LOCAZIONI BREVI IN PERICOLO

 

 

 

 

 

 

di Sergio Lombardi

PRESENTATI EMENDAMENTI ALLA LEGGE DI BILANCIO CHE ASSOGGETTANO LE LOCAZIONI BREVI AD UNA SERIE DI LIMITAZIONI, ADEMPIMENTI E PRESUNZIONI DI IMPRENDITORIALITA’ RENDENDOLE DI FATTO IMPOSSIBILI. SI CONFIDA NEL BUON SENSO

La Legge di Bilancio (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) – Atto della Camera 1334 è attualmente all’esame delle Commissioni della Camera dei Deputati.

Il disegno di legge è stato assegnato alla V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati in sede Referente il 6 novembre 2018.

Fra le proposte di modifica al testo del ddl, spiccano sei emendamenti firmati da alcuni deputati dell’opposizione, in cui sono replicati tre articoli.

Emendamenti 55.017 e 55.056: Interpretazione autentica della definizione di attività d’impresa in ambito turistico alberghiero

Il primo comma rappresenta una presunzione di imprenditorialità per i soggiorni da 1 a 7 giorni.

Il secondo comma prevede che la somministrazione di alimenti e bevande e la prestazione di servizi, inclusi la pulizia dei locali, il cambio di biancheria associati alla fornitura di un alloggio, determinino sempre l’insorgere di un rapporto di prestazione alberghiera.

Emendamenti 55.018 e 55.057: Tutela della salute e della sicurezza dei clienti delle locazioni brevi

Prevede il rispetto dei requisiti strutturali ed igienico sanitari, le condizioni di sicurezza e salubrità e l’applicazione delle regole tecniche di prevenzione incendi previste per le strutture ricettive turistico alberghiere.

In questo articolo c’è inoltre una completa equiparazione delle locazioni turistiche alle strutture ricettive.

Emendamenti 55.019 e 55.052: Registro nazionale delle locazioni brevi

Prevedono un registro nazionale, relative complicazioni burocratico-operative e altre limitazioni, fra cui spicca la necessità dell’attestazione dell’assenso del condominio per svolgere l’attività di locazione turistica e maxi multe da 3.000 euro al giorno.

Gli emendamenti descritti violano palesemente i più fondamentali principi giuridici, fra cui la competenza a legiferare in materia di turismo e la definizione civilistica di impresa, oltre che il diritto di proprietà.

Anche qualora venissero ritirati o non approvati, gli emendamenti presentati dai membri della V Commissione Bilancio della Camera rappresentano un inquietante segnale verso il turismo extra-alberghiero, che necessita invece di semplificazione. La contrapposizione fra diversi operatori non ha senso: i flussi turistici assicurano benessere a tutte le categorie.

Il settore turistico italiano può essere migliorato nel suo complesso, solo quando questi conflitti cesseranno e il dibattito sarà concentrato sulla qualità e sulla competizione, ma con altri Paesi concorrenti dell’Italia, che sono attualmente (e a volte inspiegabilmente e immeritatamente) i leader nel turismo globale.

Sì ad una fair competition fra categorie e tipologie, in cui prevalga chi offre migliore qualità, innovazione e servizi agli ospiti. No alle lobby, no all’eliminazione dell’avversario per decreto.

Link agli emendamenti della V Commissione della Camera, che comprendono, da pag. 159 a pag. 164, i sei emendamenti qui commentati:

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