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Comorbilità, con gli animali contro il disturbo da gioco d’azzardo

L’associazione PrimoConsumo, insieme all’Istituto Superiore di Sanità e K-9 Italy presentano il progetto Comorbilità Una prospettiva olistica per affrontare il disagio

 

Ogni anno migliaia di famiglie sono costrette ad affrontare problematiche legate al gioco d’azzardo, una problematica sociale che se non affrontata può diventare una vera e propria piaga sociale.

Il progetto “Comorbilità- Una prospettiva olistica per affrontare il disagio” che sarà presentato l’11 giugno presso l’Aula Bovet dell’Istituto Superiore di Sanità a partire dalle ore 9, propone una serie di azioni per intervenire e aiutare a superare le problematiche relative al gioco d’azzardo.

 

Tra le azioni innovative inserite nel progetto c’è l’idea di utilizzare i cani per stimolare le competenze sociali ed emozionali dei soggetti a rischio. Spesso infatti si riscontra che le persone affette da problemi relativi al gioco d’azzardo, finiscono per isolarsi, per vedere inaspriti i loro rapporti sociali. Infatti, soprattutto le nuove forme di giochi dai videopoker alle slot-machine fino ai  giochi on-line propongono un modo di giocare solitario, decontestualizzato che spingono l’utente a chiudere le porte al mondo che lo circonda.

 

Inoltre la facilità di accesso e di regole di questi giochi ha aperto a un pubblico un tempo lontano dai luoghi tipici del gioco d’azzardo. Non è così raro trovare adolescenti, casalinghe, pensionati finire travolti dalla passione per il gioco, ritrovandosi preda di una vera e propria patologia. Una recente ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato come i giocatori d’azzardo rappresentano il 36.4% della popolazione adulta e di questi circa 1,5 milioni sono affetti da problemi relativi al gioco.

 

Le conseguenze del gioco d’azzardo non sono soltanto economiche per le cifre spese dai giocatori, ma hanno anche un costo sociale. Spesso questi soggetti finiscono preda di ansie, depressioni, ritrovandosi senza un lavoro, una casa, allontanati dalla famiglia, coinvolti in situazioni violente o nelle braccia della criminalità.

 

Nel Lazio sono presenti circa 50 mila terminali tra slot e videlottery e non a caso è la seconda regione italiana per spese connesse al gioco d’azzardo. Il progetto di Cormobilità, promosso dall’Associazione Primoconsumo con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, si propone di realizzare nuove azioni sul territorio per aiutare le persone affette da patologie legate al gioco d’azzardo, grazie alla collaborazione di K-9 Italy che si occupa di sviluppare attività ludico, ricreative e terapeutiche attraverso l’uso degli animali e in particolare dei cani.

 

Curare, prevenire e affrontare il disturbo da gioco d’azzardo è possibile e il progetto Comorbilità propone una serie di azioni che possano affrontare questa tipologia di disagio attraverso un approccio che guarda alla persona nel suo complesso e nella sua rete sociale di riferimento.

 

“IL GIOCO E’ UNA COSA SERIA” Polizzi (Primoconsumo): “Contro il disturbo da gioco d’azzardo serve attivare una rete di sensibilizzazione”

 “Il progetto “Comorbilità: una prospettiva olistica per affrontare il disagio” affronta le problematiche legate al gioco d’azzardo Patologico (GAP). Sappiamo già quale emergenza rappresenti il gioco d’azzardo patologico e come la crisi economica abbia ulteriormente aggravato il fenomeno che si è mostrato aciclico rispetto all’andamento economico”.

Con queste parole l’Avv. Marco Polizzi ha partecipato a Fiumicino alla presentazione del progetto “Prevenzione, cura e riabilitazione delle patologie da disturbo da gioco d’azzardo”, realizzato dalla Asl Roma 3, dipartimento salute mentale, col sostegno del Comune di Fiumicino e della Regione Lazio.

