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VENETO BANCA : Euronews intervista Primoconsumo
24/11/2017 17:42:01

 

 "Primoconsumo" che con il proprio dipartimento Servizi finanziari diretto dall'avv. Ersilia Urbano sta seguendo le crisi bancarie ed ha già raccolto numerose adesioni sulla base delle quali in udienza l'avv. Giuseppina Massaiu presenterà le richieste di costituzione di parte civile, ha volentieri risposto ad alcune domande  del corrispondente di Euronews sul crac di veneto-banca.

Avv. Massaiu, Primoconsumo rappresenterà un alto numero di parti civili? Il vostro appello ha avuto il riscontro che vi attendevate?

L'Associazione Primoconsumo facendo seguito alle richieste ed alle sollecitazioni degli associati si costituirà parte civile, come Associazione ed in proprio per dare voce al diritto dei consumatori-risparmiatori traditi con lo scopo istituzionale della tutela del diritto alla trasparenza ed alla correttezza delle operazioni bancarie e delle informazioni.

Già prima ancora dell'ispezione da parte della Banca centrale europea, l'avv. Marco Polizzi, presidente di Primoconsumo, aveva segnalato anomalie procedurali da parte di Banca Popolare di Vicenza alle istituzioni, comprese Prefettura ed ABF (Arbitro bancario finanziario) ed il Dipartimento Servizi Finanziari dell'Associazione con l'avv. Ersilia Urbano aveva espresso perplessità.   
Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono un orrore e un disastro per migliaia di famiglie di consumatori e piccoli risparmiatori che si potevano e dovevano evitare in un paese civile. Stiamo parlando di migliaia di persone.
 
Da tali numeri quale indicazione si può ricavare circa la coscienza diffusa tra le vittime di questo (come di altri) crac bancario?
Purtroppo siamo ancora lontani da una coscienza diffusa in questo senso ed è per questo che è necessario costituirsi parte civile in questo processo come Associazione di Cittadini e Consumatori ed in proprio perché il risparmio tradito non riguarda solo le migliaia di risparmiatori truffati ma tutti noi.
Riteniamo infatti che chi doveva controllare - Banca d'Italia e Consob - non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio non lo ha fatto.
A queste responsabilità si aggiungono le responsabilità personali di chi ha mal gestito, ammesso e non concesso che si tratti di persone diverse e di responsabilità diverse in un sistema che lascia serie perplessità. 
Basti considerare gli incarichi professionali in Veneto Banca oggi in liquidazione coatta amministrativa per decreto governativo.
Aspettiamo giustizia da questo processo e ci costituiremo parte civile per dimostrare che è stata determinata artatamente un'alterazione del prezzo delle azioni della banca che ha inciso in modo significativo sull'affidamento che i risparmiatori riponevano nella stabilità patrimoniale dell'Istituto con la conseguenza che essi hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non.
 
Dalle notizie finora disponibili e dalle risultanze delle indagini preliminari si evince quale possa essere stata la condotta dei responsabili della banca che più di altre ha danneggiato le parti ingiustamente colpite e quella che, nella percezione delle vittime, appare più grave e meno giustificabile sotto il profilo della fiducia, della correttezza e della lealtà dei comportamenti?
All'udienza preliminare di domani che si terrà davanti al Gup del Tribunale di Roma dott. Lorenzo Ferri i reati contestati sarebbero aggiotaggio ed ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza in relazione a presunte irregolarità di gestione compiute in varie operazioni dai vertici di Veneto Banca. A titolo esemplificativo sarebbero state fatte false comunicazioni periodiche sull'ammontare del patrimonio di vigilanza non corrispondente al vero. Il patrimonio di vigilanza, o capitale di vigilanza, è la quantità di capitale che ogni banca deve detenere per soddisfare i requisiti di "vigilanza prudenziale" previsti dalla normativa poiché gli è richiesta la funzione di copertura dei rischi di credito, mercato, ect. ed è un concetto molto diverso dal mero capitale sociale. L'organo di vigilanza competente per il controllo del rispetto delle disposizioni è la Banca d'Italia.
I prestiti concessi ai clienti per l'acquisto di azioni e obbligazioni della stessa banca -per intenderci le c.d. operazioni 'baciate' di Veneto Banca - avrebbero determinato una riduzione del patrimonio dell'istituto di credito che sarebbe stata nascosta all'autorità di vigilanza.
Questo sotto il profilo delle condotte in contestazione.
La gente, le persone, i risparmiatori si sentono traditi da tutti, Banche, Istituti di vigilanza e Stato, ed hanno ragione.
Il procuratore capo Giuseppe Pignatone (nella foto in commissione d'inchiesta) avrebbe riferito che i diritti dei risparmiatori potranno essere tutelati nel processo penale a Roma dove si potranno costituire parte civile e che, ai fini dell'inchiesta di Roma, rilevi non il fatto che le operazioni 'baciate' abbiamo generato o meno sofferenze ma che siano state nascoste alla Banca d'Italia.
Quindi Banca d'Italia dovrebbe essere parte lesa del procedimento. Nutriamo serie perplessità in merito. Questo disastro è stato determinato da un sistema e Banca d'Italia non può esserne considerata estranea e parte lesa.
 
La concomitante attività della commissione parlamentare d'inchiesta potrà avere effetti sugli sviluppi del procedimento e sul dibattimento che con ogni probabilità seguirà all'udienza di domani? 
Lo vedremo. Non nutriamo aspettative sull'esito delle attività della Commissione.