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LA GUERRA DELLE PIATTAFORME: RAI E MEDIASET CONTRO SKY
Di Primoconsumo (del 18/11/2009 @ 15:42:11, in Comunicati Stampa, cliccato 198 volte)

Si apre l’era del digitale terrestre ed è guerra a cielo aperto! In un caos di decoder e programmi criptati Sky scende in campo con la Digital Key, la chiavetta che consentirà ai suoi utenti di visualizzare sul suo digitale i programmi in chiaro di Rai e Mediaset.

La Rai, cercando di frenarne l’ascesa sul mercato, vorrebbe togliere i suoi canali dall’offerta Sky circoscrivendo la sua diffusione alla piattaforma TivùSat.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, spiega che la presenza della Rai sulle piattaforme di natura commerciale è  una facoltà e non un obbligo, ma che in base alle linee guida del nuovo contratto di servizio Rai 2010-2012, varate dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, la possibilità per la Rai di togliere i canali generalisti dall'offerta di Sky dipenderà dalla diffusione della piattaforma alternativa TivùSat, in quanto dovrà consentire a tutti gli utenti di ricevere le sue trasmissioni. In ogni caso, nella fase transitoria di passaggio al digitale (dunque fino a fine 2012), la tv pubblica dovrà essere presente su tutte le piattaforme tecnologiche, riducendo al minimo i criptaggi dei programmi

Mediaset definisce  la Digital Key di Sky contraria alla normativa comunitaria e nazionale in materia di concorrenza perchè costituisce una violazione degli impegni assunti nel 2003 da Newscorp in occasione della concentrazione delle attività di Telepiù e Stream: le norme antitrust infatti non consentono a un’impresa dominante di ostacolare l’ingresso sul mercato di concorrenti mediante vendite abbinate o aggregate dei propri prodotti.
Per Mediaset, «il fine della Digital Key - che non consente l'accesso né ai servizi interattivi né ai contenuti a pagamento - è quello di frenare la diffusione sul mercato di decoder che consentano di ricevere i programmi a pagamento e i servizi interattivi di altri operatori. Il tutto evidentemente a danno dei consumatori che vedranno così limitata la loro possibilità di scelta a livello di offerta e di contenuti»fra l’altro, Sky verrebbe meno all’impegno di «non intraprendere ulteriori attività di Dtt, né come rete né come operatore al dettaglio», almeno sino alla fine del 2011, come vuole l’Europa.

L’Ad Mockridge contrattacca: la digital key «garantirà a milioni di famiglie la possibilità di fruire dell’offerta in chiaro sul digitale terrestre»; si tratta, dunque, di «uno strumento che aiuta il processo di digitalizzazione del Paese, offrendo un servizio per i consumatori in un mercato in veloce sviluppo. Uno sviluppo che, evidentemente, non è facile da accettare per un gruppo come Mediaset che per molti anni è stato, ed è ancora oggi, il principale soggetto privato operante in Italia nella televisione commerciale e dominante nel mercato della pubblicità».

Marco Polizzi, presidente di PrimoConsumo, afferma: “La Rai in quanto emittente pubblica ha il dovere di rendersi fruibile al maggior numero di utenti possibile; in tale ottica il suo criptaggio è da considerarsi un danno verso i consumatori che vedrebbero limitata la possibilità di fruire dell’unico sistema informativo sul mercato non in mano a privati; in caso contrario gli abbonati sky hanno diritto ad essere esentati dal pagamento dell'abbonamento Rai."

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