L'ARCHIVIO NEWS DI PRIMOCONSUMO:LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI “Anche la prostituzione controllata e garantita protegge i consumatori”, dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’associazione PrimoConsumo. “Questo paese ha già legalizzato il gioco d’azzardo in continuità bipartisan fra centrosinistra e centrodestra, dimostrando con dati che il gioco d’azzardo gode di un maggior controllo con le regole dello Stato ed anche le distorsioni possono essere corrette a beneficio dei consumatori che maggiormente hanno bisogno di tutele, non di divieti assurdi”.
“Il mestiere più antico della storia incute ancora paura e si preferisce lasciarlo nelle mani delle organizzazioni malavitose nascondendosi dietro alla cecità di una realtà da sempre alla luce del sole, e non solo dei falò”, spiega ancora Polizzi, lasciando realtà come droga e prostituzione nell’illegalità si contribuisce ad incrementare le casse della criminalità organizzata, favorendone, paradossalmente, la dipendenza e la schiavitù”.
Il presidente di PrimoConsumo sottolinea come la legalizzazione del settore “limiterebbe anche il lavoro da parte delle forze di polizia e della magistratura che potrebbero concentrarsi con maggiore efficacia nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione minorile ed altre tipologie di crimine. Inoltre, con la regolamentazione, oltre a dover pagare le tasse, si potrebbe contare sul diritto all’assistenza sanitaria e previdenziale”.
Lavorare per rendere l’Italia un paese europeo degno di un occidente avanzato pare proprio interessi a pochi, l’ennesimo esempio di ipocrisia imperante lo offre il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, la quale, in risposta all’emendamento alla finanziaria per legalizzare e tassare la prostituzione proposto dal senatore pidiellino, Lucio Malan, non ha trovato di meglio che dichiarare: “lo Stato non può sostituirsi allo sfruttatore e lucrare sui loschi traffici delle organizzazioni criminali”.
“Credere chele prostitute sarebbero le prime a voler pagare le tasse, e quindi usufruire di contributi e prestazioni sanitarie, non dovrebbe apparire così utopistico ai governanti, falsi perbenisti”. Invece secondole illuminate parole del ministro Carfagna la legalizzazione della prostituzione riguarda la tratta, e non le donne che lo fanno per libera scelta. “Di certo si dovrebbe affrontare il problema della libera scelta ma abbandonandole a se stesse non si risolve il problema neanche delle escort che alla stessa categoria appartengono e con cui il Governo ha già preso confidenza”, dichiara il Presidente di Primo Consumo.
“Magari se il mondo politico iniziasse a coinvolgere anche le categorie sociali interessate per capire le reali problematiche, uscendo dai palazzi e dalle auto blindate, per immergersi nella quotidianità di chi vive sulla propria pelle le infinite difficoltà di sbarcare il lunario senza poter contare sui facili e lauti guadagni offerti loro, allora si potrebbe iniziare un nuovo percorso verso un futuro leggermente migliore”.
L’emendamento alla finanziaria del senatore filogovernativo, Lucio Malan si affianca alla proposta di legge della senatrice radicale Donatella Poretti, finalizzato a legalizzare e soprattutto regolarizzare in termini economici l'attività meretricia, che potrà essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata, mirando a un gettito fiscale di un miliardo e mezzo di euro l’anno per un giro d`affari di 7 miliardi.
Dai calcoli, approssimati per difetto, proposti ancora dalla Poretti si evidenziano numeri da brivido, 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione 30 euro, un giro d'affari di 90 milioni di euro al mese, oltre un miliardo l'anno. Levando a questo miliardo minorenni e straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni annui. CHECK UP DELLA VISTA GRATUITO DAL 22 AL 25 GIUGNO AL FORUM DELLA SALUTE Al Forum internazionale della salute di Roma, davanti al Palazzo dei Congressi dell'Eur un'unità mobile oftalmica eseguirà visite oculistiche gratuite. I check-up si terranno dal 22 al 25 giugno: grazie alle disponibilità degli oculisti dell'Università La Sapienza di Roma i controlli alla salute degli occhi dei cittadini avranno luogo dalle 10 alle 17 in piazza Kennedy. Inoltre verranno distribuiti opuscoli informativi sulle principali malattie oculari: conoscerle aiuta a prevenirle. ESEGUITO IN ITALIA IL PRIMO IMPIANTO DI UN NUOVO TIPO DI PROTESI DI FEMORE Seppur tra mille problemi e difficoltà legate allo svolgimento della ricerca scientifica, il nostro paese riesce ad esprimere sempre ottime eccellenze anche nel settore della medicina e della chirurgia. Un importante primato è stato raggiunto grazie al primo impianto in Europa di un nuovo tipo di protesi di femore costruita per la prevenzione delle infezioni dell'osso. L'intervento e' stato eseguito nel Centro Traumatologico Ortopedico dell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze da una equipe guidata dal professor Rodolfo Capanna, su un paziente con una precedente complicanza infettiva. Il decorso a sette giorni dall'operazione e' regolare.
La tecnologia impiegata per realizzare la nuova protesi si avvale dell'effetto antibatterico dell'argento, da tempo noto alla scienza medica. L'innovazione consiste nella capacità dei nuovi materiali di aumentare l'efficacia degli ioni antibatterici e apre una nuova speranza di prevenzione delle infezioni ossee che dovrà essere confermata da studi in corso.
Determinante per la realizzazione della nuova tecnologia l'ANIO, Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo – articolari che dal 2006 ha sollecitato i produttori a trovare nuove soluzioni per prevenire le osteomieliti in pazienti predisposti alle infezioni.
“Anni di impegno e sacrificio sono ricompensati ampiamente da questi risultati – ha spiegato Girolamo Calsabianca, presidente nazionale ANIO – abbiamo avviato con il Ministero del Salute un tavolo tecnico che sta lavorando per mettere in campo tutte quelle azioni utili alla prevenzione delle infezioni ossee. Da due anni abbiamo avviato con l'INAIL un partenariato e messo in atto un Progetto denominato ''ARACNE Sicilia'', ci aspettiamo come risultato l'individuazioni di buone pratiche”.
L'associazione Nazionale per le Infezioni ossee, da anni affianca il malato, sostenendo tutte le iniziative sociali, istituzionali e scientifiche per migliorare lo stato nel quale i pazienti sono costretti a vivere, collaborando con le strutture specializzate per la cura delle infezioni ossee. In Italia ogni hanno si censiscono 28.000 nuovi casi di infezioni ossee, come conseguenza di traumi ossei o da complicanze di altre patologie, fra queste una delle principali e’ il diabete. EMERGENZA KIWI NEL LAZIO, GLI AGRICOLTORI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE UN SETTORE PRIMO IN EUROPA PER PRODUZIONE SOS Kiwi, è il grido di allarme lanciato dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria degli agricoltori del Lazio a causa della malattia che ha prodotto già la distruzione dell’80% delle coltivazioni di kiwi giallo e del 5% di quello verde, procurando enormi danni economici ai produttori.
