Le pubblicazioni

Carta della Famiglia: operativo il sito per richiederla

Una nuova opportunità di risparmio per le famiglie

é infatti operativo il sito dove potersi registrare per richiedere la carta che consente alle famiglie con tre figli conviventi  minori di 26 anni di accedere a sconti o riduzioni sull’acquisto di beni e servizi, concessi da aziende pubbliche e private e dai negozi aderenti.

Amuchina e Mascherine :PRIMO CONSUMO CONTRO LE SPECULAZIONI

Una nostra associata ci segnala la presenza di un annuncio su facebook concernente la vendita del tanto ricercato, in questo periodo storico, GEL MANI AMUCHINA nella confezione di 80 ml al prezzo di 15 Euro.

L’Associazione conferma la propria attenzione nei confronti di questi fenomeni speculativi che saranno oggetto di segnalazioni alla Procura della Repubblica e alla Polizia Postale affinché i responsabili vengano perseguiti.

Fin dall’insorgere di questa emergenza sanitaria numerosi sono stati i casi di aumenti esponenziali dei prezzi , totalmente ingiustificati, dei gel disinfettanti a base alcolica sia nei supermercati reali che nelle piattaforme on line. Fin dal primo momento Primoconsumo ha biasimato il fenomeno frutto, secondo noi, dello sfruttamento della paura e dei timori dei cittadini che degenerano in vere e proprie psicosi che sfuggono al controllo.

Ma, mentre gli annunci on line sembrano essere rimossi, persistono ancora inserzionisti privati che persistono in comportamenti che, a nostro parere, rasentano i limiti di condotte penalmente perseguibili.

Continuate a segnalarci episodi di questo tipo che noi prontamente trasmetteremo alle Autorità competenti.

#io resto a casa. Coronavirus: la responsabilità di contenere la situazione. Sportello chiuso fino al 5 aprile.

Siamo tutti in prima linea  per contenere il contagio. Per questo Primoconsumo sospende tutte le attività di sportello fino al 5 aprile. Lo sportello on line ” richiedi assistenza” rimarrà comunque operativo.

La tua consapevolezza  ci farà vincere . Tutte le novità dall’Istituto Superiore di Sanità

Andrà tutto bene decalogo

Limite nei pagamenti in contante

Si abbassa la soglia del contante: attenzione agli acquisti ma anche a prestiti e regali tra parenti.

Limite nei pagamenti in contante

Con il nuovo anno il limite di spesa in contanti, attualmente di 3mila euro, si abbassa.

Secondo le previsioni del collegato fiscale alla manovra 2020 (articolo 18 del Dl n. 124/2019, convertito con legge n. 157/2019) le nuove soglie, oltre le quali si applica il divieto al trasferimento del contante fra soggetti diversi, sono:

  • 3 mila euro fino al 30 giugno 2020
  • 2 mila euro dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021
  • mille euro dal 1° gennaio 2022.

Le violazioni riscontrate saranno sanzionate con un minimo di 2 mila euro e a partire dal 2022, con mille euro.

La misura è finalizzata al contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti e del finanziamento del terrorismo, disciplinato nel nostro ordinamento interno dal Dlgs n. 231/2007, in attuazione della direttiva 2005/60/Ce.

Il limite all’uso del contante, inoltre, rappresenta anche un possibile strumento di contrasto all’evasione.

E’ bene ricordare che il limite di utilizzo è per l’importo cumulativo e non delle singole transazioni ovvero se devo acquistare un prodotto per un valore di 4 mila euro non  posso fare due pagamenti in contanti ma solo due  pagamenti con metodo tracciabile ovvero bonifico, carta di credito o bancomat.

Per finire ricordate che i limiti di utilizzo dei contanti valgono anche per prestiti e regali tra parenti.

ONERI DETRAIBILI DAL 2020

Dal 1 gennaio 2020 è di fatto vietato l’utilizzo del contante se si vuole beneficiare delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi, pena la perdita della detrazione stessa

OBBLIGO DI PAGAMENTI TRACCIABILI PER DETRARRE LE SPESE  CON LA DENUNCIA DEI REDDITI

Con le misure collegate alla Legge di Bilancio nel 2020 si interviene sulle detrazioni fiscali.

