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<title>Il Blog di Primoconsumo.it</title><link>http://www.primoconsumo.it/dblog/</link>
<description>Il Blog di Primoconsumo.it</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[LEGALIZZARE E CONTROLLARE LA PROSTITUZIONE PROTEGGE I CONSUMATORI, GARANTISCE INTROITI FISCALI ALLO STATO E INDEBOLISCE LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI]]></title>
	<description><![CDATA[<div>
<p><img height="191" width="256" alt="" src="/public/prostituzione.jpg" /></p>
<p>&ldquo;Anche la prostituzione controllata e garantita protegge i  consumatori&rdquo;, dichiara l&rsquo;avv. Marco Polizzi, presidente  dell&rsquo;associazione PrimoConsumo. &ldquo;Questo paese ha gi&agrave; legalizzato il  gioco d&rsquo;azzardo in continuit&agrave; bipartisan fra centrosinistra e  centrodestra, dimostrando con dati che il gioco d&rsquo;azzardo gode di un  maggior controllo con le regole dello Stato ed anche le distorsioni  possono essere corrette a beneficio dei consumatori che maggiormente  hanno bisogno di tutele, non di divieti assurdi&rdquo;. <strong><span style="">&ldquo;Il mestiere pi&ugrave; antico della storia incute  ancora paura e si preferisce lasciarlo nelle mani delle organizzazioni  malavitose nascondendosi dietro alla cecit&agrave; di una realt&agrave; da sempre alla  luce del sole, e non solo dei fal&ograve;&rdquo;, spiega ancora Polizzi, l</span></strong>asciando  realt&agrave; come droga e prostituzione nell&rsquo;illegalit&agrave; si contribuisce ad  incrementare le casse della criminalit&agrave; organizzata, favorendone,  paradossalmente, la dipendenza e la schiavit&ugrave;&rdquo;. Il  presidente di PrimoConsumo sottolinea come la legalizzazione del settore  &ldquo;limiterebbe anche il lavoro da parte delle forze di polizia e della  magistratura che potrebbero concentrarsi con maggiore efficacia nel  contrasto allo sfruttamento della prostituzione minorile ed altre  tipologie di crimine. Inoltre, con la regolamentazione, oltre a dover  pagare le tasse, si potrebbe contare sul diritto all&rsquo;assistenza  sanitaria e previdenziale&rdquo;. <strong><span style="">Lavorare per rendere l&rsquo;Italia un paese europeo degno di  un occidente avanzato pare proprio interessi a pochi, l&rsquo;ennesimo esempio  di ipocrisia imperante lo offre </span></strong>il ministro delle Pari  opportunit&agrave;, Mara Carfagna, la quale, in risposta all&rsquo;emendamento alla  finanziaria per legalizzare e tassare la prostituzione proposto dal  senatore pidiellino, Lucio Malan, non ha trovato di meglio che  dichiarare: &ldquo;<em>lo Stato non pu&ograve; sostituirsi allo sfruttatore e lucrare  sui loschi traffici delle organizzazioni criminali</em>&rdquo;. <strong><span style="">&ldquo;Credere che</span></strong>le prostitute  sarebbero le prime a voler pagare le tasse, e quindi usufruire di  contributi e prestazioni sanitarie, non dovrebbe apparire cos&igrave;  utopistico ai governanti, falsi perbenisti&rdquo;. <em><span style="">Invece secondo</span></em><strong><span style="">le illuminate parole del ministro Carfagna la  legalizzazione della prostituzione</span></strong> riguarda la tratta, e  non le donne che lo fanno per libera scelta. &ldquo;Di certo si dovrebbe  affrontare il problema della libera scelta ma abbandonandole a se stesse  non si risolve il problema neanche delle escort che alla stessa  categoria appartengono e con cui il Governo ha gi&agrave; preso confidenza&rdquo;,  dichiara il Presidente di Primo Consumo. &ldquo;Magari se il  mondo politico iniziasse a coinvolgere anche le categorie sociali  interessate per capire le reali problematiche, uscendo dai palazzi e  dalle auto blindate, per immergersi nella quotidianit&agrave; di chi vive sulla  propria pelle le infinite difficolt&agrave; di sbarcare il lunario senza poter  contare sui facili e lauti guadagni offerti loro, allora si potrebbe  iniziare un nuovo percorso verso un futuro leggermente migliore&rdquo;. <strong><span style="">L&rsquo;emendamento alla