“Non sono un sociologo e neanche uno psicologo, – afferma Polizzi – sono un avvocato e da questo punto di osservazione vorrei tentare di descrivere le implicazioni e i danni che il gioco d’azzardo, come una rete da pesca a strascico, raccoglie tra le sue maglie. Rete che il giocatore problematico o, peggio patologico, costantemente si illude di poter dominare ma entro cui resta sempre più impigliato insieme alla sua famiglia, alle sue relazioni sociali e lavorative.

Una rete che trascina verso un mondo legato alla microcriminalità (come piccoli furti, prostituzione) e con il passare del tempo verso le trappole della criminalità organizzata (come l’usura e lo spaccio). Questi aspetti pesano sulla collettività sia in termini economici che in termini di sicurezza. Il gioco d’azzardo, infatti, è nutrimento per la criminalità dando vita ad un circuito vizioso che si autoalimenta tendente ad una crescita costante. Crescita che in assenza dei presidi di legalità porta al controllo del territorio da parte di organizzazioni criminali anche di stampo mafioso (vedi ad esempio il caso della famiglia Spada ad Ostia ma anche di Ladispoli dove ad inizio 2018 un altro contesto criminoso è stato recentemente sgominato dal Centro operativo DIA di Roma in collaborazione con l’arma dei Carabinieri, in questo caso risultano presenti infiltrazioni camorristiche).

Uno spaccato della situazione del Lazio ci viene dal Rapporto Eurispes “gioco pubblico e dipendenze nel Lazio” del 23.10.2019.

Tornando ai numeri, nel 2018 nel Lazio sono 691 le persone trattate per il Disturbo da Gioco d’Azzardo. La relazione 2018 sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio precisa che 680 soggetti (ovvero il 98%) sono assistiti dai servizi pubblici (SerD), residuale il numero (11 soggetti) assistiti dalle strutture del privato sociale. Il numero assoluto dei presi in carico, pur nella notevole progressività che caratterizza l’ultimo quinquennio, segnala che la risposta socio-sanitaria al DGA delle strutture della Regione è assai scarsa in assoluto e, ancora di più, in relazione al dato nazionale. Se si considera che l’ISS per il 2018 ha indicato complessivamente 13.000 presi in carico, riparametrando questo dato nazionale (60,5 milioni di residenti) alla popolazione laziale, che al 31 dicembre assommava a circa 5.897.000 individui, ovvero a poco meno del 10% della popolazione nazionale, la quota attesa dei presi incarico assommerebbe a poco meno di 1.300 soggetti. I 691 soggetti presi in carico nel Lazio, rappresentano invece solo il 5,3% del dato nazionale, il che attesta un’evidente insufficienza dell’offerta socio-sanitaria regionale ovvero, come sopra stigmatizzato, un’incapacità di intercettare la domanda di assistenza della popolazione.

Sempre dai dati Eurispes emerge che il gioco legale, cioè quello concessorio, è più resistente alle infiltrazioni criminali, le quali cercano di agganciarsi alla parte ultima della filiera (gestori o esercenti che vengono “convinti” a pratiche illegali).

Nel nostro progetto ci siamo posti il problema di come il supporto di legalità dato ai singoli giocatori o alle loro famiglie potesse andare oltre il semplice concetto di rispondere al diritto costituzionale di difesa per chi commette atti criminosi, quanto piuttosto giungere a sperimentare prassi di accompagnamento in percorsi di rientro nei binari appunto della legalità.

Percorsi che non sono sostenibili se non coordinati con altre azioni che prevedano la presa in carico dell’utente a 360°. E che, conditio sine qua non, per esistere hanno bisogno di operare in stretto coordinamento con le istituzioni pubbliche e del privato sociale. Eurispes segnala come “Il comportamento prevalente di gioco, da parte di una quota di poco inferiore al 60% dei presi in carico, è relativo al gioco attraverso apparecchi (AWP, VLT). Da segnalare un aumento nella platea dei nuovi presi in carico in relazione all’area delle scommesse e del gioco attraverso Internet (ndr che si può supporre siano i più giovani). Più del 30% dei soggetti presi in carico afferma di giocare tutti i giorni. Considerando che dichiarare il ricorso ai circuiti illegali rappresenta una sorta di auto-denuncia, è comunque significativo che il 15% dei soggetti presi in carico ammetta di utilizzare circuiti di gioco illegale.

