UTERO IN AFFITTO? NON SI PERDA L’OCCASIONE DI REGOLAMENTARE LA MATERIA NASCONDENDOSI ANCHE DIETRO LA QUESTIONE OMOSESSUALE. AVV. ERSILIA URBANO

Si avvicina l’approdo in Senato del testo sulle unioni civili che i più considerano manifestazione di libertà e civiltà ma le polemiche non si placano e sembrano concentrarsi sui nodi stepchild adoption ed utero in affitto.

L’utero in affitto è una prassi ormai consolidata e legale  in molti paesi e le coppie eterosessuali o omosessuali che vorranno utilizzare lo strumento potranno continuare a farlo.

La scelta del ricorso alla maternità surrogata è una scelta personale ed etica che prescinde e può prescindere dall’esistenza di una norma giuridica.

Le “norme etiche” preesistono e sopravvivono a qualunque norma giuridica.

È’ necessario dare un riconoscimento giuridico a una realtà così rilevante socialmente da non poter più essere ignorata dalla legge.

Non si lasci la tutela giuridica di diritti fondamentali della persona all’alea di interpretazioni giurisprudenziali più o meno «illuminate» sulla maternità surrogata,  sul diritto ad essere genitori e sul preminente interesse dei minori.

Guardiamo ai bisogni dei bambini che ci chiedono di vivere e crescere in un ambiente solido, affettivamente confortante ed in cui chi se ne occupa, al di là dei personali orientamenti sessuali ed etici, sia in grado di  educare e  costruire per loro percorsi di vita sereni e stabili.

L’ “adeguatezza genitoriale” presuppone la presenza necessaria di funzioni e responsabilità specifiche che possono e devono dipendere solo ed esclusivamente dalle capacità “umane” di chi se ne occupa e di chi con amore e dedizione li cresce.

Il Paese aspetta una legge che si adegui ai tempi, alla sostanza delle attuali formazioni sociali ed a ciò che ne costituisce la logica conseguenza, al di là dei personali orientamenti etici o morali e delle scelte di vita di ognuno.

 

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