Ci sono 3 persone collegate

< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Titolo
Quanto ritenete importante introdurre l’obbligo di indicare con chiarezza sull’etichetta la provenienza del prodotto che acquistate?

 Molto
 Poco
 Indifferente



09/09/2010 @ 20.39.25
script eseguito in 15 ms
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Per fortuna!, si potrebbe affermare con un pizzico di sarcastica ironia, siamo in tempo di crisi, o forse no?. A leggere i dati emersi dalle ultime valutazioni fornite dall’Osservatorio «Prezzi e Mercati» di Indis, Istituto dell’Unioncamere, che raccontano di aumenti vertiginosi, praticamente, in qualsiasi settore della nostra economia, sembrerebbe di poter dire che la crisi fa comodo solo per giustificare la perdita di milioni di posti di lavoro. Alla faccia della crisi e di chi la vive quotidianamente stringendo la cinghia per poter resistere. Tanto per cominciare sono rincarati del 30% le tariffe per i rifiuti solidi urbani e per l’acqua potabile.  Poi, grazie all’infinita scalata dei prodotti petroliferi, 16% in un anno, tutto si è adeguato verso l’alto, nell’ultimo quinquennio le tariffe pubbliche sono cresciute del 15%, cinque punti in più rispetto al tasso ufficiale di inflazione, le tariffe postali +13%, le tariffe autostradali +15%, quelle ferroviarie +26%, i trasporti marittimi +38%. Ma il tutto, sommato insieme, non riesce ad impensierire il record battuto dalle assicurazioni. Dal 1996 al 2009 i prezzi in Italia sono aumentati del 131,3%, contro il 35,3% della zona euro, quasi un centinaio di punti percentuali di differenza in più. Ma la cosa che continua ad apparire più strana è che ad accorgersi di questi “insignificanti” aumenti continuano ad essere solo le associazioni dei consumatori che quotidianamente si prodigano a predicare nel deserto, troppo spesso, inascoltate dai cittadini che chiedono tutto e subito ma non vogliono rinunciare a nulla.

 
Di Romana Mercadante avvocato Primoconsumo (del 24/06/2008 @ 09:18:23, in Consumi, cliccato 110 volte)

 

110mld spesi ogni anno dagli italiani in polizze assicurative: ecco come

fonte: Comunicato stampa CNR ( dati studio effettuato da Irat-Cnr)

 

69 miliardi euro per il ramo vita,

37 per il ramo danni di cui 18 miliardi per la r.c. auto, ma il mercato è sbilanciato tra Nord e Sud e in Italia manca la cultura del rischio.

Sono aumentati, negli ultimi anni, i premi delle polizze r.c. auto: +43% al Centro, Sud e Isole, con record in Campania. S alcuni dati di uno studio dell’Irat Cnr

Mercato assicurativo sbilanciato nel Paese: al Sud troppa e cara la r.c. auto (responsabilità civile auto). Italia sottoassicurata per mancanza di cultura del rischio. Aumentati di oltre il 43%, negli anni 2000-2006, i premi per la r.c. auto nel meridione. Più contenuto, invece, l’aumento nelle regioni settentrionali, +20,7%, ed in quelle centrali, +32,7%.

Sono alcuni dei dati che emergono da una ricerca sugli effetti che le innovazioni tecnologiche producono in ambito assicurativo, condotta da Antonio Coviello, docente di Marketing Assicurativo nella Seconda Università di Napoli e ricercatore presso l’Istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli.

 
Di Romana Mercadante avvocato Primoconsumo (del 05/06/2008 @ 14:38:43, in Consumi, cliccato 121 volte)

Ricordando a tutti che - per ogni bene di consumo - dovrebbe (dovrebbe...) essere il consumatore con le sue scelte, a " fare" il mercato, a renderlo libero e soprattutto concorrenziale, ecco l'elenco per Regione delle Pompe bianche aggiornato al 3 giugno 2008 (fonte: Federconsumatori)

 
Pagine: 1