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	<title>Il Blog di Primoconsumo.it</title>
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	<modified>2010-07-18T12:50:08+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=99</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div>
<p><img height="191" width="256" alt="" src="/public/prostituzione.jpg" /></p>
<p>&ldquo;Anche la prostituzione controllata e garantita protegge i  consumatori&rdquo;, dichiara l&rsquo;avv. Marco Polizzi, presidente  dell&rsquo;associazione PrimoConsumo. &ldquo;Questo paese ha gi&agrave; legalizzato il  gioco d&rsquo;azzardo in continuit&agrave; bipartisan fra centrosinistra e  centrodestra, dimostrando con dati che il gioco d&rsquo;azzardo gode di un  maggior controllo con le regole dello Stato ed anche le distorsioni  possono essere corrette a beneficio dei consumatori che maggiormente  hanno bisogno di tutele, non di divieti assurdi&rdquo;. <strong><span style="">&ldquo;Il mestiere pi&ugrave; antico della storia incute  ancora paura e si preferisce lasciarlo nelle mani delle organizzazioni  malavitose nascondendosi dietro alla cecit&agrave; di una realt&agrave; da sempre alla  luce del sole, e non solo dei fal&ograve;&rdquo;, spiega ancora Polizzi, l</span></strong>asciando  realt&agrave; come droga e prostituzione nell&rsquo;illegalit&agrave; si contribuisce ad  incrementare le casse della criminalit&agrave; organizzata, favorendone,  paradossalmente, la dipendenza e la schiavit&ugrave;&rdquo;. Il  presidente di PrimoConsumo sottolinea come la legalizzazione del settore  &ldquo;limiterebbe anche il lavoro da parte delle forze di polizia e della  magistratura che potrebbero concentrarsi con maggiore efficacia nel  contrasto allo sfruttamento della prostituzione minorile ed altre  tipologie di crimine. Inoltre, con la regolamentazione, oltre a dover  pagare le tasse, si potrebbe contare sul diritto all&rsquo;assistenza  sanitaria e previdenziale&rdquo;. <strong><span style="">Lavorare per rendere l&rsquo;Italia un paese europeo degno di  un occidente avanzato pare proprio interessi a pochi, l&rsquo;ennesimo esempio  di ipocrisia imperante lo offre </span></strong>il ministro delle Pari  opportunit&agrave;, Mara Carfagna, la quale, in risposta all&rsquo;emendamento alla  finanziaria per legalizzare e tassare la prostituzione proposto dal  senatore pidiellino, Lucio Malan, non ha trovato di meglio che  dichiarare: &ldquo;<em>lo Stato non pu&ograve; sostituirsi allo sfruttatore e lucrare  sui loschi traffici delle organizzazioni criminali</em>&rdquo;. <strong><span style="">&ldquo;Credere che</span></strong>le prostitute  sarebbero le prime a voler pagare le tasse, e quindi usufruire di  contributi e prestazioni sanitarie, non dovrebbe apparire cos&igrave;  utopistico ai governanti, falsi perbenisti&rdquo;. <em><span style="">Invece secondo</span></em><strong><span style="">le illuminate parole del ministro Carfagna la  legalizzazione della prostituzione</span></strong> riguarda la tratta, e  non le donne che lo fanno per libera scelta. &ldquo;Di certo si dovrebbe  affrontare il problema della libera scelta ma abbandonandole a se stesse  non si risolve il problema neanche delle escort che alla stessa  categoria appartengono e con cui il Governo ha gi&agrave; preso confidenza&rdquo;,  dichiara il Presidente di Primo Consumo. &ldquo;Magari se il  mondo politico iniziasse a coinvolgere anche le categorie sociali  interessate per capire le reali problematiche, uscendo dai palazzi e  dalle auto blindate, per immergersi nella quotidianit&agrave; di chi vive sulla  propria pelle le infinite difficolt&agrave; di sbarcare il lunario senza poter  contare sui facili e lauti guadagni offerti loro, allora si potrebbe  iniziare un nuovo percorso verso un futuro leggermente migliore&rdquo;. <strong><span style="">L&rsquo;emendamento alla finanziaria del senatore  filogovernativo, Lucio Malan si affianca alla proposta di legge della  senatrice radicale Donatella Poretti</span></strong><strong>,</strong>  finalizzato a legalizzare e soprattutto regolarizzare in termini  economici l'attivit&agrave; meretricia, che potr&agrave; essere svolta in forma  autonoma, dipendente o associata, mirando a un gettito fiscale di un  miliardo e mezzo di euro l&rsquo;anno per un giro d`affari di 7 miliardi. Dai  calcoli, approssimati per difetto, proposti ancora dalla Poretti si  evidenziano numeri da brivido, 70mila prostitute presenti nel nostro  Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo  medio per prestazione 30 euro, un giro d'affari di 90 milioni di euro al  mese, oltre un miliardo l'anno. Levando a questo miliardo minorenni e  straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro  annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni annui.</p>
</div>]]></content>
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		<title><![CDATA[ASSURDA ODISSEA PER ACQUISTARE DEI BIGLIETTI AEREI AL DESK ALITALIA DELL’AEROPORTO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><img height="200" width="200" src="/public/alitalia.jpg" alt="" class="" /></p>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Un&rsquo;infinita odissea per riuscire ad acquistare dei biglietti aerei con la nostra compagnia di bandiera, la nuova Alitalia, dalla facciata ripulita ma dalle complicazioni burocratiche sempre infinite.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Il tortuosissimo percorso si &egrave; frapposto al desiderio di un consumatore che da buon cittadino italiano ha osato favorire la compagnia aerea nazionale, accordandole una preferenza patriottica rivelatasi autolesionista. Infinite complicazioni, incomprensioni, attese, informazioni inesatte, personale poco qualificato, il tutto raccontato con dovizie di particolari in una lettera di reclamo inviata all&rsquo;ufficio relazioni con la clientela dell&rsquo;Alitalia. La casualit&agrave; ha selezionato un consumatore pi&ugrave; cosciente di altri dei propri diritti, il presidente dell&rsquo;associazione &ldquo;PrimoConsumo&rdquo; che ha, doverosamente, portato a conoscenza, della fastidiosa esperienza, i cittadini-consumatori iscritti all&rsquo;associazione pubblicando il reclamo sul sito web <a href="http://www.primoconsumo.it/"><font color="#800080">www.primoconsumo.it</font></a>, nella sezione Primo Reclamo.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">La denuncia di una gravissima carenza organizzativa del settore biglietteria aerea, incapace di emettere dei semplicissimi biglietti acquistati al desk, con aggravio di spesa, e non online, per &ldquo;eccesso di zelo&rdquo; di due genitori nei confronti del&nbsp;proprio figlio.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Storie di ordinaria disorganizzazione in un Paese che rende complicata qualsiasi procedura, anche la pi&ugrave; semplice, che recluta il personale per &ldquo;segnalazione&rdquo; e non per preparazione, che continua a rinviare a domani quel che si sarebbe dovuto fare ieri. Che poco ascolta e sostiene il lavoro profuso dalle molte associazioni di consumatori sparse lungo la penisola. Sempre e solo tante chiacchiere ma pochi fatti.</span></div>]]></content>
