
L’associazione interattiva cittadini e consumatori “PrimoConsumo” esprime piena soddisfazione e adesione per il pronunciamento della Cassazione in merito all’annoso problema legato alla decurtazione dei punti patente al proprietario del veicolo in mancanza di identificazione del conducente al momento della trasgressione, evidenziando come circa il 75% dei ricorsi che comportavano tale decurtazione dei punti sono stati impugnati da PrimoConsumo su una motivazione del tutto analoga. I Supremi giudici hanno, infatti, sentenziato che “senza l’identificazione del conducente autore della trasgressione e in mancanza della successiva comunicazione dei dati personali e di abilitazione alla guida, entro 30 giorni dalla notifica, da parte del proprietario del veicolo, cui il verbale di accertamento della violazione è stato notificato, non vanno decurtati i punti della patente allo stesso proprietario, ma si applica soltanto l'ulteriore sanzione pecuniaria prevista dall'art 180 del codice della strada”. Dopo lunga attesa arriva lapronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n.16276, che modifica la sentenza per “evidente errore” del giudice di pace per non aver tenuto conto della pronuncia della Consulta del 2005, «verosimilmente non essendo ancora a conoscenza del giudicato costituzionale, pubblicato pochi giorni prima della decisione».

La recente sentenza n.252/10 della Commissione Tributaria Provinciale di Catania ci fornisce ancora una volta l´occasione per riflettere sulle difficoltà che il contribuente incontra quotidianamente nel dedalo delle norme tributarie.
Avv. Ivana Quarta, consulente tributario associazione PrimoConsumo
Condanna della Corte dei conti calabrese ai vertici di un'Asl per avere distaccato un'unità di personale da un presidio sanitario, in modo tale che l'attività della struttura rimanesse paralizzata. I medici erano pagati per essere fannulloni...

Il fatto: nel 2003 i vertici di un’Asl calabrese trasferiscono presso l’Inps l'unico tecnico di laboratorio di un presidio sanitario e i quattro medici della struttura vengono praticamente paralizzati in ogni loro attività, non essendo possibile effettuare alcu tipo di analisi. Ai medici però, che strisciavano il cartellino ogni giorno (e poi- aggiungiamo noi-probabilmente giocavano col computer, a tresette col morto, o andavano a fare la spesa, chissà...)Lo stipendio continua ad essere pagato regolarmente ogni mesedal gennaio 2003 all’agosto 2004 per un costo alla Regione di oltre 150 mila euro.
Uno dei medici ha dichiarato “Sono, per forza di cose, divenuta inoperosa. Ho fatto più volte presente la mia situazione di inattività sia ai miei diretti superiori, sia al direttore sanitario, sia allo stesso Direttore generale, proponendo tra l’altro a quest’ultimo la possibilità di essere impiegata sul territorio di competenza dell’Asl anche nell’ambito della prevenzione, ma queste mie sollecitazioni non hanno mai avuto seguito”. Ma non solo: “In seguito alla chiusura del reparto di fatto non ho svolto alcun tipo di attività connessa a quella di specialista ambulatoriale. A volte mi capitava i dare una mano agli addetti ai prelievi del sangue. Ho fatto più volte presente la mia situazione di inattività ai vertici della struttura sanitaria… ma senza avere alcun riscontro”.
Così, alla fine della fiera, la Corte dei conti calabrese nella sentenza n. 540/2008, ha stentenziato che l’Asl (e quindi il portafoglio pubblico) ha subito un danno economico derivante dalla erogazione degli stipendi al personale che ha continuato a prestare formalmente servizio presso un laboratorio inattivo ed a svolgere attività assolutamente non rispondente alla specializzazione ambulatoriale per la quale era stato chiamato ad operare.
Con la sentenza i medici sono stati assegnati ad altre strutture dove possono esercitare e i dirigenti che hanno permesso il "fallunnonismo" saranno invece chiamati a risarcire l'erario.
LA SENTENZA:
Corte dei Conti - Regione Calabria - Sez. Giurisdizionale - Sentenza 9 luglio 2008 , n. 540 ![]()
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Dal prossimo gennaio probabilmente molti ancora efficienti sessantenni continueranno a lavorare dopo essere andati in pensione.
Infatti in base a quanto previsto dll'art. 19 del decreto n. 112/2008, le pensioni dirette di anzianità diventano cumulabili con i redditi di lavoro, sia autonomo che dipendente.
Saranno cumulabili integralmente anche le pensioni dirette accumulate con il sistema contributivo "in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le donne a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima nonché della gestione separata di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335" in caso di sussistenza dei requisiti richiesti.
La norma consente l' intera cumulabilità anche per le pensioni di vecchiaia anticipate liquidate con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni e per quelle liquidate a soggetti con età pari o superiore a 65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne.
Fonte: Norma-Quotidiano d'informazione giuridica
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Allungata la fascia di reperibilità per i giorni di malattia Sei un dipendente statale? Stai male?
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Il Sindaco di Roma Alemanno ha sospeso la tariffazione nelle aree di parcheggio della capitale, le famigerate" strisce blu". "A decorrere dalla data odierna e fino a nuova deliberazione dell'Amministrazione comunale in materia, è sospesa la tariffazione della sosta nelle aree definite di particolare rilevanza urbanistica, di cui alla deliberazione n.104/2004 annullata, nel territorio del comune di Roma". Questo il testo dell'atto di indirizzo firmato ed inviato anche all'Atac, al comando della Polizia . Viene così effettivamente sospesa la tariffazione oraria in tutto il territorio comunale della Capitale. Tutto questo è avvenuto in seguito alla sentenza del Tar pubblicata il 28 maggio scorso che ha accolto il ricorso dell'associazione a tutela dei consumatori Codacons ed ha quindi annullato la delibera comunale n.104/2004. Il Sindaco Alemanno ha ritenuto in questo modo di "prevenire contestazioni suscettibili di arrecare a questo Comune maggiori pregiudizi rispetto ai proventi della sosta" nelle strisce blu,rilevata la generale e ampia portata caducatoria della sentenza in questione". Posto che mi sembra molto difficile riuscire a recuperare con azioni legali quanto pagato dai cittadini dell'urbe negli ultimi anni e che, ad un rapido conto, verranno a mancare dalle casse del comune diversi milioni di euro( 13, cifra più cifra meno...)si potrebbero almeno" abbonare" le migliaia di multe ancora non pagate di coloro che avevano parcheggiato nelle strisce blu senza ticket, nonchè le relative cartelle esattoriali. Così facendo si otterrebbe uno sgravio dei giudic di pace, intasati dai ricorsi e, uno sgravio degli uffici della Gerit ormai al collasso. A buon intenditore....

Dopo tanto discutere il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto sicurezza. In evidenza le modifiche apportate al codice penale e al codice di procedura penale per contrastare l'immigrazione clandestina, ma degno di nota è anche l'inasprimento nei confronti di chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze psicotrope. Le nuove norme qui

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