Il trattamento più utilizzato consiste, nel 73% dei casi, nella valutazione psico-diagnostica, e i colloqui clinici e le psicoterapie rappresentano le prestazioni numericamente più consistenti. Interessante, infine, riportare il bilancio che la Relazione propone in merito all’efficacia degli interventi terapeutici: «Il dato sullo stato del percorso al 31/12/18 indica che la percentuale di abbandoni (drop out) (ovvero dei fallimenti terapeutici, ndr.) è pari al 23% degli utenti totali, mentre tale proporzione è del 14% per i pazienti dei SerD in trattamento per alcol e dell’8% di quelli per uso di droghe». La maggiore quota di fallimenti terapeutici rispetto alle altre tipologie di dipendenze, con ogni probabilità è da riferirsi sia alla specificità del paziente  affetto da DGA, che manifesta una più forte difficoltà a considerarsi “malato”, sia al minor livello di specializzazione nel contrasto alle dipendenze sine substantia che si incontra all’interno dei SerD.

Volendo trarre un bilancio complessivo dell’attività dei SerD del Lazio, non si può che prendere atto che sia quantitativamente sia qualitativamente, essa risulta insufficiente. Forse è per questo, in una anche non dichiarata consapevolezza dei limiti dell’offerta socio-sanitaria, che le autorità regionali nelle scorse settimane nell’ambito dell’illustrazione del nuovo Piano Sociale hanno privilegiato una comunicazione incentrata proprio intorno alla lotta al DGA.

In un recentissimo convegno dedicato al Piano di formazione del contrasto al gioco patologico, l’Assessore alla Politiche Sociali della Regione Alessandra Troncarelli ha dichiarato: «A gennaio 2019 è stato approvato il Piano Sociale nel quale si parla di omogeneizzazione territoriale e anche di gioco d’azzardo patologico (…). Il GAP è stato riconosciuto già nel 2017 nei LEA. È un fenomeno sentito da parte di tutti (…). Diciamo no al gioco d’azzardo ma tutti insieme dobbiamo far conoscere il problema della ludopatia che troppo spesso rimane relegato alle famiglie colpite da questa dipendenza (…). La Regione ha destinato alle ASL quasi 10 milioni di euro per il rafforzamento dei servizi, della presa in carico, alla cura e alla riabilitazione, passando per la consulenza legale, psicologica e finanziaria alle vittime dell’usura e ai loro familiari».

Nel Piano è incluso un progetto di formazione regionale sul DGA che interesserà gli addetti ai servizi pubblici e quelli delle strutture del privato sociale.”

Non è pertanto paradossale che abbiamo trovato una disponibilità ad azioni coordinate e un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni pubbliche (quali la ASLRoma3 e il Comune di Fiumicino nelle persone del Sindaco Montino e dell’Assessore Anselmi) anziché da parte delle organizzazioni del privato sociale. Il perché probabilmente si può dedurre dal rapporto Eurispes, ma quello che noi fortemente riteniamo è che senza una solida rete territoriale diventa difficile, se non impossibile intervenire in modo efficace su un fenomeno di tale portata. La dimensione del fenomeno legata agli aspetti legali e criminogeni (non parlo di quelli sociali e psicologici, altri lo hanno fatto e lo faranno con più competenza di merito) necessita di andare oltre gli egoismi di parte, di superare le frammentarietà dei diversi interventi a tutto vantaggio di efficacia, efficienza ed economicità degli interventi stessi.

