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20/05/2012 @ 8.49.33
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Di Primoconsumo (del 12/03/2012 @ 17:50:35, in  Pubblica Amministrazione, cliccato 189 volte)

TASSA SUI RIFIUTI

La tassa sui rifiuti non deve essere assoggettata ad IVA e se applicata potrà essere rimborsata al consumatore.
 
La Corte di Cassazione con decisione del 9 marzo 2012 ribadisce che la tassa sui rifiuti è un'entrata tributaria che per sua natura non può mai costituire il corrispettivo di un servizio reso.
 
Ne consegue che i cittadini potranno chiedere ed ottenere il rimborso dell'IVA corrisposta negli ultimi 10 anni formulando istanza da inoltrare agli entri gestori e/o enti locali, previa verifica della tipologia di tariffa applicata.
 
L’associazione Primoconsumo è a disposizione dei cittadini e dei consumatori per ogni chiarimento, supporto, richiesta ed azione per la tutela del diritto al rimborso dell'IVA addebitata.
Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it compilando il modulo “richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

 
Di Primoconsumo (del 12/03/2012 @ 17:43:40, in Leggi Giustizia e Legalità, cliccato 139 volte)

IL PROCESSO CHE VI RIGUARDAVA E’ DURATO TROPPO A LUNGO, AVETE DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO DALLO STATO


La Legge n. 89 del 2001 c.d. Legge Pinto, ha introdotto il diritto ad un indennizzo per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito a causa della eccessiva durata dei processi.
La norma introduce una risposta concreta per il cittadino vittima dei tempi della giustizia italiana che potrà vedersi riconosciuta una somma c.d. equa riparazione.
Chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della  Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e delle liberta' fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4  agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6,  paragrafo 1, della Convenzione,  ha diritto ad una equa riparazione.
Nell'accertare la violazione il giudice considera la complessita' del  caso e, in relazione alla stessa, il comportamento delle parti e del  giudice del procedimento, nonche' quello di ogni altra autorita' chiamata a concorrervi o a comunque contribuire alla sua definizione.
Il giudice determina la riparazione a norma dell'articolo 2056 del codice civile, osservando le disposizioni seguenti: a)  rileva solamente il  danno riferibile al periodo eccedente il termine ragionevole di cui al comma 1; b)  il danno non patrimoniale e' riparato, oltre che con il pagamento di   una   somma  di  denaro,  anche  attraverso  adeguate  forme  di pubblicita' della dichiarazione dell'avvenuta violazione.
La domanda di riparazione puo' essere proposta durante la pendenza del  procedimento  nel cui ambito la violazione si assume verificata, ovvero, a pena di  decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione,  che  conclude  il  medesimo  procedimento, e' divenuta definitiva.
Per effetto di tale norma, dunque, chiunque sia stato coinvolto in un processo civile, penale, amministrativo o tributario per un periodo di tempo considerato non ragionevole può chiedere un’ equa riparazione a titolo di risarcimento del danno subito.
Per eccessiva durata si intende una durata superiore ai 3 anni per il Primo Grado, ai 2 anni per l’Appello e ad 1 anno per la Cassazione.
Ogni cittadino potrà chiedere il risarcimento del danno subito per eccessiva durata del processo entro sei mesi dalla conclusione dello stesso ovvero dal momento in cui la sentenza è divenuta definitiva sia in caso di esito positivo che negativo.
Ciò in presenza di tre requisiti:

1.    la non ragionevole durata del processo;
2.    l'esistenza di un danno conseguente;
3.    l'esistenza di un nesso causa-effetto fra durata del processo e danno cagionato.
L'equa riparazione prevede un indennizzo per il risarcimento di danni sia patrimoniali che non patrimoniali subiti e questi ultimi sono considerati dalla giurisprudenza conseguenza normale, ancorché non automatica e necessaria, della violazione del diritto alla ragionevole durata del processo.
Il risarcimento accordato dalle Corti d’Appello, presso le quali viene depositato il relativo ricorso, può essere pari a € 1.000,00 per ogni anno di ritardo.
Avv. Ersilia Urbano, Consulente Primoconsumo

 

La tassa sui rifiuti non deve essere assoggettata ad IVA e se applicata potrà essere rimborsata al consumatore.

