ROTTAMAZIONE TER. AL VIA DAL 13 NOVEMBRE!

ROTTAMAZIONE TER. AL VIA DAL 13 NOVEMBRE!

Il Decreto Legge 23 ottobre 2018, n. 119 è entrato in vigore. La rottamazione ter al via dal 13 novembre per la presentazione delle istanze.

Se avete debiti pendenti avrete la possibilità di una definizione agevolata con l’Agenzia della riscossione.
Il periodo interessato dalla rottamazione ter riguarda i ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Avete la possibilità di chiudere la vostra posizione non pagando le sanzioni e gli interessi di mora ect.

Potrete pagare in unica soluzione o a rate a decorrere dal 2019.

Attenzione ai termini di presentazione della domanda. Avrete tempo sino al 30 aprile 2019 per la rottamazione ter.

La presentazione della domanda presenta molti vantaggi tra i quali la sospensione delle procedure esecutive, di prescrizione e decadenza e degli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni.

Per avere maggiori informazioni basta compilare il modulo “richiedi assistenza” sul sito www.primoconsumo.it o chiamare lo sportello del consumatore al numero 0639738239 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

ASSEGNO DIVORZIO CONTA IL CONTRIBUTO ALLA FAMIGLIA PRIMOCONSUMO

ASSEGNO AL CONIUGE E CASA CONIUGALE. L’EX-CONIUGE PUO’ DEDURSI LE SOMME.

Il diritto alla deduzione dell’assegno periodico corrisposto al coniuge è espressamente previsto dalla legge.

Il contributo all’affitto dellimmobile può dedursi se riconducibile al mantenimento del coniuge.

L’importante ai fini della deducibilità è che la somma sia riferibile al mantenimento del coniuge e non anche destinata al mantenimento dei figli.

Nel provvedimento di separazione è bene indicare in maniera dettagliata la parte dell’importo mensile destinata al coniuge e la parte destinata ai figli.

Si riporta testualmente di seguito quanto indicato nella Circolare n. 17/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate sul tema. Avv. Ersilia Urbano

“L’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR considera deducibili dal reddito complessivo “gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi
effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità
giudiziaria;”. Detti assegni costituiscono per il coniuge che ne beneficia redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. i), del TUIR e si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli, secondo quanto stabilito dall’art. 52, comma 1, lett. c), del TUIR. In merito alle somme che sono disposte dal giudice a favore del coniuge separato o divorziato, l’Agenzia ha più volte chiarito che la deducibilità prevista dal citato art. 10 del TUIR è limitata a quelle espressamente previste a titolo di assegno periodico di mantenimento del coniuge, con esclusione delle altre somme corrisposte una tantum o in luogo di detto assegno. Con la recente sentenza n. 13029 del 2013, la Cassazione civile ha ammesso la deducibilità delle “spese afferenti all’immobile di abitazione della moglie e del figlio” che il contribuente era tenuto a fronteggiare in base a provvedimento
dell’autorità giudiziaria emesso in sede di separazione legale. In tale sentenza è stabilito che “le spese per assicurare al coniuge la disponibilità di un alloggio costituiscono un contributo per il di lui mantenimento, ai sensi dell’art. 156 c.c..  In quanto la disponibilità di un’abitazione costituisce elemento essenziale per la vita di un soggetto.”. La Cassazione, nel ritenere sussistenti i presupposti per la deducibilità dal reddito complessivo delle spese per assicurare al coniuge la disponibilità di un alloggio a
titolo di assegno di mantenimento, in base all’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR, ha altresì evidenziato che nel caso esaminato tale contributo per la casa è “periodico, e corrisposto al coniuge stesso; inoltre è determinato dal giudice, sia pur ‘per relationem’ a quanto risulta da elementi certi e conoscibili.”.
Ciò premesso, si ritiene che gli importi stabiliti a titolo di spese per il canone di locazione e spese condominiali, qualora siano disposti dal giudice, quantificabili e corrisposti periodicamente all’ex-coniuge, abbiano i requisiti previsti dalla citata sentenza della Cassazione n. 13029 del 2013 per essere considerati alla stregua dell’assegno di mantenimento e, quindi, siano deducibili dal reddito complessivo del coniuge erogante ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR. Nel caso in cui dette somme riguardino l’immobile a disposizione della moglie e dei figli, la deducibilità è limitata alla metà delle spese sostenute (cfr.art. 3 del DPR n. 42 del 1988). Per quel che attiene la quantificazione del “contributo casa”, si ritiene che l’importo del contributo, se non stabilito direttamente dal provvedimento dell’autorità giudiziaria, possa essere determinato ‘per relationem’, qualora il provvedimento preveda, ad esempio, l’obbligo di pagamento dell’importo relativo al canone di affitto o delle spese ordinarie condominiali relative all’immobile a disposizione dell’ex coniuge. In tal caso, la documentazioneattestante il  sostenimento dell’onere potrà essere costituita, oltre che dal provvedimento dell’autorità giudiziaria, anche dal contratto d’affitto o dalla documentazione da cui risulti l’importo delle spese condominiali, nonché dalla documentazione comprovante l’avvenuto versamento.
Si evidenzia, inoltre, che la deduzione di tali somme ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR da parte del coniuge erogante, comporta necessariamente la tassazione del corrispondente importo in capo all’altro coniuge separato, ai sensi del citato art. 50, comma 1, lett. i), del TUIR.”  Avv. Ersilia Urbano

