del sole, e non solo dei falò”, spiega ancora Polizzi, lasciando realtà come droga e prostituzione nell’illegalità si contribuisce ad incrementare le casse della criminalità organizzata, favorendone, paradossalmente, la dipendenza e la schiavitù”.
Il presidente di PrimoConsumo sottolinea come la legalizzazione del settore “limiterebbe anche il lavoro da parte delle forze di polizia e della magistratura che potrebbero concentrarsi con maggiore efficacia nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione minorile ed altre tipologie di crimine. Inoltre, con la regolamentazione, oltre a dover pagare le tasse, si potrebbe contare sul diritto all’assistenza sanitaria e previdenziale”.
Lavorare per rendere l’Italia un paese europeo degno di un occidente avanzato pare proprio interessi a pochi, l’ennesimo esempio di ipocrisia imperante lo offre il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, la quale, in risposta all’emendamento alla finanziaria per legalizzare e tassare la prostituzione proposto dal senatore pidiellino, Lucio Malan, non ha trovato di meglio che dichiarare: “lo Stato non può sostituirsi allo sfruttatore e lucrare sui loschi traffici delle organizzazioni criminali”.
“Credere chele prostitute sarebbero le prime a voler pagare le tasse, e quindi usufruire di contributi e prestazioni sanitarie, non dovrebbe apparire così utopistico ai governanti, falsi perbenisti”. Invece secondole illuminate parole del ministro Carfagna la legalizzazione della prostituzione riguarda la tratta, e non le donne che lo fanno per libera scelta. “Di certo si dovrebbe affrontare il problema della libera scelta ma abbandonandole a se stesse non si risolve il problema neanche delle escort che alla stessa categoria appartengono e con cui il Governo ha già preso confidenza”, dichiara il Presidente di Primo Consumo.
“Magari se il mondo politico iniziasse a coinvolgere anche le categorie sociali interessate per capire le reali problematiche, uscendo dai palazzi e dalle auto blindate, per immergersi nella quotidianità di chi vive sulla propria pelle le infinite difficoltà di sbarcare il lunario senza poter contare sui facili e lauti guadagni offerti loro, allora si potrebbe iniziare un nuovo percorso verso un futuro leggermente migliore”.
L’emendamento alla finanziaria del senatore filogovernativo, Lucio Malan si affianca alla proposta di legge della senatrice radicale Donatella Poretti, finalizzato a legalizzare e soprattutto regolarizzare in termini economici l'attività meretricia, che potrà essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata, mirando a un gettito fiscale di un miliardo e mezzo di euro l’anno per un giro d`affari di 7 miliardi.
Dai calcoli, approssimati per difetto, proposti ancora dalla Poretti si evidenziano numeri da brivido, 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione 30 euro, un giro d'affari di 90 milioni di euro al mese, oltre un miliardo l'anno. Levando a questo miliardo minorenni e straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni annui.


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CHECK UP DELLA VISTA GRATUITO DAL 22 AL 25 GIUGNO AL FORUM DELLA SALUTE
18/06/2010 17.27.29

Al Forum internazionale della salute di Roma, davanti al Palazzo dei Congressi dell'Eur un'unità mobile oftalmica eseguirà visite oculistiche gratuite. I check-up si terranno dal 22 al 25 giugno: grazie alle disponibilità degli oculisti dell'Università La Sapienza di Roma i controlli alla salute degli occhi dei cittadini avranno luogo dalle 10 alle 17 in piazza Kennedy. Inoltre verranno distribuiti opuscoli informativi sulle principali malattie oculari: conoscerle aiuta a prevenirle.



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ESEGUITO IN ITALIA IL PRIMO IMPIANTO DI UN NUOVO TIPO DI PROTESI DI FEMORE
17/06/2010 15.27.32

Seppur tra mille problemi e difficoltà legate allo svolgimento della ricerca scientifica, il nostro paese riesce ad esprimere sempre ottime eccellenze anche nel settore della medicina e della chirurgia. Un importante primato è stato raggiunto grazie al primo impianto in Europa di un nuovo tipo di protesi di femore costruita per la prevenzione delle infezioni dell'osso. L'intervento e' stato eseguito nel Centro Traumatologico Ortopedico dell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze da una equipe guidata dal professor Rodolfo Capanna, su un paziente con una precedente complicanza infettiva. Il decorso a sette giorni dall'operazione e' regolare.
La tecnologia impiegata per realizzare la nuova protesi si avvale dell'effetto antibatterico dell'argento, da tempo noto alla scienza medica. L'innovazione consiste nella capacità dei nuovi materiali di aumentare l'efficacia degli ioni antibatterici e apre una nuova speranza di prevenzione delle infezioni ossee che dovrà essere confermata da studi  in corso.
Determinante per la realizzazione della nuova tecnologia l'ANIO, Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo – articolari che dal 2006 ha sollecitato i produttori a trovare nuove soluzioni per prevenire le osteomieliti in pazienti predisposti alle infezioni.
Anni di impegno e sacrificio sono ricompensati ampiamente da questi risultati – ha spiegato Girolamo Calsabianca, presidente nazionale ANIO – abbiamo avviato con il Ministero del Salute un tavolo tecnico che sta lavorando per mettere in campo tutte quelle azioni utili alla prevenzione delle infezioni ossee. Da due anni abbiamo avviato con l'INAIL un partenariato e messo in atto un Progetto denominato ''ARACNE Sicilia'', ci aspettiamo come risultato l'individuazioni di buone pratiche”.
L'associazione Nazionale per le Infezioni ossee, da anni affianca il malato, sostenendo tutte le iniziative sociali, istituzionali e scientifiche per migliorare lo stato nel quale i pazienti sono costretti a vivere, collaborando con le strutture specializzate per la cura delle infezioni ossee. In Italia ogni hanno si censiscono 28.000 nuovi casi di infezioni ossee, come conseguenza di traumi ossei o da complicanze di altre patologie, fra queste una delle principali e’ il diabete.


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EMERGENZA KIWI NEL LAZIO, GLI AGRICOLTORI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE UN SETTORE PRIMO IN EUROPA PER PRODUZIONE
09/06/2010 19.01.10

SOS Kiwi, è il grido di allarme lanciato dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria degli agricoltori del Lazio a causa della malattia che ha prodotto già la distruzione dell’80% delle coltivazioni di kiwi giallo e del 5% di quello verde, procurando enormi danni economici ai produttori.
Dai primi calcoli la stima conta una perdita secca di 25 milioni di euro per il raccolto del frutto giallo, ai quali ne vanno aggiunti altri 40 per le spese legate agli impianti ed altri 12per la mancata produzione del frutto verde.
Anche la politica è scesa in campo per evidenziare il grave problema che ha colpito gli agricoltori. «Definire allarmante la situazione è un eufemismo: la batteriosi del kiwi che sta mettendo in ginocchio un intero settore produttivo richiede misure straordinarie e non si può più attendere». È quanto ha dichiarato Claudio Bucci, consigliere dell'Italia dei Valori alla Regione Lazio, che ha presentato «una mozione che impegna la Regione ad avviare le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale». «Finora risultano circa 260 aziende colpite nel sud del Lazio e due segnalazioni nel viterbese ma il numero è destinato a salire: si stanno svolgendo infatti ulteriori accertamenti attraverso le Ada (Area decentrata Agricoltura) - aggiunge - La situazione inoltre è stata più volte sollevata dall'Italia dei Valori a Velletri: il consigliere Comunale Luigi Crocetta ha portato all'attenzione la necessità di un intervento immediato nella sua zona poiché l'economia locale si basa quasi esclusivamente sulle produzioni di kiwi.
Al momento l'unica soluzione per combattere la malattia che aggredisce le piante di kiwi e prevenirne la diffusione, è la distruzione tempestiva delle piante malate. Nei laboratori si sta mettendo a punto un trattamento curativo ma occorrerà almeno un altro anno di sperimentazione e nel frattempo un settore fondamentale dell'economia del Lazio, la nostra Regione, infatti, è la prima produttrice in Europa di kiwi, sta morendo». E’ urgente agire subito, ha ribadito l’on. Bucci, per sostenere le imprese che stanno soffrendo, aiutandole attraverso l’accesso al Fondo di solidarietà Nazionale per calamità ed eventi naturali».
 


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CONTRATTI A DISTANZA PER SERVIZI FINANZIARI, LA COMMISSIONE EUROPEA RILEVA SCARSA TUTELA PER I CONSUMATORI ITALIANI
03/06/2010 18.07.56

La legislazione europea stabilisce principi relativi ai servizi finanziari che possono essere forniti a distanza. Principi atti ad offrire una maggior tutela al consumatore, nel corso delle trattative e conclusioni di contratti con un fornitore stabilito in un altro Stato membro. La Commissione europea ha rilevato che la direttiva non è rispettata in Italia decidendo di portare avanti le procedure di infrazione contro il nostro paese, insieme con Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Nel corso di uno studio specifico è emerso che i consumatori di queste nazioni che recedono dal contratto dispongono di un periodo più breve di quello stabilito nella direttiva per restituire gli importi o i beni ricevuti. La direttiva 2002/65/CE  conferisce ai consumatori, tra le altre cose, il diritto di ricevere determinate informazioni precontrattuali nonché il diritto di recedere, entro 14 giorni di calendario, dal contratto stipulato con un fornitore di servizi. In sintesi vale la pena ricordare i principi cardine della direttiva comunitaria che si applica ai servizi finanziari al dettaglio (i servizi bancari, d'assicurazione, di pagamento e di investimento, compresi i fondi pensione, negoziati a distanza (ad esempio per telefono, fax o Internet), ossia mediante qualunque mezzo utile senza la fisica e simultanea presenza delle parti al contratto.
La direttiva accorda al consumatore un diritto di riflessione prima di concludere un contratto con il fornitore. Il fornitore è pertanto tenuto a trasmettere al consumatore, per iscritto o su supporto durevole (ad esempio su dischetto informatico, CD-ROM o posta elettronica), un progetto di contratto che comprende tutte le condizioni contrattuali. Il periodo di riflessione è di 14 giorni durante i quali le condizioni del contratto non possono essere modificate unilateralmente. Le parti possono tuttavia concordare un periodo più lungo o negoziare condizioni diverse.
Il consumatore dispone di un diritto di recesso durante un periodo di 14 giorni (30 giorni per le assicurazioni sulla vita e le integrazioni di pensione), nei seguenti casi: quando il contratto è stato firmato prima che il consumatore abbia ricevuto le disposizioni contrattuali (nel caso, ad esempio, di un contratto di assicurazione per ottenere una copertura immediata); quando il consumatore, avendo ricevuto le condizioni contrattuali, sia stato indotto dal fornitore in modo sleale a concludere un contratto durante il periodo di riflessione. Se il consumatore esercita il suo diritto di recesso quando ha già acconsentito ad un'esecuzione, quantunque parziale, del servizio, può essere tenuto ad indennizzare il fornitore per il servizio reso. Se il servizio è interamente fornito il diritto di recesso non potrà più essere esercitato e il consumatore sarà tenuto al pagamento del servizio. Il prezzo (o la base su cui sarà calcolato) dovrà essere preventivamente comunicato al consumatore. Per impedire manovre speculative, il periodo di riflessione e il diritto di recesso sono esclusi per i servizi il cui prezzo possa variare in funzione dei corsi dei mercati finanziari (ad esempio il mercato dei valori mobiliari). Alcuni servizi finanziari, in particolare i servizi venduti a termine (ad esempio l'ordine d'acquisto di un certo numero di azioni ad un prezzo determinato), possono risultare indisponibili, in tutto o in parte, al momento dell'esecuzione del contratto. In tal caso il consumatore ha diritto ad essere rimborsato delle somme versate per l'acquisto di detti servizi. Il consumatore, danneggiato da un impiego fraudolento della sua carta di credito, può chiedere l'annullamento del pagamento o la restituzione dell'importo qualora la somma sia già stata versata.
Il consumatore è tutelato dalla direttiva 2005/29/CE che considera le forniture non richieste una pratica commerciale sleale. La mancanza di risposta per queste proposte di forniture non vincola il consumatore. Non si tratta di un consenso tacito. Gli Stati membri si occupano dell'applicazione delle procedure (giudiziarie, amministrative o extragiudiziali) adeguate ed efficaci di reclamo e di ricorso per risolvere le eventuali controversie tra fornitori e consumatori. Gli Stati membri devono far sì che gli operatori e i fornitori di tecniche di comunicazione, qualora lo consenta la tecnologia, mettano fine ad attività illecite realizzate per mezzo di tecniche di comunicazione a distanza. La direttiva intende completare la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che fornisce una tutela () adeguata dei consumatori per la maggior parte dei prodotti e dei servizi diversi dai servizi finanziari, a causa della natura specifica di questi ultimi. La direttiva colma questa lacuna giuridica, stabilendo una base comune per le condizioni in cui i contratti a distanza sono conclusi in materia di servizi finanziari. Essa modifica anche la direttiva 90/619/CEE, già abrogata dalla direttiva 2002/83/CE sull' assicurazione-vita, e la direttiva 98/27/CE relativa ai provvedimenti inibitori.