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		<title><![CDATA[DECURTAZIONE PUNTI PATENTE, LA CORTE DI CASSAZIONE SENTENZIA L’ILLEGGITTIMITA’ IN MANCANZA DELL’IDENTIFICAZIONE DEL CONDUCENTE]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=97</id>
		<created>2010-07-14T11:25:06+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;">
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><img height="151" width="250" src="/public/patente.gif" alt="" class="" /></span></p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">L&rsquo;associazione interattiva cittadini e consumatori &ldquo;PrimoConsumo&rdquo; esprime piena soddisfazione e adesione per il pronunciamento della Cassazione in merito all&rsquo;annoso problema legato alla decurtazione dei punti patente al proprietario del veicolo in mancanza di identificazione del conducente al momento della trasgressione, evidenziando come circa il 75% dei ricorsi che comportavano tale decurtazione dei punti sono stati impugnati da PrimoConsumo su una motivazione del tutto analoga. I Supremi giudici hanno, infatti, sentenziato &nbsp;che &ldquo;<em>senza l&rsquo;identificazione del conducente autore della trasgressione e in mancanza della successiva comunicazione dei dati personali e di abilitazione alla guida, entro 30 giorni dalla notifica, da parte del proprietario del veicolo, cui il verbale di accertamento della violazione &egrave; stato notificato, non vanno decurtati i punti della patente allo stesso proprietario, ma &nbsp;si applica soltanto l'ulteriore sanzione pecuniaria prevista dall'art 180 del codice della strada</em>&rdquo;. Dopo lunga attesa arriva lapronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n.16276, che modifica la sentenza per &ldquo;evidente errore&rdquo; del giudice di pace per non aver tenuto conto della pronuncia della Consulta del 2005<strong>, </strong>&laquo;verosimilmente non essendo ancora a conoscenza del giudicato costituzionale, pubblicato pochi giorni prima della decisione&raquo;. </span></p>
</div>]]></content>
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		<issued>2010-07-14T11:25:06+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[TERMINI PER L‘ISCRIZIONE A RUOLO E LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO, L‘INTERVENTO DELLA CTP DI CATANIA RIBADISCE I DETTAMI DELLA LEGGE 156]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=96</id>
		<created>2010-07-13T10:53:19+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">
<p><img style="width: 192px; height: 139px" class="" width="121" height="109" alt="" src="/public/legge.jpg" /></p>
<p>La recente sentenza n.252/10 della Commissione Tributaria Provinciale di Catania ci fornisce ancora una volta l&acute;occasione per riflettere sulle difficolt&agrave; che il contribuente incontra quotidianamente nel dedalo delle norme tributarie.</p>
</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">La sentenza riguarda i termini entro cui l&acute;Amministrazione finanziaria puo&acute; far valere il suo diritto di riscossione delle imposte nei confronti del contribuente.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Difatti, tra termine per l&acute;attivit&agrave; di liquidazione, termine per l&acute;iscrizione a ruolo, termine di consegna del ruolo al concessionario della riscossione e termine di notifica della cartella di pagamento al debitore, il contribuente ha senza dubbio un bel daffare per comprendere se la richiesta che gli perviene sia o meno a norma di legge.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Le varie modifiche normative intervenute nel tempo e l&acute;intreccio delle attivit&agrave; dell&acute;Amministrazione finanziaria con quelle del concessionario per la riscossione, non ha reso la vita semplice nemmeno alla Corte Costituzionale che nel 2005 &egrave; dovuta&nbsp;intervenire dichiarando l&rsquo;incostituzionalit&agrave; dell&acute;art. 25 del DPR 602/1973 nella parte in cui non prevedeva dei termini certi per la notifica delle cartelle di pagamento, confermando cos&igrave; quanto gi&agrave; detto pi&ugrave; volte dalla Corte di Cassazione in merito all&acute;impossibilit&agrave; di lasciare&nbsp;esposto il contribuente, senza limiti temporali, all&acute;azione esecutiva del Fisco.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Da qui un vuoto normativo a cui ha fatto seguito il D.l. 106 del 2005, convertito con L. 156/2005, che ha portato alla fissazione di termini decadenziali chiari, distinti in base alla tipologia di controllo che l&acute;Amministrazione pu&ograve; svolgere, ovvero liquidizione automatica, controllo formale e accertamento.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Dunque, dopo svariate versioni di questa e di altre norme (disposizioni transitorie, rinvii, rimandi, termini definiti semplicemente esortativi, ordinatori o di mero valore interno all&acute;amministrazione), grazie soprattutto al ruolo svolto dai giudici tributari di tutti i livelli, si&nbsp;&egrave; giunti ad una definizione di termini certi entro cui la pretesa fiscale pu&ograve; essere fatta valere dal Fisco, a pena di decadenza.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Resta il dubbio del perch&egrave;, se tutto era cos&igrave; chiaro gi&agrave; dal 2005, la Commissione Tributaria Provinciale di Catania si &egrave; trovata oggi a dover dichiarare illegittima l&acute;iscrizione a ruolo avvenuta nel 2008 per imposte del 1997, con buona pace dei principi della chiarezza degli atti amministrativi e della collaborazione tra Amministrazione finanziaria e il contribuente!</div>
<p><strong><span style="font-size: 12pt">Avv. Ivana Quarta, consulente tributario associazione PrimoConsumo</span></strong></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[SOS CONSUMATORI, DIFFIDATE DALLA MOZZARELLA CHE NON FILA, NON E’ PRODOTTA CON LATTE NATURALE]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=95</id>