I consumatori potranno chiedere ed ottenere il rimborso dell'IVA corrisposta negli ultimi 10 anni per la tassa sui rifiuti urbani formulando istanza da inoltrare agli entri gestori e/o enti locali, previa verifica della tipologia di tariffa applicata

La Corte di Cassazione con decisione del 9 marzo 2012 ribadisce che la tassa sui rifiuti è un'entrata tributaria che per sua natura non può mai costituire il corrispettivo di un servizio reso.

L’associazione Primo Consumo è a disposizione dei consumatori per ogni chiarimento, supporto, richiesta ed azione per la tutela del diritto al rimborso dell'IVA addebitata.

Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it compilando il modulo “richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

 

L’Associazione “Primo Consumo” in difesa dei consumatori vessati e strangolati dai quotidiani soprusi della casta delle banche chiede che il Governo prenda posizione contro l’atteggiamento ostile dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) completando l’iter per l’approvazione dell’emendamento che vieta l’applicazione di commissioni sugli sconfinamenti bancari e sulle linee di credito.

L’emendamento, relativo al decreto “liberalizzazioni, già approvato dal Senato è fondamentale per porre fine al continuo abuso da parte degli istituti di credito della propria posizione di strapotere dominante in danno dei risparmiatori, da sempre la parte più debole. Conseguentemente, i ricavi provenienti da tali commissioni vengono dichiarati illegittimi.

Inaccettabile la posizione del Comitato di Presidenza dell’Abi, che in un’ottica al di fuori della tutela dei risparmiatori, ha annunciato di volere rimettere il proprio mandato allo scopo di creare ostruzionismo all’approvazione definitiva del suddetto emendamento.

 

I primi dati raccolti dagli operatori del progetto “Game Over”, nato lo scorso ottobre per monitorare ed aiutare giocatori a rischio ludopatia ed i loro familiari, evidenziano tutta la drammaticità del fenomeno e la reale consistenza all’interno del tessuto sociale, come testimoniato anche dalla notizia di cronaca nera legata “alla passione compulsiva e insana per il gioco e per le scommesse” che ha trasformato un giovane di 21 anni in un feroce e premeditato assassino”.

L’associazione Primoconsumo, al fianco dei consumatori per la tutela dei loro diritti ed interessi, intende assicurare in concreto, ricordando che dal 1980 l’Oms ha riconosciuto la ludopatia tra le patologie da curare, un ambiente di gioco legale e responsabile attraverso il numero verde 800185453 grazie al quale degli psicoterapeuti (laureati ed iscritti agli appositi albi professionali) sono a disposizione di chiunque abbia bisogno di informazioni e consigli.

La Ludopatia è una piaga sociale che può essere sconfitta imponendo l'adozione di misure immediate allo Stato, all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ed ai Concessionari. In attesa che dall'audizione sulle ludopatie, in svolgimento in commissione Politiche Comunitarie della Camera, emergano iniziative concrete, Primo Consumo ritiene di poter ribadire il necessario coinvolgimento di tutti i concessionari del settore e dei Monopoli di Stato, ai quali l’associazione è pronta a mettere a disposizione il progetto Game Over quale strumento concreto di rilevante importanza sociale e di prevenzione del fenomeno ludopatico.

Il progetto ha già ottenuto il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Roma ed allo stesso hanno manifestato grande interesse Ministeri e prestigiose Università.