Dal 2020  infatti occorrerà conservare il giustificativo del pagamento accanto a quello di spesa se si vuole beneficiare nella dichiarazione dei redditi della detrazione del 19% per gli oneri sostenuti. Il contante potrà essere usato solo per l’acquisto dei medicinali e i dispositivi medici, nonché le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Tantissime spese sanitarie, quali visite mediche “ordinarie” e specialistiche presso medici o professionisti privati, ricoveri e/o interventi chirurgici, esami clinici, cure, ecografie, ecc. in strutture private non accreditate al SSN, ed in generale tutte le detrazioni fiscali al 19%, sono detraibili al 19% solo con pagamenti tracciati.

I contribuenti  saranno obbligati, per fruire della detrazione del 19%, a conservare le fatture o documenti fiscali attestanti la spesa, ad effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili, ed a conservare la copia del pagamento.   Abituiamoci fin da subito ad usare la carta di credito e pretendiamo il pagamento tracciabile, così non potremo sbagliarci

Per approfondire

“IL GIOCO E’ UNA COSA SERIA” Polizzi (Primoconsumo): “Contro il disturbo da gioco d’azzardo serve attivare una rete di sensibilizzazione”

 “Il progetto “Comorbilità: una prospettiva olistica per affrontare il disagio” affronta le problematiche legate al gioco d’azzardo Patologico (GAP). Sappiamo già quale emergenza rappresenti il gioco d’azzardo patologico e come la crisi economica abbia ulteriormente aggravato il fenomeno che si è mostrato aciclico rispetto all’andamento economico”.

Con queste parole l’Avv. Marco Polizzi ha partecipato a Fiumicino alla presentazione del progetto “Prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie da disturbo da gioco d’azzardo”, realizzato dalla Asl Roma 3, dipartimento salute mentale, col sostegno del Comune di Fiumicino e della Regione Lazio.

“Non sono un sociologo e neanche uno psicologo, – afferma Polizzi – sono un avvocato e da questo punto di osservazione vorrei tentare di descrivere le implicazioni e i danni che il gioco d’azzardo, come una rete da pesca a strascico, raccoglie tra le sue maglie. Rete che il giocatore problematico o, peggio patologico, costantemente si illude di poter dominare ma entro cui resta sempre più impigliato insieme alla sua famiglia, alle sue relazioni sociali e lavorative.

Una rete che trascina verso un mondo legato alla microcriminalità (come piccoli furti, prostituzione) e con il passare del tempo verso le trappole della criminalità organizzata (come l’usura e lo spaccio). Questi aspetti pesano sulla collettività sia in termini economici che in termini di sicurezza. Il gioco d’azzardo, infatti, è nutrimento per la criminalità dando vita ad un circuito vizioso che si autoalimenta tendente ad una crescita costante. Crescita che in assenza dei presidi di legalità porta al controllo del territorio da parte di organizzazioni criminali anche di stampo mafioso (vedi ad esempio il caso della famiglia Spada ad Ostia ma anche di Ladispoli dove ad inizio 2018 un altro contesto criminoso è stato recentemente sgominato dal Centro operativo DIA di Roma in collaborazione con l’arma dei Carabinieri, in questo caso risultano presenti infiltrazioni camorristiche).

Uno spaccato della situazione del Lazio ci viene dal Rapporto Eurispes “gioco pubblico e dipendenze nel Lazio” del 23.10.2019.

Tornando ai numeri, nel 2018 nel Lazio sono 691 le persone trattate per il Disturbo da Gioco d’Azzardo. La relazione 2018 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio precisa che 680 soggetti (ovvero il 98%) sono assistiti dai servizi pubblici (SerD), residuale il numero (11 soggetti) assistiti dalle strutture del privato sociale. Il numero assoluto dei presi in carico, pur nella notevole progressività che caratterizza l’ultimo quinquennio, segnala che la risposta socio-sanitaria al DGA delle strutture della Regione è assai scarsa in assoluto e, ancora di più, in relazione al dato nazionale. Se si considera che l’ISS per il 2018 ha indicato complessivamente 13.000 presi in carico, riparametrando questo dato nazionale (60,5 milioni di residenti) alla popolazione laziale, che al 31 dicembre assommava a circa 5.897.000 individui, ovvero a poco meno del 10% della popolazione nazionale, la quota attesa dei presi incarico assommerebbe a poco meno di 1.300 soggetti. I 691 soggetti presi in carico nel Lazio, rappresentano invece solo il 5,3% del dato nazionale, il che attesta un’evidente insufficienza dell’offerta socio-sanitaria regionale ovvero, come sopra stigmatizzato, un’incapacità di intercettare la domanda di assistenza della popolazione.