		<created>2010-07-06T12:34:44+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><img height="97" width="129" src="/public/mozzarella.jpg" alt="" class="" style="width: 198px; height: 151px;" /></p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Il destino della mozzarella sembra quello di continuare a riempire le pagine di cronaca dei quotidiani, almeno per il periodo estivo. Tornata prepotentemente alla ribalta con il caso delle &ldquo;mozzarelle blu&rdquo;, di questo prodotto nostrano si continua a parlare, ma non per le sue qualit&agrave; di formaggio leggero che spinge i nutrizionisti italiani ad inserirla tra i prodotti consigliati per una sana alimentazione, quanto piuttosto per quella caratteristica tecnologica che si chiama &ldquo;filatura&rdquo;. Il dott. Giuseppe Lai, biologo-nutrizionista, consulente dell&rsquo;associazione &ldquo;PrimoConsumo&rdquo;, offre una spiegazione del &ldquo;mistero&rdquo;: &ldquo;La mozzarella &egrave;, infatti, un formaggio a pasta filata ma pare che, secondo quanto denunciato da molti consumatori, specie nel Meridione, questa fondamentale propriet&agrave; sia andata perduta. Una spiegazione? &nbsp;Al posto del latte, la materia prima naturale, per fabbricare il prodotto viene usata della cagliata congelata proveniente dall&rsquo;estero, in particolare Est Europa, che, opportunamente lavorata, assume la forma di una mozzarella. Ma la superficie, spugnosa nel prodotto genuino, diventa liscia e compatta nella &ldquo;pseudo mozzarella&rdquo; che oltretutto&hellip;. non fila! Insomma, l&rsquo;ennesima beffa al &ldquo;made in Italy&rdquo;. La soluzione? Attribuire, per legge, la denominazione di &ldquo;mozzarella&rdquo; esclusivamente al prodotto ottenuto dal latte, con la sola aggiunta del caglio necessario per realizzare il prodotto stesso. Ma anche introdurre, finalmente, l&rsquo;obbligo di indicare con chiarezza sull&rsquo;etichetta la provenienza del prodotto e dare qualche certezza in pi&ugrave; a tutti noi consumatori.&rdquo;</span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[LA PIAGA DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE CERTIFICATA DAI DATI ISTAT E RILANCIATA DAL GRIDO DI ALLARME ANCHE DEI SINDACATI DEL SETTORE VETERINARIO]]></title>
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		<created>2010-07-02T15:05:30+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Come da consuetudine, del dopo esami di maturit&agrave;, si ripropone, per la moltitudine di neo diplomati, l&rsquo;annoso dilemma amletico della scelta dell'Universit&agrave;. Una scelta da ponderare e maturare, secondo logica, anche, e, soprattutto, in base ai dati reali sulle possibilit&agrave; occupazionali e reddituali del titolo di studio sul quale si investiranno preziosi anni di sacrifici intellettivi ed economici. Statistiche che dovrebbero essere fornite alle famiglie non in modo tale da creare vere e proprie <em><span style="font-style: normal;">illusioni occupazionali</span>.</em><em><span style="font-style: normal;"> <o:p></o:p></span></em></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><em><span style="font-style: normal;">Un grido di allarme in favore dei giovani viene lanciato, nel deserto dell&rsquo;indifferenza mediatica, dal s</span></em>egretario nazionale del sindacato veterinari liberi professionisti (Sivelp), dott. Angelo Troi, con il richiamo all&rsquo;opinione pubblica ed, in particolare, alle associazioni di consumatori come Primo Consumo, per allertare i neo diplomati e le loro famiglie sul drammatico momento occupazionale vissuto dal nostro Paese. <span style=""><span style="">&nbsp;</span></span>Primo Consumo ne raccoglie l&rsquo;appello e intende farsi interprete di questa esigenza, sicuramente sentita in vari ambiti, per evitare che la formazione di milioni di giovani venga tradita nelle aspettative, risultando un fallimento occupazionale.<span style=""> <o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">In merito al settore veterinario, il dott. Troi evidenzia che &ldquo;<em style="">il numero di medici veterinari in Italia &egrave; eccessivo, sicuramente pochissimi saranno assorbiti da una Sanit&agrave; Pubblica sempre pi&ugrave; in difficolt&agrave;. Abbiamo il 40% dei professionisti in questa materia laureati negli ultimi dieci anni, ed una drammatica situazione di precariato; si aggiunga a questo che la facolt&agrave; di Medicina Veterinaria &egrave; una delle pi&ugrave; costose per lo Stato. Quindi la disoccupazione di un laureato rappresenta un danno doppio, per l'individuo e per la collettivit&agrave;. </em><span style="">&nbsp;</span><em style="">Sollecitati da una quantit&agrave; di situazioni segnalateci, chiediamo, come sindacato di categoria, che le famiglie possano disporre di informazioni oggettive ed indipendenti da quelle dell'Universit&agrave;, per garantire correttezza dei dati</em>.<span style=""><o:p></o:p></span></p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Il settore veterinario &egrave; solo la punta di un iceberg che propone un panorama spettrale secondo gli ultimi dati pubblicati dall&rsquo;Istat dai quali si riscontrano sempre pi&ugrave; disoccupati tra i giovani italiani. L'Istituto nazionale di statistica certifica che per il terzo mese consecutivo il tasso di disoccupazione a maggio 2010 si conferma stabile all'8,7%, restando per&ograve; sui valori pi&ugrave; elevati dall'inizio del 2004. Aggiungendo che rispetto a maggio dell'anno scorso il tasso aumenta di 1,2 punti percentuali. Il numero di persone in cerca di occupazione diminuisce di un irrisorio 0,1% rispetto ad aprile, ma cresce del 15,5% nel confronto con maggio di un anno fa: in totale 2,173 milioni. Dati fortemente negativi per i giovani. A maggio di quest&rsquo;anno il tasso di disoccupazione giovanile &egrave; pari al 29,2%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile e di 4,7 punti su base annua; &egrave; il dato peggiore dal 2004.</p>]]></content>
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		<issued>2010-07-02T15:05:30+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[ LA PROPOSTA UE SUL “MIGLIOR PROFILO NUTRIZIONALE”, FONDAMENTALE GARANTIRE AL CONSUMATORE UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE REGOLE DEL MANGIAR SANO]]></title>