Proponiamo quindi che l’Assessore ai servizi sociali del Comune di Fiumicino e la ASL Roma 3 si facciano promotori di una rete dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel fenomeno GAP. Rete in grado di attivare sinergie funzionali e complementarietà di azioni in grado di attivare interventi di sensibilizzazione, contrasto, prevenzione primaria e secondaria, presa in carico.

Questa rete – conclude Polizzi – vista dal mio punto di osservazione di avvocato presidente di associazione di promozione sociale, potrebbe, come effetto non solo collaterale svolgere la funzione di “presidio di legalità”, riuscendo a spezzare il legame che esiste tra gioco d’azzardo illegale, microcriminalità e criminalità organizzata e favorendo percorsi di relazione e sviluppo con il lato concessorio fatto da pochi soggetti (poco più di 10) che sono tenuti al rispetto dei vincoli posti dalle norme ed al rispetto istituzionale ANCHE SOCIO/SANITARIO”.

PressGiochi   

 

Il consumatore a cui è stato cancellato un volo a causa di “congestione del traffico aereo” va risarcito. Avv. Vermaaten

Con noi la Giustizia sembra funzionare ….. ed è anche rapida !!

Vi segnaliamo questa sentenza che ci pare interessante anche in considerazione dei tempi rapidi in cui la abbiamo ottenuta.

Il consumatore a cui è stato cancellato un volo a causa di “congestione del traffico aereo” va risarcito. E’ quanto ha stabilito il Giudice di Pace di Roma in una recente sentenza dell’agosto 2019 intrapresa dal consumatore con atto di citazione di fine aprile 2019.

Al consumatore era stato cancellato il volo poche ore prima della partenza ed allo stesso era stato offerto solo un volo nelle 48 ore successive con lo stesso vettore da Catania a Roma. Il consumatore doveva però rifiutare la “riprotezione” stante la coincidenza per altri due voli da Roma in giro per l’Europa .

Acquistato invece un altro biglietto con altro vettore il consumatore raggiungeva in tempo le coincidenze e le sue destinazioni. Al rientro chiedeva il risarcimento ed il rimborso del volo aereo ma il vettore negava ogni addebito trincerandosi dietro la cancellazione dovuta a “congestione del traffico aereo”.

Il Giudice dava ragione al consumatore condannando il vettore alla restituzione del prezzo pagato per il volo cancellato, al rimborso del prezzo del biglietto del secondo vettore e riconosceva inoltre l’indennizzo per il disagio, oltre al rimborso delle spese legali.

Si tratta dell’ennesima vittoria a favore del consumatore che in prima battuta si era visto negare ogni rimborso/risarcimento.    Ecco la  SENTENZA .

La morale è che non bisogna cedere ai rifiuti, la maggior parte delle volte appartengono a strategie aziendali volte a sfruttare la debolezza del consumatore che preferisce lasciar perdere.

Avv. N.M.V.

PRIMOCONSUMO : UN AIUTO AI SOVRAINDEBITATI- ordinanza “storica” del Tribunale di Roma

Il provvedimento del 29.04.2019 del Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, che ha accolto il ricorso dell’Avv. Nicholas M. Vermaaten, Consulente dell’Associazione Specializzato in materia di Sovra-indebitamento, ed in particolare nella procedura di liquidazione del patrimonio del debitore ex art. 14 ter Legge 2/2012, si pone come un primo ed importantissimo precedente in questa materia del Foro di Roma.

Il ricorso presentato dal nostro Consulente si basa sulla legge n. 3 del 27 gennaio 2012, definita “legge salva suicidi” che ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione per aiutare i c.d. sovraindebitati a far fronte ai debiti contratti affinchè agevolmente e senza troppi sacrifici riescano ad estinguirli ed, al contempo, evitare che possano essere iniziate o proseguite, in loro danno, procedure esecutive (pignoramenti immobiliari, mobiliari e presso terzi).

