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Area tematica: Banca 

Qui di seguito potete trovare alcune domande ricorrenti relative al tema "Banca".
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DOMANDE RICORRENTI (F.A.Q.)

1) Un assegno bancario presentato all'incasso ad una agenzia diversa (ma della stessa banca o gruppo bancario) non viene riscosso. Non si potrebbero snellire queste procedure depositando la firma del titolare del conto e così anche le altre agenzie accedendo via internet possono verificarne la firma?

2) Al versamento di un assegno di altre banche questa lo accredita con valuta anche di 7/8 gg. lavorativi. Si può considerare ciò legale e costituzionale?

3) Cosa sono l'FMI e la Banca Mondiale?

4) Qual'è l'effetto del FMI?

5) Cos'è un mutuo

6) Quale è l’importo massimo che può essere richiesto?

7) Quanto può durare un mutuo?

8) Cosa succede in caso di ritardato pagamento di una rata? Cosa sono gli interessi di mora?

9) Esistono agevolazioni fiscali per chi fa un mutuo?

10) E’ possibile ottenere un mutuo integrativo?

RISPOSTE

1) Un assegno bancario presentato all'incasso ad una agenzia diversa (ma della stessa banca o gruppo bancario) non viene riscosso. Non si potrebbero snellire queste procedure depositando la firma del titolare del conto e così anche le altre agenzie accedendo via internet possono verificarne la firma?
In attesa di risposta
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2) Al versamento di un assegno di altre banche questa lo accredita con valuta anche di 7/8 gg. lavorativi. Si può considerare ciò legale e costituzionale?
In attesa di risposta.
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3) Cosa sono l'FMI e la Banca Mondiale?
Nel periodo successivo alla II Guerra Mondiale, a parte le Nazioni Unite, l'importante organizzazione economica internazionale creata nella conferenza tenuta a Bretton Wood fu il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (IBRD), conosciuta ora come la Banca Mondiale. La IBRD - Banca Mondiale fu istituita per aiutare a finanziare la ricostruzione dell'Europa devastata dalla guerra e per aiutare lo sviluppo dei paesi più poveri nel mondo. Il mandato dell'FMI era di regolare un sistema monetario internazionale basato su moneta convertibile per facilitare il commercio a livello globale lasciando per un pò la sovranità dei governi nel cambio della loro propria moneta, nel fisco e nella politica di investimenti internazionali. Significativamente, lo sforzo per fondare l'Organizzazione Internazionale per il Commercio (ITO) fallì, lasciando il minimale "Accordo Generale su Tariffe e Commercio" (GATT) come suo resto sopravvissuto. Ma tutto questo avveniva oltre 50 anni fa. L'FMI è ora diventato il "punto forza" per imporre la "liberalizzazione", o la deregolamentazione del sistema economico internazionale. L'FMI ha prescritto le stesse cure, per le disastrate economie del terzo mondo, ormai da due decenni: austerità monetaria: controlla gli stanziamenti di denaro per risollevare i tassi di interesse interni a qualsiasi altezza siano necessari per stabilizzare il valore della moneta locale; austerità fiscale: incrementa la riscossione delle tasse e riduce fortemente la spesa pubblica; privatizzazione: svende le imprese pubbliche a settori privati; liberalizzazione finanziaria: rimuove le restrizioni sui flussi e deflussi dei capitali internazionali così come le restrizioni su ciò che è permesso comprare, appropriarsi ed operare, alle banche e agli affaristi stranieri. Solo quando i governi effettuano questi "accordi di adattamento strutturale" l'FMI accorda di prestare abbastanza per prevenire l'inadempienza dei debiti internazionali che sarebbero altrimenti insolvibili. Organizza una ristrutturazione del debito di un paese mediante creditori privati internazionali che includono la promessa di nuovi prestiti.
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4) Qual'è l'effetto del FMI?
Le prevedibili conseguenze sono state sempre disastrose. La rigida politica monetaria e gli interessi ricontabilizzati portano non solo al blocco degli investimenti produttivi, alla fuga precipitosa di risparmi verso investimenti finanziari brevi invece di investimenti produttivi a lungo termine, ma evita anche che molti imprese ottengano il tipo di prestiti mensili di cui hanno bisogno per continuare persino le operazioni più ordinarie. Questo incrementa la disoccupazione e fa crollare la produzione e quindi il reddito. L'austerità fiscale - mediante innalzamento delle tasse e la riduzione della spesa pubblica - allontana ulteriormente la domanda complessiva, porta ad una riduzione delle esportazioni e ad un aumento della disoccupazione. Per di più, se ogni spesa pubblica eliminata stava effettivamente migliorando la vita delle persone, allora la restrizione di questi programmi elimina i relativi benefici. La privatizzazione del servizio pubblico, dei trasporti, e delle banche è sempre accompagnato da licenziamenti. Se la produttività e l'efficienza è migliorata, generalmente dipende da quanto andavano male prima le imprese pubbliche, e se le operazioni private provino che ci sia un miglioramento. Una delle più eclatanti inefficenze degli "aggiustamenti strutturali", usando gli stessi termini, è stato che nella fretta di ridurre