finanziaria del senatore  filogovernativo, Lucio Malan si affianca alla proposta di legge della  senatrice radicale Donatella Poretti</span></strong><strong>,</strong>  finalizzato a legalizzare e soprattutto regolarizzare in termini  economici l'attivit&agrave; meretricia, che potr&agrave; essere svolta in forma  autonoma, dipendente o associata, mirando a un gettito fiscale di un  miliardo e mezzo di euro l&rsquo;anno per un giro d`affari di 7 miliardi. Dai  calcoli, approssimati per difetto, proposti ancora dalla Poretti si  evidenziano numeri da brivido, 70mila prostitute presenti nel nostro  Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo  medio per prestazione 30 euro, un giro d'affari di 90 milioni di euro al  mese, oltre un miliardo l'anno. Levando a questo miliardo minorenni e  straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro  annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni annui.</p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=99]]></link>
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	<dc:date>2010-07-18T12:50:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Michele Minnicino, addetto stampa e comunicazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ASSURDA ODISSEA PER ACQUISTARE DEI BIGLIETTI AEREI AL DESK ALITALIA DELL’AEROPORTO]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img height="200" width="200" src="/public/alitalia.jpg" alt="" class="" /></p>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Un&rsquo;infinita odissea per riuscire ad acquistare dei biglietti aerei con la nostra compagnia di bandiera, la nuova Alitalia, dalla facciata ripulita ma dalle complicazioni burocratiche sempre infinite.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Il tortuosissimo percorso si &egrave; frapposto al desiderio di un consumatore che da buon cittadino italiano ha osato favorire la compagnia aerea nazionale, accordandole una preferenza patriottica rivelatasi autolesionista. Infinite complicazioni, incomprensioni, attese, informazioni inesatte, personale poco qualificato, il tutto raccontato con dovizie di particolari in una lettera di reclamo inviata all&rsquo;ufficio relazioni con la clientela dell&rsquo;Alitalia. La casualit&agrave; ha selezionato un consumatore pi&ugrave; cosciente di altri dei propri diritti, il presidente dell&rsquo;associazione &ldquo;PrimoConsumo&rdquo; che ha, doverosamente, portato a conoscenza, della fastidiosa esperienza, i cittadini-consumatori iscritti all&rsquo;associazione pubblicando il reclamo sul sito web <a href="http://www.primoconsumo.it/"><font color="#800080">www.primoconsumo.it</font></a>, nella sezione Primo Reclamo.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">La denuncia di una gravissima carenza organizzativa del settore biglietteria aerea, incapace di emettere dei semplicissimi biglietti acquistati al desk, con aggravio di spesa, e non online, per &ldquo;eccesso di zelo&rdquo; di due genitori nei confronti del&nbsp;proprio figlio.</span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Storie di ordinaria disorganizzazione in un Paese che rende complicata qualsiasi procedura, anche la pi&ugrave; semplice, che recluta il personale per &ldquo;segnalazione&rdquo; e non per preparazione, che continua a rinviare a domani quel che si sarebbe dovuto fare ieri. Che poco ascolta e sostiene il lavoro profuso dalle molte associazioni di consumatori sparse lungo la penisola. Sempre e solo tante chiacchiere ma pochi fatti.</span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=98]]></link>
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	<dc:date>2010-07-14T17:47:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Michele Minnicino, addetto stampa e comunicazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[DECURTAZIONE PUNTI PATENTE, LA CORTE DI CASSAZIONE SENTENZIA L’ILLEGGITTIMITA’ IN MANCANZA DELL’IDENTIFICAZIONE DEL CONDUCENTE]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;">
