Definita come la panacea ai grandi malesseri che pervadono storicamente la pubblica amministrazione, la neonata Posta elettronica certificata, ribattezzata PEC, ha già creato scompiglio dopo appena pochi giorni dalla sua entrata in servizio.
Il presidente dell’associazione di utenti e consumatori “Primo Consumo, avv. Marco Polizzi, evidenzia la difficile situazione legata al disservizio PEC: “Il Comune di Roma ha annunciato, attraverso la viva voce del primo cittadino, Gianni Alemanno, di averla già attivata per 22 tipi di certificati anagrafici on line (tra i quali nascita, matrimonio, residenza), offrendo la possibilità, tramite il portale capitolino, di iscrivere i bambini agli asili nido, rivolgersi ai servizi sociali e all'Avvocatura comunale.
Peccato che la PEC, forse per distrazione o dimenticanza o per ritardi procedurali, al momento, non risulti ancora attiva per il servizio contravvenzioni. Così viene risposto, lo abbiamo constatato anche noi di Primo Consumo, alle numerose telefonate di cittadini al numero del Comune, 060606, tempestato di chiamate per informazioni sull’invasione di comunicazioni inviate da Equitalia Gerit per la definizione agevolata, denominata eufemisticamente “concordato”, dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004”.
Il presidente di “Primo Consumo” spiega che: “Migliaia di cittadini si vedono recapitare svariate centinaia di euro di richiesta di pagamenti, relativi anche a sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti; senza poter disporre, nel momento di necessità, di un mezzo di comunicazione semplice come la PEC, malgrado la previsione di legge. Per cui sono ancora costretti ad affidarsi alle solite “obsolete” raccomandate, (la posta elettronica certificata è gratis), affrontando ulteriori spese e, vedendosi obbligati, per poter aderire entro i termini, al pagamento agevolato, che scade il 15 maggio, a dover “scegliere” di pagare anche la multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e poi, se ne hanno ancora voglia, per recuperare la somma versata indebitamente, andare da una associazione di consumatori al fine di attivare le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro. L’esperienze dirette, di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute dalla nostra associazione, possono testimoniare quanto affermato”
Non mi sembra pretenzioso, conclude l’avv. Polizzi, chiedere all’assessore ai Servizi Tecnologici, Enrico Cavallari, di volersi adoperare per attivare in tempi brevissimi la PEC anche per il servizio contravvenzioni e di valutare la possibilità di differire i termini di scadenza del “concordato” per venire incontro ai cittadini, e sono davvero moltissimi, ancora alle prese con le procedure, non semplicissime, previste dall’amministrazione capitolina”.