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LE NOVITA’ LEGISLATIVE SULLA DISCIPLINA DELLA PRIVACY

Il 19 settembre è entrato il vigore il d. lgs n.101 del 2018 che ha modificato il Codice della Privacy sulla base delle linee guida dettate dal Regolamento europeo 679/2016.

Tra le novità più significative viene in rilievo il profilo sanzionatorio. Molte delle ipotesi delittuose previste dal Codice della Privacy sono rimaste inalterate, altre figure di reato sono state introdotte ex novo e per altre fattispecie si è proceduto alla depenalizzazione.

Per quanto concerne l’introduzione di nuovi reati, si pensi,  all’introduzione degli artt. 167-bis e 167-ter che hanno introdotto rispettivamente i reati di comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su scala larga e l’acquisizione fraudolenta di dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

In riferimento alle ipotesi di depenalizzazione, invece, è stato abrogato l’ art. 169 relativo alle misure di sicurezza.

Accanto al profilo sanzionatorio, molte altre sono state le novità introdotte dal d. lgs 101/2018: dall’introduzione di nuovi diritti per gli interessati, alla predisposizione della valutazione d’impatto prima dell’inizio di un trattamento di dati che potrebbe comportare rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone interessate, all’obbligo di informazione da parte del titolare nei confronti dell’interessato circa l’eventuale perdita di dati.

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PIANI DI ZONA AFFRANCAZIONE PREZZO MASSIMO DI CESSIONE

PIANI DI ZONA. AFFRANCAZIONE. PREZZO MASSIMO DI CESSIONE.

Con la delibera 127/2018 del Comune di Roma recante “Coordinamento, sistematizzazione e modifica dei provvedimenti emanati da Roma Capitale in materia di trasformazione e affrancazione degli immobili ricadenti nei Piani di Zona del I PEEP e del Il PEEP in esecuzione alla Deliberazione A.C. n. 37/2018” si torna su piani di zona, affrancazione e prezzo massimo di cessione.

Si ricorda ai cittadini coinvolti che il prezzo massimo di cessione degli immobili costruiti in regime di edilizia agevolata è opponibile anche ai subacquirenti del bene immobile.

Si tratta infatti di una obbligazione che segue il bene prescindendo dalla titolarità dello stesso.

I beni immobili costruiti in regime di edilizia agevolata possono essere venduti ma al prezzo massimo di cessione.

Se avete acquistato ad un prezzo non corrispondente al prezzo massimo di cessione degli immobili costruiti in regime di edilizia agevolata, avete diritto alla restituzione della somma versata in eccedenza ed agli ulteriori danni subiti. 

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AIRBNB: PRESTO I DATI DI TUTTI I PROPRIETARI ED IMMOBILI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE?