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		<created>2010-06-22T14:37:43+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><strong>Scritto da Giuseppe Lai, biologo nutrizionista, consulente Primo Consumo </strong></p>
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<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">E&rsquo; di qualche giorno fa una proposta della Commissione Europea che prevede di indicare nell&rsquo;etichetta dei prodotti alimentari il cosiddetto &ldquo;miglior profilo nutrizionale&rdquo;, in base al quale vengono fissate le quantit&agrave; di alcuni nutrienti per ogni <st1:metricconverter w:st="on" productid="100 grammi">100 grammi</st1:metricconverter> di prodotto. Il provvedimento propone, in particolare, il limite massimo di <st1:metricconverter w:st="on" productid="10 g">10 g</st1:metricconverter>. per gli zuccheri, <st1:metricconverter w:st="on" productid="4 g">4 g</st1:metricconverter>. per i grassi saturi e 2 mg di sale e tutti i prodotti che superano tali quantit&agrave; non possono essere oggetto di messaggi promozionali o salutistici.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">La proposta ha scatenato la reazione dell&rsquo;azienda Ferrero che, nella persona del suo vicepresidente Francesco Paolo Fulci, ha dichiarato che questo voto dell&rsquo;UE, se confermato, potrebbe mettere fuori legge <st1:personname w:st="on" productid="la Nutella">la  Nutella</st1:personname> e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari, che non rispettano tali limiti. La stessa nutella, secondo Fulci, porterebbe in etichetta l&rsquo;indicazione &ldquo;favorisce l&rsquo;obesit&agrave;&rdquo; o verrebbe magari tassata, come previsto in Romania.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Un provvedimento che pretende di stabilire, per pochi nutrienti, un profilo nutrizionale valido per tutti gli alimenti &egrave; privo di qualsiasi validit&agrave; scientifica, perch&eacute; farebbe una selezione tra alimenti buoni e cattivi che non ha alcun fondamento e pertanto risulterebbe diseducativo per la popolazione. Il vero problema di questi nutrienti, come del resto chiaramente indicato nelle linee guida per una sana alimentazione italiana, sono le dosi: per zuccheri, dolci, sale, le indicazioni gi&agrave; esistono e i consigli sono quelli di moderare le quantit&agrave;, ma sempre nell&rsquo;ambito di un&rsquo;alimentazione varia ed equilibrata. Il punto fondamentale non &egrave; tanto fissare per legge i limiti di qualche nutriente, ma piuttosto dare al consumatore una informazione nutrizionale chiara e completa nelle etichette ed educare il consumatore stesso alle regole del mangiar sano.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Per tornare al caso specifico della nutella le &ldquo;giuste quantit&agrave;&rdquo; rientrerebbero nella porzione tra i 20 e i <st1:metricconverter w:st="on" productid="30 grammi">30 grammi</st1:metricconverter>, messa in commercio dalla stessa azienda Ferrero.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Una ricaduta negativa del provvedimento, qualora approvato in via definitiva dall&rsquo;UE, sarebbe quella di mortificare numerosi prodotti della nostra migliore tradizione gastronomica, che non sarebbe pi&ugrave; possibile pubblicizzare con dichiarazioni sulla salute o sulle sostanze nutritive. Pensiamo ad esempio al Parmigiano o al Pecorino, prodotti che hanno ottenuto da tempo il marchio di qualit&agrave;: su di essi verrebbe applicato il bollino rosso perch&eacute; ricchi di grassi, dimenticando che forniscono un apporto di calcio importantissimo per la mostra alimentazione. Al contrario avrebbero il bollino verde le bibite light, delle quali si pu&ograve; fare tranquillamente a meno.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=93"/>
		<issued>2010-06-22T14:37:43+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[IL CASO “MOZZARELLA BLU” EVIDENZIA L’URGENZA DI GARANTIRE I CONSUMATORI ATTRAVERSO LA TRACCIABILITA’ E LA FILIERA CORTA AGROALIMENTARE ]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=92</id>
		<created>2010-06-21T18:17:42+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: justify; margin: 0cm 7pt 0pt 0cm;"><img height="74" width="130" src="/public/mozzarella blu.jpg" alt="" class="" />Il caso della &ldquo;mozzarella blu&rdquo;, alla ribalta della cronaca degli ultimi giorni, rende sempre attuale il problema dell&rsquo;origine dei nostri prodotti alimentari.</div>
<div style="text-align: justify;">Il biologo, Giuseppe Lai, esperto nutrizionista e responsabile settore alimentare dell&rsquo;associazione PrimoConsumo, spiega: &ldquo;Che il colore anomalo del formaggio sia dovuto all&rsquo;aggiunta intenzionale di una sostanza in grado di svelare la polvere di latte, di probabile origine tedesca, con cui &egrave; stata fabbricata la mozzarella o che sia legato ad altri interventi sul prodotto, il problema di fondo non cambia: manca ad oggi nel nostro Paese una etichettatura chiara e completa di tutti i prodotti alimentari che garantisca i consumatori sulla tracciabilit&agrave;, cio&egrave; sull&rsquo;origine e sul percorso che i nostri prodotti hanno seguito dal &ldquo;campo&rdquo; alla &ldquo;tavola&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify;">Il caso &ldquo;mozzarella blu&rdquo; &egrave; dunque l&rsquo;ennesimo di una lunga serie che la cronaca riporta alla nostra attenzione ormai da diversi anni, su cui peraltro incide pi&ugrave; di un fattore.</div>
<div style="text-align: justify;">Spiega ancora il dott. Lai: &ldquo;Vi &egrave; sicuramente un problema di filiera: troppi i passaggi dei nostri prodotti dalla materia prima alle nostre tavole, tanti gli intermediari che, nel caso dei prodotti importati, rendono molto lunga la strada percorsa. E questo aumenta le possibilit&agrave; di intervenire illegalmente sui prodotti con frodi, sofisticazioni, falsificazioni del &ldquo;made in Italy&rdquo; e in tutto questo &egrave; sempre il consumatore finale a farne le spese.</div>