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PRECISAZIONI DI EQUITALIA SUI PAGAMENTI AGEVOLATI PER LE MULTE
03/06/2010 18.05.38

In merito al comunicato sul “concordato multe prorogato al 30 giugno, ancora dubbi e incongruenze su modalità di pagamento”, Equitalia Gerit, agente pubblico della riscossione, al fine di ristabilire una corretta informazione, ha voluto fare delle precisazioni che noi accogliamo e volentieri pubblichiamo nel segno di una precisa collaborazione. “Per prima cosa – si legge nel documento inviato dalle Relazioni esterne di Equitalia Gerit SpA - il documento inviato per l’adesione al concordato è una semplice comunicazione con la quale si informa il cittadino della possibilità di definire in via agevolata il pagamento di vecchie multe elevate fino al 31 dicembre 2004. Non è, quindi, una cartella di pagamento.
Rispetto al “caso emblematico” (pagamento agevolato per due sanzioni, una delle quali annullata con sentenza) denunciato dal presidente di Primo Consumo, non è corretto affermare che Equitalia non consente di pagare solo quella dovuta. Basterebbe leggere la comunicazione inviata per “scoprire” che: “Qualora Lei intenda aderire solo parzialmente alla definizione agevolata e quindi decida di pagare solo una o più sanzioni amministrative, ma non estinguere l'intero debito, il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente presso gli sportelli Equitalia Gerit Spa”.

La terza precisazione, infine, riguarda la possibilità di far valere i propri diritti in maniera più semplice. Lo scorso 6 maggio, Equitalia ha emanato una direttiva che permette ai cittadini che hanno un documento che comprovi che il debito richiesto non è dovuto di non doversi recare più dall’ente creditore, ma di presentare una autodichiarazione all’Agente della riscossione che sospenderà la riscossione e interverrà presso l’ente”.

 



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IL CORCORDATO SULLE MULTE PROROGATO AL 30 GIUGNO, PERMANGONO DUBBI E INCONGRUENZE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO
20/05/2010 16.37.23

Il “concordato” dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004 sarà prolungato sino al prossimo 30 giugno, grazie anche alle pressanti sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Una scelta quasi obbligata quella adottata dall’amministrazione capitolina dopo l’infinita serie di problematiche emerse nelle scorse settimane, denunciate da Primo Consumo, che hanno evidenziato come la “sanatoria” fosse stata attuata con troppa superficialità, tralasciando di chiarire evidenti contraddizioni.

Il presidente dell’associazione, avv. Marco Polizzi, evidenzia come “anche le informazioni fornite dal numero dedicato 060606 non sempre si sono rivelate utili a dissolvere i dubbi proposti dai contribuenti inondati da cartelle, spesso ripetitive o, peggio, richiedenti importi già pagati o non dovuti per sentenza divenute definitive del Giudice di Pace, o, ancora, per prescrizione.  Caso emblematico quello occorso ai legali di Primo Consumo, che si sono trovati di fronte ad una cartella che proponeva il pagamento agevolato per due sanzioni; una delle quali, però, risultata annullata da sentenza.

Spiega ancora Polizzi: “Equitalia non ci consente di pagare quella dovuta in misura agevolata e sospendono, senza chiarire i tempi, l’intera agevolazione. Quando il termine scadrà e loro riattiveranno la cartella, il consumatore, che si è rivolto alla nostra associazione per l’assistenza legale, si vedrà piombare sulla testa un fermo amministrativo del veicolo per la sanzione che non hanno consentito di pagare in misura agevolata? Oppure Equitalia pretende che si paghi la sanzione annullata insieme a quella agevolata? In tal caso l’agevolazione sarebbe da ritenersi semplicemente una bufala autorizzata”

Confusione, molta confusione, come spesso accade nel nostro Paese quando si tenta di risolvere anni di arretrati, spesso difficilmente riscuotibili, con mini sanatorie già complicate dalla scelta stessa delle terminologie: “definizione agevolata”.

Dai dati forniti dal comune di Roma le proposte di pagamento inviate sono state 235 mila, le stime prevedono un ritorno di adesioni tra il 30 e il 35% pari a circa 70 mila contribuenti. Una percentuale che ha già portato nelle casse comunali circa 11 milioni di euro e che mira ad aumentare con la proroga fino ad almeno 15 milioni. Ossigeno per le asfittiche risorse economiche dell’ente locale capitolino che, vista sfumare l’Ici sulla prima casa, tenta una manovra diversiva con il concordato, minacciando di inasprire le sanzioni ed i metodi coattivi di riscossione, dopo il 30 giugno, contro gli irriducibili.

La Gerit, continua il presidente di Primo Consumo, non andrà per il sottile e, se necessario, arriverà anche a pignoramenti parziali sullo stipendio perché se errare è umano, ma solo per i contribuenti, perseverare è diabolico, specie quando i conti segnano rosso fisso.

Le associazioni di consumatori, Primo Consumo tra queste, hanno lanciato dei forti segnali sulle nebulose modalità di pagamento, come la mancata attivazione della posta elettronica certificata per il servizio contravvenzioni, e sulla necessità di rendere più semplice far valere i propri diritti, quando supportati da documenti comprovanti la decaduta validità della richiesta, quali ad esempio sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti. L’esperienze dirette, proprio di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute da Primo Consumo, possono testimoniare la situazione vigente. Molti cittadini utenti si rivolgono alla nostra associazione, conclude l’avv. Polizzi, dopo aver pagato una multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e chiedono aiuto per recuperare la somma versata indebitamente, attraverso le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro, questo percorso comporta ulteriori lungaggini burocratiche che contribuiscono a paralizzare la macchina amministrativa, quando sarebbe molto più semplice ed economico per tutti attivare meccanismi moderni come le reti telematiche per collegare tra loro i diversi uffici competenti in materia. Questa sarebbe una spesa davvero utile”.



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LA FILIERA CORTA, CONTRIBUTI E INCENTIVI DELLA REGIONE LAZIO IN FAVORE DEI PRODUTTORI AGRICOLI E DEI CONSUMATORI
10/05/2010 14.48.47

La Regione Lazio è tra le regioni italiane che ha varato una legge sulle filiere corte. La Legge regionale n° 29 del 24 dicembre 2008 contiene le “Norme sull’organizzazione di produttori agricoli, sugli accordi regionali per l’integrazione delle filiere e sulle filiere corte”, favorisce la filiera corta con contributi e incentivi a vantaggio di produttori e consumatori.
In particolare la Legge prevede contributi per gli investimenti delle imprese agricole che vogliono allestire spazi dentro o fuori l’azienda per la vendita diretta dei propri prodotti, freschi e trasformati, dando priorità alle aziende che offrono prodotti di qualità, certificati e biologici; incoraggia i produttori ad associarsi in gruppi di offerta e prevede finanziamenti a supporto della loro attività; promuove la formazione dei gruppi di acquisto e prevede una rete informativa regionale attraverso la quale questi gruppi vengono a conoscenza dei gruppi di offerta (iscritti in apposito elenco regionale) e dei loro prodotti con relativi prezzi. La Regione Lazio inoltre favorisce la partecipazione delle imprese ad eventi promozionali per valorizzare i loro prodotti.


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AUTO BLU, NO ALL’ESENZIONE DAL RITIRO DEI PUNTI DELLA PATENTE PER GLI AUTISTI
05/05/2010 17.37.22

Per dirla alla De Gregori: “Viva L’Italia”, quella delle auto blu, delle leggi ad personam, dei privilegi riservati a certe categorie, degli immobili “scontati”, delle depenalizzazioni. O forse potrebbe aiutarci uno slogan pubblicitario ad effetto: “ Ai politici piace vincere facile”. Sembrerebbe proprio così dopo l’approvazione dell’emendamento, sfacciatamente “pro domo sua”, presentato dal senatore del Pdl, Cosimo Gallo ed approvato dal Parlamento, che garantisce l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, in pratica l’immunità a qualsiasi tipo di infrazione al codice della strada.
Beati gli autisti delle auto blu perché da oggi il loro regno saranno le strade ed autostrade. Nessun dorma, tra la moltitudine di umani automobilisti perchè il pericolo corre sulle strade d’Italia.
“Credo che di ciò il Paese si debba vergognare, - dichiara con amarezza Marco Polizzi, presidente dell’associazione “PrimoConsumo”, - l’unica cosa che il Parlamento  dovrebbe fare, è una legge che preveda maggiori responsabilità per gli uomini dello Stato e quindi per il Personaggio pubblico istituzionale di turno a cui viene affidato il privilegio di macchina ed autista che deve per legge rispondere solidalmente dell’obbligazione di pagamento della sanzione, ed, inoltre, se è presente nella vettura al momento dell’infrazione deve essere considerato solidalmente responsabile dei danni prodotti a terzi cittadini e, per presunzione,  l’andamento contro norma  della vettura deve essere ritenuto a lui attribuibile con le dovute conseguenze di legge anche sulla sua patente; ovviamente fatte salve  le comprovate  ragioni di servizio e la prova contraria. Esempi non privilegi.
“A cosa serve parlare di sicurezza sulle strade, di maggiore severità nel far rispettare il codice, di tolleranza zero, - continua l’avv. Polizzi – quando per giustificare le corse sfrenate delle auto blu verso aeroporti, porti, abitazioni balneari e quant’altro desiderino raggiungere rapidamente, tutto viene concesso agli autisti della “Nomenclatura”? Come deve comportarsi il cittadino qualunque quando suo malgrado si trova lungo lo stesso percorso di una di queste auto, rischiando di essere investito ed abbandonato al suo sfortunato destino?
 In Italia le vetture di servizio sono ben 626 mila, dieci volte più delle 72 mila che circolano negli USA, delle 61 mila di Francia, 55 mila del Regno Unito, 54 mila della Germania o delle misere 22 mila del Portogallo. Poi si parla di fare economia e ridurre le spese delle amministrazioni pubbliche.
La nuova norma è un vero e proprio incentivo alla violazione sistematica del codice della strada, spingendo gli autisti a compiere manovre sempre più azzardate, sicuri dell’immunità e mettendo a rischio la vita di pedoni e automobilisti non privilegiati.
Sono sufficienti, conclude il presidente di “PrimoConsumo”, le norme già esistenti per tutelare chi guida, per esempio spiegando con motivazioni  fondate la violazione per evitare il taglio dei punti. Con la nuova norma non si porrà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici agli autisti. La nostra associazione si batte da anni per il rispetto dei cittadini e ritiene intollerabile dover continuare a protestare per ottenere pari dignità per tutti.  Crediamo sia lecito domandarsi e far riflettere sulla filosofia che anima chi propone queste modifiche, a proprio uso e consumo, in danno dei meno privilegiati che rispettano le norme e la sicurezza e che dovrebbero essere tutelati e garantiti da coloro che hanno eletto rappresentanti del popolo in Parlamento."


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DALLA FILIERA CORTA PIU' CERTEZZE PER I CONSUMATORI SULL'ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
03/05/2010 12.57.39

Negli ultimi anni vari episodi hanno creato un clima di sfiducia tra i consumatori che ogni giorno fanno la spesa al supermercato. Alcuni esempi? Mozzarelle con la dicitura “100% di latte italiano” prodotte in realtà con latte proveniente dalla Germania; olio “italiano” proveniente invece dalla Tunisia o dalla Spagna; aceto balsamico di Modena che in realtà arriva da Afragola.
Che esista un problema di tracciabilità dei prodotti alimentari è fuori discussione: l’intero percorso di un alimento, dalla materia prima al prodotto finito, spesso non è chiaro e l’etichetta del prodotto lo riporta in modo incompleto e poco comprensibile per il consumatore. Eppure la legge c’è: il Regolamento CE 178/2002 prevede in tutti i Paesi UE l’obbligo della rintracciabilità, cioè deve essere possibile ricostruire tutte le tappe che un alimento ha percorso dal campo alla tavola.
Ma esiste anche un secondo aspetto da non sottovalutare: la filiera industriale è spesso molto lunga, con troppi passaggi di mano del prodotto che possono sfuggire ai controlli e prestarsi a contraffazioni, come gli esempi sopra citati.
La filiera corta può dare fiducia al consumatore, per due ragioni fondamentali:
1) Accorciando o eliminando i vari passaggi, il prodotto arriva dal campo alla tavola seguendo un percorso più controllabile;
2) il consumatore che fa gli acquisti al mercatino in città o direttamente nell’azienda agricola non trova una confezione di prodotto con un’etichetta spesso poco leggibile, come avviene al supermercato, ma ha davanti a se il produttore, che lo informa sull’origine del prodotto, sui trattamenti che ha subito, su ciò che contiene, su “come è stato lavorato, sulle sue qualità particolari. Diventa un consumatore più informato e dunque più consapevole dei propri acquisti.
 


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BORSE DI STUDIO DEL CREL
30/04/2010 17.36.07

Il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro del Lazio (CREL) bandisce quattro borse di studio della durata di tre mesi, riservate a laureandi e laureati in atenei della Regione in data successiva al 30 giugno 2008. Per ciascuna borsa è previsto un contributo di 2.000 euro lordi. I progetti di ricerca che i candidati presenteranno dovranno riguardare lo sviluppo e l’evoluzione del tessuto sociale e produttivo della Regione Lazio, riguardando, a scelta, uno dei quattro seguenti ambiti tematici:

a.     Sistema sanitario e salute;

b.     Sviluppo territoriale sostenibile;

c.     Promozione del patrimonio culturale e turismo;

d.     Invecchiamento della popolazione e nuovo welfare.  

Oltre al curriculum e alla coerenza tra le esperienze di studio maturate e il progetto di ricerca presentato, una particolare attenzione sarà prestata al carattere innovativo e alle potenzialità di applicazione pratica delle proposte. Gli interessati dovranno inviare al CREL la domanda compilata in base al  modello allegato al bando, specificando, oltre ai dati anagrafici, per quale delle quattro borse di studio intendono concorrere. Oltre al curriculum e alla documentazione indicata, gli interessati dovranno presentare un progetto dettagliato dello studio che intendono effettuare. Infatti, i titoli sopra indicati identificano i temi nella loro complessità e generalità. Spetta al candidato circoscrivere l’ambito di ricerca, indicando il tema specifico che intende affrontare, mediante la predisposizione di un indice ragionato e l’indicazione della metodologia che si intende adottare. La proposta dovrà, inoltre, tenere conto dei limiti temporali previsti per la realizzazione. 

