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Titolo
Quanto ritenete importante introdurre l’obbligo di indicare con chiarezza sull’etichetta la provenienza del prodotto che acquistate?

 Molto
 Poco
 Indifferente



06/09/2010 @ 2.10.04
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Definita come la panacea ai grandi malesseri che pervadono storicamente la pubblica amministrazione, la neonata Posta elettronica certificata, ribattezzata PEC, ha già creato scompiglio dopo appena pochi giorni dalla sua entrata in servizio.

Il presidente dell’associazione di utenti e consumatori “Primo Consumo, avv. Marco Polizzi, evidenzia la difficile situazione legata al disservizio PEC: “Il Comune di Roma ha annunciato, attraverso la viva voce del primo cittadino, Gianni Alemanno, di averla già attivata per 22 tipi di certificati anagrafici on line (tra i quali nascita, matrimonio, residenza), offrendo la possibilità, tramite il portale capitolino, di iscrivere i bambini agli asili nido, rivolgersi ai servizi sociali e all'Avvocatura comunale.

Peccato che la PEC, forse per distrazione o dimenticanza o per ritardi procedurali, al momento, non risulti ancora attiva per il servizio contravvenzioni. Così viene risposto, lo abbiamo constatato anche noi di Primo Consumo, alle numerose telefonate di cittadini al numero del Comune, 060606, tempestato di chiamate per informazioni sull’invasione di comunicazioni inviate da Equitalia Gerit per la definizione agevolata, denominata eufemisticamente “concordato”, dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004”.

Il presidente di “Primo Consumo” spiega che: “Migliaia di cittadini si vedono recapitare svariate centinaia di euro di richiesta di pagamenti, relativi anche a sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti; senza poter disporre, nel momento di necessità, di un mezzo di comunicazione semplice come la PEC, malgrado la previsione di legge. Per cui sono ancora costretti ad affidarsi alle solite “obsolete” raccomandate, (la posta elettronica certificata è gratis), affrontando ulteriori spese e, vedendosi obbligati, per poter aderire entro i termini, al pagamento agevolato, che scade il 15 maggio, a dover “scegliere” di pagare anche la multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e poi, se ne hanno ancora voglia, per recuperare la somma versata indebitamente, andare da una associazione di consumatori al fine di attivare le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro. L’esperienze dirette, di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute dalla nostra associazione, possono testimoniare quanto affermato”

Non mi sembra pretenzioso, conclude l’avv. Polizzi, chiedere all’assessore ai Servizi Tecnologici, Enrico Cavallari, di volersi adoperare per attivare in tempi brevissimi la PEC anche per il servizio contravvenzioni e di valutare la possibilità di differire i termini di scadenza del “concordato” per venire incontro ai cittadini, e sono davvero moltissimi, ancora alle prese con le procedure, non semplicissime, previste dall’amministrazione capitolina”.

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Di Primoconsumo (del 29/04/2010 @ 16:05:40, in Eventi, cliccato 86 volte)

Primo Consumo informa gli associati che sono da oggi attivi i seguenti servizi:
•       Modello 730
•       Modello Unico
•       Compilazione modello ISEE
•       Modello RED
•       Calcolo ICI
•       Modello per le detrazioni d'imposta
E’ inoltre possibile l’esame della situazione del contribuente presso Gerit, Agenzia Entrate, il recupero dell’iva sulla tassa sui rifiuti (tarsu) e la predisposizione di ricorsi e istanze di rateazione. Per informazioni ed appuntamenti telefonare negli orari di apertura della segreteria.

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“Il problema delle “microcar killer”, esploso sui mass media con grave ritardo in tutta la sua reale consistenza, richiede ora interventi urgenti ed efficaci, non i soliti palliativi per calmare le acque agitate dall’opinione pubblica in seguito all’effetto dolore, dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione  “Primo Consumo”.   “Anche la classe politica è apparsa piuttosto impreparata in materia e, solo dopo forti pressioni, sta valutando giri di vite, dietro quotidiane proposte degli organi di stampa, per lo più inutili e che non sembrano poter limitare l’impressionante numero di morti che la circolazione sulle nostre strade provoca ogni giorno”.