<div style="text-align: justify;">Una possibile soluzione pu&ograve; essere offerta dalla cosiddetta &ldquo;filiera corta&rdquo;: si riducono i passaggi di mano dal produttore al consumatore, il prodotto arriva prima sulle nostre tavole e siamo pi&ugrave; sicuri della sua origine. Attraverso il dialogo diretto con i produttori possiamo avere tutte le informazioni su ci&ograve; che intendiamo acquistare. Recandoci in un Farmer Market in citt&agrave; o associandoci in Gruppi di Acquisto, noi consumatori oltre all&rsquo;origine, possiamo saperne di pi&ugrave; sulle caratteristiche dei prodotti, sulla loro qualit&agrave; e genuinit&agrave;, diventando consumatori pi&ugrave; informati e pi&ugrave; consapevoli dei nostri acquisti&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify;">Secondo il biologo di PrimoConsumo: &ldquo;Anche il Legislatore deve fare la sua parte. Un segnale incoraggiante viene dal Parlamento Europeo, che ha votato a favore dell&rsquo;obbligo di indicare in etichetta la provenienza per una lunga serie di prodotti alimentari. In Italia il Senato ha approvato il disegno di legge sull&rsquo;etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti e si attende ora il si definitivo della Camera dove il provvedimento &egrave; all&rsquo;esame della Commissione Agricoltura&rdquo;.</div>]]></content>
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		<title><![CDATA[PRECISAZIONI DI EQUITALIA SUI PAGAMENTI AGEVOLATI PER LE MULTE ]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">In merito al comunicato sul &ldquo;concordato multe prorogato al 30 giugno, ancora dubbi e incongruenze su modalit&agrave; di pagamento&rdquo;, Equitalia Gerit, agente pubblico della riscossione, al fine di ristabilire una corretta informazione, ha voluto fare delle precisazioni che noi accogliamo e volentieri pubblichiamo nel segno di una precisa collaborazione. &ldquo;Per prima cosa &ndash; si legge nel documento inviato dalle Relazioni esterne di Equitalia Gerit SpA - il documento inviato per l&rsquo;adesione al concordato &egrave; una semplice comunicazione con la quale si informa il cittadino della possibilit&agrave; di definire in via agevolata il pagamento di vecchie multe elevate fino al 31 dicembre 2004. Non &egrave;, quindi, una cartella di pagamento. <br />
Rispetto al &ldquo;caso emblematico&rdquo; (pagamento agevolato per due sanzioni, una delle quali annullata con sentenza) denunciato dal presidente di Primo Consumo, non &egrave; corretto affermare che Equitalia non consente di pagare solo quella dovuta. Basterebbe leggere la comunicazione inviata per &ldquo;scoprire&rdquo; che: &ldquo;Qualora Lei intenda aderire solo parzialmente alla definizione agevolata e quindi decida di pagare solo una o pi&ugrave; sanzioni amministrative, ma non estinguere l'intero debito, il pagamento dovr&agrave; essere effettuato esclusivamente presso gli sportelli Equitalia Gerit Spa&rdquo;. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">La terza precisazione, infine, riguarda la possibilit&agrave; di far valere i propri diritti in maniera pi&ugrave; semplice. Lo scorso 6 maggio, Equitalia ha emanato una direttiva che permette ai cittadini che hanno un documento che comprovi che il debito richiesto non &egrave; dovuto di non doversi recare pi&ugrave; dall&rsquo;ente creditore, ma di presentare una autodichiarazione all&rsquo;Agente della riscossione che sospender&agrave; la riscossione e interverr&agrave; presso l&rsquo;ente&rdquo;.</span></p>]]></content>
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		<issued>2010-05-22T12:47:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[IL CORCORDATO SULLE MULTE PROROGATO AL 30 GIUGNO, PERMANGONO DUBBI E INCONGRUENZE SULLE MODALITA’ DI PAGAMENTO]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><img height="146" width="177" alt="" src="/public/equitalia.jpg" /></span><span style="font-family: Arial;">Il</span><span style="font-family: Arial;"> </span><span style="font-family: Arial;">&ldquo;</span><span style="font-family: Arial;">concordato&rdquo; dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004 sar&agrave; prolungato sin</span><span style="font-family: Arial;">o al prossimo 30 giugno, grazie anche alle pressanti sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Una scelta quasi obblig</span><span style="font-family: Arial;">ata quella adottata dall&rsquo;amministrazione capitolina dopo l&rsquo;infinita serie di problematiche emerse nelle scorse settimane, denunciate da Primo Consumo, che hanno evidenziato come la &ldquo;sanatoria&rdquo; fosse stata attuata con troppa superficialit&agrave;, tralasciando di chiarire evidenti contraddizioni.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Il presidente dell&rsquo;associazione, avv. Marco Polizzi, evidenzia come &ldquo;anche le informazioni fornite dal numero dedicato 060606 non sempre si sono rivelate utili a dissolvere i dubbi proposti dai contribuenti inondati da cartelle, spesso ripetitive o, peggio, richiedenti importi gi&agrave; pagati o non dovuti per sentenza divenute definitive del Giudice di Pace, o, ancora, per prescrizione. <span style="">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; color: black;">Caso emblematico quello occorso ai legali di Primo Consumo, che si sono trovati di fronte ad una cartella che proponeva il pagamento agevolato per due sanzioni; una delle quali, per&ograve;, risultata annullata da sentenza.</span><span style="font-family: Arial;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: black;">Spiega ancora Polizzi: &ldquo;Equitalia non ci consente di pagare quella dovuta in misura agevolata e sospendono, senza chiarire i tempi, l&rsquo;intera agevolazione.</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: Arial; color: black;"> </span><span style="font-family: Arial; color: black;">Quando il termine scadr&agrave; e loro riattiveranno la cartella, il consumatore, che si &egrave; rivolto alla nostra associazione per l&rsquo;assistenza legale, si vedr&agrave; piombare sulla testa un fermo amministrativo del veicolo per la sanzione che non hanno consentito di pagare in misura agevolata?</span><span style="font-family: Arial;"> </span><span style="font-family: Arial; color: black;">Oppure Equitalia pretende che si paghi la sanzione annullata insieme a quella agevolata? In tal caso l&rsquo;agevolazione sarebbe da ritenersi semplicemente una bufala autorizzata&rdquo;</span><span style="font-family: Arial;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Confusione, molta confusione, come spesso accade nel nostro Paese quando si tenta di risolvere anni di arretrati, spesso difficilmente riscuotibili, con mini sanatorie gi&agrave; complicate dalla scelta stessa delle terminologie: &ldquo;definizione agevolata&rdquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Dai dati forniti dal comune di Roma le proposte di pagamento inviate sono state 235 mila, le stime prevedono un ritorno di adesioni tra il 30 e il 35% pari a circa 70 mila contribuenti. Una percentuale che ha gi&agrave; portato nelle casse comunali circa 11 milioni di euro e che mira ad aumentare con la proroga fino ad almeno 15 milioni. Ossigeno per le asfittiche risorse economiche dell&rsquo;ente locale capitolino che, vista sfumare l&rsquo;Ici sulla prima casa, tenta una manovra diversiva con il concordato, minacciando di inasprire le sanzioni ed i metodi coattivi di riscossione, dopo il 30 giugno, contro gli irriducibili.