Il Gruppo Codere, uno dei leader nel settore del gioco pubblico, ha aderito con entusiasmo al progetto condividendone appieno lo spirito e la missione

 

L’Associazione Primo Consumo ha sollecitato le segreterie dei partiti politici perché intervengano per eliminare l’attuale incongruenza delle norme sull’eccessivo indebitamento dei cittadini in questo momento di profonda crisi del Paese. In sostanza sono state previste due disposizioni: la prima, è scaduta il 20 febbraio del 2012, prevedeva la procedura di composizione del sovraindebitamento; la seconda, che entrerà in vigore il 29 febbraio, non considera più le esigenze dei cittadini/consumatori che sono costretti a ricorrere a finanziamenti usurai per far fronte ad esigenze primarie di sopravvivenza. Primo Consumo chiede di modificare la nuova legge e di richiedere una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno dell’eccessivo indebitamento che in questo momento pesa come un macigno sui più bisognosi .

 
Corsa all’acquisto delle catene antineve per le auto divenute introvabili ed aumentate fino al 100% del prezzo di vendita.

Aumenti incontrollati ed immotivati anche per frutta e verdura. Approfittare dello stato di bisogno è un crimine ed è causa di rescissione del contratto di acquisto.

L’associazione Primo Consumo è in prima linea contro le speculazioni ai danni del cittadino/consumatore.

Primo Consumo attende le denunce dei cittadini incappati in acquisti ingannevoli e costretti a pagare prezzi fuori mercato pur di evitare, ad esempio, le pesanti sanzioni previste in caso di controlli per mancanza di catene da neve a bordo.

Primo consiglio per i consumatori rimane quello di conservare scontrino e fattura di acquisto per poter richiedere la rescissione del contratto ex art. 1447 c.c. e ottenere il rimborso dei soldi spesi in esubero rispetto al prezzo di listino pre-emergenza.

Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it compilando il modulo “richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

 
Di Primoconsumo (del 11/02/2012 @ 11:33:39, in VIAGGI, cliccato 103 volte)

"Colpo di stato alle Maldive": la situazione politica precipita rovinosamente alle Maldive tanto da sfociare in autentici atti di violenza e rendere di fatto impossibile recarsi in quel meraviglioso luogo di vacanza anche solo per la paura che tale evidente instabilità genera nel consumatore.

Chi ha già comprato una vacanza alle Maldive e a causa di tale situazione non può più usufruirne anche solo per semplice timore ha diritto di vedersi sostituire il pacchetto acquistato con altro equipollente senza sovraprezzo o alla totale restituzione di quanto già versato:

Primoconsumo è a disposizione degli utenti per informazioni e chiarimenti compilare il modulo “richiedi assistenza” presente sul sito www.primoconsumo.it o chiamare  lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

 
Di Primoconsumo (del 10/02/2012 @ 15:01:30, in Leggi Giustizia e Legalità, cliccato 302 volte)

La privacy è regolamentata da normativa chiara e deve essere rispettata con rigore da chi produce e distribuisce sistemi di sicurezza basati sulla video-sorveglianza.

Il caso TrendNet, raccontato dalle testate giornalistiche, doveva essere evitato.

L’associazione Primoconsumo è a disposizione dei cittadini e dei consumatori per ogni chiarimento, supporto, richiesta ed azione per la tutela del diritto alla protezione dei dati personali da far valere nei confronti di tutti coloro che violano la normativa di riferimento.

Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it compilando il modulo “richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

In merito alla violazione della privacy proponiamo ai nostri associati l’articolo pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" del 9 febbraio 2012, sezione TECNO:

 Violate le telecamere delle abitazioni

 E la privacy va in streaming sulla Rete

 Il buco di sicurezza è avvenuto nei sistemi di videosorveglianza privati di TrendNet. Il segnale video delle telecamere è accessibile da Internet senza alcuna protezione chiunque può spiare gli appartamenti

Un buco di sicurezza nei sistemi di videosorveglianza privati di TrendNet permette a chiunque di spiare attraverso le telecamere installate nelle abitazioni. Centinaia di collegamenti pubblicati sul Web. La società produttrice cerca ora di correre ai ripari.