Secondo l’avv. Polizzi: “Partendo dalla certezza evidenziata dai dati statistici rilevati nei  Pronto Soccorso degli ospedali romani, secondo i quali la “vetturetta” è più sicura del ciclomotore per proteggere, con qualche garanzia maggiore, i nostri figli, si potrebbe iniziare con l’imporre per legge ai costruttori l’obbligo (anche in considerazione dell’alto prezzo pagato per l’acquisto) di sottoporre i veicoli al superamento dei crash test, come per tutte le altre auto, montando anche gli airbag e le barre anti intrusione. Le case produttrici dovrebbero essere, inoltre, obbligate a rendere maggiormente difficoltosa la modifica delle microcar da parte dei ragazzi che spesso trovano le istruzioni su internet, continua il presidente di Primo Consumo, suggerendo al legislatore di prevedere anche una pena detentiva, nonché la chiusura, per quelle officine meccaniche che modificano le vetture. L’indagine delle Forze dell’Ordine per l’identificazione non credo dovrebbe rivelarsi difficile. In tal senso l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che si è dichiarato pronto a modifiche al Codice della strada, valutando la necessità di sanzioni più severe per chi provvede ad alterare illecitamente la potenza dei motori delle miniauto, appare di buon auspicio, sempre che non si perda nei meandri delle commissioni parlamentari”. “Unica certezza in materia, rimane al momento, la prossima entrata in vigore, anche in Italia, della direttiva europea che prescrive una prova pratica, oltre quella teorica, per il rilascio del patentino per la guida dei ciclomotori.

Rimanendo in tema di incidenti stradali – continua Marco Polizzi -non si può, e non si deve, tralasciare di ribadire il grido d’allarme per il pietoso e pauroso stato delle strade cittadine, infestate da una moltitudine di buche che rendono pericolosissima la circolazione, in particolar modo, per i motociclisti. Il dossier pubblicato dal quotidiano Repubblica, sulle condizioni drammatiche dell’asfalto dissestato e sulla presenza di enormi rischi per gli automobilisti, descrive Roma come la città italiana dove si muore di più per strada, la capitale europea più pericolosa, nel 2008,190 morti e 24mila feriti per incidenti.

L’associazione Primo Consumo ha attivato lo sportello Primo Incidente che permette agli associati, anche telefonando al numero verde 800974230, immediata consulenza grazie al supporto di professionisti del settore. Utili informazioni sul sito www.primoconsumo.it

Dall’ultimo censimento dell'Ania (associazione delle compagnie di assicurazione), i "tratti pericolosi" per il manto dissestato nel marzo 2010 sono 243, in aumento rispetto allo scorso anno (215).

Dall’inchiesta emergono pesanti dubbi anche sulla manutenzione dell’asfalto cittadino, su spese, appalti e guadagni. Anche in questo caso – conclude il presidente di Primo Consumo - sarebbe opportuna una maggiore trasparenza per tentare di far comprendere anche ai cittadini, utenti della strada, come vengono amministrati i soldi pubblici e come mai non si riesca a garantire le condizioni minime di sicurezza nonostante il consistente investimento di cento milioni di euro l’anno”.

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Dal 1 luglio 2010 ci saranno importanti novità sull’etichetta dei prodotti biologici.

La prima riguarda l’obbligo di indicare l’origine delle materie prime contenute nei prodotti, in particolare dovrà essere specificata l’origine “UE”(Unione Europea) o “non UE” della materia prima agricola.