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">&ldquo;<st1:personname productid="La Gerit" w:st="on">La Gerit</st1:personname>, continua il presidente di Primo Consumo, non andr&agrave; per il sottile e, se necessario, arriver&agrave; anche a pignoramenti parziali sullo stipendio perch&eacute; se errare &egrave; umano, ma solo per i contribuenti, perseverare &egrave; diabolico, specie quando i conti segnano rosso fisso.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Le associazioni di consumatori, Primo Consumo tra queste, hanno lanciato dei forti segnali sulle nebulose modalit&agrave; di pagamento, come la mancata attivazione della posta elettronica certificata per il servizio contravvenzioni, e sulla necessit&agrave; di rendere pi&ugrave; semplice far valere i propri diritti, quando supportati da documenti comprovanti la decaduta validit&agrave; della richiesta, quali ad esempio sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti. L&rsquo;esperienze dirette, proprio di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute da Primo Consumo, possono testimoniare la situazione vigente. Molti cittadini utenti si rivolgono alla nostra associazione, conclude l&rsquo;avv. Polizzi, dopo aver pagato una multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e chiedono aiuto per recuperare la somma versata indebitamente, attraverso le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro, questo percorso comporta ulteriori lungaggini burocratiche che contribuiscono a paralizzare la macchina amministrativa, quando sarebbe molto pi&ugrave; semplice ed economico per tutti attivare meccanismi moderni come le reti telematiche per collegare tra loro i diversi uffici competenti in materia. Questa sarebbe una spesa davvero utile&rdquo;. <o:p></o:p></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[SERVIZI PUBBLICI, AUMENTI SENZA FRENO IN PIENA CRISI ECONOMICA]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=89</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p style="text-align: justify;"><img height="235" width="275" alt="" src="/public/servizi pubblici.jpg" />Per fortuna!, si potrebbe affermare con un pizzico di sarcastica ironia, siamo in tempo di crisi, o forse no?. A leggere i dati emersi dalle ultime valutazioni fornite dall&rsquo;Osservatorio &laquo;Prezzi e Mercati&raquo; di Indis, Istituto dell&rsquo;Unioncamere, che raccontano di aumenti vertiginosi, praticamente, in qualsiasi settore della nostra economia, sembrerebbe di poter dire che la crisi fa comodo solo per giustificare la perdita di milioni di posti di lavoro. Alla faccia della crisi e di chi la vive quotidianamente stringendo la cinghia per poter resistere. Tanto per cominciare sono rincarati del 30% le tariffe per i rifiuti solidi urbani e per l&rsquo;acqua potabile.<span style="">&nbsp; </span>Poi, grazie all&rsquo;infinita scalata dei prodotti petroliferi, 16% in un anno, tutto si &egrave; adeguato verso l&rsquo;alto, nell&rsquo;ultimo quinquennio le tariffe pubbliche sono cresciute del 15%, cinque punti in pi&ugrave; rispetto al tasso ufficiale di inflazione, le tariffe postali +13%, le tariffe autostradali +15%, quelle ferroviarie +26%, i trasporti marittimi +38%. Ma il tutto, sommato insieme, non riesce ad impensierire il record battuto dalle assicurazioni. Dal 1996 al 2009 i prezzi in Italia sono aumentati del 131,3%, contro il 35,3% della zona euro, quasi un centinaio di punti percentuali di differenza in pi&ugrave;. Ma la cosa che continua ad apparire pi&ugrave; strana &egrave; che ad accorgersi di questi &ldquo;insignificanti&rdquo; aumenti continuano ad essere solo le associazioni dei consumatori che quotidianamente si prodigano a predicare nel deserto, troppo spesso, inascoltate dai cittadini che chiedono tutto e subito ma non vogliono rinunciare a nulla.</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=89"/>
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		<title><![CDATA[AUTENTICA VERGOGNA L'ESENZIONE DAL RITIRO DEI PUNTI DELLA PATENTE PER GLI AUTISTI DELLE  AUTO BLU]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=88</id>
		<created>2010-05-05T17:45:09+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;"><img height="94" width="141" src="/public/autoblu.jpg" alt="" class="" />Per dirla alla De Gregori: &ldquo;Viva L&rsquo;Italia&rdquo;, quella delle auto blu, delle leggi ad personam, dei privilegi riservati a certe categorie, degli immobili &ldquo;scontati&rdquo;, delle depenalizzazioni. O forse potrebbe aiutarci uno slogan pubblicitario ad effetto: &ldquo; Ai politici piace vincere facile&rdquo;. Sembrerebbe proprio cos&igrave; dopo l&rsquo;approvazione dell&rsquo;emendamento, sfacciatamente &ldquo;pro domo sua&rdquo;, presentato dal senatore del Pdl, Cosimo Gallo ed approvato dal Parlamento, che garantisce l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, in pratica l&rsquo;immunit&agrave; a qualsiasi tipo di infrazione al codice della strada.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">Beati gli autisti delle auto blu perch&eacute; da oggi il loro regno saranno le strade ed autostrade. Nessun dorma, tra la moltitudine di umani automobilisti perch&egrave; il pericolo corre sulle strade d&rsquo;Italia.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;Credo che di ci&ograve; il Paese si debba vergognare, - dichiara con amarezza Marco Polizzi, presidente dell&rsquo;associazione &ldquo;PrimoConsumo&rdquo;, - l&rsquo;unica cosa che il Parlamento &nbsp;dovrebbe fare, &egrave; una legge che preveda maggiori responsabilit&agrave; per gli uomini dello Stato e quindi per il Personaggio pubblico istituzionale di turno a cui viene affidato il privilegio di macchina ed autista che deve per legge rispondere solidalmente dell&rsquo;obbligazione di pagamento della sanzione, ed, inoltre, se &egrave; presente nella vettura al momento dell&rsquo;infrazione deve essere considerato solidalmente responsabile dei danni prodotti a terzi cittadini e, per presunzione, &nbsp;l&rsquo;andamento contro norma &nbsp;della vettura deve essere ritenuto a lui attribuibile con le dovute conseguenze di legge anche sulla sua patente; ovviamente fatte salve &nbsp;le comprovate &nbsp;ragioni di servizio e la prova contraria. Esempi non privilegi.