L’ossessione per la sicurezza e la tutela della privacy possono giocare brutti scherzi. È quello che è successo a qualche migliaio di clienti di TrendNet, una società che produce e distribuisce sistemi di sicurezza basati sulla video-sorveglianza via Internet. Il caso ha del surreale: il segnale video delle telecamere è accessibile da Internet senza alcuna protezione e chiunque può spiare gli appartamenti “sorvegliati” dai sistemi TrendNet.

Il produttore non ha ancora chiarito quali siano le cause del baco, ma il risultato è piuttosto evidente. Per collegarsi alle videocamere e guardare in streaming tutto quello che succede nelle abitazioni è sufficiente collegarsi all’URL composta dall’indirizzo IP del dispositivo seguito da un suffisso di 15 caratteri uguale per tutte le videocamere. Questo, in pratica, dà accesso a una sorta di backdoor che permette di aggirare la richiesta di user name e password per la visualizzazione dello streaming. Il buco di sicurezza è stato descritto in tutti i dettagli il 10 gennaio scorso sul blog Console-Cowboys, nel quale è riportata anche la procedura per l’individuazione dei dispositivi attraverso Shodan, un motore di ricerca a pagamento specializzato nella localizzazione di dispositivi online.

Nel giro di poche ore, numerosi siti Web sono stati inondati di collegamenti diretti alle videocamere, permettendo a migliaia di persone di spiare nelle case di chi aveva installato i sistemi di sorveglianza. Sul sito del produttore, la vicenda è riportata in un laconico comunicato (datato 7 febbraio) in cui TrendNet annuncia il rilascio di una nuova versione del firmware che dovrebbe tappare la falla. Visto però che non è possibile “forzare” l’aggiornamento da remoto, la soluzione del problema è delegata ai singoli clienti, che dovranno installare il nuovo software di controllo. Resta da vedere quali saranno le reazioni dei clienti di TrendNet, sottoposti a una pesantissima violazione della privacy per quasi un mese.

 
Di Primoconsumo (del 06/02/2012 @ 15:22:57, in Comunicati Stampa, cliccato 201 volte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una Capitale ferma e paralizzata dalla disorganizzazione e dalla cattiva manutenzione è una vergogna intollerabile per una città come Roma.
I danni procurati sono altissimi ed impongono risarcimenti adeguati.
L’associazione Primoconsumo è a disposizione dei cittadini per ogni chiarimento, supporto, richiesta ed azione per la tutela dei diritti dei danneggiati da far valere nei confronti di Comuni, Province e Regione, oltreché nei confronti delle ditte appaltatrici dei lavori di manutenzione e di eventuali terzi responsabili.
Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it compilando il modulo “richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

 

Perché il cittadino vale secondo il peso che la corporazione di cui fa parte è in grado di esercitare? Perché gli iscritti agli albi professionali non sono soggetti ad alcuna valutazione esterna agli ordini?
Le associazioni dei consumatori potrebbero rivelarsi lo strumento adatto per spezzare il modello corporativo, liberare la politica e rimettere l’individuo al centro del sistema Paese?
Quesiti che continuano a condizionare il modello di sviluppo definito “sociale” penalizzando coloro che rimangono fuori dalle corporazioni.
Prendendo spunto anche dal libro dell’avvocato Riccardo Cappello, “Il Cappio- Perché gli ordini professionali soffocano l’economia italiana”, l’associazione Primo Consumo lancia la proposta di assegnare un ruolo di “osservatore” super partes della corretta deontologia dei professionisti alle associazione di consumatori.

