Il “concordato” dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004 sarà prolungato sino al prossimo 30 giugno, grazie anche alle pressanti sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Una scelta quasi obbligata quella adottata dall’amministrazione capitolina dopo l’infinita serie di problematiche emerse nelle scorse settimane, denunciate da Primo Consumo, che hanno evidenziato come la “sanatoria” fosse stata attuata con troppa superficialità, tralasciando di chiarire evidenti contraddizioni.
Il presidente dell’associazione, avv. Marco Polizzi, evidenzia come “anche le informazioni fornite dal numero dedicato 060606 non sempre si sono rivelate utili a dissolvere i dubbi proposti dai contribuenti inondati da cartelle, spesso ripetitive o, peggio, richiedenti importi già pagati o non dovuti per sentenza divenute definitive del Giudice di Pace, o, ancora, per prescrizione. Caso emblematico quello occorso ai legali di Primo Consumo, che si sono trovati di fronte ad una cartella che proponeva il pagamento agevolato per due sanzioni; una delle quali, però, risultata annullata da sentenza.
Spiega ancora Polizzi: “Equitalia non ci consente di pagare quella dovuta in misura agevolata e sospendono, senza chiarire i tempi, l’intera agevolazione. Quando il termine scadrà e loro riattiveranno la cartella, il consumatore, che si è rivolto alla nostra associazione per l’assistenza legale, si vedrà piombare sulla testa un fermo amministrativo del veicolo per la sanzione che non hanno consentito di pagare in misura agevolata? Oppure Equitalia pretende che si paghi la sanzione annullata insieme a quella agevolata? In tal caso l’agevolazione sarebbe da ritenersi semplicemente una bufala autorizzata”
Confusione, molta confusione, come spesso accade nel nostro Paese quando si tenta di risolvere anni di arretrati, spesso difficilmente riscuotibili, con mini sanatorie già complicate dalla scelta stessa delle terminologie: “definizione agevolata”.
Dai dati forniti dal comune di Roma le proposte di pagamento inviate sono state 235 mila, le stime prevedono un ritorno di adesioni tra il 30 e il 35% pari a circa 70 mila contribuenti. Una percentuale che ha già portato nelle casse comunali circa 11 milioni di euro e che mira ad aumentare con la proroga fino ad almeno 15 milioni. Ossigeno per le asfittiche risorse economiche dell’ente locale capitolino che, vista sfumare l’Ici sulla prima casa, tenta una manovra diversiva con il concordato, minacciando di inasprire le sanzioni ed i metodi coattivi di riscossione, dopo il 30 giugno, contro gli irriducibili.
“
Le associazioni di consumatori, Primo Consumo tra queste, hanno lanciato dei forti segnali sulle nebulose modalità di pagamento, come la mancata attivazione della posta elettronica certificata per il servizio contravvenzioni, e sulla necessità di rendere più semplice far valere i propri diritti, quando supportati da documenti comprovanti la decaduta validità della richiesta, quali ad esempio sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti. L’esperienze dirette, proprio di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute da Primo Consumo, possono testimoniare la situazione vigente. Molti cittadini utenti si rivolgono alla nostra associazione, conclude l’avv. Polizzi, dopo aver pagato una multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e chiedono aiuto per recuperare la somma versata indebitamente, attraverso le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro, questo percorso comporta ulteriori lungaggini burocratiche che contribuiscono a paralizzare la macchina amministrativa, quando sarebbe molto più semplice ed economico per tutti attivare meccanismi moderni come le reti telematiche per collegare tra loro i diversi uffici competenti in materia. Questa sarebbe una spesa davvero utile”.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3
Articolo
ARCHIVIO
Stampa