In merito al comunicato sul “concordato multe prorogato al 30 giugno, ancora dubbi e incongruenze su modalità di pagamento”, Equitalia Gerit, agente pubblico della riscossione, al fine di ristabilire una corretta informazione, ha voluto fare delle precisazioni che noi accogliamo e volentieri pubblichiamo nel segno di una precisa collaborazione. “Per prima cosa – si legge nel documento inviato dalle Relazioni esterne di Equitalia Gerit SpA - il documento inviato per l’adesione al concordato è una semplice comunicazione con la quale si informa il cittadino della possibilità di definire in via agevolata il pagamento di vecchie multe elevate fino al 31 dicembre 2004. Non è, quindi, una cartella di pagamento.
Rispetto al “caso emblematico” (pagamento agevolato per due sanzioni, una delle quali annullata con sentenza) denunciato dal presidente di Primo Consumo, non è corretto affermare che Equitalia non consente di pagare solo quella dovuta. Basterebbe leggere la comunicazione inviata per “scoprire” che: “Qualora Lei intenda aderire solo parzialmente alla definizione agevolata e quindi decida di pagare solo una o più sanzioni amministrative, ma non estinguere l'intero debito, il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente presso gli sportelli Equitalia Gerit Spa”.
La terza precisazione, infine, riguarda la possibilità di far valere i propri diritti in maniera più semplice. Lo scorso 6 maggio, Equitalia ha emanato una direttiva che permette ai cittadini che hanno un documento che comprovi che il debito richiesto non è dovuto di non doversi recare più dall’ente creditore, ma di presentare una autodichiarazione all’Agente della riscossione che sospenderà la riscossione e interverrà presso l’ente”.
Il “concordato” dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004 sarà prolungato sino al prossimo 30 giugno, grazie anche alle pressanti sollecitazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Una scelta quasi obbligata quella adottata dall’amministrazione capitolina dopo l’infinita serie di problematiche emerse nelle scorse settimane, denunciate da Primo Consumo, che hanno evidenziato come la “sanatoria” fosse stata attuata con troppa superficialità, tralasciando di chiarire evidenti contraddizioni.
Il presidente dell’associazione, avv. Marco Polizzi, evidenzia come “anche le informazioni fornite dal numero dedicato 060606 non sempre si sono rivelate utili a dissolvere i dubbi proposti dai contribuenti inondati da cartelle, spesso ripetitive o, peggio, richiedenti importi già pagati o non dovuti per sentenza divenute definitive del Giudice di Pace, o, ancora, per prescrizione. Caso emblematico quello occorso ai legali di Primo Consumo, che si sono trovati di fronte ad una cartella che proponeva il pagamento agevolato per due sanzioni; una delle quali, però, risultata annullata da sentenza.
Spiega ancora Polizzi: “Equitalia non ci consente di pagare quella dovuta in misura agevolata e sospendono, senza chiarire i tempi, l’intera agevolazione. Quando il termine scadrà e loro riattiveranno la cartella, il consumatore, che si è rivolto alla nostra associazione per l’assistenza legale, si vedrà piombare sulla testa un fermo amministrativo del veicolo per la sanzione che non hanno consentito di pagare in misura agevolata? Oppure Equitalia pretende che si paghi la sanzione annullata insieme a quella agevolata? In tal caso l’agevolazione sarebbe da ritenersi semplicemente una bufala autorizzata”
Confusione, molta confusione, come spesso accade nel nostro Paese quando si tenta di risolvere anni di arretrati, spesso difficilmente riscuotibili, con mini sanatorie già complicate dalla scelta stessa delle terminologie: “definizione agevolata”.
Dai dati forniti dal comune di Roma le proposte di pagamento inviate sono state 235 mila, le stime prevedono un ritorno di adesioni tra il 30 e il 35% pari a circa 70 mila contribuenti. Una percentuale che ha già portato nelle casse comunali circa 11 milioni di euro e che mira ad aumentare con la proroga fino ad almeno 15 milioni. Ossigeno per le asfittiche risorse economiche dell’ente locale capitolino che, vista sfumare l’Ici sulla prima casa, tenta una manovra diversiva con il concordato, minacciando di inasprire le sanzioni ed i metodi coattivi di riscossione, dopo il 30 giugno, contro gli irriducibili.
“
Le associazioni di consumatori, Primo Consumo tra queste, hanno lanciato dei forti segnali sulle nebulose modalità di pagamento, come la mancata attivazione della posta elettronica certificata per il servizio contravvenzioni, e sulla necessità di rendere più semplice far valere i propri diritti, quando supportati da documenti comprovanti la decaduta validità della richiesta, quali ad esempio sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti. L’esperienze dirette, proprio di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute da Primo Consumo, possono testimoniare la situazione vigente. Molti cittadini utenti si rivolgono alla nostra associazione, conclude l’avv. Polizzi, dopo aver pagato una multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e chiedono aiuto per recuperare la somma versata indebitamente, attraverso le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro, questo percorso comporta ulteriori lungaggini burocratiche che contribuiscono a paralizzare la macchina amministrativa, quando sarebbe molto più semplice ed economico per tutti attivare meccanismi moderni come le reti telematiche per collegare tra loro i diversi uffici competenti in materia. Questa sarebbe una spesa davvero utile”.
Per fortuna!, si potrebbe affermare con un pizzico di sarcastica ironia, siamo in tempo di crisi, o forse no?. A leggere i dati emersi dalle ultime valutazioni fornite dall’Osservatorio «Prezzi e Mercati» di Indis, Istituto dell’Unioncamere, che raccontano di aumenti vertiginosi, praticamente, in qualsiasi settore della nostra economia, sembrerebbe di poter dire che la crisi fa comodo solo per giustificare la perdita di milioni di posti di lavoro. Alla faccia della crisi e di chi la vive quotidianamente stringendo la cinghia per poter resistere. Tanto per cominciare sono rincarati del 30% le tariffe per i rifiuti solidi urbani e per l’acqua potabile. Poi, grazie all’infinita scalata dei prodotti petroliferi, 16% in un anno, tutto si è adeguato verso l’alto, nell’ultimo quinquennio le tariffe pubbliche sono cresciute del 15%, cinque punti in più rispetto al tasso ufficiale di inflazione, le tariffe postali +13%, le tariffe autostradali +15%, quelle ferroviarie +26%, i trasporti marittimi +38%. Ma il tutto, sommato insieme, non riesce ad impensierire il record battuto dalle assicurazioni. Dal 1996 al 2009 i prezzi in Italia sono aumentati del 131,3%, contro il 35,3% della zona euro, quasi un centinaio di punti percentuali di differenza in più. Ma la cosa che continua ad apparire più strana è che ad accorgersi di questi “insignificanti” aumenti continuano ad essere solo le associazioni dei consumatori che quotidianamente si prodigano a predicare nel deserto, troppo spesso, inascoltate dai cittadini che chiedono tutto e subito ma non vogliono rinunciare a nulla.
Per dirla alla De Gregori: “Viva L’Italia”, quella delle auto blu, delle leggi ad personam, dei privilegi riservati a certe categorie, degli immobili “scontati”, delle depenalizzazioni. O forse potrebbe aiutarci uno slogan pubblicitario ad effetto: “ Ai politici piace vincere facile”. Sembrerebbe proprio così dopo l’approvazione dell’emendamento, sfacciatamente “pro domo sua”, presentato dal senatore del Pdl, Cosimo Gallo ed approvato dal Parlamento, che garantisce l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, in pratica l’immunità a qualsiasi tipo di infrazione al codice della strada.
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