La procedura ha inizio con il deposito di un ricorso, presso il Tribunale del luogo in cui ha la residenza il sovraindebitato, a mezzo di un avvocato e con l’assistenza di professionista incaricato denominato Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento (c.d. OCC).

Le procedure per raggiungere alla esdebitazione sono tre:

1) il piano del consumatore

2) l’accordo di ristrutturazione dei debiti

3) la liquidazione del patrimonio.

Ebbene il recentissimo provvedimento del Tribunale di Roma ha riguardato proprio questa ultima modalità.

Il tratto più saliente del provvedimento risiede nel fatto che il Giudice ha aperto la procedura, in difformità di un orientamento restrittivo di lettura della legge, accogliendo la tesi per cui il compendio patrimoniale dalla cui liquidazione sarebbero dovute essere attinte le risorse attive da devolvere all’esintizione della posizione debitoria del sovra-indebitato, può essere rappresentato dal reddito da lavoro autonomo del ricorrente presente e futuro.

Mentre l’orientamento restrittivo anche recente (Trib. Mantova 18.06.2018 n. 43) esclude che la procedura possa avere inizio laddove non si riscontrino beni già presenti da cui attingere, il Trib. di Roma ha accolto la tesi che ammette il caso in cui il sovraindebitato sia titolare solamente di crediti presenti/futuri derivanti da lavoro anche autonomo da destinare alla liquidazione (Trib. Verona 21.12.2018).

La lettura della Legge “Salva Suicidi” data dal Tribunale di Roma da nuova linfa, con tutte le cautele del caso, ad un istituto giuridico ancora poco conosciuto ed utilizzato ma dalle enormi pontenzialità se correttamente applicato.

 

RETTIFICA AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA E SPOSTAMENTO DATA

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEGLI ASSOCIATI

I signori associati sono convocati in assemblea straordinaria presso la sede dell’Associazione Primoconsumo sita in Roma in via Francesco Caracciolo 2 per il giorno 26/05/2019 alle ore 23:00 in prima convocazione ed in eventuale seconda convocazione per il giorno 27/05/2019 alle ore 16:30 stesso luogo, per deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. Approvazione bilancio 2016-2017
  2. Approvazione bilancio 2018 e preventivo 2019
  3. Presentazione e approvazione delibere del C.D. riguardanti la modifica dello Statuto, nuovi membri del C.D. , della Giunta e del Collegio dei Probiviri e approvazione nuovi soci
  4. Deliberazioni conseguenti
  5. Varie ed eventuali

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI ASSOCIATI

Avviso per la convocazione all’Assemblea ordinaria degli associati Primoconsumo per l’esercizio 2019– presso la sede legale sita in via Francesco Caracciolo 2 – Roma 00192

I signori associati sono convocati in assemblea ordinaria presso la sede dell’Associazione Primoconsumo sita in Roma in via Francesco Caracciolo 2 per il giorno 20/05/2019 alle ore 23:00 in prima convocazione ed in eventuale seconda convocazione per il giorno 21/05/2019 alle ore 16:30 stesso luogo, per deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. Approvazione bilancio 2016-2017
  2. Approvazione bilancio 2018 e preventivo 2019
  3. Presentazione e approvazione delibere del C.D. riguardanti la modifica dello Statuto, nuovi membri del C.D. , della Giunta e del Collegio dei Probiviri e approvazione nuovi soci
  4. Deliberazioni conseguenti
  5. Varie ed eventuali

SI CHIUDONO IL 17 APRILE GLI OPEN DAYS PER LA CONSULENZA EXTRA-ALBERGHIERA

I PROFESSIONISTI PRIMOCONSUMO PARTECIPANO ALL’INIZIATIVA DI RHOME SHARING

Proseguono a Roma gli incontri gratuiti del team di professionisti di Primoconsumo specializzati in turismo.

