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Giappone: fiducia consumatori febbraio sale a 39,8 punti - Borsa Italiana

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L'informazione di Primoconsumo

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LE NEWS DI PRIMOCONSUMO:

in questa pagina aggiornata frequentemente potete trovare le informazioni relative all'attività dell'Associazione.

Ritardi Aerei: consumatori/viaggiatori
04/03/2010 19.32.02

Oggi il ritardo del vettore aereo rappresenta una delle ragioni principali di reclamo da parte dei viaggiatori/consumatori nei confronti delle compagnie aeree. Numerose sono le normative e le fonti che si occupano del problema pur sovrapponendosi tra loro e generando nell'inesperto viaggiatore non poca confusione.

L'evento ritardo che va distinto dall'overbooking e dalla cancellazione del volo, trova disciplina anche in altre fonti comunitarie oltre che in fonti internazionali ed interne.

La Convenzione di Montreal del 1999, la Convenzione di Varsavia del 1929, come successivamente modificate laddove ancora applicabile, (fonti internazionali), il Reg. (CE) 889/2002 (fonte comunitaria), il codice della navigazione (fonte interna) prendono in considerazione questa ipotesi specifica.

Considerando che il Reg. Ce 261/2004 protegge il passeggero in maniera minima non prevedendo la “compensazione” pecuniaria, ciò non deve indurre a pensare che siano pregiudicate le possibilità di ottenerla riferendosi ad altre fonti.

Quindi indipendentemente:

- dal numero di ore di ritardo;

- da eventuali previsioni contenute nelle condizioni generali di trasporto circa il carattere non vincolante degli orari pubblicati;

- da possibili sovra stime nei tempi di percorrenza dei tragitti al fine di rispettare almeno l'orario d'arrivo,

il vettore risponde in via presunta di qualunque ritardo con il limite di 4.150 D.S.P. nel trasporto di persone e di 1.000 D.S.P. nel trasporto di bagagli salvo che egli dimostri l'adozione di tutte le misure possibili per evitare il ritardo oppure l'impossibilità di adottarle.

In particolare in caso di ritardo prolungato (cioè di ritardo preso in considerazione dal Reg. (CE) 261/2004) il passeggero avrà diritto:

a) pasti e bevande in rapporto all'attesa e a due telefonate o messaggi fax o via e-mail

b) alla sistemazione alberghiera e al trasporto verso il luogo di sistemazione (albergo o altro) se il ritardo è di almeno un giorno;

c) al rimborso del prezzo del biglietto entro sette giorni e, se del caso, ad un volo di ritorno verso il punto iniziale non appena possibile, se il ritardo è di almeno 5 ore (Il Danno da Vacanza Rovinata di Galli e Monti seconda edizione FAG Milano pag.126 e 127).

Il viaggiatore/consumatore dovrà provare l'esistenza del titolo (mediante produzione del biglietto aereo) e l'ammontare del danno.

                                                                                       Avv. Nicholas M. Vermaaten


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Convegno Sicurezza della Alimentazione
04/03/2010 19.28.30

La “Sensibilizzazione alla sicurezza dell’alimentazione” un tema di grande importanza al quale poca attenzione è rivolta dall’opinione pubblica, lasciando aperti diversi interrogativi che quotidianamente ognuno di noi, al momento di sedersi a tavola, continua a riproporsi.

L’Associazione interattiva di cittadini e consumatori “Primo Consumo”, ha affrontato il tema nel corso di una tavola rotonda, nello storico Palazzetto Mattei di Villa Celimontana, dibattendo, alla presenza di esperti e politici, sul migliore approccio verso un’educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; sulle prassi e i requisiti igienico-sanitari; sull’importanza della filiera; sulle procedure operative e il monitoraggio; sulle informazioni offerte dagli organismi istituzionali, sulla rintracciabilità delle imprese agricole.

Il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, ha illustrato il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di un’educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo. “Quello del Benessere è un concetto ampio che racchiude in sé una grande variabile di fattori, fisici, sociali, mentali ed economici che tutti assieme contribuiscono a formare quello che è lo stile di vita dei singoli individui”, ha evidenziato il presidente di “Primo Consumo”, annunciando una serie di ulteriori incontri specifici sulla sicurezza alimentare, sulla tracciabilità e sulla filiera corta.

Della proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale ha parlato, in qualità di primo firmatario, l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio: “La proposta nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità". Gli obiettivi prioritari della legge sono di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, ha spiegato l’on. Bucci, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino strumenti che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”.

Giuseppe Lai, biologo esperto di produzione e igiene degli alimenti di origine animale, si è soffermato sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria approfondendo le linee guida per un’alimentazione sana e corretta. “Nel corso degli ultimi 10-15 anni episodi quali la sindrome della mucca pazza, i cibi alla diossina, gli oli di oliva adulterati, hanno generato nei consumatori una certa preoccupazione circa la possibilità che gli alimenti possano provocare tossinfezioni o indurre patologie importanti. Considerato che la stessa Costituzione all’art.32 sancisce il diritto alla salute per ogni cittadino, si pone un primo quesito: il Legislatore ha recepito l’esigenza dei consumatori di reperire sugli scaffali di un supermercato prodotti salubri? 

La legislazione alimentare, con l’approvazione del Decreto Legislativo n° 155, recepimento della Direttiva 93/43 CEE, introduce in Italia il principio dell’autocontrollo che segna una svolta importante nella richiesta da parte dei consumatori di garanzie relative agli alimenti.

In base a questo principio, il responsabile dell’azienda alimentare ha l’obbligo di effettuare una serie di controlli sull’intero ciclo produttivo al fine di garantire la salubrità dei propri prodotti.

La rintracciabilità è la possibilità di ricostruire il percorso che un alimento compie “dal campo alla tavola” cioè dalla produzione primaria, es. il raccolto, attraverso tutte le fasi successive del ciclo di lavorazione fino alla vendita al consumatore finale.

Perché un prodotto sia rintracciabile, ogni passaggio della catena produttiva deve lasciare tracce, cioè documenti che dimostrino, ad es., che la materia prima è prodotta nel luogo di origine A, da questo è passata nello stabilimento B per la trasformazione in prodotto, che viene poi inviato allo stabilimento C per essere confezionato; e così via fino agli scaffali della grande distribuzione. La sintesi visibile di tutte le “tracce”, ha spiegato il dott. Lai, dalla materia prima al consumatore finale, attraverso tutte le fasi intermedie di lavorazione, trasformazione, confezionamento, è l’etichetta. Ancora oggi c’è molta strada da fare prima di offrire al consumatore un’etichettatura completa e trasparente di tutti i prodotti alimentari”. 

Del patrimonio zootecnico ha parlato il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto “Italialleva”. “L’Associazione Italiana Allevatori ha realizzato il progetto ITALIALLEVA con il quale il mondo degli allevatori assume in proprio l’onere della garanzie delle produzioni zootecniche e dei prodotti da esse derivati, attraverso un processo semplice, economico ed assolutamente affidabile, utilizzando l’integrazione di diverse attività svolte dal sistema allevatoriale, l’ottimizzazione dei dati rilevati mensilmente dal personale delle APA, associazione provinciali degli allevatori, l’utilizzo di manuali di autocontrollo e rintracciabilità validati dal Ministero della Salute”.


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