i settori di spesa pubblica, l'FMI ha raramente preso il tempo per provare a distinguere tra le imprese pubbliche che vanno bene e quelle che vanno male. Nella sua crociata per la privatizzazione, l'FMI riunisce le efficienti imprese pubbliche con gli "elefanti bianchi" che forniscono scarsi servizi al pubblico mentre pagano alti salari a parenti e raccomandati dai politici dei partiti politici al potere. L'FMI non considera mai la possibilità che la privatizzazione potrebbe peggiorare le cose. La rimozione precipitosa di restrizioni sui flussi di capitali internazionali, rende più facile per i cittadini ricchi e per gli investitori internazionali portare la loro ricchezza fuori dal paese, cioè, la rimozione del "controllo sui capitali" facilita la volatilità del capitale, e a lungo andare riduce gli investimenti produttivi, la produzione, il reddito e l'occupazione. La rimozione dei controlli sul capitale espone l'economia locale alle vicissitudini della mobilità globale del capitale, incluso il pericolo di "contagio".
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5) Cos'è un mutuo
Il mutuo è il principale contratto di prestito, e consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto (mutuante) ad un altro soggetto (mutuatario), con assunzione da parte del mutuatario dell'obbligo di restituire al mutuante altrettanto denaro. Il trasferimento è a titolo oneroso. Salvo patto contrario, infatti, chi ha ricevuto in prestito una somma di denaro deve corrispondere gli interessi.
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6) Quale è l’importo massimo che può essere richiesto?
L'importo massimo finanziabile è l'80 % del valore di mercato del bene immobile oggetto dell'ipoteca. Il limite dell'80 % del valore dei beni ipotecati o del costo delle opere da eseguire può essere elevato fino al 100%, qualora vengano date ulteriori garanzie.
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7) Quanto può durare un mutuo?
La legge esige che la durata di un mutuo sia media o lunga. La durata minima è 5 anni, mentre quelle più comunemente applicate sono 10, 15 e 20 anni. Alcune banche erogano però mutui anche per 25 e 30 anni.
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8) Cosa succede in caso di ritardato pagamento di una rata? Cosa sono gli interessi di mora?
Si ha "ritardato pagamento" quando una rata viene pagata tra il 30° ed il 180° giorno dalla scadenza della rata. In caso di mancato o ritardato pagamento di una rata il debitore può essere dichiarato moroso e tenuto quindi a pagare gli interessi di mora (o moratori) per risarcire il creditore del danno derivante dal ritardato pagamento della rata.. I tassi di mora vengono determinati in misura superiore al tasso pattuito per il finanziamento. La misura aggiuntiva oscilla tra 2 e 4 punti percentuali. La Banca può invocare, come causa di risoluzione del contratto di mutuo, il ritardato pagamento della rata quando si sia verificato per almeno sette volte, anche non consecutive. Di conseguenza, la risoluzione può essere invocata solo quando sia decorso il termine di 180 giorni dalla scadenza di ogni singola rata senza che il debitore abbia pagato.
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9) Esistono agevolazioni fiscali per chi fa un mutuo?
La stipula di un mutuo per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione edilizia di un immobile può generare un risparmio fiscale, in quanto gli interessi passivi pagati vengono portati in riduzione dell'Irpef dovuta dal contribuente. La riduzione è comunque riferita solo alla "prima casa", quella cioè destinata ad abitazione principale. L'ammontare del risparmio fiscale cambia a seconda che si tratti di un mutuo per l'acquisto della casa o di un mutuo per la sua costruzione o ristrutturazione.
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10) E’ possibile ottenere un mutuo integrativo?
E' stata ammessa la possibilità per le Banche di concedere finanziamenti integrativi, nell'ipotesi in cui si è in presenza di un mutuo già esistente e di precedenti iscrizioni ipotecarie. In questo caso l'importo concedibile (limite di finanziabilità) è determinato dalla differenza tra il valore dell’immobile e dell’ipoteca già iscritta; tale differenza costituirà infatti il valore massimo di ipoteca (di secondo grado, quindi di minor garanzia per la banca) ancora iscrivibile sull’immobile e determinerà di conseguenza anche l’importo massimo del mutuo (sulla base della percentuale di ipoteca richiesta dalla singola banca). Si tenga presente che, proprio per la minore garanzia rappresentata dall’ipoteca di secondo grado, molte banche preferiscono tenere un margine di garanzia tra il valore dell’immobile e il valore complessivo delle ipoteche iscritte, quindi in tali casi il mutuo integrativo potrebbe essere concesso per importi ancora più limitati o non concesso affatto. Più facile l’ottenimento di un mutuo integrativo se la banca erogante è la stessa del primo mutuo: è infatti probabile che la banca tenga conto anche della parte di mutuo già rimborsata. Infine occorre ricordare che un mutuo integrativo non gode dei vantaggi delle detrazioni fiscali per gli interessi passivi, detrazione che spetta solo per il primo mutuo acceso su una prima casa.
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