finanziamento auto primoconsumo multa antitrust

Vendita auto tramite finanziamenti: Pesante multa dell’Autorità Garante della Concorrenza per moltissime società di finanziamento

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha inflitto una sanzione record a numerose società finanziarie legate a case automobilistiche.  A conclusione di una complessa istruttoria  ha infatti verificato  “l’attuazione di un’intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri”. In particolare si è accertato che le Società Banca PSA Italia S.p.A, Banque PSA Finance S.A:, Santander Consumer Bank S.p.A, BMW Bank GmbH, BMW AG, FCA Bank S.p.A, FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A:, FCE Bank Plc, Ford Motor Company , General Motor Financial Italia S.p.A., General Motor Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc, Toyota Motor Comporation, Volkwaggen Bank GmbH, Volkswagen AG, nonchè le associazioni di categoria Assofin e Assilea, hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks.

E’ stato così svelato un vero e proprio cartello lesivo della concorrenza e dunque dei diritti di tutti i consumatori ad ottenere offerte e finanziamenti a condizioni giuste e libere.

Primoconsumo mette a disposizione di tutti gli associati e  i cittadini che abbiano acquistato l’auto “a rate” un servizio di consulenza al fine di verificare la possibilità di richiedere un risarcimento all’Autorità.

BANCHE, TREMONTI, MONTI… E LA “ZINGARATA” – ANGELO SANTORO E MARCO POLIZZI

Eravamo nel 1956 quando Fred Buscaglione ci deliziava con la sua canzone “Che bambola”, un ritornello anticipato da un fischio compiaciuto. Tre anni dopo, nel 1959, usciva con un altro brano fantastico “Eri piccola così”. L’immagine di un sogno e del suo ridimensionamento, una magica poesia che si è “schiantata” (come il suo autore). Un po’ la stessa situazione in cui ci siamo venuti a trovare nel folle mondo del credito che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Andato a sbattere fischiettante sotto l’ebrezza di una “zingarata”.

Raccontiamo una storia tratta dalle “estemporaneità” di Giulio Tremonti, capo incontrastato della nostra economia nei “brutti” tempi andati. Che a lui non stessero simpatiche le banche lo avevamo capito, ma che potesse arrivare ad una cosa tanto assurda non ci sarà mai dato modo di capirlo. Di un fatto siamo certi: quando hanno inventato questa “supercazzola” si sono scompisciati dalle risate come fossero i protagonisti del film “Amici miei”! Ma il presidente del Consiglio Monti, che non credo conosca il significato della parola ridere, ha riesumato il “cadavere” del mediatore prefettizio perché ci credeva davvero?!? O vuoi dire che voleva imbucarsi nella trama del film di Monicelli accompagnato dall’ironia anglosassone! Ebbene, siamo ancora qui che ci chiediamo: ma da quale scienza nasce l’idea di coinvolgere le Prefetture per risolvere un contenzioso tra privati?!? In molti pensavamo fossero cose di competenza della magistratura, invece no! Eppure nel prosieguo della nostra ricerca abbiamo trovato Arianna, pronta con il suo filo ma del labirinto non c’era traccia. Solo dopo abbiamo saputo dai protagonisti della nostra favola che era talmente “fantastico” che non lo avevano neanche disegnato! Signori, che suspense, che storia, che follia, che gran presa per i fondelli! Noi siamo arrivati alla conclusione che solo pochissimi sciamani conoscano questa magia, ma Monti, e Tremonti, pur avendola praticata, non sono fra questi! Comunque glielo andremo a chiedere, ma ora cerchiamo di mettere in fila le cose!