Requisiti generali: Le borse di studio sono riservate a laureati e a laureandi iscritti all’ultimo anno di corso e in regola con gli esami. Avranno preferenza coloro che non abbiano mai usufruito di borse di studio. Non si terrà conto delle domande pervenute al CREL dopo il termine di scadenza stabilito, né di quelle che al momento della scadenza di tale termine risulteranno incomplete. Gli interessati dovranno far pervenire la domanda, corredata di documentazione, entro il 30 giugno 2010. 

Documentazione richiesta

1)  Curriculum europeo;

2)  il programma di studio o di ricerca che si intende compiere. L’interessato dovrà illustrare dettagliatamente l’argomento che desidera trattare e i motivi per cui chiede la borsa;

3)  almeno una lettera di presentazione da parte di docente universitario che esprima un giudizio sulla preparazione del candidato e sulla validità del programma di studio o di ricerca. Sarà valutata come titolo preferenziale la presentazione che attesti l’interesse e la disponibilità del docente a seguire la realizzazione del percorso di ricerca proposto;

4)  certificato di studio con le votazioni riportate nei singoli esami universitari sostenuti;

5)  copia della tesi di laurea o argomento nel caso si tratti di laureandi;

 Disposizioni generali: Le domande saranno esaminate dal consiglio di presidenza del CREL, che si avvarrà degli apporti tecnico-scientifici che riterrà più opportuni.

 Adempimenti da assolvere: I candidati, cui sia stata notificata l’assegnazione della borsa, debbono confermare al CREL per iscritto l’accettazione oppure, eventualmente e tempestivamente, la rinuncia.Terminati i tre mesi previsti per la redazione dello studio, i borsisti avranno a disposizione ulteriori 15 giorni per consegnare una relazione concernente le attività svolte ed evidenziare i risultati conseguiti.

 Erogazione della borsa: Il compenso previsto per la borsa di studio sarà erogato in una unica soluzione al termine del lavoro, previa positiva valutazione del Consiglio di Presidenza del CREL. Per informazioni rivolgersi al CREL, via Giorgione 18 - 00147 Roma, tel. 347.4496186 - 06.65932006.
Il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro del Lazio (CREL) intende valorizzare il lavoro dei  giovani studiosi che frequentano le Università della Regione, nella convinzione che le tesi di laurea rappresentino un patrimonio di elaborazione e ricerca troppo spesso sottovalutato. A tal fine, intende selezionare e quindi pubblicare quattro tesi di laurea inerenti temi di interesse della nostra regione, che saranno distribuite presso tutte le Amministrazioni comunali e provinciali della Regione Lazio. Il CREL si rivolge, quindi, ai giovani laureati in atenei della Regione affinché sottopongano alla sua attenzione i propri elaborati sui seguenti argomenti:

a.     Sviluppo territoriale;

b.     Beni culturali;

c.     Mobilità;

d.     La funzione delle Regioni.

Gli autori delle tesi selezionate saranno, inoltre,  premiati con la somma di 600 euro lordi. Gli interessati dovranno inviare al CREL una domanda, compilata in base al  modello indicato nel bando, allegando curriculum e copia della tesi. Il bando è riservato ai laureati dopo il 1 gennaio 2008. Non si terrà conto delle domande pervenute al CREL dopo il termine di scadenza stabilito, né di quelle che al momento della scadenza di tale termine risulteranno incomplete. Gli interessati dovranno far pervenire la domanda con allegata la tesi entro il 30 giugno 2010.

Modello di domanda da inviare: Al CREL, via Giorgione, 18 - 00147 Roma

 .. sottoscritt...                                nat… a         il          residente a (indirizzo completo e numero telefonico)               laureato in                                     

il                    a seguito della discussione di una tesi dal titolo:

 sottopone all’attenzione del CREL, per la pubblicazione, la tesi  suddetta.

 ..sottoscrit...  dichiara, inoltre, sotto la propria responsabilità di avere preso visione delle norme che regolano la selezione delle tesi allegate al bando e di accettare le condizioni ivi contenute.

 Data,                                                                                   Firma
 Documentazione richiesta

1)  scheda di identificazione in cui siano indicati generalità e dati anagrafici;

2)  lettera di presentazione da parte di docente universitario che esprima un giudizio sulla preparazione del candidato e sulla validità della tesi di laurea presentata;

3)  certificato di laurea con le votazioni riportate nei singoli esami universitari sostenuti;

4)  copia della tesi di laurea.

Disposizioni generali: Le domande saranno esaminate dal Consiglio di Presidenza del CREL, che si avvarrà degli apporti tecnico-scientifici che riterrà più opportuni. I titolari delle tesi da pubblicare si impegnano a consegnare il testo al CREL anche su supporto informatico. Per informazioni rivolgersi al CREL, via Giorgione 18 - 00147 Roma, tel. 347.4496186 - 06.65932006.

 



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NUOVI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI
29/04/2010 16.10.44

Primo Consumo informa gli associati che sono da oggi attivi i seguenti servizi:
•       Modello 730
•       Modello Unico
•       Compilazione modello ISEE
•       Modello RED
•       Calcolo ICI
•       Modello per le detrazioni d'imposta
E’ inoltre possibile l’esame della situazione del contribuente presso Gerit, Agenzia Entrate, il recupero dell’iva sulla tassa sui rifiuti (tarsu) e la predisposizione di ricorsi e istanze di rateazione. Per informazioni ed appuntamenti telefonare negli orari di apertura della segreteria.



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AL VIA DA OGGI LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, GRATUITA PER I CITTADINI
26/04/2010 17.15.29

In Italia da oggi è attiva la posta elettronica certificata (PEC) che permetterà ai cittadini di ridurre al minimo i tempi di corrispondenza con le istituzioni con la totale certezza del valore legale senza doversi recare negli uffici postali ma solo attivando un proprio indirizzo mail sul sito delle Poste Italiane. Tutte le informazioni sul sito: www.postacertificata.gov.it/home/index.dot  La PostaCertificat@ è un servizio di comunicazione elettronica tra Cittadino e Pubblica Amministrazione.  Il servizio è offerto a titolo gratuito e si rivolge a tutti i cittadini italiani maggiorenni che ne facciano richiesta (anche se residenti all'estero).
Attraverso la PostaCertificat@ ogni cittadino può dialogare in modalità sicura e certificata con la Pubblica Amministrazione comodamente da casa o con qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad internet senza recarsi presso gli Uffici della PA per: 1) richiedere/inviare informazioni alle Pubbliche Amministrazioni; 2) inviare Istanze/documentazione alle Pubbliche Amministrazioni; 3) ricevere documenti, informazioni, comunicazioni dalle Pubbliche Amministrazioni. Le Pubbliche Amministrazioni con cui il cittadino può dialogare sono disponibili nell'indirizzario delle PA attualmente in fase di progressivo completamento. Il servizio PostaCertificat@: fornisce tutte le garanzie di una posta elettronica certificata; permette di dare ad un messaggio di posta elettronica la piena validità legale nei casi previsti dalla normativa; garantisce data e ora riferiti all'accettazione e alla consegna del messaggio e l'integrità del contenuto trasmesso. Le limitazioni all'utilizzo della casella PostaCertificat@ per il cittadino sono: A) numero massimo di invii giornalieri, non superiore a 10; B) dimensione massima del messaggio pari a 30 MB; C) numero massimo di destinatari del messaggio 50. Gli invii di messaggi con numero di destinatari superiori a 10 saranno oggetto di monitoraggio da parte del Concessionario La PostaCertificat@ garantisce un canale di comunicazione chiuso ed esclusivo tra Pubblica Amministrazione e Cittadino, non sono, infatti, previste comunicazioni al di fuori di tale canale, ad esempio tra Cittadino e Cittadino. Le caselle PostaCertificat@ attivate dalla Pubblica Amministrazione per i propri dipendenti (in qualità di Cittadini) sono del tutto equivalenti alle caselle PostaCertificat@ per il Cittadino.



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MICROCAR KILLER, NECESSARI INTERVENTI URGENTI ED EFFICACI, NON SEMPLICI PALLIATIVI
24/04/2010 11.12.34

“Il problema delle “microcar killer”, esploso sui mass media con grave ritardo in tutta la sua reale consistenza, richiede ora interventi urgenti ed efficaci, non i soliti palliativi per calmare le acque agitate dall’opinione pubblica in seguito all’effetto dolore, dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione  “Primo Consumo”. “Anche la classe politica è apparsa piuttosto impreparata in materia e, solo dopo forti pressioni, sta valutando giri di vite, dietro quotidiane proposte degli organi di stampa, per lo più inutili e che non sembrano poter limitare l’impressionante numero di morti che la circolazione sulle nostre strade provoca ogni giorno”. Secondo l’avv. Polizzi: “Partendo dalla certezza evidenziata dai dati statistici rilevati nei  Pronto Soccorso degli ospedali romani, secondo i quali la “vetturetta” è più sicura del ciclomotore per proteggere, con qualche garanzia maggiore, i nostri figli, si potrebbe iniziare con l’imporre per legge ai costruttori l’obbligo (anche in considerazione dell’alto prezzo pagato per l’acquisto) di sottoporre i veicoli al superamento dei crash test, come per tutte le altre auto, montando anche gli airbag e le barre anti intrusione. Le case produttrici dovrebbero essere, inoltre, obbligate a rendere maggiormente difficoltosa la modifica delle microcar da parte dei ragazzi che spesso trovano le istruzioni su internet, continua il presidente di Primo Consumo, suggerendo al legislatore di prevedere anche una pena detentiva, nonché la chiusura, per quelle officine meccaniche che modificano le vetture. L’indagine delle Forze dell’Ordine per l’identificazione non credo dovrebbe rivelarsi difficile. In tal senso l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che si è dichiarato pronto a modifiche al Codice della strada, valutando la necessità di sanzioni più severe per chi provvede ad alterare illecitamente la potenza dei motori delle miniauto, appare di buon auspicio, sempre che non si perda nei meandri delle commissioni parlamentari”. “Unica certezza in materia, rimane al momento, la prossima entrata in vigore, anche in Italia, della direttiva europea che prescrive una prova pratica, oltre quella teorica, per il rilascio del patentino per la guida dei ciclomotori.

Rimanendo in tema di incidenti stradali – continua Marco Polizzi -non si può, e non si deve, tralasciare di ribadire il grido d’allarme per il pietoso e pauroso stato delle strade cittadine, infestate da una moltitudine di buche che rendono pericolosissima la circolazione, in particolar modo, per i motociclisti. Il dossier pubblicato dal quotidiano Repubblica, sulle condizioni drammatiche dell’asfalto dissestato e sulla presenza di enormi rischi per gli automobilisti, descrive Roma come la città italiana dove si muore di più per strada, la capitale europea più pericolosa, nel 2008,190 morti e 24mila feriti per incidenti.

L’associazione Primo Consumo ha attivato lo sportello Primo Incidente che permette agli associati, anche telefonando al numero verde 800974230, immediata consulenza grazie al supporto di professionisti del settore. Utili informazioni sul sito www.primoconsumo.it Dall’ultimo censimento dell'Ania (associazione delle compagnie di assicurazione), i "tratti pericolosi" per il manto dissestato nel marzo 2010 sono 243, in aumento rispetto allo scorso anno (215). Dall’inchiesta emergono pesanti dubbi anche sulla manutenzione dell’asfalto cittadino, su spese, appalti e guadagni. Anche in questo caso – conclude il presidente di Primo Consumo - sarebbe opportuna una maggiore trasparenza per tentare di far comprendere anche ai cittadini, utenti della strada, come vengono amministrati i soldi pubblici e come mai non si riesca a garantire le condizioni minime di sicurezza nonostante il consistente investimento di cento milioni di euro l’anno”.

 



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ETICHETTA DEI PRODOTTI BIOLOGICI: DAL 1 LUGLIO PIU’ TRASPARENZA PER I CONSUMATORI
24/04/2010 11.11.37

Dal 1 luglio 2010 ci saranno importanti novità sull’etichetta dei prodotti biologici. 
La prima riguarda l’obbligo di indicare l’origine delle materie prime contenute nei prodotti, in particolare dovrà essere specificata l’origine “UE”(Unione Europea) o “non UE” della materia prima agricola.
 La seconda novità è l’introduzione del nuovo logo comunitario, cioè il marchio dell’UE presente in etichetta, che sarà rappresentato con una foglia stilizzata su fondo verde:  http://ec.europa.eu/agriculture/organic/logo/index_it.htm
Il marchio da facoltativo diventerà obbligatorio su tutti i prodotti confezionati coltivati all’interno dell’Unione Europea e contenenti almeno il 95% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Solo questi prodotti possono portare in etichetta la dicitura “prodotto biologico”. I prodotti con un contenuto inferiore al 95% non potranno avvalersi del logo comunitario e, in base al nuovo Regolamento CE 834/2007, non possono recare l’indicazione “prodotto biologico”.
In questo modo i consumatori saranno più garantiti sotto il profilo della tracciabilità e del riconoscimento dei prodotti biologici. Gli stessi consumatori, tuttavia, dovrebbero essere più informati e conoscere almeno i principi base dell’agricoltura biologica per fare scelte consapevoli.