Sempre dai dati Eurispes emerge che il gioco legale, cioè quello concessorio, è più resistente alle infiltrazioni criminali, le quali cercano di agganciarsi alla parte ultima della filiera (gestori o esercenti che vengono “convinti” a pratiche illegali).

Nel nostro progetto ci siamo posti il problema di come il supporto di legalità dato ai singoli giocatori o alle loro famiglie potesse andare oltre il semplice concetto di rispondere al diritto costituzionale di difesa per chi commette atti criminosi, quanto piuttosto giungere a sperimentare prassi di accompagnamento in percorsi di rientro nei binari appunto della legalità.

Percorsi che non sono sostenibili se non coordinati con altre azioni che prevedano la presa in carico dell’utente a 360°. E che, conditio sine qua non, per esistere hanno bisogno di operare in stretto coordinamento con le istituzioni pubbliche e del privato sociale. Eurispes segnala come “Il comportamento prevalente di gioco, da parte di una quota di poco inferiore al 60% dei presi in carico, è relativo al gioco attraverso apparecchi (AWP, VLT). Da segnalare un aumento nella platea dei nuovi presi in carico in relazione all’area delle scommesse e del gioco attraverso Internet (ndr che si può supporre siano i più giovani). Più del 30% dei soggetti presi in carico afferma di giocare tutti i giorni. Considerando che dichiarare il ricorso ai circuiti illegali rappresenta una sorta di auto-denuncia, è comunque significativo che il 15% dei soggetti presi in carico ammetta di utilizzare circuiti di gioco illegale.

Il trattamento più utilizzato consiste, nel 73% dei casi, nella valutazione psico-diagnostica, e i colloqui clinici e le psicoterapie rappresentano le prestazioni numericamente più consistenti. Interessante, infine, riportare il bilancio che la Relazione propone in merito all’efficacia degli interventi terapeutici: «Il dato sullo stato del percorso al 31/12/18 indica che la percentuale di abbandoni (drop out) (ovvero dei fallimenti terapeutici, ndr.) è pari al 23% degli utenti totali, mentre tale proporzione è del 14% per i pazienti dei SerD in trattamento per alcol e dell’8% di quelli per uso di droghe». La maggiore quota di fallimenti terapeutici rispetto alle altre tipologie di dipendenze, con ogni probabilità è da riferirsi sia alla specificità del paziente  affetto da DGA, che manifesta una più forte difficoltà a considerarsi “malato”, sia al minor livello di specializzazione nel contrasto alle dipendenze sine substantia che si incontra all’interno dei SerD.

Volendo trarre un bilancio complessivo dell’attività dei SerD del Lazio, non si può che prendere atto che sia quantitativamente sia qualitativamente, essa risulta insufficiente. Forse è per questo, in una anche non dichiarata consapevolezza dei limiti dell’offerta socio-sanitaria, che le autorità regionali nelle scorse settimane nell’ambito dell’illustrazione del nuovo Piano Sociale hanno privilegiato una comunicazione incentrata proprio intorno alla lotta al DGA.

In un recentissimo convegno dedicato al Piano di formazione del contrasto al gioco patologico, l’Assessore alla Politiche Sociali della Regione Alessandra Troncarelli ha dichiarato: «A gennaio 2019 è stato approvato il Piano Sociale nel quale si parla di omogeneizzazione territoriale e anche di gioco d’azzardo patologico (…). Il GAP è stato riconosciuto già nel 2017 nei LEA. È un fenomeno sentito da parte di tutti (…). Diciamo no al gioco d’azzardo ma tutti insieme dobbiamo far conoscere il problema della ludopatia che troppo spesso rimane relegato alle famiglie colpite da questa dipendenza (…). La Regione ha destinato alle ASL quasi 10 milioni di euro per il rafforzamento dei servizi, della presa in carico, alla cura e alla riabilitazione, passando per la consulenza legale, psicologica e finanziaria alle vittime dell’usura e ai loro familiari».