Dai primi calcoli la stima conta una perdita secca di 25 milioni di euro per il raccolto del frutto giallo, ai quali ne vanno aggiunti altri 40 per le spese legate agli impianti ed altri 12per la mancata produzione del frutto verde.
Anche la politica è scesa in campo per evidenziare il grave problema che ha colpito gli agricoltori. «Definire allarmante la situazione è un eufemismo: la batteriosi del kiwi che sta mettendo in ginocchio un intero settore produttivo richiede misure straordinarie e non si può più attendere». È quanto ha dichiarato Claudio Bucci, consigliere dell'Italia dei Valori alla Regione Lazio, che ha presentato «una mozione che impegna la Regione ad avviare le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale». «Finora risultano circa 260 aziende colpite nel sud del Lazio e due segnalazioni nel viterbese ma il numero è destinato a salire: si stanno svolgendo infatti ulteriori accertamenti attraverso le Ada (Area decentrata Agricoltura) - aggiunge - La situazione inoltre è stata più volte sollevata dall'Italia dei Valori a Velletri: il consigliere Comunale Luigi Crocetta ha portato all'attenzione la necessità di un intervento immediato nella sua zona poiché l'economia locale si basa quasi esclusivamente sulle produzioni di kiwi.
Al momento l'unica soluzione per combattere la malattia che aggredisce le piante di kiwi e prevenirne la diffusione, è la distruzione tempestiva delle piante malate. Nei laboratori si sta mettendo a punto un trattamento curativo ma occorrerà almeno un altro anno di sperimentazione e nel frattempo un settore fondamentale dell'economia del Lazio, la nostra Regione, infatti, è la prima produttrice in Europa di kiwi, sta morendo». E’ urgente agire subito, ha ribadito l’on. Bucci, per sostenere le imprese che stanno soffrendo, aiutandole attraverso l’accesso al Fondo di solidarietà Nazionale per calamità ed eventi naturali».
CONTRATTI A DISTANZA PER SERVIZI FINANZIARI, LA COMMISSIONE EUROPEA RILEVA SCARSA TUTELA PER I CONSUMATORI ITALIANI La legislazione europea stabilisce principi relativi ai servizi finanziari che possono essere forniti a distanza. Principi atti ad offrire una maggior tutela al consumatore, nel corso delle trattative e conclusioni di contratti con un fornitore stabilito in un altro Stato membro. La Commissione europea ha rilevato che la direttiva non è rispettata in Italia decidendo di portare avanti le procedure di infrazione contro il nostro paese, insieme con Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Nel corso di uno studio specifico è emerso che i consumatori di queste nazioni che recedono dal contratto dispongono di un periodo più breve di quello stabilito nella direttiva per restituire gli importi o i beni ricevuti. La direttiva 2002/65/CE conferisce ai consumatori, tra le altre cose, il diritto di ricevere determinate informazioni precontrattuali nonché il diritto di recedere, entro 14 giorni di calendario, dal contratto stipulato con un fornitore di servizi. In sintesi vale la pena ricordare i principi cardine della direttiva comunitaria che si applica ai servizi finanziari al dettaglio (i servizi bancari, d'assicurazione, di pagamento e di investimento, compresi i fondi pensione, negoziati a distanza (ad esempio per telefono, fax o Internet), ossia mediante qualunque mezzo utile senza la fisica e simultanea presenza delle parti al contratto.
La direttiva accorda al consumatore un diritto di riflessione prima di concludere un contratto con il fornitore. Il fornitore è pertanto tenuto a trasmettere al consumatore, per iscritto o su supporto durevole (ad esempio su dischetto informatico, CD-ROM o posta elettronica), un progetto di contratto che comprende tutte le condizioni contrattuali. Il periodo di riflessione è di 14 giorni durante i quali le condizioni del contratto non possono essere modificate unilateralmente. Le parti possono tuttavia concordare un periodo più lungo o negoziare condizioni diverse.
Il consumatore dispone di un diritto di recesso durante un periodo di 14 giorni (30 giorni per le assicurazioni sulla vita e le integrazioni di pensione), nei seguenti casi: quando il contratto è stato firmato prima che il consumatore abbia ricevuto le disposizioni contrattuali (nel caso, ad esempio, di un contratto di assicurazione per ottenere una copertura immediata); quando il consumatore, avendo ricevuto le condizioni contrattuali, sia stato indotto dal fornitore in modo sleale a concludere un contratto durante il periodo di riflessione. Se il consumatore esercita il suo diritto di recesso quando ha già acconsentito ad un'esecuzione, quantunque parziale, del servizio, può essere tenuto ad indennizzare il fornitore per il servizio reso. Se il servizio è interamente fornito il diritto di recesso non potrà più essere esercitato e il consumatore sarà tenuto al pagamento del servizio. Il prezzo (o la base su cui sarà calcolato) dovrà essere preventivamente comunicato al consumatore. Per impedire manovre speculative, il periodo di riflessione e il diritto di recesso sono esclusi per i servizi il cui prezzo possa variare in funzione dei corsi dei mercati finanziari (ad esempio il mercato dei valori mobiliari). Alcuni servizi finanziari, in particolare i servizi venduti a termine (ad esempio l'ordine d'acquisto di un certo numero di azioni ad un prezzo determinato), possono risultare indisponibili, in tutto o in parte, al momento dell'esecuzione del contratto. In tal caso il consumatore ha diritto ad essere rimborsato delle somme versate per l'acquisto di detti servizi. Il consumatore, danneggiato da un impiego fraudolento della sua carta di credito, può chiedere l'annullamento del pagamento o la restituzione dell'importo qualora la somma sia già stata versata.
Il consumatore è tutelato dalla direttiva 2005/29/CE che considera le forniture non richieste una pratica commerciale sleale. La mancanza di risposta per queste proposte di forniture non vincola il consumatore. Non si tratta di un consenso tacito. Gli Stati membri si occupano dell'applicazione delle procedure (giudiziarie, amministrative o extragiudiziali) adeguate ed efficaci di reclamo e di ricorso per risolvere le eventuali controversie tra fornitori e consumatori. Gli Stati membri devono far sì che gli operatori e i fornitori di tecniche di comunicazione, qualora lo consenta la tecnologia, mettano fine ad attività illecite realizzate per mezzo di tecniche di comunicazione a distanza. La direttiva intende completare la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che fornisce una tutela () adeguata dei consumatori per la maggior parte dei prodotti e dei servizi diversi dai servizi finanziari, a causa della natura specifica di questi ultimi. La direttiva colma questa lacuna giuridica, stabilendo una base comune per le condizioni in cui i contratti a distanza sono conclusi in materia di servizi finanziari. Essa modifica anche la direttiva 90/619/CEE, già abrogata dalla direttiva 2002/83/CE sull' assicurazione-vita, e la direttiva 98/27/CE relativa ai provvedimenti inibitori. PRECISAZIONI DI EQUITALIA SUI PAGAMENTI AGEVOLATI PER LE MULTE
In merito al comunicato sul “concordato multe prorogato al 30 giugno, ancora dubbi e incongruenze su modalità di pagamento”, Equitalia Gerit, agente pubblico della riscossione, al fine di ristabilire una corretta informazione, ha voluto fare delle precisazioni che noi accogliamo e volentieri pubblichiamo nel segno di una precisa collaborazione. “Per prima cosa – si legge nel documento inviato dalle Relazioni esterne di Equitalia Gerit SpA - il documento inviato per l’adesione al concordato è una semplice comunicazione con la quale si informa il cittadino della possibilità di definire in via agevolata il pagamento di vecchie multe elevate fino al 31 dicembre 2004. Non è, quindi, una cartella di pagamento. La terza precisazione, infine, riguarda la possibilità di far valere i propri diritti in maniera più semplice. Lo scorso 6 maggio, Equitalia ha emanato una direttiva che permette ai cittadini che hanno un documento che comprovi che il debito richiesto non è dovuto di non doversi recare più dall’ente creditore, ma di presentare una autodichiarazione all’Agente della riscossione che sospenderà la riscossione e interverrà presso l’ente”.