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><img height="151" width="250" src="/public/patente.gif" alt="" class="" /></span></p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">L&rsquo;associazione interattiva cittadini e consumatori &ldquo;PrimoConsumo&rdquo; esprime piena soddisfazione e adesione per il pronunciamento della Cassazione in merito all&rsquo;annoso problema legato alla decurtazione dei punti patente al proprietario del veicolo in mancanza di identificazione del conducente al momento della trasgressione, evidenziando come circa il 75% dei ricorsi che comportavano tale decurtazione dei punti sono stati impugnati da PrimoConsumo su una motivazione del tutto analoga. I Supremi giudici hanno, infatti, sentenziato &nbsp;che &ldquo;<em>senza l&rsquo;identificazione del conducente autore della trasgressione e in mancanza della successiva comunicazione dei dati personali e di abilitazione alla guida, entro 30 giorni dalla notifica, da parte del proprietario del veicolo, cui il verbale di accertamento della violazione &egrave; stato notificato, non vanno decurtati i punti della patente allo stesso proprietario, ma &nbsp;si applica soltanto l'ulteriore sanzione pecuniaria prevista dall'art 180 del codice della strada</em>&rdquo;. Dopo lunga attesa arriva lapronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n.16276, che modifica la sentenza per &ldquo;evidente errore&rdquo; del giudice di pace per non aver tenuto conto della pronuncia della Consulta del 2005<strong>, </strong>&laquo;verosimilmente non essendo ancora a conoscenza del giudicato costituzionale, pubblicato pochi giorni prima della decisione&raquo;. </span></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=97]]></link>
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	<dc:date>2010-07-14T11:25:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Michele Minnicino, addetto stampa e comunicazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[TERMINI PER L‘ISCRIZIONE A RUOLO E LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO, L‘INTERVENTO DELLA CTP DI CATANIA RIBADISCE I DETTAMI DELLA LEGGE 156]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">
<p><img style="width: 192px; height: 139px" class="" width="121" height="109" alt="" src="/public/legge.jpg" /></p>
<p>La recente sentenza n.252/10 della Commissione Tributaria Provinciale di Catania ci fornisce ancora una volta l&acute;occasione per riflettere sulle difficolt&agrave; che il contribuente incontra quotidianamente nel dedalo delle norme tributarie.</p>
</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">La sentenza riguarda i termini entro cui l&acute;Amministrazione finanziaria puo&acute; far valere il suo diritto di riscossione delle imposte nei confronti del contribuente.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Difatti, tra termine per l&acute;attivit&agrave; di liquidazione, termine per l&acute;iscrizione a ruolo, termine di consegna del ruolo al concessionario della riscossione e termine di notifica della cartella di pagamento al debitore, il contribuente ha senza dubbio un bel daffare per comprendere se la richiesta che gli perviene sia o meno a norma di legge.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Le varie modifiche normative intervenute nel tempo e l&acute;intreccio delle attivit&agrave; dell&acute;Amministrazione finanziaria con quelle del concessionario per la riscossione, non ha reso la vita semplice nemmeno alla Corte Costituzionale che nel 2005 &egrave; dovuta&nbsp;intervenire dichiarando l&rsquo;incostituzionalit&agrave; dell&acute;art. 25 del DPR 602/1973 nella parte in cui non prevedeva dei termini certi per la notifica delle cartelle di pagamento, confermando cos&igrave; quanto gi&agrave; detto pi&ugrave; volte dalla Corte di Cassazione in merito all&acute;impossibilit&agrave; di lasciare&nbsp;esposto il contribuente, senza limiti temporali, all&acute;azione esecutiva del Fisco.