Nel Piano è incluso un progetto di formazione regionale sul DGA che interesserà gli addetti ai servizi pubblici e quelli delle strutture del privato sociale.”

Non è pertanto paradossale che abbiamo trovato una disponibilità ad azioni coordinate e un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni pubbliche (quali la ASLRoma3 e il Comune di Fiumicino nelle persone del Sindaco Montino e dell’Assessore Anselmi) anziché da parte delle organizzazioni del privato sociale. Il perché probabilmente si può dedurre dal rapporto Eurispes, ma quello che noi fortemente riteniamo è che senza una solida rete territoriale diventa difficile, se non impossibile intervenire in modo efficace su un fenomeno di tale portata. La dimensione del fenomeno legata agli aspetti legali e criminogeni (non parlo di quelli sociali e psicologici, altri lo hanno fatto e lo faranno con più competenza di merito) necessita di andare oltre gli egoismi di parte, di superare le frammentarietà dei diversi interventi a tutto vantaggio di efficacia, efficienza ed economicità degli interventi stessi.

Proponiamo quindi che l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Fiumicino e la ASL Roma 3 si facciano promotori di una rete dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel fenomeno GAP. Rete in grado di attivare sinergie funzionali e complementarietà di azioni in grado di attivare interventi di sensibilizzazione, contrasto, prevenzione primaria e secondaria, presa in carico.

Questa rete – conclude Polizzi – vista dal mio punto di osservazione di avvocato presidente di associazione di promozione sociale, potrebbe, come effetto non solo collaterale svolgere la funzione di “presidio di legalità”, riuscendo a spezzare il legame che esiste tra gioco d’azzardo illegale, microcriminalità e criminalità organizzata e favorendo percorsi di relazione e sviluppo con il lato concessorio fatto da pochi soggetti (poco più di 10) che sono tenuti al rispetto dei vincoli posti dalle norme ed al rispetto istituzionale ANCHE SOCIO/SANITARIO”.

PressGiochi   

 

Il consumatore a cui è stato cancellato un volo a causa di “congestione del traffico aereo” va risarcito. Avv. Vermaaten

Con noi la Giustizia sembra funzionare ….. ed è anche rapida !!

Vi segnaliamo questa sentenza che ci pare interessante anche in considerazione dei tempi rapidi in cui la abbiamo ottenuta.

Il consumatore a cui è stato cancellato un volo a causa di “congestione del traffico aereo” va risarcito. E’ quanto ha stabilito il Giudice di Pace di Roma in una recente sentenza dell’agosto 2019 intrapresa dal consumatore con atto di citazione di fine aprile 2019.

Al consumatore era stato cancellato il volo poche ore prima della partenza ed allo stesso era stato offerto solo un volo nelle 48 ore successive con lo stesso vettore da Catania a Roma. Il consumatore doveva però rifiutare la “riprotezione” stante la coincidenza per altri due voli da Roma in giro per l’Europa .

Acquistato invece un altro biglietto con altro vettore il consumatore raggiungeva in tempo le coincidenze e le sue destinazioni. Al rientro chiedeva il risarcimento ed il rimborso del volo aereo ma il vettore negava ogni addebito trincerandosi dietro la cancellazione dovuta a “congestione del traffico aereo”.

Il Giudice dava ragione al consumatore condannando il vettore alla restituzione del prezzo pagato per il volo cancellato, al rimborso del prezzo del biglietto del secondo vettore e riconosceva inoltre l’indennizzo per il disagio, oltre al rimborso delle spese legali.

Si tratta dell’ennesima vittoria a favore del consumatore che in prima battuta si era visto negare ogni rimborso/risarcimento.    Ecco la  SENTENZA .

La morale è che non bisogna cedere ai rifiuti, la maggior parte delle volte appartengono a strategie aziendali volte a sfruttare la debolezza del consumatore che preferisce lasciar perdere.

Avv. N.M.V.