Oggi 17 ottobre 2018, presso il Tar del Lazio si terrà l’udienza della causa Airbnb per l’annullamento del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2017 sulla tassazione dei redditi da locazioni brevi. Se, come è probabile, il giudice amministrativo respingerà il ricorso, Airbnb, Booking e gli altri portali turistici dovranno trattenere la cedolare secca al 21% dai pagamenti ai proprietari e gestori e versarla all’Erario. Oltre a ciò, Airbnb e gli altri siti saranno tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali degli host, a partire dalle prenotazioni di giugno 2017.

Il problema principale per i proprietari degli appartamenti presenti online (400mila solo su Airbnb, per un totale di circa un milione di case in Italia) riguarda i redditi 2017. Secondo le norme fiscali, i redditi da locazione breve sono comunque soggetti a tassazione, anche in assenza della ritenuta da parte del sito o dell’intermediario. Ma, secondo i dati fiscali, moltissimi proprietari di Bed&Breakfast, Case Vacanze e Alloggi per uso turistico (LT) non hanno dichiarato i loro redditi “Airbnb”, né versato imposte.

E’ possibile ancora regolarizzare i redditi 2017, evitando pesanti sanzioni fiscali e, oltre i limiti previsti, anche possibili pignoramenti. Con la trasmissione e lo scambio di dati fra istituzioni, a seguito di accertamento fiscale, i proprietari possono subire verifiche sulle autorizzazioni e comunicazioni, rischiando le maxisanzioni amministrative e le sanzioni penali per i mancati obblighi TULPS.

Se la dichiarazione è stata omessa, è possibile presentare il modello PF2018 (ex Unico) fino alla scadenza del 31 ottobre e in forma tardiva fino al 29 gennaio 2019.

Se invece si è già presentata la dichiarazione dei redditi, omettendo i redditi da locazioni brevi prodotti nel 2017, è ancora possibile presentare una dichiarazione dei redditi integrativa.

Le imposte non versate possono essere regolarizzate con il ravvedimento operoso, i cui costi sono crescenti secondo il ritardo nel pagamento.

Primoconsumo, nella difesa della legalità, supporta la regolarizzazione delle strutture attraverso i suoi professionisti: i proprietari e gestori di strutture che intendono sanare le irregolarità possono contattarci ai nostri recapiti per un appuntamento.

RINCARI IN BOLLETTE LUCE E GAS. FATE ATTENZIONE!

Dal 1°Ottobre al 31 Dicembre 2018 i costi delle forniture di luce e gas subiranno un rincaro del 7,6% e del 6,1%.

A spiegare le motivazioni di tali aumenti, interviene l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che in un memoria del 3 ottobre 2018 rintraccia le diverse cause in molteplici fattori.

L’Autorità, al fine di diminuire o quantomeno mitigare l’impatto sui costi che ogni famiglia avrebbe dovuto sopportare, ha deciso “di mantenere invariati gli oneri generali, al livello applicativo a partire dallo scorso 1 Luglio, rimandando l’avvio del percorso di adeguamento al rialzo degli oneri prospettato”.

L’ARERA sottolinea, infine, che il percorso di recupero del mancato gettito verrà avviato a partire dal prossimo trimestre stimando un tempo di recupero spalmato su quattro trimestri, ma che potrebbe comunque “essere modulato sulla base dell’andamento del prezzo dell’energia, con la possibilità di utilizzare eventuali congiunture positive nel corso del 2019 per accorciarne la durata”.

Invitiamo i consumatori a verificare sempre gli importi in bolletta che potrebbero essere illegittimi e non dovuti in considerazione anche dei consumi reali, come purtroppo accade.

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RITARDI AEREI RISARCIMENTO PRIMOCONSUMO

RITARDI AEREI E IL GIUSTO RISARCIMENTO

Ritardi Aerei Risarcimento.

A causa del raddoppio dei ritardi aerei, si sono moltiplicati i passeggeri che subiscono dei danni e che, pertanto, avrebbero diritto ad un congruo risarcimento.

Primoconsumo, con l’intermediazione dei propri professionisti,  è riuscita ad ottenere il risarcimento per tutti i consumatori che hanno chiesto una consulenza.

