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06/09/2010 @ 2.09.10
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LA PROPOSTA UE SUL “MIGLIOR PROFILO NUTRIZIONALE”, FONDAMENTALE GARANTIRE AL CONSUMATORE UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE REGOLE DEL MANGIAR SANO
Di Dott. Giuseppe Lai, biologo nutrizionista (del 22/06/2010 @ 14:37:43, in Consumi e Consumatori,Alimentare, cliccato 47 volte)

Scritto da Giuseppe Lai, biologo nutrizionista, consulente Primo Consumo

E’ di qualche giorno fa una proposta della Commissione Europea che prevede di indicare nell’etichetta dei prodotti alimentari il cosiddetto “miglior profilo nutrizionale”, in base al quale vengono fissate le quantità di alcuni nutrienti per ogni 100 grammi di prodotto. Il provvedimento propone, in particolare, il limite massimo di 10 g. per gli zuccheri, 4 g. per i grassi saturi e 2 mg di sale e tutti i prodotti che superano tali quantità non possono essere oggetto di messaggi promozionali o salutistici.

La proposta ha scatenato la reazione dell’azienda Ferrero che, nella persona del suo vicepresidente Francesco Paolo Fulci, ha dichiarato che questo voto dell’UE, se confermato, potrebbe mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari, che non rispettano tali limiti. La stessa nutella, secondo Fulci, porterebbe in etichetta l’indicazione “favorisce l’obesità” o verrebbe magari tassata, come previsto in Romania.

Un provvedimento che pretende di stabilire, per pochi nutrienti, un profilo nutrizionale valido per tutti gli alimenti è privo di qualsiasi validità scientifica, perché farebbe una selezione tra alimenti buoni e cattivi che non ha alcun fondamento e pertanto risulterebbe diseducativo per la popolazione. Il vero problema di questi nutrienti, come del resto chiaramente indicato nelle linee guida per una sana alimentazione italiana, sono le dosi: per zuccheri, dolci, sale, le indicazioni già esistono e i consigli sono quelli di moderare le quantità, ma sempre nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata. Il punto fondamentale non è tanto fissare per legge i limiti di qualche nutriente, ma piuttosto dare al consumatore una informazione nutrizionale chiara e completa nelle etichette ed educare il consumatore stesso alle regole del mangiar sano.

Per tornare al caso specifico della nutella le “giuste quantità” rientrerebbero nella porzione tra i 20 e i 30 grammi, messa in commercio dalla stessa azienda Ferrero.

Una ricaduta negativa del provvedimento, qualora approvato in via definitiva dall’UE, sarebbe quella di mortificare numerosi prodotti della nostra migliore tradizione gastronomica, che non sarebbe più possibile pubblicizzare con dichiarazioni sulla salute o sulle sostanze nutritive. Pensiamo ad esempio al Parmigiano o al Pecorino, prodotti che hanno ottenuto da tempo il marchio di qualità: su di essi verrebbe applicato il bollino rosso perché ricchi di grassi, dimenticando che forniscono un apporto di calcio importantissimo per la mostra alimentazione. Al contrario avrebbero il bollino verde le bibite light, delle quali si può fare tranquillamente a meno.

 

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