Si avvicina l’approdo in Senato del testo sulle unioni civili che i più considerano manifestazione di libertà e civiltà ma le polemiche non si placano e sembrano concentrarsi sui nodi stepchild adoption ed utero in affitto.

L’utero in affitto è una prassi ormai consolidata e legale  in molti paesi e le coppie eterosessuali o omosessuali che vorranno utilizzare lo strumento potranno continuare a farlo.

La scelta del ricorso alla maternità surrogata è una scelta personale ed etica che prescinde e può prescindere dall’esistenza di una norma giuridica.

Le “norme etiche” preesistono e sopravvivono a qualunque norma giuridica.

È’ necessario dare un riconoscimento giuridico a una realtà così rilevante socialmente da non poter più essere ignorata dalla legge.

Non si lasci la tutela giuridica di diritti fondamentali della persona all’alea di interpretazioni giurisprudenziali più o meno «illuminate» sulla maternità surrogata,  sul diritto ad essere genitori e sul preminente interesse dei minori.

Guardiamo ai bisogni dei bambini che ci chiedono di vivere e crescere in un ambiente solido, affettivamente confortante ed in cui chi se ne occupa, al di là dei personali orientamenti sessuali ed etici, sia in grado di  educare e  costruire per loro percorsi di vita sereni e stabili.

L’ “adeguatezza genitoriale” presuppone la presenza necessaria di funzioni e responsabilità specifiche che possono e devono dipendere solo ed esclusivamente dalle capacità “umane” di chi se ne occupa e di chi con amore e dedizione li cresce.

Il Paese aspetta una legge che si adegui ai tempi, alla sostanza delle attuali formazioni sociali ed a ciò che ne costituisce la logica conseguenza, al di là dei personali orientamenti etici o morali e delle scelte di vita di ognuno.

 

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