 



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I DIRITTI DEI PASSEGGERI IN CASO DI CANCELLAZIONE DEI VOLI
21/04/2010 12.23.03

Secondo la normativa comunitaria in vigore (Regolamento (CE) 261/2004) così come riportata nella pubblicazione Enac "Carta dei diritti del Passeggero", a tutela dei diritti del passeggero è previsto che in caso di cancellazione del volo la compagnia aerea offra ai passeggeri:

  • la scelta tra il rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata oppure l'imbarco su un volo alternativo il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il passeggero stesso. Nel caso in cui la compagnia offra in alternativa al rimborso del prezzo del biglietto un voucher, la relativa accettazione rimane nell'esclusiva facoltà del passeggero;
  • l'assistenza nel caso in cui il passeggero scelga l'imbarco su un volo alternativo il prima possibile. Nel periodo di attesa il passeggero ha diritto a ricevere: pasti, bevande, adeguata sistemazione alberghiera, trasferimenti da e per l'aeroporto, due chiamate telefoniche. Nella situazione in esame, trattandosi di cancellazioni derivanti da circostanze eccezionali il passeggero non ha diritto invece alla compensazione pecuniaria e ad eventuali risarcimenti danni.


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IL 22 APRILE MANIFESTAZIONE DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI
21/04/2010 12.20.08

Unione Inquilini e Action hanno indetto per giovedì 22 aprile alle ore 16 presso il Ministero del lavoro in via Flavia, una manifestazione nazionale degli inquilini degli Enti Previdenziali, vittime negli scorsi anni delle cosiddette cartolarizzazioni. E' ormai da oltre un anno che il governo ha decretato il fallimento della SCIP (Società di Cartolarizzazione degli Immobili Pubblici) ma ancora restano irrisolti i problemi degli inquilini che vi abitano. Le richieste che si avanzano sono molto semplici: riprenda la vendita diretta agli inquilini con gli stessi prezzi e le medesime garanzie finora praticati; si estenda la sanatoria agli occupanti senza titolo che da anni vivono in quegli appartamenti (come richiesto anche dal Comune di Roma); si diano garanzie del diritto all'abitazione a coloro che, per i redditi bassi, non possono acquistare l'alloggio in cui risiedono. La dirigenza dell'INPS ha dato disponibilità a risolvere i problemi ancora sospesi: la parola decisiva spetta ora al governo. Il fallimento della SCIP, costata allo Stato oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro, non può essere fatto pagare agli inquilini. La città di Roma, già stremata dall'emergenza casa, non può reggere una ulteriore precarietà abitativa. La manifestazione è stata proclamata dopo l'assemblea generale degli inquilini degli Enti svoltasi lo scorso 19 marzo a Roma, promossa da Action e dai comitati degli occupanti senza titolo e dai comitati dell'Unione Inquilini



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PREMIO LETTERARIO GIOVANNA DALLA TORRE
21/04/2010 12.16.48

Il Municipio Roma XVII con Deliberazione di Consiglio Municipale del 22/12/2009 prot. n . 68863 ha istituito il premio letterario, e approvato il relativo regolamento, intitolato a Giovanna Dalla Torre dal Tempio di Sanguinetto, la giovane donna eletta nel Consiglio del Municipio prematuramente scomparsa  nel 2008 all'età di 27anni.   
LINK :  http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/pcr?menuPage=/&targetPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Municipi/Municipio_XVII_(17)/Homepage/In_evidenza/info-1128391206.jsp
 Possono partecipare, a norma del Regolamento, tutti i cittadini, ovunque residenti, esclusivamente con opere in lingua italiana tenendo conto che il premio letterario è articolato in quattro sezioni così come di seguito elencate:
Sez. ne A: una o più poesie, sino ad un massimo di otto, dattiloscritte, inedite a tema libero su Roma, che non superino i quaranta versi ciascuna;
Sez. ne B: un elaborato (racconto, saggio, favola), inedito, sul tema "La Politica", che non superi le otto cartelle, dattiloscritte, ciascuna di duemila battute, spazi compresi;
Sez.ne C: un volume, edito tra il 1° gennaio 2000 e la data di scadenza della presentazione degli elaborati, sul tema "Roma";
Sez.ne D: un testo dattiloscritto e il relativo supporto mp3 di una canzone, inedita, a tema libero, che non superi i quaranta versi.
Gli elaborati e la scheda di partecipazione, unitamente alla restante documentazione richiesta - secondo le modalità più specificamente indicate dall'Avviso pubblico - dovranno essere consegnati al Municipio Roma XVII – Segreteria del Premio letterario "Giovanna dalla Torre" Circonvallazione Trionfale 19 – 00195 Roma – entro e non oltre le ore 16,00 del 20 maggio 2010.
Per i plichi pervenuti a mezzo di servizio postale farà fede il timbro postale di spedizione. 
Gli elaborati pervenuti saranno valutati da una Giuria, il cui giudizio è insindacabile, composta da critici ed esponenti del mondo della cultura nominata con apposito provvedimento del Presidente del Consiglio Municipale e sceglierà le opere meritevoli per la pubblicazione dei testi in una Antologia. Le modalità di inserimento nella stessa saranno comunicate a ciascun autore. Tra i selezionati la giuria sceglierà i vincitori del premio letterario "Giovanna Dalla Torre".
Sono previsti premi per i primi tre classificati in ciascuna sezione, consistenti in targhe e diplomi di merito. Speciali riconoscimenti saranno attribuiti all'autore più anziano e a quello più giovane. Tutti gli autori riceveranno un attestato di partecipazione. Agli autori non presenti personalmente o per delega alla Cerimonia, i premi potranno essere spediti, con spese a loro carico, solo se faranno espressa richiesta alla Segreteria del Premio. 
Ulteriori informazioni potranno essere acquisite presso l'Ufficio Cultura del Municipio Roma XVII – Circ.ne Trionfale n. 19 – 00195 Roma - tel. 06.69617652 – 06.69617213
Orario di ricevimento :
Martedì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 
Giovedì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00 



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PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, INFURIANO LE POLEMICHE TRA SENTENZE, SCARSA LUNGIMIRANZA E MINACCE REFERENDARIE
15/04/2010 11.44.17

“La legge sulla privatizzazione dell’acqua, anche nota come famigerato decreto Ronchi, è riuscita a scontentare tutti ma in particolare a preparare nuove vessazioni per gli incolpevoli utenti di un bene così prezioso” è quanto dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione “Primo Consumo”.
“Caos, cattiva volontà o incapacità nel voler comprendere i reali problemi dei cittadini utenti alle prese con le quotidiane ingiustizie prodotte da scelte politiche sommarie, farraginose e troppo spesso lontane dalla reale volontà di andare incontro ai bisogni dei consumatori” ha proseguito Polizzi.
Il risveglio del mondo politico, dopo uno strano silenzio, interrotto, casualmente in piena campagna elettorale, con la manifestazione popolare di Roma, dello scorso 20 marzo, contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, ha riproposto anche sulla stampa alcuni stimolanti interventi come quello di Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera, o il racconto della battaglia legale, vinta dal comitato cittadini di Aprilia, trattato con dovizie dal quotidiano il Manifesto.
“La recente sentenza del Consiglio di Stato, capace di squarciare le finte certezze, che avevano servito alle multinazionali del settore un business così appetitoso, oltre a riconsegnare le chiavi dell’acquedotto al comune di Aprilia, ha evidenziato come i cittadini siano “legittimati” a chiamare in causa i gestori quando non vengono rispettati i diritti fondamentali, che l’acqua , in quanto bene prezioso (finalmente qualcuno lo ha certificato!, ndr), gode di una tutela superiore, e che i Comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza interventi di altri Enti, nello specifico la Provincia di Latina” ha spiegato il presidente di PrimoConsumo.
La politica ha dimostrato la propria incapacità nel gestire questa sporca faccenda, dimenticando, nei polverosi armadi, strumenti idonei e già esistenti, quali ad esempio il ruolo della commissione, del ministero dell’Ambiente, di vigilanza sulle risorse idriche che dovrebbe “esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e di risarcimento dei danni a tutela dei diritti dell’utente”, a quanto pare nessuno sembra essersi preso la briga di ricordarlo alla titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo.
“Il presidente dell’Antitrust Catricalà ha sottolineato  la necessità di una authority, non prevista dalla legge Ronchi, i cittadini/consumatori così sarebbero maggiormente tutelati anche sui prezzi del servizio, ma (come suggerito proprio da Rizzo sul CdS, ndr)  sarebbe sufficiente la semplice attribuzione di competenza all’autorità per l’energia che, occupandosi di elettricità e gas, potrebbe vedere allargate le sue competenze all’acqua” ricorda ancora l’avv. Polizzi.
“Non ultimo, conclude il presidente dall’associazione Primo Consumo, l’utilizzo dello strumento referendario, al quale si sono prontamente rivolti i partiti di opposizione, copiando e scontrandosi con l’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, appare pretestuoso e scarsamente affidabile, alla luce degli ultimi fallimenti, costati quantità rilevanti di denaro pubblico ma incapaci di raggiungere il quorum, lasciando immutate le leggi per le quali si chiedevano modifiche ed abrogazioni. Alcuni leader dell’opposizione forse farebbero meglio a porre maggiore attenzione agli interessi reali della cittadinanza senza particolare demagogia politica fine a se stessa”.

 



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L'impianto dell'ascensore negli stabili condominiali
13/04/2010 18.28.39

L'impianto di ascensore di cui è dotato uno stabile appartiene a tutti i condomini salvo titolo contrario che attribuisca la proprietà di tale bene ad una parte ristretta dei condomini.
Con riferimento ai condomini proprietari di negozi con accesso diretto dalla pubblica via, si è posto il problema di un eventuale esenzione dalle relative spese.
Se nulla risulta diversamente dal titolo (regolamento condominiale) l'impianto appartiene in proprietà anche a tali soggetti.
Tale bene, difatti, non può essere considerato solo in relazione all'uso concreto od a quello eventuale che ne potrebbero fare i condomini (App. Bologna 1 aprile 1989, Arch Locaz., 1990, 67 e Trib. Milano 16 marzo 1989, idem, 1989, 515), ma anche con riferimento al fatto che esso costituisce una caratteristica positiva dell'intero edificio del quale aumento pregio e valore in rapporto a quegli immobili che ne siano sprovvisti.
Installare l'ascensore in un immobile condominiale che ne sia privo configura un'innovazione ai sensi del 1 comma dell'art. 1120 c.c. in quanto, da un lato, il godimento delle cose comuni è migliorato e reso più comodo proprio grazie a tale opera e dall'altro lato, l'intervento in parola incide, spesso in misura rilevante, sulla struttura dello stabile attraverso la modifica della tromba delle scale, dei pianerottoli ecc.
Per quanto riguarda l'uso dell'ascensore è stata ritenuta “illegittima la delibera di un condominio, adottata a maggioranza, con la quale si stabilisce un onere di contribuzione, delle spese di gestione, maggiore a carico di alcuni condomini, sul presupposto della loro più intensa utilizzazione, rispetto agli altri, di parti o sevizi comuni, non solo perché la modifica ai criteri legali (art. 1123 c.c.) o di regolamento contrattuale delle spese richiede il consenso di tutti i condomini, ma anche perché il criterio di riparto in base all'uso differenziato, derivante dalla diversità strutturale della cosa, previsto dal 2o comma dell'art. 1123 c.c. non è applicabile alle spese generali, per le quali opera invece il criterio di cui al primo comma dello stesso articolo, ossia la proporzione al valore della proprietà di ciascuno” (Cass. 19 febbraio 1997 n.1511).
In merito alle spese, in quanto non esistono norme specifiche che indichino con chiarezza come deve avvenire la ripartizione delle spese, vista la genericità del criterio indicato dal 2o comma dell'art. 1123 c.c., per i contributi relativi alla manutenzione e ricostruzione degli impianti di risalita di norma viene applicato, in via analogica, l'art. 1124 c.c. relativo alla manutenzione delle scale, e ciò in considerazione della fondamentale affinità tra le due fattispecie (così anche Cass. 17 febbraio 2005 n. 3264).
Nello specifico per quanto riguarda le spese di impianto si farà riferimento ai rispettivi millesimi come criterio di suddivisione.
Così anche per l'adeguamento dell'ascensore alla normativa Cee, compresi i proprietari degli appartamenti al piano terra.

Per le spese di esercizio, in considerazione del maggior uso dei proprietari dell'ultimo piano si applicherà il principio enunciato dall'art. 1124 c.c.



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Il Progetto “Filiera Corta” nel Lazio per promuovere Farmer’s market, gruppi di acquisto e la vendita diretta in fattoria
08/04/2010 17.25.26

 Ha preso il via il Progetto denominato “la Regione Lazio per il Cittadino Consumatore”, un’iniziativa realizzata con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico erogati tramite la Regione Lazio e portata avanti sul territorio regionale da tre Associazioni: Primoconsumo, Ass. “Centogiovani” e AIRP onlus, con il supporto scientifico di CURSA e Ass. Mondivivo.

