Dal 16 novembre Roma è ufficialmente la prima capitale Europea passata al digitale, nonché la prima senza televisione; si, perché con il segnale che passa dall'analogico al digitale, Adoc sta raccogliendo le lamentele dei romani in difficoltà: alcuni canali sono spariti e il segnale in molte zone e' debole o inesistente.
I primi a farne le spese sono gli anziani, che oltre a non capire la sintonizzazione dei canali e a scontrarsi con la moltiplicazione dei telecomandi in casa, non riconoscono e non ritrovano più i loro palinsesti televisivi. Dopo infiniti rimandi, il digitale terrestre incontra più difficoltà del previsto e che, alla fine, rischia di rivelarsi per quello che è: una tecnologia obsoleta, costosa, limitata.
La Capitale e' stata abbandonata a sé stessa. Il 25% dei televisori non ha ancora il decoder a causa della confusione che permane tutt’oggi su di essi: quelli comprati a minor prezzo non danno garanzie di affidabilità, alcuni non hanno nemmeno gli standard europei e quindi non riescono a captare le frequenze Vhf, su cui trasmette la Rai, la sintonizzazione dei canali non è semplice e molte antenne vanno sostituite o ri-orientate, e comunque liberate dei vecchi filtri.
Marco Polizzi, presidente di PrimoConsumo, afferma: “L’avvento del Digitale Terrestre ha portato problemi di investimenti (impiantarlo costa: bisogna comprare nuove frequenze, alimentare i trasmettitori, programmare nuovi decoder interattivi…); problemi economici (per mantenere attivi i trasmettitori ci vuole un enorme impiego di energia in un paese dove l'energia si compra a caro prezzo; per i consumatori inoltre sono spese su spese: nuovi decoder, nuovi televisori, costi di antennisti, elettricisti, smaltimento rifiuti particolari…); problemi ecologici (l'abbandono dei vecchi televisori nei cassonetti o nei parchi, in aggiunta al già considerevole inquinamento elettromagnetico). Tutto ciò ha portato –fin’ora- solo all’aumento degli abbonamenti alle piattaforme digitali private, ma che ne è della famosa “TV più bella, più interattiva, a misura di telespettatore” che hanno promesso ai consumatori?
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