Per dirla alla De Gregori: “Viva L’Italia”, quella delle auto blu, delle leggi ad personam, dei privilegi riservati a certe categorie, degli immobili “scontati”, delle depenalizzazioni. O forse potrebbe aiutarci uno slogan pubblicitario ad effetto: “ Ai politici piace vincere facile”. Sembrerebbe proprio così dopo l’approvazione dell’emendamento, sfacciatamente “pro domo sua”, presentato dal senatore del Pdl, Cosimo Gallo ed approvato dal Parlamento, che garantisce l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, in pratica l’immunità a qualsiasi tipo di infrazione al codice della strada.
Beati gli autisti delle auto blu perché da oggi il loro regno saranno le strade ed autostrade. Nessun dorma, tra la moltitudine di umani automobilisti perchè il pericolo corre sulle strade d’Italia.
“Credo che di ciò il Paese si debba vergognare, - dichiara con amarezza Marco Polizzi, presidente dell’associazione “PrimoConsumo”, - l’unica cosa che il Parlamento dovrebbe fare, è una legge che preveda maggiori responsabilità per gli uomini dello Stato e quindi per il Personaggio pubblico istituzionale di turno a cui viene affidato il privilegio di macchina ed autista che deve per legge rispondere solidalmente dell’obbligazione di pagamento della sanzione, ed, inoltre, se è presente nella vettura al momento dell’infrazione deve essere considerato solidalmente responsabile dei danni prodotti a terzi cittadini e, per presunzione, l’andamento contro norma della vettura deve essere ritenuto a lui attribuibile con le dovute conseguenze di legge anche sulla sua patente; ovviamente fatte salve le comprovate ragioni di servizio e la prova contraria. Esempi non privilegi.
“A cosa serve parlare di sicurezza sulle strade, di maggiore severità nel far rispettare il codice, di tolleranza zero, - continua l’avv. Polizzi – quando per giustificare le corse sfrenate delle auto blu verso aeroporti, porti, abitazioni balneari e quant’altro desiderino raggiungere rapidamente, tutto viene concesso agli autisti della “Nomenclatura”? Come deve comportarsi il cittadino qualunque quando suo malgrado si trova lungo lo stesso percorso di una di queste auto, rischiando di essere investito ed abbandonato al suo sfortunato destino?
In Italia le vetture di servizio sono ben 626 mila, dieci volte più delle 72 mila che circolano negli USA, delle 61 mila di Francia, 55 mila del Regno Unito, 54 mila della Germania o delle misere 22 mila del Portogallo. Poi si parla di fare economia e ridurre le spese delle amministrazioni pubbliche.
La nuova norma è un vero e proprio incentivo alla violazione sistematica del codice della strada, spingendo gli autisti a compiere manovre sempre più azzardate, sicuri dell’immunità e mettendo a rischio la vita di pedoni e automobilisti non privilegiati.
Sono sufficienti, conclude il presidente di “PrimoConsumo”, le norme già esistenti per tutelare chi guida, per esempio spiegando con motivazioni fondate la violazione per evitare il taglio dei punti. Con la nuova norma non si porrà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici agli autisti. La nostra associazione si batte da anni per il rispetto dei cittadini e ritiene intollerabile dover continuare a protestare per ottenere pari dignità per tutti. Crediamo sia lecito domandarsi e far riflettere sulla filosofia che anima chi propone queste modifiche, a proprio uso e consumo, in danno dei meno privilegiati che rispettano le norme e la sicurezza e che dovrebbero essere tutelati e garantiti da coloro che hanno eletto rappresentanti del popolo in Parlamento."
Definita come la panacea ai grandi malesseri che pervadono storicamente la pubblica amministrazione, la neonata Posta elettronica certificata, ribattezzata PEC, ha già creato scompiglio dopo appena pochi giorni dalla sua entrata in servizio.
Il presidente dell’associazione di utenti e consumatori “Primo Consumo, avv. Marco Polizzi, evidenzia la difficile situazione legata al disservizio PEC: “Il Comune di Roma ha annunciato, attraverso la viva voce del primo cittadino, Gianni Alemanno, di averla già attivata per 22 tipi di certificati anagrafici on line (tra i quali nascita, matrimonio, residenza), offrendo la possibilità, tramite il portale capitolino, di iscrivere i bambini agli asili nido, rivolgersi ai servizi sociali e all'Avvocatura comunale.