Scopo del Progetto è quello di promuovere nel Lazio la filiera corta agroalimentare, la quale prevede un percorso più breve per gli alimenti dal “campo” alla “tavola”. Questo è possibile riducendo o eliminando i vari passaggi intermedi di trasformazione industriale e distribuzione commerciale che stanno tradizionalmente tra produttore e consumatore.
Diverse le tipologie di filiera corta oggetto dell’iniziativa: tra queste i “farmer’s market”, i mercati del contadino, nei quali l’agricoltore porta i propri prodotti in un mercato vicino all’azienda, allestisce un suo stand e vende direttamente ai consumatori; i “gruppi di acquisto”, cioè gruppi di consumatori che anziché comprare singolarmente dai produttori fanno un acquisto collettivo di prodotti beneficiando così di una riduzione di prezzo; la vendita in fattoria, dove l’agricoltore apre uno spaccio per la vendita diretta delle proprie produzioni.
Frutta, ortaggi, latte, latticini, vino, miele, pasta sono tra i prodotti che il consumatore può trovare nei mercatini o direttamente “sul campo”, all’insegna della freschezza, della qualità e della stagionalità.


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Canone Rai, esenzione per gli over 75 a basso reddito
03/04/2010 13.19.40

La legge finanziaria 2008, art. 1, comma 132 contiene una norma che esenta dal pagamento del canone i cittadini italiani con età pari o superiore a 75 anni e con reddito annuo non superiore a 6.718,98 euro.
La Rai ha continuato a pretendere il pagamento del canone a causa della mancanza del decreto attuativo della legge. Dunque anche chi aveva i requisiti per beneficiare dell’esenzione ha continuato a pagare, in attesa di mandare il modulo per un eventuale rimborso.
Il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora,  ha di recente spiegato che  l'esonero del canone Rai per i cittadini meno abbienti over 75 è automatico e la norma che lo prevede non ha bisogno di alcun decreto attuativo.  Chi ha pagato in questi anni ha dunque diritto al rimborso.



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Diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa per i rifiuti
03/04/2010 13.13.09

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 2009, con cui si è definitivamente stabilito che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale - già TARSU, tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) è un vero e proprio tributo e come tale non può essere gravato da altro tributo quale è l’IVA, si apre oggi la strada alla richiesta di rimborso dell’Iva pagata su tali tributi, ovvero alla richiesta di riconoscimento di un credito d’imposta pari all’ammontare dell’IVA indebitamente versata.
L'Associazione è a vostra disposizione per qualsiasi informazione, anche direttamente con i propri consulenti.


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Ritardi Aerei: consumatori/viaggiatori
04/03/2010 19.32.02

Oggi il ritardo del vettore aereo rappresenta una delle ragioni principali di reclamo da parte dei viaggiatori/consumatori nei confronti delle compagnie aeree. Numerose sono le normative e le fonti che si occupano del problema pur sovrapponendosi tra loro e generando nell'inesperto viaggiatore non poca confusione.
L'evento ritardo che va distinto dall'overbooking e dalla cancellazione del volo, trova disciplina anche in altre fonti comunitarie oltre che in fonti internazionali ed interne.
La Convenzione di Montreal del 1999, la Convenzione di Varsavia del 1929, come successivamente modificate laddove ancora applicabile, (fonti internazionali), il Reg. (CE) 889/2002 (fonte comunitaria), il codice della navigazione (fonte interna) prendono in considerazione questa ipotesi specifica.
Considerando che il Reg. Ce 261/2004 protegge il passeggero in maniera minima non prevedendo la “compensazione” pecuniaria, ciò non deve indurre a pensare che siano pregiudicate le possibilità di ottenerla riferendosi ad altre fonti.
Quindi indipendentemente:
- dal numero di ore di ritardo;
- da eventuali previsioni contenute nelle condizioni generali di trasporto circa il carattere non vincolante degli orari pubblicati;
- da possibili sovra stime nei tempi di percorrenza dei tragitti al fine di rispettare almeno l'orario d'arrivo,
il vettore risponde in via presunta di qualunque ritardo con il limite di 4.150 D.S.P. nel trasporto di persone e di 1.000 D.S.P. nel trasporto di bagagli salvo che egli dimostri l'adozione di tutte le misure possibili per evitare il ritardo oppure l'impossibilità di adottarle.
In particolare in caso di ritardo prolungato (cioè di ritardo preso in considerazione dal Reg. (CE) 261/2004) il passeggero avrà diritto:
a) pasti e bevande in rapporto all'attesa e a due telefonate o messaggi fax o via e-mail
b) alla sistemazione alberghiera e al trasporto verso il luogo di sistemazione (albergo o altro) se il ritardo è di almeno un giorno;
c) al rimborso del prezzo del biglietto entro sette giorni e, se del caso, ad un volo di ritorno verso il punto iniziale non appena possibile, se il ritardo è di almeno 5 ore (Il Danno da Vacanza Rovinata di Galli e Monti seconda edizione FAG Milano pag.126 e 127).
Il viaggiatore/consumatore dovrà provare l'esistenza del titolo (mediante produzione del biglietto aereo) e l'ammontare del danno.
                                                                                       Avv. Nicholas M. Vermaaten


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Convegno Sicurezza della Alimentazione
04/03/2010 19.28.30

La “Sensibilizzazione alla sicurezza dell’alimentazione” un tema di grande importanza al quale poca attenzione è rivolta dall’opinione pubblica, lasciando aperti diversi interrogativi che quotidianamente ognuno di noi, al momento di sedersi a tavola, continua a riproporsi.
L’Associazione interattiva di cittadini e consumatori “Primo Consumo”, ha affrontato il tema nel corso di una tavola rotonda, nello storico Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, dibattendo, alla presenza di esperti e politici, sul migliore approccio verso un’educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; sulle prassi e i requisiti igienico-sanitari; sull’importanza della filiera; sulle procedure operative e il monitoraggio; sulle informazioni offerte dagli organismi istituzionali, sulla rintracciabilità delle imprese agricole.
Il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, ha illustrato il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di un’educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo. “Quello del Benessere è un concetto ampio che racchiude in sé una grande variabile di fattori, fisici, sociali, mentali ed economici che tutti assieme contribuiscono a formare quello che è lo stile di vita dei singoli individui”, ha evidenziato il presidente di “Primo Consumo”, annunciando una serie di ulteriori incontri specifici sulla sicurezza alimentare, sulla tracciabilità e sulla filiera corta.
Della proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale ha parlato, in qualità di primo firmatario, l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio: “La proposta nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità". Gli obiettivi prioritari della legge sono di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, ha spiegato l’on. Bucci, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino strumenti che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”.
Giuseppe Lai, biologo esperto di produzione e igiene degli alimenti di origine animale, si è soffermato sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria approfondendo le linee guida per un’alimentazione sana e corretta. “Nel corso degli ultimi 10-15 anni episodi quali la sindrome della mucca pazza, i cibi alla diossina, gli oli di oliva adulterati, hanno generato nei consumatori una certa preoccupazione circa la possibilità che gli alimenti possano provocare tossinfezioni o indurre patologie importanti. Considerato che la stessa Costituzione all’art.32 sancisce il diritto alla salute per ogni cittadino, si pone un primo quesito: il Legislatore ha recepito l’esigenza dei consumatori di reperire sugli scaffali di un supermercato prodotti salubri? 
La legislazione alimentare, con l’approvazione del Decreto Legislativo n° 155, recepimento della Direttiva 93/43 CEE, introduce in Italia il principio dell’autocontrollo che segna una svolta importante nella richiesta da parte dei consumatori di garanzie relative agli alimenti.
In base a questo principio, il responsabile dell’azienda alimentare ha l’obbligo di effettuare una serie di controlli sull’intero ciclo produttivo al fine di garantire la salubrità dei propri prodotti.
La rintracciabilità è la possibilità di ricostruire il percorso che un alimento compie “dal campo alla tavola” cioè dalla produzione primaria, es. il raccolto, attraverso tutte le fasi successive del ciclo di lavorazione fino alla vendita al consumatore finale.
Perché un prodotto sia rintracciabile, ogni passaggio della catena produttiva deve lasciare tracce, cioè documenti che dimostrino, ad es., che la materia prima è prodotta nel luogo di origine A, da questo è passata nello stabilimento B per la trasformazione in prodotto, che viene poi inviato allo stabilimento C per essere confezionato; e così via fino agli scaffali della grande distribuzione. La sintesi visibile di tutte le “tracce”, ha spiegato il dott. Lai, dalla materia prima al consumatore finale, attraverso tutte le fasi intermedie di lavorazione, trasformazione, confezionamento, è l’etichetta. Ancora oggi c’è molta strada da fare prima di offrire al consumatore un’etichettatura completa e trasparente di tutti i prodotti alimentari”. 
Del patrimonio zootecnico ha parlato il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto “Italialleva”. “L’Associazione Italiana Allevatori ha realizzato il progetto ITALIALLEVA con il quale il mondo degli allevatori assume in proprio l’onere della garanzie delle produzioni zootecniche e dei prodotti da esse derivati, attraverso un processo semplice, economico ed assolutamente affidabile, utilizzando l’integrazione di diverse attività svolte dal sistema allevatoriale, l’ottimizzazione dei dati rilevati mensilmente dal personale delle APA, associazione provinciali degli allevatori, l’utilizzo di manuali di autocontrollo e rintracciabilità validati dal Ministero della Salute”.


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Processo Breve
09/02/2010 19.12.38

Premesso 
La legge sul cosiddetto “processo breve” ha ricevuto il via libera dall’ Aula del Senato. 
Il provvedimento è passato con 163 voti a favore, 130 contro e   con 2 astenuti. 
Considerato 
- Che la decisione del Senato ha provocato l’immediata reazione dei magistrati che hanno dichiarato la loro contrarietà a riforme “che indeboliscono la giustizia”. 
- Che l Avvocatura dello Stato – in una nota ribadisce le “fortissime preoccupazioni già espresse nelle varie sedi istituzionali per il DDL sul processo breve che rischia di produrre conseguenze devastanti sull’intero sistema della giustizia italiana. 
- Che con il processo breve vengono decretati la fine di processi penali. 
- Che con il processo breve ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini 
Ritenuto
Che è necessario e democratico far sentire il nostro punto di vista:
Il consiglio del Municipio XVII esprime forte contrarietà riguardo il DDL in questione. 

Cons. Dott. Antonella Tancredi



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Convegno sulla Sicurezza dell'alimentazione
09/02/2010 18.36.49

La “Sensibilizzazione alla sicurezza della alimentazione” è il tema del convegno promosso dall’Associazione interattiva di cittadini e consumatori “Primo Consumo”, che si svolgerà giovedì 11 febbraio, a partire dalle 10,30, nello storico Palazzetto Mattei, Villa Celimontana in via della Navicella,12.

Dalla salvaguardia dell’ambiente ad una educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; le prassi ed i requisiti igienico-sanitari; l’importanza della filiera; le procedure operative ed il monitoraggio; le informazioni sugli organismi istituzionali, la rintracciabilità delle imprese agricole, questi i temi che verranno dibattuti nel corso dei lavori.

Aprirà i lavori il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, giudiziali e stragiudiziali; illustrerà il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di una educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo.

Si partirà dalla proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale che ha visto quale primo firmatario l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio, che ne sintetizzerà gli aspetti prioritari nel suo intervento.

La proposta, approvata dalla Commissione Affari comunitari ed internazionali, nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità.

Gli obiettivi prioritari della legge sono quelli di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino sistemi che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”.

Seguirà l’intervento del biologo, Giuseppe Lai, esperto di produzione ed igiene degli alimenti di origine animale, che si soffermerà sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria e approfondirà le linee guida per un’alimentazione sana e corretta.

Del patrimonio zootecnico tratterà il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto Italialleva.

Riferimento Ufficio Stampa
Michele Minnicino
335/7013748

 



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L’ITALIA IN GIOCO
12/01/2010 18.34.07

PERCORSI E NUMERI DELL’INDUSTRIA DELLA FORTUNA
Il 15 dicembre viene presentato, con una conferenza stampa a Roma, il tanto atteso rapporto di ricerca stilato dall’Eurispes sul gioco in Italia; i dati che emergono sono molti e variegati, tali da renderne difficile la sintetizzazione in poche righe: 800 pagine di numeri e dati che delineano una fotografia ad ampio spettro dell’Italia che gioca, di quella che non gioca, e di quella che del gioco fa una professione, a volte anche illecita. Gian Maria Fara, presidente Eurispes; Ezio Filippone, amministratore delegato Gamenet; Luigi Paganetto, presidente della Facoltà di Economia e Commercio della Università "Tor Vergata", e del centro degli studi Internazionali sull'Economia e lo Sviluppo (CEIS) presso il medesimo Ateneo, e Giorgio Benvenuto, presidente Fondazione Unigioco, hanno introdotto il quadro generale di questa industria in continua espansione, già anticipato un mese fa dalla Fondazione Unigioco: 35 milioni gli italiani coinvolti, una spesa globale, negli ultimi sei anni, di 194 miliardi di euro, una raccolta complessiva dei giochi in Italia nei primi nove mesi del 2009 che ha superato i 39 miliardi di euro (+14,4% rispetto ai primi nove mesi del 2008), con un valore medio di raccolta mensile di 4,3 miliardi di euro e punte massime di 4,5 miliardi di euro registrati nei mesi di gennaio e marzo. Si rileva una crescita disomogenea delle varie tipologie di giochi dovuta all’introduzione di alcuni di essi e delle scommesse sportive nel mercato online, alla nascita delle nuove Videolotterie e alla riorganizzazione e all'offerta di nuovi prodotti di gioco; qualora tali cambiamenti dovessero generare i risultati attesi - rileva ancora il rapporto Eurispes - il trend di crescita del settore dei giochi pubblici e scommesse registrato negli ultimi anni potrebbe proseguire anche nel 2010, con una raccolta stimata di 58 miliardi di euro, pari al 3,7% del Pil. Le entrare erariali derivanti dalla raccolta di questo mercato hanno subito un forte incremento: da 3,5 miliardi di euro nel 2003 a 7,7 miliardi di euro nel 2008, con un tasso di crescita complessivo del 121,1%. <>; inoltre la riduzione della tassazione ha portato ad un’espansione del mercato. Ezio Filippone ha definito l'indagine presentata questa mattina un lavoro di grande qualità perché è estremamente esauriente e fondamentale per gli operatori del settore per capire quale profonda trasformazione abbia investito il comparto. <>. Emerge da questa ricerca un giudizio tendenzialmente positivo del gioco: il 29,8% degli italiani considera i giochi e lotterie un divertimento allo stato puro, l'8,2% associa invece scommesse e puntate all'adrenalina data dalla suspense. In parallelo, la posizione espressa da chi spera di ottenere dal gioco un'integrazione al proprio reddito personale (9,2%), segnala che probabilmente questo sistema sta diventando un rimedio alle difficoltà economiche di molte famiglie italiane. Altro elemento singolare che si evince da queste pagine è lo sfatamento di alcuni luoghi comuni: il giocatore medio è giovane, fra i 35 e i 44 anni, mediamente colto, lavoratore, prevalentemente del nord italia; si gioca di più nelle regioni ricche e non necessariamente in tempo di crisi. Anche riguardo alle ludopatie il dato è interessante: ne sono più vittima gli uomini delle donne, in maggioranza i laureati. In generale sembra sia stata impostata una strategia pubblica dei giochi coraggiosa, coerente e lungimirante che ha dato grandi risultati sia per i concessionari che per lo Stato e che ha sempre più come elemento centrale il rispetto e l'attenzione per il giocatore. Marco Polizzi, presidente PrimoConsumo, afferma: “ come membri del comitato scientifico Unigioco faremo si che si ponga sempre più attenzione al lato psicologico e patologico del gioco, perché il consumatore abbia sempre la precisa percezione di ciò che accade; e che il gioco possa essere esercitato in maniera sempre più chiara e trasparente per sconfiggere le sacche di illegalità che ancora permangono”.