IL CORCORDATO SULLE MULTE PROROGATO AL 30 GIUGNO, PERMANGONO DUBBI E INCONGRUENZE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO
Il “concordato” dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004 sarà prolungato sino al prossimo 30 giugno, grazie anche alle pressanti sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Una scelta quasi obbligata quella adottata dall’amministrazione capitolina dopo l’infinita serie di problematiche emerse nelle scorse settimane, denunciate da Primo Consumo, che hanno evidenziato come la “sanatoria” fosse stata attuata con troppa superficialità, tralasciando di chiarire evidenti contraddizioni. Il presidente dell’associazione, avv. Marco Polizzi, evidenzia come “anche le informazioni fornite dal numero dedicato 060606 non sempre si sono rivelate utili a dissolvere i dubbi proposti dai contribuenti inondati da cartelle, spesso ripetitive o, peggio, richiedenti importi già pagati o non dovuti per sentenza divenute definitive del Giudice di Pace, o, ancora, per prescrizione. Caso emblematico quello occorso ai legali di Primo Consumo, che si sono trovati di fronte ad una cartella che proponeva il pagamento agevolato per due sanzioni; una delle quali, però, risultata annullata da sentenza. Spiega ancora Polizzi: “Equitalia non ci consente di pagare quella dovuta in misura agevolata e sospendono, senza chiarire i tempi, l’intera agevolazione. Quando il termine scadrà e loro riattiveranno la cartella, il consumatore, che si è rivolto alla nostra associazione per l’assistenza legale, si vedrà piombare sulla testa un fermo amministrativo del veicolo per la sanzione che non hanno consentito di pagare in misura agevolata? Oppure Equitalia pretende che si paghi la sanzione annullata insieme a quella agevolata? In tal caso l’agevolazione sarebbe da ritenersi semplicemente una bufala autorizzata” Confusione, molta confusione, come spesso accade nel nostro Paese quando si tenta di risolvere anni di arretrati, spesso difficilmente riscuotibili, con mini sanatorie già complicate dalla scelta stessa delle terminologie: “definizione agevolata”. Dai dati forniti dal comune di Roma le proposte di pagamento inviate sono state 235 mila, le stime prevedono un ritorno di adesioni tra il 30 e il 35% pari a circa 70 mila contribuenti. Una percentuale che ha già portato nelle casse comunali circa 11 milioni di euro e che mira ad aumentare con la proroga fino ad almeno 15 milioni. Ossigeno per le asfittiche risorse economiche dell’ente locale capitolino che, vista sfumare l’Ici sulla prima casa, tenta una manovra diversiva con il concordato, minacciando di inasprire le sanzioni ed i metodi coattivi di riscossione, dopo il 30 giugno, contro gli irriducibili. “ Le associazioni di consumatori, Primo Consumo tra queste, hanno lanciato dei forti segnali sulle nebulose modalità di pagamento, come la mancata attivazione della posta elettronica certificata per il servizio contravvenzioni, e sulla necessità di rendere più semplice far valere i propri diritti, quando supportati da documenti comprovanti la decaduta validità della richiesta, quali ad esempio sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti. L’esperienze dirette, proprio di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute da Primo Consumo, possono testimoniare la situazione vigente. Molti cittadini utenti si rivolgono alla nostra associazione, conclude l’avv. Polizzi, dopo aver pagato una multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e chiedono aiuto per recuperare la somma versata indebitamente, attraverso le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro, questo percorso comporta ulteriori lungaggini burocratiche che contribuiscono a paralizzare la macchina amministrativa, quando sarebbe molto più semplice ed economico per tutti attivare meccanismi moderni come le reti telematiche per collegare tra loro i diversi uffici competenti in materia. Questa sarebbe una spesa davvero utile”. LA FILIERA CORTA, CONTRIBUTI E INCENTIVI DELLA REGIONE LAZIO IN FAVORE DEI PRODUTTORI AGRICOLI E DEI CONSUMATORI La Regione Lazio è tra le regioni italiane che ha varato una legge sulle filiere corte. La Legge regionale n° 29 del 24 dicembre 2008 contiene le “Norme sull’organizzazione di produttori agricoli, sugli accordi regionali per l’integrazione delle filiere e sulle filiere corte”, favorisce la filiera corta con contributi e incentivi a vantaggio di produttori e consumatori.
In particolare la Legge prevede contributi per gli investimenti delle imprese agricole che vogliono allestire spazi dentro o fuori l’azienda per la vendita diretta dei propri prodotti, freschi e trasformati, dando priorità alle aziende che offrono prodotti di qualità, certificati e biologici; incoraggia i produttori ad associarsi in gruppi di offerta e prevede finanziamenti a supporto della loro attività; promuove la formazione dei gruppi di acquisto e prevede una rete informativa regionale attraverso la quale questi gruppi vengono a conoscenza dei gruppi di offerta (iscritti in apposito elenco regionale) e dei loro prodotti con relativi prezzi. La Regione Lazio inoltre favorisce la partecipazione delle imprese ad eventi promozionali per valorizzare i loro prodotti. AUTO BLU, NO ALL’ESENZIONE DAL RITIRO DEI PUNTI DELLA PATENTE PER GLI AUTISTI Per dirla alla De Gregori: “Viva L’Italia”, quella delle auto blu, delle leggi ad personam, dei privilegi riservati a certe categorie, degli immobili “scontati”, delle depenalizzazioni. O forse potrebbe aiutarci uno slogan pubblicitario ad effetto: “ Ai politici piace vincere facile”. Sembrerebbe proprio così dopo l’approvazione dell’emendamento, sfacciatamente “pro domo sua”, presentato dal senatore del Pdl, Cosimo Gallo ed approvato dal Parlamento, che garantisce l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, in pratica l’immunità a qualsiasi tipo di infrazione al codice della strada.
Beati gli autisti delle auto blu perché da oggi il loro regno saranno le strade ed autostrade. Nessun dorma, tra la moltitudine di umani automobilisti perchè il pericolo corre sulle strade d’Italia.
