La frenata dei consumi nel secondo trimestre del 2025 ha contribuito a un lieve calo del PIL (prodotto interno lordo) italiano, confermando la stima di una contrazione dello 0,1% su base trimestrale. Leggendo i dati Istat è evidente che la scarsa fiducia delle famiglie dovuta all’incertezza economica, e se non si rilancia la domanda interna e la capacità di spesa delle famiglie, la crescita sarà sempre inferiore alle aspettative. “ Ci chiediamo quanto sia utile aiutare chi guadagna i 50 mila euro mensili, che non avendo problemi ad arrivare a fine del mese, ha margine per la spesa familiare. Secondo noi andrebbe abbassata ulteriormente la prima aliquota al 23% ed evitare di presentare nuovi bonus che riteniamo più dannosi che utili, ma ritoccare le imposte che in questi anni hanno contributo a impoverire il ceto medio, che hanno colpito indistintamente prodotti e servizi, come gli aumenti dell’Iva e gli oneri di sistema delle bollette di luce e gas, conclude il portavoce di Marco Crescenzi”
Dettagli sull’andamento:
- PIL: Nel secondo trimestre del 2025, il PIL italiano è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, sebbene sia cresciuto dello 0,4% su base annua.
- Consumi: La domanda interna dei consumi ha mostrato un indebolimento, frenata soprattutto dalla scarsa fiducia delle famiglie, che porta le famiglie a mantenere un elevato tasso di risparmio precauzionale, sottraendo risorse alla spesa corrente.
- Investimenti: La componente degli investimenti mostra una tenuta, contribuendo a un leggero bilanciamento contro la debolezza della componente estera netta.
- Redditi: Anche i redditi hanno mostrato una certa stabilità, ma di fatto molti stipendi non riescono a compensare completamente l’inflazione degli ultimi anni.
Marco Crescenzi, portavoce di Primo Consumo – primoconsumo.it