Roma 15/12/09



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dall'Associazione Nazionale Tutela Ottici
11/12/2009 18.45.41
Abbiamo ricevuto questo articolo dall' A.N.T.O. e provvediamo a pubblicarlo per voi. www.tutelaottici.it info@tutelaottici.it Articolo per associazione consumatori Caro consumatore oggi ci addentreremo nel mondo degli occhiali. Parleremo, intanto, degli occhiali in senso stretto: occhiali da vista e occhiali da sole; per soffermarci poi, in separata sede, sulle lenti a contatto. Sono molte, infatti, le insidie per un consumatore poco esperto che si avvicina per la prima volta al mondo dell’occhiale da vista o da sole con l’intento di fare un acquisto. E’ facile, nel vasto panorama delle offerte commerciali che comprende canali di vendita spesso poco conformi con le norme vigenti (internet, mercati, venditori ambulanti), incorrere in pubblicità ingannevoli e ritrovarsi ad acquistare un prodotto di scarsissima qualità, o addirittura dannoso per il consumatore che lo andrà poi ad indossare. Spesso capire se un prodotto sia o meno originale è diventato difficoltoso anche per gli operatori del settore, chiamati a fare i conti con un’arte della contraffazione sempre più sofisticata; comunque la prima regola fondamentale -e l’unico strumento valido per un minimo di salvaguardia del consumatore- è la dichiarazione di conformità del prodotto, che deve essere fornita dall'ottico insieme alla fattura, al momento della consegna dell'occhiale da vista, il quale comunque rimane un presidio medico sanitario non vendibile senza prescrizione medica, o peggio su bancarelle ,da persone senza abilitazione sanitaria, non autorizzate da licenze e diplomi di qualifica. Il mondo che noi della ANTO (Associazione Nazionale Tutela Ottici) siamo chiamati a combattere è vasto ed articolato; in ballo c’è però la salute di ogni cittadino e questo ci dà grande stimolo e motivazione. Un problema ricorrente per il consumatore è spesso quello di associare un buon prodotto a dei costi contenuti, ma non bisogna farsi ingannare: la qualità ha i suoi costi e spesso dietro offerte eclatanti si nascondono prodotti scadenti. Negli ultimi anni noi operatori del settore abbiamo riscontrato un aumento dei casi di dermatiti e irritazioni da contatto cutaneo, dovute soprattutto all’utilizzo del nichel in alcune leghe usate per produrre occhiali economici: il nichel è sì più economico ma molto allergizzante e nocivo quando, a contatto con la pelle, emana le sue “esalazioni” dannose per la cute. Morale della favola: chi ti regala qualcosa non sempre ti fa un favore, la professionalità non ha prezzo; perché allora affidare i tuoi occhi, una delle parti del tuo corpo più delicate, nelle mani di pseudo professionisti dediti soltanto al profitto? Perfino mia nonna sapeva che poco pagare poco avere, e lei non era né ottico né scienziato, ma solo realista. Comunque niente paura, esistono ancora (per fortuna) persone preparate : sono ottici e optometristi che con dedizione rispettano le leggi sanitarie e soprattutto la loro coscienza quando gli vengono affidati i vostri OCCHI . Essi vendono solo prodotti riconoscibili e certificati (come a norma di legge), possiedono un titolo di studio di abilitazione sanitaria alla professione di ottico e rilasciano sempre il certificato di conformità del prodotto e la fattura d’acquisto. Tutte le osservazioni riportate sopra valgono anche per gli occhiali da sole e per quelli da lettura. Come è ben noto, è la lente oftalmica l’elemento più importante quando si parla di visione. Sono le lenti infatti che sono chiamate a correggere e curare un difetto della visione; importanti sono anche le montature, intese come telaio, come supporto, per tenere le lenti oftalmiche in posizione corretta davanti agli occhi. Determinante è da questo punto di vista l’utilizzo di lenti da sole conformi alle norme sanitarie; queste infatti oltre a correggere il difetto visivo devono proteggere l’occhio per intero (cristallino, retina, ecc.) dai raggi solari e, in particolare, dai raggi UV i più dannosi per la salute dei nostri occhi. C’è da dire infine che lenti non otticamente pure e non a norma ostacolano la corretta visione; questo può creare problemi enormi a chi nello svolgere il proprio lavoro ha delle responsabilità considerevoli verso il prossimo (autisti, piloti di linea, ecc.); quanto sareste sicuri sapendo che il pilota del vostro aereo indossa l'occhiale da sole comprato dai cinesi perché è una copia di quello di top gun? Con quale stato d'animo attendereste lo scuolabus con a bordo vostro figlio di ritorno da una gita scolastica sapendo che l'autista indossa la copia falsa di qualche famosa griffe?. Come premesso due parole sulle lenti a contatto. Ognuno di noi ha delle sue misure specifiche, esempio: per confezionarmi una camicia ho bisogno della lunghezza delle braccia, circonferenza del collo, larghezza delle spalle e lunghezza del busto . Come è possibile tirarne fuori una da un mucchio, pagarla 5 euro e pretendere che abbia tutte le mie misure esatte? Stesso discorso vale per le lenti a contatto; non vi è mai passato per la testa che milioni di scatolette tutte uguali potrebbero non essere compatibili al 100 per 100 con i vostri parametri personali? Non trattate i vostri occhi con sufficienza, GUARDARE allo sconto NON vi farà VEDERE . Tra guardare e vedere c'e un abisso non colmabile dal danaro. Come ultimo esempio paragonate la vostra cornea ad un vetro di un orologio o di una finestra . Se per incuria rovinate questo vetro non sarà più possibile guardarne attraverso. Con il vetro è facile basta sostituirlo ma con la cornea come fate? Per questo è fondamentale, prima di acquistare qualsiasi tipo autorizzato di lenti a contatto, consultarsi con un ottico DIPLOMATO o meglio ancora con un contattologo che, dopo varie prove, vi indicherà le varie tipologie di lenti a contatto compatibili con la vostra conformazione anatomica, del film lacrimale e con il calcolo della giusta correzione. Mi congedo da voi con una speranza, che vi ricordiate sempre le poche regole che vi ho fin qui suggerito: 1 Richiedete sempre la fattura con la descrizione dettagliata dei prodotti acquistati con i loro nomi originali. 2 Richiedete il certificato di conformità. 3 Prima di acquistare qualsiasi prodotto fatevi sempre consigliare dal VOSTRO ottico di fiducia e pretendete di conoscere se l’ottico che state consultando è realmente in possesso del DIPLOMA di QUALIFICA SANITARIA DI OTTICO . 4 Non lasciatevi incantare dai cartelloni o dai volantini pubblicitari che molto spesso sono ingannevoli. Per tutto il resto potrete rivolgere le vostre domande alla A.N.T.O. (Associazione Nazionale Tutela Ottici) che, operando per la legalità del settore, offre assistenza ai consumatori che in questo caso sono PORTATORI di occhiali; a breve nascerà un’ associazione specifica per i portatori di occhiali con la finalità di garantire e tutelare i vostri diritti.

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Nasce la FONDAZIONE UNIGIOCO
30/11/2009 18.13.36
Il 26 novembre scorso, a Roma, una conferenza stampa ha resa nota la nascita della Fondazione Unigioco, organismo senza scopo di lucro, nato su iniziativa di Gamenet S.p.A. e dell’istituto Eurispes, che si propone l’ambizioso obiettivo di analizzare il fenomeno del Gioco nelle sue dinamiche sociali, culturali, economiche e politiche. L'on Benvenuto, suo presidente, ne ha spiegato alla stampa gli obiettivi: "Il mondo dei giochi fa ancora i conti con il giudizio etico negativo che pesa su questo settore. Ma è evidente che esiste una contraddizione tra la pratica del gioco e la mancanza di una gestione politica più efficace viziata dal sentimento comune che ci si stia sporcando le mani. Il gioco è invece un fenomeno sociale che non va demonizzato: per questo la fondazione si propone di creare e diffondere una cultura della responsabilità diversa. Non si possono nascondere le dimensioni del fatturato e dell'indotto legati al gioco, ma è anzi necessario affrontare le sue criticità, e temi come l'illegalità e la responsabilità dei giocatori, in maniera più efficace. Scopo della fondazione sarà dunque quello - attraverso una collaborazione con Enti di formazione - di creare un strumento di approfondimento su questi temi affinché si superino certi luoghi comuni.” Il dott. Ezio Filippone, vice presidente di Unigioco nonché Amministratore Delegato Gamenet, interviene presentando la nuova realtà nata nel settore del gioco pubblico. “Il gioco è stato negli anni bonificato, tassato e regolamentato, ora c'è bisogno di formazione e informazione corretta e precisa. Essere nella socialità è imprescindibile e c'è bisogno di avere regole certe.” L’attenzione della fondazione si focalizzerà su temi importanti: La legalità contrapposta alla ancora esistente evasione fiscale. La moderazione e la sicurezza contrapposte alle varie patologie come la dipendenza da gioco. La regolamentazione in un’ottica più ampia di trasparenza ed eticità, laddove si osservano ancora enormi lacune legislative. Il settore ha bisogno di studiarsi, ma soprattutto di sviluppare una coscienza comune avviandosi alla tutela di un profitto generale e non meramente aziendale. Il prof. Gian Maria Fara, presidente Eurispes nonché consigliere Unigioco, anticipa l’imminente presentazione della ricerca realizzata con il contributo dei tanti attori che operano nel mondo del gioco, i cui dati verranno resi noti solo a metà dicembre " Il settore dei giochi rappresenta la terza industria del Paese con un fatturato che entro il 2010 raggiungerà i 57 miliardi di euro, ma che deve ancora fare i conti con un sommerso che si aggira tra i 22 e i 25 miliardi di euro, ovvero circa il 50% del mercato legale”. La Fondazione si compone di un Comitato Scientifico per lo studio di vari settori di approfondimento nei quali spiccano: • L’Osservatorio Internazionale sul Gioco dell’università di Salerno,presieduto dalla prof.ssa Ornella De Rosa, che con le sue 20 cattedre italiane ed europee studia e promuove la conoscenza e l’impatto del gioco pubblico in Italia e all’estero. • Il Centro Studi sulle Ludopatie del prof. Gioacchino Lavanco che pone l’attenzione sulla tutela delle forme ludiche di gioco e ne contrasta quelle patologiche. • Il Centro Studi sulla Legislazione Europea del prof. Ruggiero Cafari e il Centro Studi sulla Fiscalità del prof. Giuliano Tabet che ne esaminano gli aspetti giuridici, economici e finanziari. • L’Associazione PrimoConsumo, per la tutela dei diritti di cittadini e consumatori. • L’Associazione Fiaba per l’approfondimento delle dinamiche legate a gioco e disabilità. • Eurispea che si concentra sulla formazione del personale specializzato nel settore giochi. • L’Ente FormAzione Giovani che si occupa della divulgazione e valorizzazione del settore mediante conferenze e seminari. Una squadra ricca e variegata che si pone come trade union delle varie necessità che ruotano intorno al settore, al fine di valorizzarlo e incanalarlo in meccanismi più logici, virtuosi e trasparenti rispetto alla realtà rapsodica e frammentaria che lo ha contraddistinto fin’ora, tutelandone al contempo imprenditori e utenti. La sede legale è a Roma in via Barberini 11. L’avv. Marco Polizzi, presidente di PrimoConsumo afferma: “Credo molto in questo progetto e mi sono impegnato in prima persona a farne parte perché il mercato si sta aprendo a giochi sempre più aggressivi e remunerativi che potrebbero minare la sicurezza dei meccanismi di fruizione del consumatore, ad esclusivo vantaggio di interessi prettamente economici. Il controllo sui giochi da parte dei monopoli di stato ha migliorato molto la situazione, ma l’esistenza ancora di questa alta percentuale di illegalità rende necessario un controllo più puntuale, soprattutto nell’ottica di un’apertura sul fronte on-line, nel quale il controllo legale e fiscale risulta più difficoltoso.” Un in bocca al lupo a tutti dunque, per un lavoro fruttuoso.