“Credo che di ciò il Paese si debba vergognare, - dichiara con amarezza Marco Polizzi, presidente dell’associazione “PrimoConsumo”, - l’unica cosa che il Parlamento dovrebbe fare, è una legge che preveda maggiori responsabilità per gli uomini dello Stato e quindi per il Personaggio pubblico istituzionale di turno a cui viene affidato il privilegio di macchina ed autista che deve per legge rispondere solidalmente dell’obbligazione di pagamento della sanzione, ed, inoltre, se è presente nella vettura al momento dell’infrazione deve essere considerato solidalmente responsabile dei danni prodotti a terzi cittadini e, per presunzione, l’andamento contro norma della vettura deve essere ritenuto a lui attribuibile con le dovute conseguenze di legge anche sulla sua patente; ovviamente fatte salve le comprovate ragioni di servizio e la prova contraria. Esempi non privilegi.
“A cosa serve parlare di sicurezza sulle strade, di maggiore severità nel far rispettare il codice, di tolleranza zero, - continua l’avv. Polizzi – quando per giustificare le corse sfrenate delle auto blu verso aeroporti, porti, abitazioni balneari e quant’altro desiderino raggiungere rapidamente, tutto viene concesso agli autisti della “Nomenclatura”? Come deve comportarsi il cittadino qualunque quando suo malgrado si trova lungo lo stesso percorso di una di queste auto, rischiando di essere investito ed abbandonato al suo sfortunato destino?
In Italia le vetture di servizio sono ben 626 mila, dieci volte più delle 72 mila che circolano negli USA, delle 61 mila di Francia, 55 mila del Regno Unito, 54 mila della Germania o delle misere 22 mila del Portogallo. Poi si parla di fare economia e ridurre le spese delle amministrazioni pubbliche.
La nuova norma è un vero e proprio incentivo alla violazione sistematica del codice della strada, spingendo gli autisti a compiere manovre sempre più azzardate, sicuri dell’immunità e mettendo a rischio la vita di pedoni e automobilisti non privilegiati.
Sono sufficienti, conclude il presidente di “PrimoConsumo”, le norme già esistenti per tutelare chi guida, per esempio spiegando con motivazioni fondate la violazione per evitare il taglio dei punti. Con la nuova norma non si porrà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici agli autisti. La nostra associazione si batte da anni per il rispetto dei cittadini e ritiene intollerabile dover continuare a protestare per ottenere pari dignità per tutti. Crediamo sia lecito domandarsi e far riflettere sulla filosofia che anima chi propone queste modifiche, a proprio uso e consumo, in danno dei meno privilegiati che rispettano le norme e la sicurezza e che dovrebbero essere tutelati e garantiti da coloro che hanno eletto rappresentanti del popolo in Parlamento." DALLA FILIERA CORTA PIU' CERTEZZE PER I CONSUMATORI SULL'ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI Negli ultimi anni vari episodi hanno creato un clima di sfiducia tra i consumatori che ogni giorno fanno la spesa al supermercato. Alcuni esempi? Mozzarelle con la dicitura “100% di latte italiano” prodotte in realtà con latte proveniente dalla Germania; olio “italiano” proveniente invece dalla Tunisia o dalla Spagna; aceto balsamico di Modena che in realtà arriva da Afragola.
Che esista un problema di tracciabilità dei prodotti alimentari è fuori discussione: l’intero percorso di un alimento, dalla materia prima al prodotto finito, spesso non è chiaro e l’etichetta del prodotto lo riporta in modo incompleto e poco comprensibile per il consumatore. Eppure la legge c’è: il Regolamento CE 178/2002 prevede in tutti i Paesi UE l’obbligo della rintracciabilità, cioè deve essere possibile ricostruire tutte le tappe che un alimento ha percorso dal campo alla tavola.
Ma esiste anche un secondo aspetto da non sottovalutare: la filiera industriale è spesso molto lunga, con troppi passaggi di mano del prodotto che possono sfuggire ai controlli e prestarsi a contraffazioni, come gli esempi sopra citati.
La filiera corta può dare fiducia al consumatore, per due ragioni fondamentali:
1) Accorciando o eliminando i vari passaggi, il prodotto arriva dal campo alla tavola seguendo un percorso più controllabile;
2) il consumatore che fa gli acquisti al mercatino in città o direttamente nell’azienda agricola non trova una confezione di prodotto con un’etichetta spesso poco leggibile, come avviene al supermercato, ma ha davanti a se il produttore, che lo informa sull’origine del prodotto, sui trattamenti che ha subito, su ciò che contiene, su “come è stato lavorato, sulle sue qualità particolari. Diventa un consumatore più informato e dunque più consapevole dei propri acquisti.
BORSE DI STUDIO DEL CREL Il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro del Lazio (CREL) bandisce quattro borse di studio della durata di tre mesi, riservate a laureandi e laureati in atenei della Regione in data successiva al 30 giugno 2008. Per ciascuna borsa è previsto un contributo di 2.000 euro lordi. a. Sistema sanitario e salute; b. Sviluppo territoriale sostenibile; c. Promozione del patrimonio culturale e turismo; d. Invecchiamento della popolazione e nuovo welfare. Oltre al curriculum e alla coerenza tra le esperienze di studio maturate e il progetto di ricerca presentato, una particolare attenzione sarà prestata al carattere innovativo e alle potenzialità di applicazione pratica delle proposte. Requisiti generali 1) Curriculum europeo; 2) il programma di studio o di ricerca che si intende compiere. L’interessato dovrà illustrare dettagliatamente l’argomento che desidera trattare e i motivi per cui chiede la borsa; 3) almeno una lettera di presentazione da parte di docente universitario che esprima un giudizio sulla preparazione del candidato e sulla validità del programma di studio o di ricerca. Sarà valutata come titolo preferenziale la presentazione che attesti l’interesse e la disponibilità del docente a seguire la realizzazione del percorso di ricerca proposto; 4) certificato di studio con le votazioni riportate nei singoli esami universitari sostenuti; 5) copia della tesi di laurea o argomento nel caso si tratti di laureandi;
a. Sviluppo territoriale; b. Beni culturali; c. Mobilità; d. La funzione delle Regioni. Modello di domanda da inviare: il a seguito della discussione di una tesi dal titolo:
1) scheda di identificazione in cui siano indicati generalità e dati anagrafici; 2) lettera di presentazione da parte di docente universitario che esprima un giudizio sulla preparazione del candidato e sulla validità della tesi di laurea presentata; 3) certificato di laurea con le votazioni riportate nei singoli esami universitari sostenuti; 4) copia della tesi di laurea.