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">&ldquo;A cosa serve parlare di sicurezza sulle strade, di maggiore severit&agrave; nel far rispettare il codice, di tolleranza zero, - continua l&rsquo;avv. Polizzi &ndash; quando per giustificare le corse sfrenate delle auto blu verso aeroporti, porti, abitazioni balneari e quant&rsquo;altro desiderino raggiungere rapidamente, tutto viene concesso agli autisti della &ldquo;Nomenclatura&rdquo;? Come deve comportarsi il cittadino qualunque quando suo malgrado si trova lungo lo stesso percorso di una di queste auto, rischiando di essere investito ed abbandonato al suo sfortunato destino?</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">&nbsp;In Italia le vetture di servizio sono ben 626 mila, dieci volte pi&ugrave; delle 72 mila che circolano negli USA, delle 61 mila di Francia, 55 mila del Regno Unito, 54 mila della Germania o delle misere 22 mila del Portogallo. Poi si parla di fare economia e ridurre le spese delle amministrazioni pubbliche.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">La nuova norma &egrave; un vero e proprio incentivo alla violazione sistematica del codice della strada, spingendo gli autisti a compiere manovre sempre pi&ugrave; azzardate, sicuri dell&rsquo;immunit&agrave; e mettendo a rischio la vita di pedoni e automobilisti non privilegiati.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12pt;">Sono sufficienti, conclude il presidente di &ldquo;PrimoConsumo&rdquo;, le norme gi&agrave; esistenti per tutelare chi guida, per esempio spiegando con motivazioni &nbsp;fondate la violazione per evitare il taglio dei punti. Con la nuova norma non si porr&agrave; alcun freno a richieste improprie da parte dei politici agli autisti. La nostra associazione si batte da anni per il rispetto dei cittadini e ritiene intollerabile dover continuare a protestare per ottenere pari dignit&agrave; per tutti. &nbsp;Crediamo sia lecito domandarsi e far riflettere sulla filosofia che anima chi propone queste modifiche, a proprio uso e consumo, in danno dei meno privilegiati che rispettano le norme e la sicurezza e che dovrebbero essere tutelati e garantiti da coloro che hanno eletto rappresentanti del popolo in Parlamento.&quot;</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal;">&nbsp;</div>]]></content>
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		<title><![CDATA[A ROMA ANCORA NON ATTIVATA LA PEC PER IL SERVIZIO CONTRAVVENZIONI]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><img height="69" width="130" alt="" src="/public/PEC.jpg" />Definita come la panacea ai grandi malesseri che pervadono storicamente la pubblica amministrazione, la neonata Posta elettronica certificata, ribattezzata PEC, ha gi&agrave; creato scompiglio dopo appena pochi giorni dalla sua entrata in servizio.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Il presidente dell&rsquo;associazione di utenti e consumatori &ldquo;Primo Consumo, avv. Marco Polizzi, evidenzia la difficile situazione legata al disservizio PEC: &ldquo;Il Comune di Roma ha annunciato, attraverso la viva voce del primo cittadino, Gianni Alemanno, di averla gi&agrave; attivata per 22 tipi di certificati anagrafici on line (tra i quali nascita, matrimonio, residenza), offrendo la possibilit&agrave;, tramite il portale capitolino, di iscrivere i bambini agli asili nido, rivolgersi ai servizi sociali e all'Avvocatura comunale. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Peccato che <st1:personname productid="la PEC" w:st="on">la PEC</st1:personname>, forse per distrazione o dimenticanza o per ritardi procedurali, al momento, non risulti ancora attiva per il servizio contravvenzioni. Cos&igrave; viene risposto, lo abbiamo constatato anche noi di Primo Consumo, alle numerose telefonate di cittadini al numero del Comune, 060606, tempestato di chiamate per informazioni sull&rsquo;invasione di comunicazioni inviate da Equitalia Gerit per la definizione agevolata, denominata eufemisticamente &ldquo;concordato&rdquo;, dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004&rdquo;.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Il presidente di &ldquo;Primo Consumo&rdquo; spiega che: &ldquo;Migliaia di cittadini si vedono recapitare svariate centinaia di euro di richiesta di pagamenti, relativi anche a sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti; senza poter disporre, nel momento di necessit&agrave;, di un mezzo di comunicazione semplice come <st1:personname productid="la PEC" w:st="on">la PEC</st1:personname>, malgrado la previsione di legge. Per cui sono ancora costretti ad affidarsi alle solite &ldquo;obsolete&rdquo; raccomandate, (la posta elettronica certificata &egrave; gratis), affrontando ulteriori spese e, vedendosi obbligati, per poter aderire entro i termini, al pagamento agevolato, che scade il 15 maggio, a dover &ldquo;scegliere&rdquo; di pagare anche la multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e poi, se ne hanno ancora voglia, per recuperare la somma versata indebitamente, andare da una associazione di consumatori al fine di attivare le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro. L&rsquo;esperienze dirette, di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute dalla nostra associazione, possono testimoniare quanto affermato&rdquo; <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Non mi sembra pretenzioso, conclude l&rsquo;avv. Polizzi, chiedere all&rsquo;assessore ai Servizi Tecnologici, <span style="">Enrico Cavallari, di volersi adoperare per attivare in tempi brevissimi <st1:personname productid="la PEC" w:st="on">la  PEC</st1:personname> anche per il servizio contravvenzioni e di valutare la possibilit&agrave; di differire i termini di scadenza del &ldquo;concordato&rdquo; per venire incontro ai cittadini, e sono davvero moltissimi, ancora alle prese con le procedure, non semplicissime, previste dall&rsquo;amministrazione capitolina&rdquo;.<o:p></o:p></span></span></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[NUOVI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI]]></title>