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DIGITALE TERRESTRE: ma era poi così urgente?
04/11/2009 19.42.33
In un momento di crisi economica come questo presente, la classe politica dirigente si è mossa per far si che l’avvento del Digitale Terrestre avvenisse due anni in anticipo rispetto al previsto. Le reti Mediaset, creando un’intesa con Telecom La7, hanno fatto si che tale passaggio divenisse pressoché obbligatorio, monopolizzando i sistemi informativi. La pubblicità a tappeto che mostra il digitale come progresso tecnologico ha messo a tacere le già poche perplessità riguardo tale passaggio, ma tale evento, in effetti, progresso non è, perché porta con sé alcuni inconvenienti. Intanto è “obbligatorio”, quindi forza gli utenti a comprare apparecchiature idonee alla ricezione dei segnali generando spese; inoltre non è elastico, ossia se il segnale si riceve male l’immagine risulta assente, mentre in analogico –seppur disturbata- consentiva di seguire i programmi. Oltretutto per ovviare alla ricezione deficitaria di chi non risiede in prossimità di antenne verranno impiegati molti apparati a radio frequenza che creeranno un enorme inquinamento e uno spreco di energie. La creazione di Tivù Sat (associazione mista privata-pubblica che vede Rai, Mediaset e La7 insieme, per portare il segnale digitale oltre le zone di copertura) ha fatto si che la Rai non utilizzasse a tal scopo le piattaforme Sky per i suoi segnali, generando il paradosso che chi ha l’abbonamento Sky, ma abita fuori dal raggio di azione dei ripetitori regolari, avrà cmq bisogno di un secondo decoder per vedere i canali trasmessi da Tivù Sat, e di un terzo decoder se volesse vedere notizie di altre emittenti televisive. Questo problema poteva essere arginato dall’autorità garante delle telecomunicazioni, la quale però non ha imposto un decoder unico (cosa ora non più fattibile in quanto i nuovi televisori, nel frattempo acquistati, portano integrato un solo decoder, e non sono implementabili). Alla luce di ciò, forse, era il caso di aspettare un altro paio di anni.

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Linee guida per il riconoscimento delle associazioni di consumatori
28/10/2009 16.04.34
Di seguito riportiamo il testo redatto da Giacomelli, con il quale concordiamo pienamente, sul perchè non aderiamo al documento “SULLE LINEE GUIDA IN ORDINE AI CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA RAPPRESENTANZA DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI” << E’ bene motivare formalmente le questioni che abbiamo posto a Bari e offerto alla discussione già da tempo presso il Comitato permanete CNCU-Ministero-Regioni istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico . Il diniego manifestato da CODICI al documento proposto, non attiene a singole norme di indirizzo , su cui è sempre possibile discutere e mediare, ma al progetto politico sotteso a questo documento e sulla relativa visone dello sviluppo del consumerismo in Italia per i prossimi anni che ci vede in aperto dissenso. Infatti sebbene il punto di partenza del documento sia condivisibile, in seguito si sviluppa in modo da prefigurare un modello a progressiva sindacalizzazione dei consumatori facendoli diventare dei meri patronati. Il modello che viene proposto, infatti, senza neanche troppi equivoci, è un modello sindacale, strutturato su forma confederale e fatto di sportelli patronali presenti sul territorio, tipico della struttura sindacale. Tutta la questione è imperniata sullo “sportello” elevato da mero strumento operativo a criterio fondamentale di riconoscimento della qualità di associazione di consumatori. Partiamo dalla questione economica che in realtà è solo apparentemente tale. Il documento prevede che per ottenere l’iscrizione all’albo regionale, e quindi per essere riconosciuti rappresentativi degli interessi dei consumatori, bisogna dimostrare per almeno un triennio la presenza di sportelli in maniera congrua sul territorio regionale, significa che mediamente avremo per regione non meno di 3 sportelli e possiamo supporre che ogni sportello abbia un costo medio di circa 20.000 euro l’anno tra affitto, personale utenze e altre spese fisse per un totale di € 60.000 l’anno che, se moltiplicato per tre anni significa un investimento medio per Regione di € 180.000. A questo punto il problema è evidente: non chiedo il perché del dover spendere tutti quei soldi, ma chiedo chi elargisce tutti quei soldi? Quali sono quindi le possibili soluzioni.? Primo, si può pensare che il denaro necessario a costituire una nuova associazione regionale derivi da poteri economici in grado di effettuare questo tipo di investimento, oppure, secondo, che si debba dipendere dall’esito delle progettualità derivanti dai fondi istituzionali ed in particolare regionali. Da questa seconda ipotesi, scaturisce evidentemente un rapporto di sudditanza che limita pesantemente l’autonomia e la libertà di azione della stessa. In pratica, attraverso la dipendenza economica derivante dal dover mantenere una pesante struttura ( che per altro nulla ha a che vedere con la reale capacità di rappresentare il territorio) si vuole sindacalizzare i consumatori facendoli diventare patronati più o meno alla stregua dei governi regionali che, a questo punto, non avranno “decenza” nell’utilizzare le associazioni di consumatori per propagandare iniziative meramente reclamistiche e promozionali. Viene quindi da chiedersi perché le associazioni di consumatori accettano questo patto? La risposta è nel fatto che in questo modo, evidentemente, non potranno nascere nuove aggregazioni di consumatori “chiudendo” il cerchio a quelle che già esistono. Difatti, anche se in una Regione qualsiasi, qualcuna delle associazioni riesce a sopravvivere a questo capestro, la stessa, non riuscirà mai ad avere i numeri richiesti per accedere alla rappresentanza nazionale . Da ultimo, altre due considerazioni, la prima riguarda un evidente profilo di incostituzionalità in quanto una eventuale legge regionale che dovesse rendere normativa la forma associativa confederale secondo l’indicato precetto di “Autonomia patrimoniale e giuridica a livello regionale, come previsto per le associazione di promozione sociale, specificando eventualmente forme di raccordo con l’associazione nazionale”, è una palese limitazione della sfera di autonomia dei singoli costituzionalmente garantita dalla Costituzione, dove all’art. 18 stabilisce che “ I Cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazioni, per fini che non sono vietati dalla legge penale”. La seconda considerazione riguarda la previsione dello scopo esclusivo. Quello che non si comprende è: laddove si sia sentita la necessità di individuare esattamente lo scopo sociale dell’associazione consumerista, come si pensa di coniugarlo, senza storpiarlo, alle organizzazioni di ordine sindacale in evidente conflitto d’interessi? Ivano Giacomelli Segretario nazionale del CODICI >>

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Progetto POLIOPLUS: il Rotary scende in pista ed offre emozioni ai ragazzi.
05/10/2009 20.06.57
Il prossimo 24 ottobre è stato indicato come la giornata mondiale per dire no alla Polio. Per la circostanza Lorenzo Casè –pilota professionista della nuova Maserati Gt4 e, da suo esordio, della Ferrari 430 S,– e Pasquale Ventriglia – proprietario del Team Piacenza Motor- entrambi soci del Club Rotary di Guidonia Montecelio, assieme al Team manager della Piacenza Motor e al dottor Amato Ferrari hanno organizzato l’11 ottobre un evento sulla pista di Vallelunga durante il prossimo campionato italiano Challenge Ferrari. Ovvero l’opportunità per quattro ragazzi della Onlus ASPROHA di Civitavecchia e ad altrettanti ragazzi dei casa Myriam di Guidonia di effettuare un giro in pista con una Ferrari privata e di poter trascorrere con gli amici rotariani dei Club di Guidonia Montecelio e di Civitavecchia una giornata motoristica elettrizzante ed emozionante, in cui verranno raccolte offerte per la campagna Polioplus . A loro si uniranno anche 5 giovani studenti della Università del Foro Italico di Roma che saranno accompagnati dalla dottoressa Federica Fagnani coordinatrice del settore stampa e comunicazione unitamente al prorettore Dottor Fabio Pigozzi. Un week motoristico per far vivere a dei ragazzi meno fortunati e giovani professionisti una giornata particolare, ed offrire un contributo per la campagna mondiale polioplus per eradicare la poliomielite; una indimenticabile giornata per chi ha molto sofferto e per le giovani speranze del futuro, ma soprattutto un importante contributo per regalare un sorriso ad uno sconosciuto bambino, che solo le guerre e l’ortodossia religiosa impediscono ancora oggi di raggiungere in alcune regioni del mondo per eradicare totalmente la polio, relegandola alla storia della medicina.

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Taxi a 10 euro all’interno della Ztl centrale
25/09/2009 17.03.57
Dopo la lettera inviata dalle 12 associazioni dei consumatori all’assessore alla Mobilità Sergio Marchi e all’Autority, si torna a parlare di Taxi nella capitale. Un nuovo report è stato inviato al sindaco, alla giunta e a tutti i consiglieri, in cui si invita a una diversa organizzazione dei turni e a un riesame delle tariffe. In particolare l’Agenzia sui servizi pubblici locali si sofferma sulle tariffe fisse come quella per gli aeroporti, e propone l’introduzione di nuove tratte come ad esempio tra il centro e la Nuova Fiera di Roma, o verso poli attrattivi quali l’università di Tor Vergata, gli ospedali periferici, il Polo Tecnologico o i cimiteri di Prima Porta e Trigoria. La nuova proposta inoltre, introdurrebbe una tariffa forfettaria per le corse all’interno della Ztl centrale o delle Mura Aureliane pari a 10 euro. In accordo con le associazioni dei consumatori, l’Agenzia invita i consiglieri comunali a testare queste nuove tratte a costo fisso, un nuovo sistema di turni flessibile che adeguerebbe la domanda di taxi nelle ore di punta con l’offerta ora esigua, e a sperimentare tariffe collettive su percorsi specifici. Il report non è stato ancora esaminato da maggioranza e opposizione ma le associazioni dei consumatori si dichiarano soddisfatte dell’intervento. Corriere della Sera 25/09/2009

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Ispezioni per i Giudici di Pace. "Troppe fughe di dati"
25/09/2009 16.38.14
Il Garante della privacy Francesco Pizzetti ha disposto un’attività ispettiva sul sistema di ricerca dati del Giudice di pace: risultato? Computer privi di password, informazioni sui provvedimenti e le cause accessibili a chiunque, sicurezza dei dati violata, non c’è controllo sulla privacy dei cittadini. Gli ispettori del Garante della Privacy negli uffici del Giudice di Pace civile “dovranno verificare, capire, stabilire il da farsi per evitare che da un computer, senza l’uso di alcuna password, sia possibile spiare i ricorsi, i provvedimenti, le cause che riguardano un qualsiasi cittadino”, afferma Pizzetti. Il provvedimento nasce dalla denuncia dell’associazione Primoconsumo rilanciata dal Corriere della Sera; il Garante si dichiara molto preoccupato poiché nonostante le richieste al Ministero, mancano i fondi e le risorse per attuare le più basilari misure di controllo, come il back-up dei documenti, l’aumento del personale atto al controllo, e la chiusura a chiave degli armadietti. Quello del Giudice di pace è un settore “ad alto rischio”, spiega il Garante della Privacy sulle pagine del Corriere della sera; l’eliminazione delle password dai terminali è stata decisa per sveltire lo smaltimento delle pratiche, ma non c’è modo di rintracciare chi vi accede.“E’ vero che le cause in discussione sono di minore entità, ma coinvolgono una quantità tale di cittadini che le misure di sicurezza devono essere significative”. Corriere della Sera 24/09/2009

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Taxi, 12 associazioni al Comune
23/09/2009 18.19.20
«Le tariffe dei taxi a Roma sono tra le più alte d'Europa, di fronte a un servizio insoddisfacente ». Così dodici associazioni di consumatori (Codici, Altroconsumo, Aduc, Diritti Pedoni- Adp, Agaie, Casa Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Coniacut, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Primo Consumo, Unuss) hanno scritto tutte insieme al Campidoglio e all'Autority sui servizi pubblici. Tre le richieste: il blocco a 40 euro della tariffa fissa per Fiumicino anziché 50 come richiedono i tassisti; un «no» all'introduzione della «tariffa progressiva», perché «contribuirebbe a rendere oneroso il costo del servizio; nonostante sia stata promossa in nome di una maggiore trasparenza, il risultato potrebbe essere esattamente opposto»». Nel testo della lettera a sindaco, assessore e Agenzia per il controllo dei servizi pubblici le associazioni dei consumatori chiedono poi di «abrogare il supplemento di due euro valido per le corse in partenza dalla stazione Termini: un inutile balzello del già caro servizio». Inoltre la cancellazione del «disservizio di chiamata»: l'assurda situazione per cui più si aspetta il taxi, più si paga. E ancora più disciplina dei turni e effettiva disponibilità di taxi in servizio, perché sono sempre più evidenti le difficoltà degli utenti a trovare un taxi a Roma, soprattutto in periferia. L'hanno fatto in vista della riunione della commissione consultiva in programma per la fine del mese. Ma sia il Campidoglio che i conducenti replicano: « Notizie false, la quantità di taxi che lavorano a Roma è superiore a quella di Parigi, Londra e New York, e quanto ai costi in Europa, Roma è fra le meno care, di poco superiore solo a Madrid, Praga e Lisbona. Siamo pronti a qualsiasi confronto» (Corriere della sera, La Repubblica e Il Messaggero del 22/09/2009)