NUOVI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI Primo Consumo informa gli associati che sono da oggi attivi i seguenti servizi: AL VIA DA OGGI LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, GRATUITA PER I CITTADINI
In Italia da oggi è attiva la posta elettronica certificata (PEC) che permetterà ai cittadini di ridurre al minimo i tempi di corrispondenza con le istituzioni con la totale certezza del valore legale senza doversi recare negli uffici postali ma solo attivando un proprio indirizzo mail sul sito delle Poste Italiane. Tutte le informazioni sul sito: www.postacertificata.gov.it/home/index.dot
MICROCAR KILLER, NECESSARI INTERVENTI URGENTI ED EFFICACI, NON SEMPLICI PALLIATIVI
“Il problema delle “microcar killer”, esploso sui mass media con grave ritardo in tutta la sua reale consistenza, richiede ora interventi urgenti ed efficaci, non i soliti palliativi per calmare le acque agitate dall’opinione pubblica in seguito all’effetto dolore, dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione “Primo Consumo”. L’associazione Primo Consumo ha attivato lo sportello Primo Incidente che permette agli associati, anche telefonando al numero verde 800974230, immediata consulenza grazie al supporto di professionisti del settore. Utili informazioni sul sito www.primoconsumo.it
ETICHETTA DEI PRODOTTI BIOLOGICI: DAL 1 LUGLIO PIU’ TRASPARENZA PER I CONSUMATORI Dal 1 luglio 2010 ci saranno importanti novità sull’etichetta dei prodotti biologici.
La prima riguarda l’obbligo di indicare l’origine delle materie prime contenute nei prodotti, in particolare dovrà essere specificata l’origine “UE”(Unione Europea) o “non UE” della materia prima agricola.
La seconda novità è l’introduzione del nuovo logo comunitario, cioè il marchio dell’UE presente in etichetta, che sarà rappresentato con una foglia stilizzata su fondo verde: http://ec.europa.eu/agriculture/organic/logo/index_it.htm
Il marchio da facoltativo diventerà obbligatorio su tutti i prodotti confezionati coltivati all’interno dell’Unione Europea e contenenti almeno il 95% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Solo questi prodotti possono portare in etichetta la dicitura “prodotto biologico”. I prodotti con un contenuto inferiore al 95% non potranno avvalersi del logo comunitario e, in base al nuovo Regolamento CE 834/2007, non possono recare l’indicazione “prodotto biologico”.
In questo modo i consumatori saranno più garantiti sotto il profilo della tracciabilità e del riconoscimento dei prodotti biologici. Gli stessi consumatori, tuttavia, dovrebbero essere più informati e conoscere almeno i principi base dell’agricoltura biologica per fare scelte consapevoli.
I DIRITTI DEI PASSEGGERI IN CASO DI CANCELLAZIONE DEI VOLI Secondo la normativa comunitaria in vigore (Regolamento (CE) 261/2004) così come riportata nella pubblicazione Enac "Carta dei diritti del Passeggero", a tutela dei diritti del passeggero è previsto che in caso di cancellazione del volo la compagnia aerea offra ai passeggeri:
IL 22 APRILE MANIFESTAZIONE DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI Unione Inquilini e Action hanno indetto per giovedì 22 aprile alle ore 16 presso il Ministero del lavoro in via Flavia, una manifestazione nazionale degli inquilini degli Enti Previdenziali, vittime negli scorsi anni delle cosiddette cartolarizzazioni. E' ormai da oltre un anno che il governo ha decretato il fallimento della SCIP (Società di Cartolarizzazione degli Immobili Pubblici) ma ancora restano irrisolti i problemi degli inquilini che vi abitano. Le richieste che si avanzano sono molto semplici: riprenda la vendita diretta agli inquilini con gli stessi prezzi e le medesime garanzie finora praticati; si estenda la sanatoria agli occupanti senza titolo che da anni vivono in quegli appartamenti (come richiesto anche dal Comune di Roma); si diano garanzie del diritto all'abitazione a coloro che, per i redditi bassi, non possono acquistare l'alloggio in cui risiedono. La dirigenza dell'INPS ha dato disponibilità a risolvere i problemi ancora sospesi: la parola decisiva spetta ora al governo. Il fallimento della SCIP, costata allo Stato oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro, non può essere fatto pagare agli inquilini. La città di Roma, già stremata dall'emergenza casa, non può reggere una ulteriore precarietà abitativa. La manifestazione è stata proclamata dopo l'assemblea generale degli inquilini degli Enti svoltasi lo scorso 19 marzo a Roma, promossa da Action e dai comitati degli occupanti senza titolo e dai comitati dell'Unione Inquilini PREMIO LETTERARIO GIOVANNA DALLA TORRE Il Municipio Roma XVII con Deliberazione di Consiglio Municipale del 22/12/2009 prot. n . 68863 ha istituito il premio letterario, e approvato il relativo regolamento, intitolato a Giovanna Dalla Torre dal Tempio di Sanguinetto, la giovane donna eletta nel Consiglio del Municipio prematuramente scomparsa nel 2008 all'età di 27anni. PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, INFURIANO LE POLEMICHE TRA SENTENZE, SCARSA LUNGIMIRANZA E MINACCE REFERENDARIE “La legge sulla privatizzazione dell’acqua, anche nota come famigerato decreto Ronchi, è riuscita a scontentare tutti ma in particolare a preparare nuove vessazioni per gli incolpevoli utenti di un bene così prezioso” è quanto dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione “Primo Consumo”.
“Caos, cattiva volontà o incapacità nel voler comprendere i reali problemi dei cittadini utenti alle prese con le quotidiane ingiustizie prodotte da scelte politiche sommarie, farraginose e troppo spesso lontane dalla reale volontà di andare incontro ai bisogni dei consumatori” ha proseguito Polizzi.
Il risveglio del mondo politico, dopo uno strano silenzio, interrotto, casualmente in piena campagna elettorale, con la manifestazione popolare di Roma, dello scorso 20 marzo, contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, ha riproposto anche sulla stampa alcuni stimolanti interventi come quello di Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera, o il racconto della battaglia legale, vinta dal comitato cittadini di Aprilia, trattato con dovizie dal quotidiano il Manifesto.
“La recente sentenza del Consiglio di Stato, capace di squarciare le finte certezze, che avevano servito alle multinazionali del settore un business così appetitoso, oltre a riconsegnare le chiavi dell’acquedotto al comune di Aprilia, ha evidenziato come i cittadini siano “legittimati” a chiamare in causa i gestori quando non vengono rispettati i diritti fondamentali, che l’acqua , in quanto bene prezioso (finalmente qualcuno lo ha certificato!, ndr), gode di una tutela superiore, e che i Comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza interventi di altri Enti, nello specifico la Provincia di Latina” ha spiegato il presidente di PrimoConsumo.
La politica ha dimostrato la propria incapacità nel gestire questa sporca faccenda, dimenticando, nei polverosi armadi, strumenti idonei e già esistenti, quali ad esempio il ruolo della commissione, del ministero dell’Ambiente, di vigilanza sulle risorse idriche che dovrebbe “esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e di risarcimento dei danni a tutela dei diritti dell’utente”, a quanto pare nessuno sembra essersi preso la briga di ricordarlo alla titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo.