Le motivazioni attraverso le parole del presidente, avv. Marco Polizzi:
“I compiti istituzionali di Ordini e Collegi devono essere svolti essenzialmente nell’interesse della collettività e, solo di riflesso, nell’interesse dei professionisti stessi. Ciò significa che al primo posto c’è l’interesse pubblico e, solo in via subordinata, quello dei professionisti per cui in caso di conflitto tra gli interessi della categoria e quelli della collettività sono questi ultimi a dover prevalere. Nella pratica quotidiana non è così e la larga maggioranza degli italiani pensa che l’Ordine tuteli solo ed esclusivamente l’iscritto. Esso è ritenuto una corporazione che difende i propri interessi, talvolta anche ai danni della collettività e che interpreta le regole a favore della parte che meglio la retribuisce, anche quando gli è noto che le finalità da queste perseguite sono in contrasto con le finalità per i quali la norma è stata emanata. Se, per esempio, l’avvocato rivestisse quella funzione pubblica, che l’Ordine rivendica, e tenesse conto delle esigenze collettive perderebbe il suo ruolo di “parte”, tenuto a privilegiare il proprio committente. Sarebbe più logico, e anche più credibile, se agli ordini fosse affidata la tutela degli iscritti e che le associazioni dei consumatori, del tutto assenti sul tema, si facessero carico della tutela dell’utenza contro i professionisti. Infatti, le riserve ovvero le attività per l’esercizio delle quali è indispensabile l’iscrizione ad un Albo professionale si traducono in una protezione offerta ai professionisti, nessuno è mai stato radiato dall’albo per incompetenza, per ciò stesso il danno causato dall’incapacità o dalla condotta del professionista deve essere valutato con terzietà dalle associazioni dei consumatori”.

 

 

 

"800 mila dipendenti da gioco d'azzardo all'interno di un'area di quasi due milioni di giocatori a rischio". Un dato allarmante rivelato dai dati contenuti nel dossier “Azzardopoli” dell’associazione Libera.
Un fenomeno che l'associazione Primo Consumo ha da tempo denunciato in tutta la sua reale gravità attivando già nel corso del 2011 il primo Centro di ascolto psicologico Nazionale "Game Over" per giocatori che manifestano problematiche psicologiche di natura ludopatica e per i loro familiari.

Il NUMERO VERDE 800.185.453 garantisce un servizio anonimo e totalmente gratuito (sia da telefono fisso, sia da cellulare), agevolando l'accesso anche alle persone con disagio economico che possono contattare il Centro per ricevere sostegno psicologico e informazioni. Il progetto prevede l'impegno di un pool di psicologi e psicoterapeuti esperti di problematiche legate al gioco d'azzardo disponibili a rispondere in modo efficace, mirato e personalizzato ai singoli problemi di coloro che telefonano. Il Servizio Game Over è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Tutte le info su www.primoconsumo.it
Il percorso di aiuto
Il Centro di ascolto eroga tre principali servizi: “Sostegno psicologico”, “informazione” e “orientamento”. Il primo e fondamentale passo compiuto dagli psicologi è accogliere la persona, qualsiasi sia la sua richiesta, bisogno, modalità di presentazione di sé o del problema legato al tema del gioco d’azzardo. Si traccia insieme a chi contatta il Centro una sorta di mini piano operativo personalizzato. Tra l’accoglienza e la personalizzazione della richiesta si colloca un importante intervento comunicativo da parte dello psicologo che consente di aiutare la persona a ritrovare il giusto approccio al gioco.
Il progetto “Game Over” ha già ottenuto il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Roma ed allo stesso hanno manifestato grande interesse Ministeri e prestigiose Università. Il progetto presentato ufficialmente a Roma il 26 Ottobre 2011, ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti di AAMS (Monopoli di Stato), della Guardia di Finanza, della Questura di Roma, della Regione Lazio e di Roma Capitale. Intervenuti un’esponente della Scuola Psicosomatica Cristo Re e un docente della facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, entrambi nostri partner nel progetto con particolare riferimento alle attività di formazione, studio e ricerca. Il Gruppo Codere, uno dei leader nel settore del gioco pubblico, ha aderito con entusiasmo al nostro progetto condividendone appieno lo spirito e la missione.

 

 

“Gioca Sicuro Ti Diverti Di Più” è il consiglio più utile per tentare di prevenire i rischi legati ad una sfrenata voglia di scommettere in cerca di illusori guadagni.