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Inquinamento acustico:novità passate sotto silenzio
30/06/2009 15.55.52
Con il D.L. 30 dicembre 2008, n. 208, Recante «Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente», pubblicato in GU del 30 dicembre 2008, n. 303, convertito in Legge n. 13 del 27 febbraio 2009, Pubblicata in GU del 28 febbraio 2009, n. 48. e in vigore dal 2 marzo 2009 il legislatore è intervenuto in materia apportando rilevanti novità. Nell’ambito del settore del diritto ambientale, il problema dell’inquinamento acustico trovava i referenti normativi ai fini della tutela del diritto alla salute su alcune norme del codice penale e del codice civile (artt. 674 e 734 cod. pen.; art. 844 cod.civ.), la cui applicazione, se si giustificava in una situazione iniziale di vuoto normativo, resta vieppiù attuale, nonostante la copiosa normativa speciale intervenuta (ad es. la Legge 13 luglio 1996, n. 615). Infatti, come è stato più volte chiarito dalla Corte di Cassazione, l’efficacia della norme codicistiche nel tutelare contro i danni da inquinamento acustico si basava e ancora oggi continua a basarsi sull’assunto secondo il quale le stesse e le norme speciali tutelano beni giuridici diversi: le «persone» le prime e le «risorse» le seconde. Le norme codicistiche, inoltre, superano i limiti di efficacia e applicabilità delle normative speciali che sono sostanzialmente ancorate a criteri formali, quali i valori quantitativi-qualitativi inseriti in un classico e poco flessibile sistema tabellare. Per tale motivo, negli anni è stato notevole il ricorso alla disciplina codicistica soprattutto laddove risultasse, comunque, la violazione del diritto alla salute nonostante il formale rispetto degli standards tabellari o la sussistenza degli atti autorizzativi prescritti dalla normativa speciale. Norma base in materia è sempre stata quella di cui all’art. 844 c.c., con l’interpretazione che la giurisprudenza ha dato del concetto cardine della disposizione, ovvero il “superamento della normale tollerabilità”. Il concetto della normale tollerabilità, non e` legato ad un mero metodo tabellare così come previsto dalla norma speciale, nel senso che il superamento di esso e` solo da ritenersi presuntivamente segnale del superamento del limite della normalità, così come non e` presuntivamente da escludersi il suo superamento, quando le perizie non dimostrino il superamento di alcun valore tabellare. È stata la giurisprudenza che nel corso degli anni, di fronte alla crescita dei fenomeni di inquinamento e alla loro sempre più diffusa conflittualità, ha trovato nelle norme codicistiche una forma di tutela della salute (che seppur espressamente previsto dall’art. 32 della Costituzione, non ha avuto per molti anni praticamente alcuna forma di tutela), amplificando in tal modo l’utilizzo di norme emanate in tempi in cui i fenomeni di inquinamento( ad es. acustico ed elettromagnetico) non erano nemmeno lontanamente immaginabili. A distanza di sessantasette anni dall’emanazione del Codice civile, il Legislatore inserisce nell’originario testo del provvedimento d’urgenza n. 208/2008, l’art. 6-ter, «Normale tollerabilità delle immissioni acustiche». Si legge: “Nell’accertare la normale tollerabilita` delle immissioni e delle emissioni acustiche, ai sensi dell’articolo 844 del Codice civile, sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti e la priorità di un determinato uso”. La disposizione, dunque, fa riferimento al metodo di accertamento della normale tollerabilità delle immissioni ed emissioni acustiche, con un richiamo a quella che è la tutela civilistica delle immissioni, affidata principalmente alla figura delineata dall’art. 844 cod. civ.. Il precetto sostanzialmente si rivolge all’autorità giudiziaria, la quale, nell’applicazione della norma di cui all’art.844 cod. civ., ovvero nell’accertare la normale tollerabilità delle immissioni (acustiche o emissioni), dovrà «in ogni caso» applicare le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti, nonchè la priorità di un determinato uso. Il metodo indicato si discosta in modo rilevante dal disposto del comma 2 dell’art. 844 cod. civ., non solo perchè rende obbligatorio e non più facoltativo il ricorso all’elemento della «priorità d’uso», ma soprattutto perchè affida la valutazione degli effetti delle emissioni acustiche ad elementi di tipo formale, previsti da leggi e da regolamenti, piuttosto che alla discrezionalità valutativa del giudice (il quale nell’accertare la normale tollerabilità «deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà») rendendo in tal modo necessariamente oggettiva una valutazione che tocca un diritto soggettivo quale quello della salute. Se solo si rifletta su questo, meglio si comprende e si avverte la «pericolosità» della norma introdotta dal D.L. n. 208, come convertito la quale, «facendo salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento...» limita non solo il libero convincimento dell’autorità giudiziaria nella valutazione del superamento della normale tollerabilità, ma limita la stessa portata (inibitoria e risarcitoria) dell’autotutela riportandola ad un valore normale tipico delle leggi speciali. Peraltro (e per fortuna) tale norma si limita solo alle immissioni acustiche (non anche alle esalazioni) e solo con riferimento a «specifiche sorgenti» (p.es. traffico stradale, aeroporti, traffico ferroviario, luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo) come disciplinate dalle disposizioni attuative della Legge quadro sull’inquinamento acustico, n. 447/1995 e regolamentate a più livelli territoriali lasciando quindi «libere» quelle fonti sonore non disciplinate e non regolamentate (si pensi ai rapporti condominiali). Ambito della tutela offerta dall’art. 844 c.c. 1. Estensione dell’ambito di applicazione dell’art. 844 c.c., che da norma destinata a risolvere il conflitto tra proprietari di fondi vicini per le influenze negative derivanti da attivita` svolte nei rispettivi fondi ( cfr. C. Cost. 23 luglio 1974, n. 247 e C. Cass. Sez. Un. 19 luglio 1985, n. 426: il criterio della normale tollerabilita` in esso accolto andasse riferito esclusivamente al contenuto del diritto di proprieta` e non potesse essere utilizzato per giudicare della illiceita`di immissioni che recavano pregiudizio anche alla salute umana o all’integrita` dell’ambiente naturale) a norma posta anche a tutela del diritto alla salute ex art. 32 Cost., inteso sia come diritto alla integrita` psico-fisica, sia come diritto alla qualita` della vita in cui entra anche il diritto alla salubrita` dell’ambiente. 2. Il diritto alla salute rientrerebbe cosı` direttamente tra gli interessi tutelati dall’art. 844. cod. civ. Ne consegue che l’inibitoria ex art. 844cod. civ. e` applicabile per tutelare il diritto alla salute (per la prima volta in Cass. civ. 6 aprile 1983, n. 2396 che propone di applicare in via analogica l’inibitoria ex art. 844 cod. civ. alla tutela della salute). 3. In particolare, e` stato riconosciuta la lesione del diritto di vivere in un ambiente salubre, in caso di superamento del limite di tollerabilita` delle immissioni rumorose o elettromagnetiche (Cass. civ. sez. un. 7 febbraio1997,n. 1187; Trib. Venezia 14 aprile 2003) 4. l’interpretazione estensiva ricorre pero` ove vi siano determinati «requisiti: - materialita` dell’immissione, cioe` che essa cada sotto i sensi dell’uomo ovvero influisca oggettivamente sul suo fisico o su apparecchiature; - carattere indiretto o mediato dell’immissione, nel senso che essa non consista in un facere in alienum, ma costituisca ripercussione di fatti compiuti direttamente o indirettamente dall’uomo nel fondo da cui si propaga; - attualita` di una situazione di intollerabilita` , non semplice pericolo di essa, derivante da una continuita` o almeno periodicita` , anche se non a intervalli regolari, dell’immissione» 5. L’art. 844 cod. civ., considerato dalla dottrina e dalla gurisprudenza una vera e propria «clausola generale» di una fattispecie di illecito civile, alla stregua dell’art. 2043 cod. civ. (13), pur priva di un vero e proprio comando giuridico, non manca tuttavia della previsione di sanzione, quantomeno in una forma indiretta, la cui inflizione viene rimessa ad un terzo (autorita` giudiziaria) mediante la richiesta dell’inibizione dell’attivita` immettente (positiva o negativa) ovvero ancora, richiedendo l’indennizzo o il risarcimento per equivalente.

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Bollette dell’acqua illegittime vanno restituiti i soldi agli utenti/consumatori
30/06/2009 15.54.59
CORTE COSTITUZIONALE, 11 ottobre 2008, n. 335 - Pres. Flick - Rel. Gallo È costituzionalmente illegittimo l’art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». È costituzionalmente illegittimo l’art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». La sentenza è importante perché si inserisce nel processo di privatizzazione sostanziale dei rapporti di pubblica utenza, sposandone definitivamente la piena natura contrattuale; gli utenti, a seguito di questa decisione, potranno chiedere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto ai sensi dell’art. 2033 c.c.

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Sommario:

•21/06/2010 16.45.32
LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI


•18/06/2010 17.27.29
CHECK UP DELLA VISTA GRATUITO DAL 22 AL 25 GIUGNO AL FORUM DELLA SALUTE


•17/06/2010 15.27.32
ESEGUITO IN ITALIA IL PRIMO IMPIANTO DI UN NUOVO TIPO DI PROTESI DI FEMORE


•09/06/2010 19.01.10
EMERGENZA KIWI NEL LAZIO, GLI AGRICOLTORI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE UN SETTORE PRIMO IN EUROPA PER PRODUZIONE


•03/06/2010 18.07.56
CONTRATTI A DISTANZA PER SERVIZI FINANZIARI, LA COMMISSIONE EUROPEA RILEVA SCARSA TUTELA PER I CONSUMATORI ITALIANI


•03/06/2010 18.05.38
PRECISAZIONI DI EQUITALIA SUI PAGAMENTI AGEVOLATI PER LE MULTE


•20/05/2010 16.37.23
IL CORCORDATO SULLE MULTE PROROGATO AL 30 GIUGNO, PERMANGONO DUBBI E INCONGRUENZE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO


•10/05/2010 14.48.47
LA FILIERA CORTA, CONTRIBUTI E INCENTIVI DELLA REGIONE LAZIO IN FAVORE DEI PRODUTTORI AGRICOLI E DEI CONSUMATORI


•05/05/2010 17.37.22
AUTO BLU, NO ALL’ESENZIONE DAL RITIRO DEI PUNTI DELLA PATENTE PER GLI AUTISTI


•03/05/2010 12.57.39
DALLA FILIERA CORTA PIU' CERTEZZE PER I CONSUMATORI SULL'ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI


•30/04/2010 17.36.07
BORSE DI STUDIO DEL CREL


•29/04/2010 16.10.44
NUOVI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI


•26/04/2010 17.15.29
AL VIA DA OGGI LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, GRATUITA PER I CITTADINI


•24/04/2010 11.12.34
MICROCAR KILLER, NECESSARI INTERVENTI URGENTI ED EFFICACI, NON SEMPLICI PALLIATIVI


•24/04/2010 11.11.37
ETICHETTA DEI PRODOTTI BIOLOGICI: DAL 1 LUGLIO PIU’ TRASPARENZA PER I CONSUMATORI


•21/04/2010 12.23.03
I DIRITTI DEI PASSEGGERI IN CASO DI CANCELLAZIONE DEI VOLI


•21/04/2010 12.20.08
IL 22 APRILE MANIFESTAZIONE DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI


•21/04/2010 12.16.48
PREMIO LETTERARIO GIOVANNA DALLA TORRE


•15/04/2010 11.44.17
PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, INFURIANO LE POLEMICHE TRA SENTENZE, SCARSA LUNGIMIRANZA E MINACCE REFERENDARIE


•13/04/2010 18.28.39
L'impianto dell'ascensore negli stabili condominiali


•08/04/2010 17.25.26
Il Progetto “Filiera Corta” nel Lazio per promuovere Farmer’s market, gruppi di acquisto e la vendita diretta in fattoria


•03/04/2010 13.19.40
Canone Rai, esenzione per gli over 75 a basso reddito


•03/04/2010 13.13.09
Diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa per i rifiuti


•04/03/2010 19.32.02
Ritardi Aerei: consumatori/viaggiatori


•04/03/2010 19.28.30
Convegno Sicurezza della Alimentazione


•09/02/2010 19.12.38
Processo Breve


•09/02/2010 18.36.49
Convegno sulla Sicurezza dell'alimentazione


•12/01/2010 18.34.07
L’ITALIA IN GIOCO


•11/12/2009 18.45.41
dall'Associazione Nazionale Tutela Ottici


•30/11/2009 18.13.36
Nasce la FONDAZIONE UNIGIOCO


•04/11/2009 19.42.33
DIGITALE TERRESTRE: ma era poi così urgente?


•28/10/2009 16.04.34
Linee guida per il riconoscimento delle associazioni di consumatori


•05/10/2009 20.06.57
Progetto POLIOPLUS: il Rotary scende in pista ed offre emozioni ai ragazzi.


•25/09/2009 17.03.57
Taxi a 10 euro all’interno della Ztl centrale


•25/09/2009 16.38.14
Ispezioni per i Giudici di Pace. "Troppe fughe di dati"


•23/09/2009 18.19.20
Taxi, 12 associazioni al Comune


•30/06/2009 15.55.52
Inquinamento acustico:novità passate sotto silenzio


•30/06/2009 15.54.59
Bollette dell’acqua illegittime vanno restituiti i soldi agli utenti/consumatori