“Il presidente dell’Antitrust Catricalà ha sottolineato la necessità di una authority, non prevista dalla legge Ronchi, i cittadini/consumatori così sarebbero maggiormente tutelati anche sui prezzi del servizio, ma (come suggerito proprio da Rizzo sul CdS, ndr) sarebbe sufficiente la semplice attribuzione di competenza all’autorità per l’energia che, occupandosi di elettricità e gas, potrebbe vedere allargate le sue competenze all’acqua” ricorda ancora l’avv. Polizzi.
“Non ultimo, conclude il presidente dall’associazione Primo Consumo, l’utilizzo dello strumento referendario, al quale si sono prontamente rivolti i partiti di opposizione, copiando e scontrandosi con l’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, appare pretestuoso e scarsamente affidabile, alla luce degli ultimi fallimenti, costati quantità rilevanti di denaro pubblico ma incapaci di raggiungere il quorum, lasciando immutate le leggi per le quali si chiedevano modifiche ed abrogazioni. Alcuni leader dell’opposizione forse farebbero meglio a porre maggiore attenzione agli interessi reali della cittadinanza senza particolare demagogia politica fine a se stessa”.
L'impianto dell'ascensore negli stabili condominiali L'impianto di ascensore di cui è dotato uno stabile appartiene a tutti i condomini salvo titolo contrario che attribuisca la proprietà di tale bene ad una parte ristretta dei condomini.
Con riferimento ai condomini proprietari di negozi con accesso diretto dalla pubblica via, si è posto il problema di un eventuale esenzione dalle relative spese.
Se nulla risulta diversamente dal titolo (regolamento condominiale) l'impianto appartiene in proprietà anche a tali soggetti.
Tale bene, difatti, non può essere considerato solo in relazione all'uso concreto od a quello eventuale che ne potrebbero fare i condomini (App. Bologna 1 aprile 1989, Arch Locaz., 1990, 67 e Trib. Milano 16 marzo 1989, idem, 1989, 515), ma anche con riferimento al fatto che esso costituisce una caratteristica positiva dell'intero edificio del quale aumento pregio e valore in rapporto a quegli immobili che ne siano sprovvisti.
Installare l'ascensore in un immobile condominiale che ne sia privo configura un'innovazione ai sensi del 1 comma dell'art. 1120 c.c. in quanto, da un lato, il godimento delle cose comuni è migliorato e reso più comodo proprio grazie a tale opera e dall'altro lato, l'intervento in parola incide, spesso in misura rilevante, sulla struttura dello stabile attraverso la modifica della tromba delle scale, dei pianerottoli ecc.
Per quanto riguarda l'uso dell'ascensore è stata ritenuta “illegittima la delibera di un condominio, adottata a maggioranza, con la quale si stabilisce un onere di contribuzione, delle spese di gestione, maggiore a carico di alcuni condomini, sul presupposto della loro più intensa utilizzazione, rispetto agli altri, di parti o sevizi comuni, non solo perché la modifica ai criteri legali (art. 1123 c.c.) o di regolamento contrattuale delle spese richiede il consenso di tutti i condomini, ma anche perché il criterio di riparto in base all'uso differenziato, derivante dalla diversità strutturale della cosa, previsto dal 2o comma dell'art. 1123 c.c. non è applicabile alle spese generali, per le quali opera invece il criterio di cui al primo comma dello stesso articolo, ossia la proporzione al valore della proprietà di ciascuno” (Cass. 19 febbraio 1997 n.1511).
In merito alle spese, in quanto non esistono norme specifiche che indichino con chiarezza come deve avvenire la ripartizione delle spese, vista la genericità del criterio indicato dal 2o comma dell'art. 1123 c.c., per i contributi relativi alla manutenzione e ricostruzione degli impianti di risalita di norma viene applicato, in via analogica, l'art. 1124 c.c. relativo alla manutenzione delle scale, e ciò in considerazione della fondamentale affinità tra le due fattispecie (così anche Cass. 17 febbraio 2005 n. 3264).
Nello specifico per quanto riguarda le spese di impianto si farà riferimento ai rispettivi millesimi come criterio di suddivisione.
Così anche per l'adeguamento dell'ascensore alla normativa Cee, compresi i proprietari degli appartamenti al piano terra.
Per le spese di esercizio, in considerazione del maggior uso dei proprietari dell'ultimo piano si applicherà il principio enunciato dall'art. 1124 c.c. Il Progetto “Filiera Corta” nel Lazio per promuovere Farmer’s market, gruppi di acquisto e la vendita diretta in fattoria Ha preso il via il Progetto denominato “la Regione Lazio per il Cittadino Consumatore”, un’iniziativa realizzata con fondi del Ministero dello Sviluppo Economico erogati tramite la Regione Lazio e portata avanti sul territorio regionale da tre Associazioni: Primoconsumo, Ass. “Centogiovani” e AIRP onlus, con il supporto scientifico di CURSA e Ass. Mondivivo. Scopo del Progetto è quello di promuovere nel Lazio la filiera corta agroalimentare, la quale prevede un percorso più breve per gli alimenti dal “campo” alla “tavola”. Questo è possibile riducendo o eliminando i vari passaggi intermedi di trasformazione industriale e distribuzione commerciale che stanno tradizionalmente tra produttore e consumatore.
Diverse le tipologie di filiera corta oggetto dell’iniziativa: tra queste i “farmer’s market”, i mercati del contadino, nei quali l’agricoltore porta i propri prodotti in un mercato vicino all’azienda, allestisce un suo stand e vende direttamente ai consumatori; i “gruppi di acquisto”, cioè gruppi di consumatori che anziché comprare singolarmente dai produttori fanno un acquisto collettivo di prodotti beneficiando così di una riduzione di prezzo; la vendita in fattoria, dove l’agricoltore apre uno spaccio per la vendita diretta delle proprie produzioni.
Frutta, ortaggi, latte, latticini, vino, miele, pasta sono tra i prodotti che il consumatore può trovare nei mercatini o direttamente “sul campo”, all’insegna della freschezza, della qualità e della stagionalità. Canone Rai, esenzione per gli over 75 a basso reddito La legge finanziaria 2008, art. 1, comma 132 contiene una norma che esenta dal pagamento del canone i cittadini italiani con età pari o superiore a 75 anni e con reddito annuo non superiore a 6.718,98 euro. Diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa per i rifiuti A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 2009, con cui si è definitivamente stabilito che la TIA (Tariffa di Igiene Ambientale - già TARSU, tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) è un vero e proprio tributo e come tale non può essere gravato da altro tributo quale è l’IVA, si apre oggi la strada alla richiesta di rimborso dell’Iva pagata su tali tributi, ovvero alla richiesta di riconoscimento di un credito d’imposta pari all’ammontare dell’IVA indebitamente versata. L'Associazione è a vostra disposizione per qualsiasi informazione, anche direttamente con i propri consulenti. Ritardi Aerei: consumatori/viaggiatori Oggi il ritardo del vettore aereo rappresenta una delle ragioni principali di reclamo da parte dei viaggiatori/consumatori nei confronti delle compagnie aeree. Numerose sono le normative e le fonti che si occupano del problema pur sovrapponendosi tra loro e generando nell'inesperto viaggiatore non poca confusione.