 

Codere, società che gestisce sale da gioco in Italia e all’estero, ha scelto di far sì che il gioco sia un’occasione di intrattenimento e che non generi forme di gioco problematico o di ludopatia nei giocatori. Aiutare i giocatori a rischio fa parte dei doveri insiti nel lavoro delle società concessionarie di giochi e scommesse come appunto Codere, oltre a rappresentare un adempimento di legge in quanto concessionario autorizzato dall’AAMS.

 CODERE ha presentato il progetto "Il Gioco Responsabile" nella sala del Palazzo dell’informazione di Piazza Mastai a Roma.

 Numero verde “Game Over” 800185453 La dipendenza dal gioco non è un gioco

Un progetto, fortemente voluto dai vertici dell’azienda in Italia, in materia di lotta e prevenzione dei fenomeni ludopatici e di sicurezza nel gioco. Durante l’incontro sono state presentate le attività di Codere nell’ambito della prevenzione dei comportamenti di gioco patologici e il supporto scientifico portato dall’associazione Primo Consumo con l’attivazione del Numero Verde 800/185453 per i giocatori patologici, con la formazione mirata del personale e con l’assistenza ai giocatori in tutti gli ambienti di gioco, online compreso, di Codere.

 Fenomeno spesso sottovalutato
 Il gioco può rappresentare un piacevole passatempo o un’abitudine sociale come navigare in Internet o guardare la televisione. Per alcune persone, tuttavia, il giocare può trasformarsi da semplice evasione a sintomo di un disturbo patologico. Elementi distintivi di tale passaggio sono la frequenza, la durata e l’intensità con cui questi comportamenti vengono messi in atto e le conseguenze negative che si ripercuotono sul soggetto in ambito organico, psicologico, finanziario e familiare.
 Nella maggior parte dei casi né i giocatori stessi né i familiari si rendono conto del passaggio da una condizione ludica ad una più chiaramente patologica. Spesso infatti il problema tende ad essere sottostimato e minimizzato.
 Primo Consumo, come sottolineato dal presidente Marco Polizzi “ha precorso i tempi ed ha dato vita al progetto “la dipendenza dal gioco non è un gioco” Game – Over” grazie alla partnership con la scuola di psicoterapia, riconosciuta dal MIUR, del Cristo RE in collaborazione con la dott.ssa Cipriani, nonché alla scuola di formazione diretta dal Prof. Lizzani della Sapienza.
 Codere e Primoconsumo hanno attivato il primo Centro di ascolto psicologico Nazionale "Game Over" per giocatori che manifestano problematiche psicologiche di natura ludopatica e per i loro familiari. Il numero verde 800 185453 garantisce un servizio anonimo e totalmente gratuito (sia da telefono fisso, sia da cellulare), agevolando l'accesso anche alle persone con disagio economico che possono contattare il Centro per ricevere sostegno psicologico e informazioni.
Il Centro di ascolto eroga tre principali servizi: “Sostegno psicologico”,“informazione” e “orientamento”. Il primo e fondamentale passo compiuto dagli psicologi è accogliere la persona, qualsiasi sia la sua richiesta, bisogno, modalità di presentazione di sé o del problema legato al tema del gioco d’azzardo. Si traccia insieme a chi contatta il Centro una sorta di mini piano operativo personalizzato. Tra l’accoglienza e la personalizzazione della richiesta si colloca un importante intervento comunicativo da parte dello psicologo che consente di aiutare la persona a ritrovare il giusto approccio al gioco”.
 