Peccato che la PEC, forse per distrazione o dimenticanza o per ritardi procedurali, al momento, non risulti ancora attiva per il servizio contravvenzioni. Così viene risposto, lo abbiamo constatato anche noi di Primo Consumo, alle numerose telefonate di cittadini al numero del Comune, 060606, tempestato di chiamate per informazioni sull’invasione di comunicazioni inviate da Equitalia Gerit per la definizione agevolata, denominata eufemisticamente “concordato”, dei debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate sino al 31.12.2004”.
Il presidente di “Primo Consumo” spiega che: “Migliaia di cittadini si vedono recapitare svariate centinaia di euro di richiesta di pagamenti, relativi anche a sanzioni definite con sentenze passate in giudicato, in pratica pagamenti non dovuti; senza poter disporre, nel momento di necessità, di un mezzo di comunicazione semplice come la PEC, malgrado la previsione di legge. Per cui sono ancora costretti ad affidarsi alle solite “obsolete” raccomandate, (la posta elettronica certificata è gratis), affrontando ulteriori spese e, vedendosi obbligati, per poter aderire entro i termini, al pagamento agevolato, che scade il 15 maggio, a dover “scegliere” di pagare anche la multa, seppur certi di non doverlo fare, per evitare complicazioni peggiori, e poi, se ne hanno ancora voglia, per recuperare la somma versata indebitamente, andare da una associazione di consumatori al fine di attivare le procedure per chiedere giudizialmente il rimborso del denaro. L’esperienze dirette, di recenti sentenze passate in giudicato che hanno annullato le sanzioni, ottenute dalla nostra associazione, possono testimoniare quanto affermato”
Non mi sembra pretenzioso, conclude l’avv. Polizzi, chiedere all’assessore ai Servizi Tecnologici, Enrico Cavallari, di volersi adoperare per attivare in tempi brevissimi la PEC anche per il servizio contravvenzioni e di valutare la possibilità di differire i termini di scadenza del “concordato” per venire incontro ai cittadini, e sono davvero moltissimi, ancora alle prese con le procedure, non semplicissime, previste dall’amministrazione capitolina”.
Prima o poi il Comune che riceve l’ICI dal contribuente deve controllare l’esattezza del dovuto; perché allora questa “faticata” non la fa in anticipo e invia –in tempo utile- un bollettino già compilato anche nella parte relativa all’importo, come si fa con le bollette? Questo risparmierebbe al cittadino l’onere di doversi aggiornare circa le mutevoli aliquote e detrazioni, inoltre gli eviterebbe errori in difetto (a seguito dei quali sarebbe un evasore) e quelli in eccesso (che gli darebbero diritto a un rimborso solo dopo molto, molto tempo).
Il cittadino a volte è chiamato da un ente, e persino dal fisco, a pagare cose che ha già pagato; se trova la ricevuta di pagamento la comunicazione si considera nulla, ma se non la trova è un evasore. La domanda è: “Poiché con le tasse noi paghiamo anche lo stipendio a chi è responsabile dei libri contabili, perché l’onere di dimostrare l’effettivo pagamento ricade sui cittadini? Non avremmo anche noi diritto a un risarcimento in caso di nuova e ingiustificata richiesta di pagamento?” Si eviterebbe così anche la tentazione di chi fa cassa di chiedere pagamenti nella speranza che qualcuno abbia smarrito la ricevuta.
Approvato il "rinnovo veloce " dei documenti d'identità
La circolare n. 8/2008 emessa dal Ministero dell'Interno la settimana scorsa, recepisce le disposizioni del decreto legge n. 112/2008 e porta così da cinque a dieci anni il periodo di validità del documento di riconoscimento.Se il vostro documento d'identità, nel caso specifico la carta d'identità, è scaduto, da oggi per rinnovarlo dovrete solo recarvi presso gli uffici comunali competenti. Ciò non comporterà l'emissione di un nuovo documento, ma semplicemente l'apposizione di un timbro che "comunicherà" alla pubblica amministrazione la validità del documento per altri cinque anni.