L'evento ritardo che va distinto dall'overbooking e dalla cancellazione del volo, trova disciplina anche in altre fonti comunitarie oltre che in fonti internazionali ed interne.
La Convenzione di Montreal del 1999, la Convenzione di Varsavia del 1929, come successivamente modificate laddove ancora applicabile, (fonti internazionali), il Reg. (CE) 889/2002 (fonte comunitaria), il codice della navigazione (fonte interna) prendono in considerazione questa ipotesi specifica.
Considerando che il Reg. Ce 261/2004 protegge il passeggero in maniera minima non prevedendo la “compensazione” pecuniaria, ciò non deve indurre a pensare che siano pregiudicate le possibilità di ottenerla riferendosi ad altre fonti.
Quindi indipendentemente:
- dal numero di ore di ritardo;
- da eventuali previsioni contenute nelle condizioni generali di trasporto circa il carattere non vincolante degli orari pubblicati;
- da possibili sovra stime nei tempi di percorrenza dei tragitti al fine di rispettare almeno l'orario d'arrivo,
il vettore risponde in via presunta di qualunque ritardo con il limite di 4.150 D.S.P. nel trasporto di persone e di 1.000 D.S.P. nel trasporto di bagagli salvo che egli dimostri l'adozione di tutte le misure possibili per evitare il ritardo oppure l'impossibilità di adottarle.
In particolare in caso di ritardo prolungato (cioè di ritardo preso in considerazione dal Reg. (CE) 261/2004) il passeggero avrà diritto:
a) pasti e bevande in rapporto all'attesa e a due telefonate o messaggi fax o via e-mail
b) alla sistemazione alberghiera e al trasporto verso il luogo di sistemazione (albergo o altro) se il ritardo è di almeno un giorno;
c) al rimborso del prezzo del biglietto entro sette giorni e, se del caso, ad un volo di ritorno verso il punto iniziale non appena possibile, se il ritardo è di almeno 5 ore (Il Danno da Vacanza Rovinata di Galli e Monti seconda edizione FAG Milano pag.126 e 127).
Il viaggiatore/consumatore dovrà provare l'esistenza del titolo (mediante produzione del biglietto aereo) e l'ammontare del danno.
Avv. Nicholas M. Vermaaten Convegno Sicurezza della Alimentazione La “Sensibilizzazione alla sicurezza dell’alimentazione” un tema di grande importanza al quale poca attenzione è rivolta dall’opinione pubblica, lasciando aperti diversi interrogativi che quotidianamente ognuno di noi, al momento di sedersi a tavola, continua a riproporsi.
L’Associazione interattiva di cittadini e consumatori “Primo Consumo”, ha affrontato il tema nel corso di una tavola rotonda, nello storico Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, dibattendo, alla presenza di esperti e politici, sul migliore approccio verso un’educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; sulle prassi e i requisiti igienico-sanitari; sull’importanza della filiera; sulle procedure operative e il monitoraggio; sulle informazioni offerte dagli organismi istituzionali, sulla rintracciabilità delle imprese agricole.
Il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, ha illustrato il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di un’educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo. “Quello del Benessere è un concetto ampio che racchiude in sé una grande variabile di fattori, fisici, sociali, mentali ed economici che tutti assieme contribuiscono a formare quello che è lo stile di vita dei singoli individui”, ha evidenziato il presidente di “Primo Consumo”, annunciando una serie di ulteriori incontri specifici sulla sicurezza alimentare, sulla tracciabilità e sulla filiera corta.
Della proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale ha parlato, in qualità di primo firmatario, l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio: “La proposta nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità". Gli obiettivi prioritari della legge sono di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, ha spiegato l’on. Bucci, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino strumenti che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”.
Giuseppe Lai, biologo esperto di produzione e igiene degli alimenti di origine animale, si è soffermato sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria approfondendo le linee guida per un’alimentazione sana e corretta. “Nel corso degli ultimi 10-15 anni episodi quali la sindrome della mucca pazza, i cibi alla diossina, gli oli di oliva adulterati, hanno generato nei consumatori una certa preoccupazione circa la possibilità che gli alimenti possano provocare tossinfezioni o indurre patologie importanti. Considerato che la stessa Costituzione all’art.32 sancisce il diritto alla salute per ogni cittadino, si pone un primo quesito: il Legislatore ha recepito l’esigenza dei consumatori di reperire sugli scaffali di un supermercato prodotti salubri?
La legislazione alimentare, con l’approvazione del Decreto Legislativo n° 155, recepimento della Direttiva 93/43 CEE, introduce in Italia il principio dell’autocontrollo che segna una svolta importante nella richiesta da parte dei consumatori di garanzie relative agli alimenti.
In base a questo principio, il responsabile dell’azienda alimentare ha l’obbligo di effettuare una serie di controlli sull’intero ciclo produttivo al fine di garantire la salubrità dei propri prodotti.
La rintracciabilità è la possibilità di ricostruire il percorso che un alimento compie “dal campo alla tavola” cioè dalla produzione primaria, es. il raccolto, attraverso tutte le fasi successive del ciclo di lavorazione fino alla vendita al consumatore finale.
Perché un prodotto sia rintracciabile, ogni passaggio della catena produttiva deve lasciare tracce, cioè documenti che dimostrino, ad es., che la materia prima è prodotta nel luogo di origine A, da questo è passata nello stabilimento B per la trasformazione in prodotto, che viene poi inviato allo stabilimento C per essere confezionato; e così via fino agli scaffali della grande distribuzione. La sintesi visibile di tutte le “tracce”, ha spiegato il dott. Lai, dalla materia prima al consumatore finale, attraverso tutte le fasi intermedie di lavorazione, trasformazione, confezionamento, è l’etichetta. Ancora oggi c’è molta strada da fare prima di offrire al consumatore un’etichettatura completa e trasparente di tutti i prodotti alimentari”.
Del patrimonio zootecnico ha parlato il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto “Italialleva”. “L’Associazione Italiana Allevatori ha realizzato il progetto ITALIALLEVA con il quale il mondo degli allevatori assume in proprio l’onere della garanzie delle produzioni zootecniche e dei prodotti da esse derivati, attraverso un processo semplice, economico ed assolutamente affidabile, utilizzando l’integrazione di diverse attività svolte dal sistema allevatoriale, l’ottimizzazione dei dati rilevati mensilmente dal personale delle APA, associazione provinciali degli allevatori, l’utilizzo di manuali di autocontrollo e rintracciabilità validati dal Ministero della Salute”. Processo Breve Premesso
La legge sul cosiddetto “processo breve” ha ricevuto il via libera dall’ Aula del Senato.
Il provvedimento è passato con 163 voti a favore, 130 contro e con 2 astenuti.
Considerato
- Che la decisione del Senato ha provocato l’immediata reazione dei magistrati che hanno dichiarato la loro contrarietà a riforme “che indeboliscono la giustizia”.
- Che l Avvocatura dello Stato – in una nota ribadisce le “fortissime preoccupazioni già espresse nelle varie sedi istituzionali per il DDL sul processo breve che rischia di produrre conseguenze devastanti sull’intero sistema della giustizia italiana.
