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PROCESSO VENETO BANCA : IL PUNTO CON L'AVV. GIUSEPPINA MASSAIU LEGALE DI PRIMOCONSUMO
09/12/2017 15:59:31

Servizio esclusivo dal corrispondente di Vicenzapiu Lunedì 11 dicembre nell'aula "Occorsio" della Corte d'Assise di Roma secondo appuntamento con l'udienza preliminare sul dissesto di Veneto Banca: undici gli imputati di cui la procura  il 15 dicembreha chiesto il rinvio a giudizio. E tra questi ci sono anche Vincenzo Consoli e Pietro D'Aguì, che la Commissione d'inchiesta sulle banche ascolterà. Sentiamo sul processo Veneto Banca Giuseppina Massaiu, legale di Primoconsumo a cui rivolgiamo la prima domanda sul numero delle richieste di costituzione di parte civile, un dato importante ai fini della battaglia che le organizzazioni dei consumatori condurranno.

D - E' il segno di una matura coscienza comune circa la gravità devastante di reati come quelli oggetto del processo sul crac di Veneto Banca?

R - Le costituzioni di parte civile, preannunciate all'udienza dello scorso 24 novembre sono molte, circa 3800. Per PrimoConsumo, questo è un dato certamente incoraggiante da un punto di vista processuale perché consentirà l'instaurazione di un contradditorio in cui anche le persone offese potranno partecipare attivamente. Dall'altro è, però, a mio avviso un dato allarmante in quanto ci da un'idea delle migliaia di cittadini che sono stati danneggiati e, credo, moltissimi altri non si vorranno costituire parte civile .

Ritengo, comunque sia importante partecipare a questo processo perché è la sede dove si potrà chiedere ed ottenere il riconoscimento del giusto risarcimento ed è un'occasione da utilizzare

D - Bankitalia Consob hanno annunciato la richiesta di costituzione di parte civile. Come valuta questa scelta da parte di chi, per alcuni aspetti, più che vittima è considerato corresponsabile?
R - Esattamente, ha colto nel segno. L'indicazione di Bankitalia, Consob e Veneto Banca S.p.A. come persone offese già nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Roma non soddisfa PrimoConsumo , come credo non soddisfi i risparmiatori che inevitabilmente sentono che le Istituzioni preposte al controllo forse, non sono state diligenti e vigili.
Ma anche per questo è importante, lo ripeto, partecipare attivamente al processo perché è un possibilità unica per i risparmiatori. Farsi loro, per il tramite dei propri legali, parte diligente ed evidenziare quelle storture di un sistema bancario che porta e ha portato alla rovina di un intero sistema economico locale.
D - 
Dalle indagini preliminari quale condotta è emersa, tra le tante contestate agli imputati o comunque venute in rilievo anche come dato storico o documentale, come la più pericolosa perché la più idonea a minare la solidità di una banca quando in apparenza sembra che tutto vada bene?
R - I reati contestati agli 11 indagati, sono, a vario titolo, quelli di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle Autorità pubbliche di vigilanza e di aggiotaggio. La condotta che caratterizza questo comportamento è certamente molto insidiosa per i terzi estranei all'organigramma dirigenziale della banca in quanto consiste nel trasmettere all'esterno dei dati non corrispondenti al vero. Nel caso che ci interessa ad essere oggetto di "forzatura" sono stati i "dati inviati periodicamente a Banca d'Italia che hanno interessato l'ammontare del patrimonio di vigilanza in relazione alla qualità dei portafoglio crediti, alla stima del sovraprezzo delle azioni, nonché del superamento degli stress test imposti dalla vigilanza europea".
Attraverso la diffusione di notizie non vere, o non completamente vere, si è inciso notevolmente sull'affidamento che il pubblico riponeva nella struttura bancaria. Alterazione di dati che si riflettevano in un aumento nominale del valore dei titoli, che però anche questo non rispondeva alla realtà.
Tutto questo ha avuto conseguenze devastanti per i risparmiatori e Primoconsumo insisterà per il giusto riconoscimento di tutti i danni subiti. Ricordiamo che stiamo parlando non solo di privati cittadini ma anche di piccoli o medi imprenditori per i quali, naturalmente, la perdita del valore delle azioni ha comportato un danno alla propria attività che a cascata si è riversato sull'economia del territorio.

D - Quale sarà la strategia delle parti civili patrocinate da Primoconsumo rispetto alle ipotesi di accusa formulate e agli ambiti nel quali la Procura si è spinta? A suo avviso rimangono aree di possibile responsabilità penale degli imputati, o di eventuali altri soggetti, finora non esplorate a sufficienza dai pubblici ministeri?
R - La strategia processuale a tutela sia degli interessi collettivi di cui PrimoConsumo è portatrice che degli azionisti che ad essa si sono rivolti e che rappresenterò nel processo non potrà che essere quella, come anticipavo prima, di partecipare attentamente in modo da comprendere anche la linea difensiva degli imputati, sulla cui falsariga occorrerà muoversi, come dire, in direzione uguale e contraria, per tentare di dimostrare, magari con uno sforzo comune da parte di tutte le parti civili che questa vicenda ha dei contorni bui che ancora non sono stati sviscerati integralmente dalla procura.
D - 
Il Gup Luca Ferri (Luca Ghedini Ferri per l'esattezza, ndr) ha anticipato di due mesi e mezzo l'udienza preliminare già fissata ed ha stilato un calendario molto fitto per giungere alla decisione sul rinvio a giudizio. Le parti civili possono essere ottimiste e confidare in un'attenta e rigorosa valutazione delle loro ragioni? 
R - Il dottor Ferri è un giudice scrupoloso e non si dilunga inutilmente, come ha dimostrato con l'anticipazione dell'udienza. Ha già fissato 5 udienze, oltre a quella dell 11 dicembre durante le quali tutte le parti avranno la possibilità di discutere. Naturalmente si capirà anche se qualche imputato, invece che andare a dibattimento deciderà di accedere ad un rito alternativo.