 La seconda novità è l’introduzione del nuovo logo comunitario, cioè il marchio dell’UE presente in etichetta, che sarà rappresentato con una foglia stilizzata su fondo verde. Il marchio da facoltativo diventerà obbligatorio su tutti i prodotti confezionati coltivati all’interno dell’Unione Europea e contenenti almeno il 95% di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Solo questi prodotti possono portare in etichetta la dicitura “prodotto biologico”. I prodotti con un contenuto inferiore al 95% non potranno avvalersi del logo comunitario e, in base al nuovo Regolamento CE 834/2007, non possono recare l’indicazione “prodotto biologico”.
In questo modo i consumatori saranno più garantiti sotto il profilo della tracciabilità e del riconoscimento dei prodotti biologici. Gli stessi consumatori, tuttavia, dovrebbero essere più informati e conoscere almeno i principi base dell’agricoltura biologica per fare scelte consapevoli.
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“La legge sulla privatizzazione dell’acqua, anche nota come famigerato decreto Ronchi, è riuscita a scontentare tutti ma in particolare a preparare nuove vessazioni per gli incolpevoli utenti di un bene così prezioso” è quanto dichiara l’avv. Marco Polizzi, presidente dell’Associazione “Primo Consumo”.
“Caos, cattiva volontà o incapacità nel voler comprendere i reali problemi dei cittadini utenti alle prese con le quotidiane ingiustizie prodotte da scelte politiche sommarie, farraginose e troppo spesso lontane dalla reale volontà di andare incontro ai bisogni dei consumatori” ha proseguito Polizzi.
Il risveglio del mondo politico, dopo uno strano silenzio, interrotto, casualmente in piena campagna elettorale, con la manifestazione popolare di Roma, dello scorso 20 marzo, contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, ha riproposto anche sulla stampa alcuni stimolanti interventi come quello di Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera, o il racconto della battaglia legale, vinta dal comitato cittadini di Aprilia, trattato con dovizie dal quotidiano il Manifesto.
“La recente sentenza del Consiglio di Stato, capace di squarciare le finte certezze, che avevano servito alle multinazionali del settore un business così appetitoso, oltre a riconsegnare le chiavi dell’acquedotto al comune di Aprilia, ha evidenziato come i cittadini siano “legittimati” a chiamare in causa i gestori quando non vengono rispettati i diritti fondamentali, che l’acqua , in quanto bene prezioso (finalmente qualcuno lo ha certificato!, ndr), gode di una tutela superiore, e che i Comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza interventi di altri Enti, nello specifico la Provincia di Latina” ha spiegato il presidente di PrimoConsumo.
La politica ha dimostrato la propria incapacità nel gestire questa sporca faccenda, dimenticando, nei polverosi armadi, strumenti idonei e già esistenti, quali ad esempio il ruolo della commissione, del ministero dell’Ambiente, di vigilanza sulle risorse idriche che dovrebbe “esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e di risarcimento dei danni a tutela dei diritti dell’utente”, a quanto pare nessuno sembra essersi preso la briga di ricordarlo alla titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo.
“Il presidente dell’Antitrust Catricalà ha sottolineato  la necessità di una authority, non prevista dalla legge Ronchi, i cittadini/consumatori così sarebbero maggiormente tutelati anche sui prezzi del servizio, ma (come suggerito proprio da Rizzo sul CdS, ndr)  sarebbe sufficiente la semplice attribuzione di competenza all’autorità per l’energia che, occupandosi di elettricità e gas, potrebbe vedere allargate le sue competenze all’acqua” ricorda ancora l’avv. Polizzi.
“Non ultimo, conclude il presidente dall’associazione Primo Consumo, l’utilizzo dello strumento referendario, al quale si sono prontamente rivolti i partiti di opposizione, copiando e scontrandosi con l’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, appare pretestuoso e scarsamente affidabile, alla luce degli ultimi fallimenti, costati quantità rilevanti di denaro pubblico ma incapaci di raggiungere il quorum, lasciando immutate le leggi per le quali si chiedevano modifiche ed abrogazioni. Alcuni leader dell’opposizione forse farebbero meglio a porre maggiore attenzione agli interessi reali della cittadinanza senza particolare demagogia politica fine a se stessa”.
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