Primoconsumo si mette al servizio dei cittadini per offrire ogni tipo di chiarimento e/o supporto. Ciò, al fine di permettere ai passeggeri danneggiati dai ritardi aerei di ottenere il risarcimento o  la compensazione prevista dalla normativa europea.

Come da Regolamento Europeo n. 261/2004, le compensazioni che possono essere erogate a seguito di ritardo del volo, pari o superiore alle 3 ore, variano dai 250 ai 600 Euro.

Far valere i propri diritti è doveroso. Dalle ultime sentenze delle Corti nazionali e non, si ricava un orientamento di favor per i consumatori. Il passeggero che ha subito un disagio a seguito del ritardo o della cancellazione del volo, infatti, “deve solo provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento (o inesatto adempimento) della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dall’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa costituito dall’avvenuto adempimento”.

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divorzio-assegno-cassazione

Autobus senza manutenzione Primoconsumo pronto a denunciare ATAC

Primoconsumo in difetto di rassicurazioni di ATAC si appresta a denunciarla

Dalle informazioni di stampa è emerso che ATAC da oggi manda in giro gli autobus senza manutenzione in quanto è saltata la proroga contrattuale con il precedente manutentore che ha così licenziato 140 lavoratori.

Primoconsumo, per mezzo del suo presidente avv. Marco Polizzi, si appresta a denunciare, per attentato alla sicurezza del trasporto pubblico, l’azienda municipale dei trasporti e a chiedere alla Magistratura, che si auspica ritenga pericolosa la circolazione dei mezzi pubblici privi di controlli anche essenziali, la sospensione cautelativa del servizio sino a quando non verrà garantita l’incolumità del trasporto attraverso la regolare manutenzione.

Il bando di gara per l’assegnazione della manutenzione risulta ancora aperto ed evidentemente non è destinato a risolversi in tempi rapidi, in spregio ai diritti minimi dei cittadini e dei consumatori che quotidianamente affidano le proprie vite ai mezzi pubblici.

Per queste ragioni, senza immediate rassicurazioni concrete e pubbliche da parte dell’ATAC, Primoconsumo provvederà alla denuncia alla Magistratura.

atac

PRIMOCONSUMO PRONTO A DENUNCIARE ATAC

La notizia del mancato rinnovo del contratto di manutenzione degli autobus ATAC con la ditta appaltatrice,trapelata oggi su tutte le testate giornalistiche , ha messo in allarme manutenzionel’Associazione che ha subito pensato alle possibili e gravi ripercussioni sugli utenti romani.

Per questo motivo ha subito inviato richiesta di chiarimenti ad ATAC anticipando la presentazione di una querela alla Magistratura in assenza di risposte certe ed immediate.

 

tari

Tari: ecco come chiedere il rimborso!

Negli ultimi anni diversi Comuni avrebbero sbagliato il calcolo della Tari: un errore nel computo della quota variabile del tributo che ha fatto lievitare a dismisura il prelievo, a spese di migliaia di famiglie.

Se si hanno, ad esempio, box e cantina, la quota variabile della tassa rifiuti andrebbe applicata una sola volta e non due.

Come si controlla?
Per capire se i calcoli sono sbagliati, è necessario constatare sull’avviso di pagamento il dettaglio delle somme e dei dati indicati relativi alle unità immobiliari per cui è richiesto il pagamento, in particolare la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare.
L’importo da versare si ottiene sommando tutte le quote fisse (rispettivamente di casa, garage e cantina) e aggiungendo una volta, e solo una, l’importo della quota variabile.
Se è presente la quota variabile per le pertinenze e non solo per l’abitazione si ha diritto al rimborso.

Come chiedere il rimborso?
Se hai pagato tariffe maggiorate non dovute puoi fare richiesta di rimborso al Comune con formale istanza o ricorrere in Commissione Tributaria.
Potresti avere diritto al rimborso anche della metà della tariffa versata oltre gli interessi legali.
Primoconsumo è a disposizione per ogni chiarimento, supporto e/o azione a tutela.
Informazioni disponibili sul sito www.primoconsumo.it  compilando il modulo richiedi assistenza” o chiamando lo sportello del consumatore al numero 0639738239, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.