L'associazione Primo Consumo e Codere hanno attivato il primo Centro di ascolto psicologico Nazionale "Game Over" per giocatori che manifestano problematiche psicologiche di natura ludopatica e per i loro familiari. Il numero verde  garantisce un servizio anonimo e totalmente gratuito (sia da telefono fisso, sia da cellulare), agevolando l'accesso anche alle persone con disagio economico che possono contattare il Centro per ricevere sostegno psicologico e informazioni. Il progetto prevede l'impegno di un pool di psicologi e psicoterapeuti esperti di problematiche legate al gioco d'azzardo disponibili a rispondere in modo efficace, mirato e personalizzato ai singoli problemi di coloro che telefonano. Il Servizio Game Over è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Tutte le info su www.primoconsumo.it

 

Il percorso di aiuto
 Il Centro di ascolto eroga tre principali servizi: “Sostegno psicologico”,“informazione” e “orientamento”. Il primo e fondamentale passo compiuto dagli psicologi è accogliere la persona, qualsiasi sia la sua richiesta, bisogno, modalità di presentazione di sé o del problema legato al tema del gioco d’azzardo. Si traccia insieme a chi contatta il Centro una sorta di mini piano operativo personalizzato. Tra l’accoglienza e la personalizzazione della richiesta si colloca un importante intervento comunicativo da parte dello psicologo che consente di aiutare la persona a ritrovare il giusto approccio al gioco.

Il Gruppo Codere

Codere è una multinazionale leader nel settore del gioco in Europa e America Latina, quotata in Borsa in Spagna e gestisce più di 54.600 terminali di gioco, 191 sale gioco, 813 sale di scommesse e partecipa alla gestione di 3 ippodromi, in Argentina, Brasile, Colombia, Spagna, Italia, Messico, Panama e Uruguay, e, avendo acquisito le licenze necessarie, esercita in Italia il gioco on line.

 

L’acquirente di un immobile in condominio subentra nei diritti del precedente condomino ed è obbligato, solidamente con questo, al pagamento delle spese condominiali relative all’anno in corso e a quello precedente alla data di acquisto.

Tale regola disciplina i rapporti interni tra acquirente e venditore e non i rapporti tra nuovo condomino e condominio.

Per il condominio, infatti, l’obbligo di pagamento degli oneri condominiali graverà sul nuovo condomino e non sul precedente.

Resta inteso che il nuovo condomino potrà recuperare i contributi versati al condominio dal venditore.

Pur tuttavia, bisogna distinguere tra contributi relativi alle c.d. spese ordinarie e contributi relativi alle c.d. spese straordinarie.

Per quanto riguarda le c.d. spese ordinarie quali manutenzione ordinaria, conservazione e godimento delle parti comuni dell’edificio, servizi di interesse comune, ecc, la nascita dell’obbligazione coincide con il compimento effettivo dell’attività gestionale.

Pertanto, è tenuto alla spesa chi riveste la qualità di condomino al momento in cui viene effettuato l’intervento conservativo deliberato in precedenza.

Per quanto riguarda, invece, le c.d. spese straordinarie inerenti a manutenzione straordinaria, ristrutturazioni o innovazioni, la nascita dell’obbligazione coincide con la delibera assembleare che dispone l’esecuzione degli interventi .

Tale delibera assume valore costitutivo della relativa obbligazione in capo a ciascun condomino, a nulla rilevando che tali opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente.

Ne deriva  che è tenuto a sopportare i relativi costi chi era proprietario al momento della delibera dell’assemblea.

Se tali spese sono state deliberate prima della stipulazione dell’atto di trasferimento dell’unità immobiliare e nell’anno precedente o in corso alla data dell’atto, ne rispondono in solido il venditore e l’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti.

L’acquirente ed il venditore infatti possono concordare che il venditore si assuma ogni onere inerente a spese pregresse o ad interventi di manutenzione deliberati prima della cessione del bene.

Tale accordo ha efficacia nei rapporti interni tra le parti e non nei confronti del condominio che potrà chiedere all’acquirente ogni contributo.

Resta inteso che il nuovo condomino avrà diritto al rimborso dal venditore di quanto versato al condominio e potrà recuperare ogni spesa, ammesso che il venditore sia solvibile.

Avv. Ersilia Urbano, Consulente Primo Consumo