- Che con il processo breve vengono decretati la fine di processi penali.
- Che con il processo breve ci sarà una denegata giustizia per migliaia di cittadini
Ritenuto
Che è necessario e democratico far sentire il nostro punto di vista:
Il consiglio del Municipio XVII esprime forte contrarietà riguardo il DDL in questione.
Cons. Dott. Antonella Tancredi Convegno sulla Sicurezza dell'alimentazione Dalla salvaguardia dell’ambiente ad una educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; le prassi ed i requisiti igienico-sanitari; l’importanza della filiera; le procedure operative ed il monitoraggio; le informazioni sugli organismi istituzionali, la rintracciabilità delle imprese agricole, questi i temi che verranno dibattuti nel corso dei lavori. Aprirà i lavori il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, giudiziali e stragiudiziali; illustrerà il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di una educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo. Si partirà dalla proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale che ha visto quale primo firmatario l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio, che ne sintetizzerà gli aspetti prioritari nel suo intervento. La proposta, approvata dalla Commissione Affari comunitari ed internazionali, nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità. Gli obiettivi prioritari della legge sono quelli di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino sistemi che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”. Seguirà l’intervento del biologo, Giuseppe Lai, esperto di produzione ed igiene degli alimenti di origine animale, che si soffermerà sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria e approfondirà le linee guida per un’alimentazione sana e corretta. Del patrimonio zootecnico tratterà il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto Italialleva. Riferimento Ufficio Stampa
L’ITALIA IN GIOCO PERCORSI E NUMERI DELL’INDUSTRIA DELLA FORTUNA dall'Associazione Nazionale Tutela Ottici Nasce la FONDAZIONE UNIGIOCO DIGITALE TERRESTRE: ma era poi così urgente? Linee guida per il riconoscimento delle associazioni di consumatori Progetto POLIOPLUS: il Rotary scende in pista ed offre emozioni ai ragazzi. Taxi a 10 euro all’interno della Ztl centrale Ispezioni per i Giudici di Pace. "Troppe fughe di dati" Taxi, 12 associazioni al Comune Inquinamento acustico:novità passate sotto silenzio Bollette dell’acqua illegittime vanno restituiti i soldi agli utenti/consumatori Sommario:
•21/06/2010 16.45.32 LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI •18/06/2010 17.27.29 CHECK UP DELLA VISTA GRATUITO DAL 22 AL 25 GIUGNO AL FORUM DELLA SALUTE •17/06/2010 15.27.32 ESEGUITO IN ITALIA IL PRIMO IMPIANTO DI UN NUOVO TIPO DI PROTESI DI FEMORE •09/06/2010 19.01.10 EMERGENZA KIWI NEL LAZIO, GLI AGRICOLTORI CHIEDONO INTERVENTI URGENTI PER SALVARE UN SETTORE PRIMO IN EUROPA PER PRODUZIONE •03/06/2010 18.07.56 CONTRATTI A DISTANZA PER SERVIZI FINANZIARI, LA COMMISSIONE EUROPEA RILEVA SCARSA TUTELA PER I CONSUMATORI ITALIANI •03/06/2010 18.05.38 PRECISAZIONI DI EQUITALIA SUI PAGAMENTI AGEVOLATI PER LE MULTE •20/05/2010 16.37.23 IL CORCORDATO SULLE MULTE PROROGATO AL 30 GIUGNO, PERMANGONO DUBBI E INCONGRUENZE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO •10/05/2010 14.48.47 LA FILIERA CORTA, CONTRIBUTI E INCENTIVI DELLA REGIONE LAZIO IN FAVORE DEI PRODUTTORI AGRICOLI E DEI CONSUMATORI •05/05/2010 17.37.22 AUTO BLU, NO ALL’ESENZIONE DAL RITIRO DEI PUNTI DELLA PATENTE PER GLI AUTISTI •03/05/2010 12.57.39 DALLA FILIERA CORTA PIU' CERTEZZE PER I CONSUMATORI SULL'ORIGINE DEI PRODOTTI ALIMENTARI •30/04/2010 17.36.07 BORSE DI STUDIO DEL CREL •29/04/2010 16.10.44 NUOVI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI •26/04/2010 17.15.29 AL VIA DA OGGI LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA, GRATUITA PER I CITTADINI •24/04/2010 11.12.34 MICROCAR KILLER, NECESSARI INTERVENTI URGENTI ED EFFICACI, NON SEMPLICI PALLIATIVI •24/04/2010 11.11.37 ETICHETTA DEI PRODOTTI BIOLOGICI: DAL 1 LUGLIO PIU’ TRASPARENZA PER I CONSUMATORI •21/04/2010 12.23.03 I DIRITTI DEI PASSEGGERI IN CASO DI CANCELLAZIONE DEI VOLI •21/04/2010 12.20.08 IL 22 APRILE MANIFESTAZIONE DEGLI INQUILINI DEGLI ENTI PREVIDENZIALI •21/04/2010 12.16.48 PREMIO LETTERARIO GIOVANNA DALLA TORRE •15/04/2010 11.44.17 PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, INFURIANO LE POLEMICHE TRA SENTENZE, SCARSA LUNGIMIRANZA E MINACCE REFERENDARIE •13/04/2010 18.28.39 L'impianto dell'ascensore negli stabili condominiali •08/04/2010 17.25.26 Il Progetto “Filiera Corta” nel Lazio per promuovere Farmer’s market, gruppi di acquisto e la vendita diretta in fattoria •03/04/2010 13.19.40 Canone Rai, esenzione per gli over 75 a basso reddito •03/04/2010 13.13.09 Diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa per i rifiuti •04/03/2010 19.32.02 Ritardi Aerei: consumatori/viaggiatori •04/03/2010 19.28.30 Convegno Sicurezza della Alimentazione •09/02/2010 19.12.38 Processo Breve •09/02/2010 18.36.49 Convegno sulla Sicurezza dell'alimentazione •12/01/2010 18.34.07 L’ITALIA IN GIOCO •11/12/2009 18.45.41 dall'Associazione Nazionale Tutela Ottici •30/11/2009 18.13.36 Nasce la FONDAZIONE UNIGIOCO •04/11/2009 19.42.33 DIGITALE TERRESTRE: ma era poi così urgente? •28/10/2009 16.04.34 Linee guida per il riconoscimento delle associazioni di consumatori •05/10/2009 20.06.57 Progetto POLIOPLUS: il Rotary scende in pista ed offre emozioni ai ragazzi. •25/09/2009 17.03.57 Taxi a 10 euro all’interno della Ztl centrale •25/09/2009 16.38.14 Ispezioni per i Giudici di Pace. "Troppe fughe di dati" •23/09/2009 18.19.20 Taxi, 12 associazioni al Comune •30/06/2009 15.55.52 Inquinamento acustico:novità passate sotto silenzio •30/06/2009 15.54.59 Bollette dell’acqua illegittime vanno restituiti i soldi agli utenti/consumatori
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