Giulio Tremonti, nel 2009, pensò di contrastare il credit crunch con l’Osservatorio sul credito istituito presso le Prefetture. L’obiettivo doveva essere quello di monitorare e facilitare l’accesso ai prestiti bancari per imprese e cittadini: obiettivo fallito anche per gli scarsi risultati ed ecco che l’Osservatorio viene messo a riposo, ma si, va in pensione. Almeno era ciò che pensavamo! Nel 2012, però, a sorpresa, riprende nuova energia e con il Governo Monti, viene messo pure in campo direttamente il Prefetto. L’art. 27 bis comma 1-quinquies del D.L. 24.1.2012, convertito e poi modificato con leggi successive (come già scritto nel nostro articolo precedente) quasi a rilanciarne con maggior vigore la funzione civica di tremontiana istituzione. Questo consente ora al Prefetto, in versione Monti, di esaminare la pratica relativa al credito (negato, revocato o ridotto) che riguarda il cliente della banca e, là dove il Prefetto lo ritenga meritevole di approfondimento, la questione è da lui sottoposta all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), con tutta l’autorevolezza della sua carica pubblica!

Quindi, il Prefetto, se accerta che possa esserci stato un comportamento lesivo da parte della banca nei confronti del soggetto privato, sottopone la controversia all’ABF perché valuti il comportamento dell’istituto di credito “tiranno”. In questo caso, il ricorso presentato sempre dal Prefetto e supportato da una relazione a sua firma dovrebbe avere una maggiore forza in seno all’ABF che emetterà il suo verdetto sempre secondo diritto, ma suffragato, nell’eventuale condanna della banca, dalla posizione necessariamente critica assunta dal rappresentante del Governo.

Insomma, un vero e proprio paladino dei cittadini e delle imprese vessate, che si erge innanzi ad un organismo che fonda la sua imparzialità solamente sulla competenza tecnica degli arbitri; poiché la nomina dei giudicanti è decisamente sbilanciata in favore dei banchieri… ops degli istituti di credito. Eh cari lettori, è proprio così! L’Arbitro Bancario Finanziario è sulla carta un organismo con funzioni stragiudiziarie, creato per dirimere le controversie tra privati (imprese o semplici cittadini) ed intermediari finanziari (siamo essi banche, finanziarie o Poste Italiane). In Italia ci sono solo 3 Collegi giudicanti a Milano, Roma e Napoli. Ciascun Collegio è composto da 5 giudicanti. Il Presidente del Collegio e due membri sono scelti da Banca d’Italia, uno dall’associazione che rappresenta gli intermediari finanziari, e l’ultimo, ma che dico ultimo, l’ultimissimo (in tutti i sensi) è individuato dall’associazione che rappresenta tutti noi privati; dulcis in fundo poi la segreteria tecnica, che funge da Giudice istruttore, è composta da dipendenti della Banca D’Italia. Avete capito?!? l’Istruttore della causa e quattro su cinque componenti il Collegio dell’ABF sono “manovrati” dall’Olimpo: gli Istituti di Credito!!! E costoro dovrebbero dare pareri negativi contro la banca di turno?!? Come direbbe Totò: “… ma mi faccia il piacere …”.

Insomma, Monti avrebbe dovuto sembrare più severo di Tremonti, e con il Prefetto, “ringalluzzito” dal nuovo ruolo, bilanciare le forze in campo e riportare l’impresa ed il cittadino al centro della polis. Senza lasciare, almeno in apparenza, che banche e Banca d’Italia la facessero da padroni in un Paese dilaniato dalla finanza! Ricordo ancora che Bankitalia è partecipata nell’azionariato per oltre il 94% da Istituti di Credito ed Assicurazioni. Ancora una volta Monti, Tremonti & C. hanno messo in campo alcune “false” attività solo “apparentemente” per tutelare le imprese e le famiglie. Invece (statistica docet), tutti i ricorsi a tali arbitrati o Prefetture, e le loro decisioni finali, non hanno in alcun modo riequilibrato ne’ ridato pari dignità ai rapporti tra cittadini e sistema bancario italiano. Sarà per la prossima volta! O no?!?

Angelo Santoro e Marco Polizzi