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IL CASO “MOZZARELLA BLU” EVIDENZIA L’URGENZA DI GARANTIRE I CONSUMATORI ATTRAVERSO LA TRACCIABILITA’ E LA FILIERA CORTA AGROALIMENTARE
Di Michele Minnicino, addetto stampa e comunicazione (del 21/06/2010 @ 18:17:42, in Consumi e Consumatori,Alimentare, cliccato 54 volte)
Il caso della “mozzarella blu”, alla ribalta della cronaca degli ultimi giorni, rende sempre attuale il problema dell’origine dei nostri prodotti alimentari.Il biologo, Giuseppe Lai, esperto nutrizionista e responsabile settore alimentare dell’associazione PrimoConsumo, spiega: “Che il colore anomalo del formaggio sia dovuto all’aggiunta intenzionale di una sostanza in grado di svelare la polvere di latte, di probabile origine tedesca, con cui è stata fabbricata la mozzarella o che sia legato ad altri interventi sul prodotto, il problema di fondo non cambia: manca ad oggi nel nostro Paese una etichettatura chiara e completa di tutti i prodotti alimentari che garantisca i consumatori sulla tracciabilità, cioè sull’origine e sul percorso che i nostri prodotti hanno seguito dal “campo” alla “tavola”.
Il caso “mozzarella blu” è dunque l’ennesimo di una lunga serie che la cronaca riporta alla nostra attenzione ormai da diversi anni, su cui peraltro incide più di un fattore.
Spiega ancora il dott. Lai: “Vi è sicuramente un problema di filiera: troppi i passaggi dei nostri prodotti dalla materia prima alle nostre tavole, tanti gli intermediari che, nel caso dei prodotti importati, rendono molto lunga la strada percorsa. E questo aumenta le possibilità di intervenire illegalmente sui prodotti con frodi, sofisticazioni, falsificazioni del “made in Italy” e in tutto questo è sempre il consumatore finale a farne le spese.
Una possibile soluzione può essere offerta dalla cosiddetta “filiera corta”: si riducono i passaggi di mano dal produttore al consumatore, il prodotto arriva prima sulle nostre tavole e siamo più sicuri della sua origine. Attraverso il dialogo diretto con i produttori possiamo avere tutte le informazioni su ciò che intendiamo acquistare. Recandoci in un Farmer Market in città o associandoci in Gruppi di Acquisto, noi consumatori oltre all’origine, possiamo saperne di più sulle caratteristiche dei prodotti, sulla loro qualità e genuinità, diventando consumatori più informati e più consapevoli dei nostri acquisti”.
Secondo il biologo di PrimoConsumo: “Anche il Legislatore deve fare la sua parte. Un segnale incoraggiante viene dal Parlamento Europeo, che ha votato a favore dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza per una lunga serie di prodotti alimentari. In Italia il Senato ha approvato il disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti e si attende ora il si definitivo della Camera dove il provvedimento è all’esame della Commissione Agricoltura”.
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