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		<created>2010-04-29T16:05:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><font size="2" face="Arial" color="navy"><span style="">Primo Consumo informa gli associati che sono da oggi attivi i seguenti  servizi:</span></font></strong><font size="2" face="Arial" color="navy"><span style=""><br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Modello 730<br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Modello Unico<br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Compilazione modello ISEE<br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Modello RED<br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Calcolo ICI<br />
&bull;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Modello per le detrazioni d'imposta<br />
E&rsquo; inoltre possibile l&rsquo;esame della situazione del contribuente presso Gerit, Agenzia Entrate, il recupero dell&rsquo;iva sulla tassa sui rifiuti (tarsu) e la predisposizione di ricorsi e istanze di rateazione.  Per informazioni ed appuntamenti telefonare negli orari di apertura della segreteria.</span></font></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[MICROCAR KILLER, NECESSARI INTERVENTI URGENTI ED EFFICACI, NON SEMPLICI PALLIATIVI]]></title>
		<id>http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=85</id>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p class="MsoNormal">
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<![endif]--><span style="font-family: Arial;">&ldquo;Il problema delle &ldquo;microcar killer&rdquo;, esploso sui mass media con grave ritardo in tutta la sua reale consistenza, richiede ora interventi urgenti ed efficaci, non i soliti palliativi per calmare le acque agitate dall&rsquo;opinione pubblica in seguito all&rsquo;effetto dolore, dichiara l&rsquo;avv. Marco Polizzi, presidente dell&rsquo;Associazione <span style="">&nbsp;</span>&ldquo;Primo Consumo&rdquo;. <o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial;">&nbsp; &ldquo;Anche la classe politica &egrave; apparsa piuttosto impreparata in materia e, solo dopo forti pressioni, sta valutando giri di vite, dietro quotidiane proposte degli organi di stampa, per lo pi&ugrave; inutili e che non sembrano poter limitare l&rsquo;impressionante numero di morti che la circolazione sulle nostre strade provoca ogni giorno&rdquo;. <o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial;"> </span>        </meta>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">Secondo l&rsquo;avv. Polizzi: &ldquo;Partendo dalla certezza evidenziata dai dati statistici rilevati nei<span style="">&nbsp; </span>Pronto Soccorso degli ospedali romani, secondo i quali la &ldquo;vetturetta&rdquo; &egrave; pi&ugrave; sicura del ciclomotore per proteggere, con qualche garanzia maggiore, i nostri figli, si potrebbe iniziare con l&rsquo;imporre per legge ai costruttori l&rsquo;obbligo (anche in considerazione dell&rsquo;alto prezzo pagato per l&rsquo;acquisto) di sottoporre i veicoli al superamento dei crash test, come per tutte le altre auto, montando anche gli airbag e le barre anti intrusione. <o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial;">Le case produttrici dovrebbero essere, inoltre, obbligate a rendere maggiormente difficoltosa la modifica delle microcar da parte dei ragazzi che spesso trovano le istruzioni su internet, continua il presidente di Primo Consumo, suggerendo al legislatore di prevedere anche una pena detentiva, nonch&eacute; la chiusura, per quelle officine meccaniche che modificano le vetture. L&rsquo;indagine delle Forze dell&rsquo;Ordine per l&rsquo;identificazione non credo dovrebbe rivelarsi difficile. In tal senso l&rsquo;intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che si &egrave; dichiarato pronto a modifiche al Codice della strada, valutando la necessit&agrave; di sanzioni pi&ugrave; severe per chi provvede ad alterare illecitamente la potenza dei motori delle miniauto, appare di buon auspicio, sempre che non si perda nei meandri delle commissioni parlamentari&rdquo;.<o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial;"> &ldquo;Unica certezza in materia, rimane al momento, la prossima entrata in vigore, anche in Italia, della direttiva europea che prescrive una prova pratica, oltre quella teorica, per il rilascio del patentino per la guida dei ciclomotori. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;"><span style="display: none;"><o:p></o:p></span></span><span style="font-family: Arial;"><o:p> </o:p></span><span style="font-family: Arial;"><o:p></o:p>Rimanendo in tema di incidenti stradali &ndash; continua Marco Polizzi -non si pu&ograve;, e non si deve, tralasciare di ribadire il grido d&rsquo;allarme per il pietoso e pauroso stato delle strade cittadine, infestate da una moltitudine di buche che rendono pericolosissima la circolazione, in particolar modo, per i motociclisti.<o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial;"> Il dossier pubblicato dal quotidiano Repubblica, sulle condizioni drammatiche dell&rsquo;asfalto dissestato e sulla presenza di enormi rischi per gli automobilisti, descrive Roma come la citt&agrave; italiana dove si muore di pi&ugrave; per strada, la capitale europea pi&ugrave; pericolosa, nel 2008,190 morti e 24mila feriti per incidenti. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial;">L&rsquo;associazione Primo Consumo ha attivato lo sportello Primo Incidente che permette agli associati, anche telefonando al numero verde 800974230, immediata consulenza grazie al supporto di professionisti del settore. Utili informazioni sul sito www.primoconsumo.it<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Dall&rsquo;ultimo censimento dell'Ania (associazione delle compagnie di assicurazione), i &quot;tratti pericolosi&quot; per il manto dissestato nel marzo 2010 sono <st1:metricconverter productid="243, in" w:st="on">243, in</st1:metricconverter> aumento rispetto allo scorso anno (215). <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;">Dall&rsquo;inchiesta emergono pesanti dubbi anche sulla manutenzione dell&rsquo;asfalto cittadino, su spese, appalti e guadagni. Anche in questo caso &ndash; conclude il presidente di Primo Consumo - sarebbe opportuna una maggiore trasparenza per tentare di far comprendere anche ai cittadini, utenti della strada, come vengono amministrati i soldi pubblici e come mai non si riesca a garantire le condizioni minime di sicurezza nonostante il consistente investimento di cento milioni di euro l&rsquo;anno&rdquo;.<o:p></o:p></span></p>]]></content>
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