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Da qui un vuoto normativo a cui ha fatto seguito il D.l. 106 del 2005, convertito con L. 156/2005, che ha portato alla fissazione di termini decadenziali chiari, distinti in base alla tipologia di controllo che l&acute;Amministrazione pu&ograve; svolgere, ovvero liquidizione automatica, controllo formale e accertamento.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Dunque, dopo svariate versioni di questa e di altre norme (disposizioni transitorie, rinvii, rimandi, termini definiti semplicemente esortativi, ordinatori o di mero valore interno all&acute;amministrazione), grazie soprattutto al ruolo svolto dai giudici tributari di tutti i livelli, si&nbsp;&egrave; giunti ad una definizione di termini certi entro cui la pretesa fiscale pu&ograve; essere fatta valere dal Fisco, a pena di decadenza.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 115%; margin: 0cm 0cm 10pt">Resta il dubbio del perch&egrave;, se tutto era cos&igrave; chiaro gi&agrave; dal 2005, la Commissione Tributaria Provinciale di Catania si &egrave; trovata oggi a dover dichiarare illegittima l&acute;iscrizione a ruolo avvenuta nel 2008 per imposte del 1997, con buona pace dei principi della chiarezza degli atti amministrativi e della collaborazione tra Amministrazione finanziaria e il contribuente!</div>
<p><strong><span style="font-size: 12pt">Avv. Ivana Quarta, consulente tributario associazione PrimoConsumo</span></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=96]]></link>
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	<dc:date>2010-07-13T10:53:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Primoconsumo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SOS CONSUMATORI, DIFFIDATE DALLA MOZZARELLA CHE NON FILA, NON E’ PRODOTTA CON LATTE NATURALE]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img height="97" width="129" src="/public/mozzarella.jpg" alt="" class="" style="width: 198px; height: 151px;" /></p>
<p><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">Il destino della mozzarella sembra quello di continuare a riempire le pagine di cronaca dei quotidiani, almeno per il periodo estivo. Tornata prepotentemente alla ribalta con il caso delle &ldquo;mozzarelle blu&rdquo;, di questo prodotto nostrano si continua a parlare, ma non per le sue qualit&agrave; di formaggio leggero che spinge i nutrizionisti italiani ad inserirla tra i prodotti consigliati per una sana alimentazione, quanto piuttosto per quella caratteristica tecnologica che si chiama &ldquo;filatura&rdquo;. Il dott. Giuseppe Lai, biologo-nutrizionista, consulente dell&rsquo;associazione &ldquo;PrimoConsumo&rdquo;, offre una spiegazione del &ldquo;mistero&rdquo;: &ldquo;La mozzarella &egrave;, infatti, un formaggio a pasta filata ma pare che, secondo quanto denunciato da molti consumatori, specie nel Meridione, questa fondamentale propriet&agrave; sia andata perduta. Una spiegazione? &nbsp;Al posto del latte, la materia prima naturale, per fabbricare il prodotto viene usata della cagliata congelata proveniente dall&rsquo;estero, in particolare Est Europa, che, opportunamente lavorata, assume la forma di una mozzarella. Ma la superficie, spugnosa nel prodotto genuino, diventa liscia e compatta nella &ldquo;pseudo mozzarella&rdquo; che oltretutto&hellip;. non fila! Insomma, l&rsquo;ennesima beffa al &ldquo;made in Italy&rdquo;. La soluzione? Attribuire, per legge, la denominazione di &ldquo;mozzarella&rdquo; esclusivamente al prodotto ottenuto dal latte, con la sola aggiunta del caglio necessario per realizzare il prodotto stesso. Ma anche introdurre, finalmente, l&rsquo;obbligo di indicare con chiarezza sull&rsquo;etichetta la provenienza del prodotto e dare qualche certezza in pi&ugrave; a tutti noi consumatori.&rdquo;</span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.primoconsumo.it/dblog/articolo.asp?articolo=95]]></link>
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	<dc:date>2010-07-06T12:34:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Michele Minnicino, addetto stampa e comunicazione</dc:creator>
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