Mercoledì 17 aprile Commercialisti, Avvocati e Tecnici incontreranno nuovamente i proprietari e gestori di B&B, Affittacamere, Case Vacanze, Case Ferie e Locazioni Turistiche nell’ultima delle tre giornate (4, 11 e 17 aprile).
L’iniziativa sta avendo grande successo: dopo il tutto esaurito delle prime due giornate, restano le ultime disponibilità per il 17 aprile, dalle 15:00 alle 19:00.
Due professionisti di Primoconsumo, Mikaela Hillerstrom, Avvocato e Sergio Lombardi, Dottore Commercialista, saranno fra i consulenti a disposizione degli Host nella tre giorni.
Hanno parlato di “3 Open Days” vari siti e pagine dedicate al turismo extra-alberghiero: Travelnostop, ANBBA, Associazione Extra, ASPPI C.Romani.

Ingresso libero con prenotazione

al numero 3208706468

o all’email info@rhomesharing.it

o info@taxbnb.it

 

 

 

Aste Giudiziarie per vendite immobiliari: una giungla di profittatori ronza intorno

Agenzie, intermediari, negozi su strada, faccendieri che rilanciano le vendite giudiziarie facendo credere di poterci agevolare nell’acquisto e chiedendo provvigioni stratosferiche. Tutte queste prassi sono inutili, non aiutano e non possono garantire alcunché. Il professionista che affianca l’acquirente è colui che conosce la procedura, studia il fascicolo esecutivo è capace di vedere le difficoltà cui può andare incontro l’aggiudicatario di un immobile. L’avvocato specializzato spesso può avvalersi di qualche tecnico se l’immobile è particolarmente complesso, ma se si tratta di un appartamento certamente sarà in grado di assistere il futuro acquirente. Comprare all’asta giudiziaria ha maggiori complessità rispetto a comprare da un privato, non c’è il notaio che segue l’acquisto e che è garanzia per l’acquirente. Spesso gli immobili presentano difformità urbanistiche e impongono decisioni immediate per l’aggiudicatario, questi deve programmare le attività e le spese prima ancora dell’aggiudicazione. Pagare agenti e provvigioni è inutile e non produce risultati apprezzabili se non per il proponente che non intermedia alcunché.

Chiunque avesse necessità di una consulenza sull’argomento può contattare l’Associazione al numero 06.39.73.82.39 o scrivendo a info@primoconsumo.it o se preferisce compilando il format che troverai qui

DAZN MULTATA DALL’ANTITRUST PER PUBBLICITA’ INGANNEVOLE

L’Antitrust ha inflitto a Dazn una salatissima sanzione pari a mezzo milione di multa in relazione al servizio di streaming sportivo per pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/19, al termine di una istruttoria avviata nel mese di agosto 2018 nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l.

L’Autorità, si legge in una nota della stessa Authority, ha rilevato che le due società, in violazione dell’art. 21 del Codice del Consumo, hanno utilizzato, nell’attività promozionale dell’offerta del servizio streaming Dazn per la visione in diretta delle partite serie A e serie B nella stagione 2018/19, messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio “quando vuoi, dove vuoi”, senza fare alcun riferimento alle limitazioni tecniche che avrebbero potuto, invece, renderla complicata o addirittura impedirla, come hanno dimostrato le difficoltà incontrate in concreto dai consumatori all’inizio della stagione.

Il Garante ha inoltre accertato che le due Società avrebbero utilizzato , sul sito web di Dazn, una modalità ingannevole di adesione al servizio, prospettando al consumatore la possibilità, registrandosi al sito, di fruire di un mese di prova gratuito senza che fosse implicata la sottoscrizione di un contratto di abbonamento. In realtà, la mancata disdetta faceva scattare, dopo il primo mese, l’addebito sistematico dei costi mensili.

Di fronte ad una violazione accertata dell’articolo 21 del Codice del Consumo l’Associazione PrimoConsumo ha deciso di promuovere un’azione per tutelare tutti i consumatori che hanno subito dei danni a seguito di questa pratica scorretta.

Per informazioni contattare la segreteria o compilare il form presente sul sito per essere ricontattati.