Scoperta la truffa sui diamanti da investimento

Martedì 19 febbraio la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo da 700 milioni di euro a carico di due società e cinque banche. In realtà si tratta di una vicenda che ha radici profonde perché va avanti da anni. Solo adesso però è tornata alla ribalta in quanto tra i risparmiatori truffati vi sarebbero anche personaggi noti , dello sport e dello spettacolo. L’inchiesta si riferisce a fatti che vanno dal 2012 al 2016 e vede coinvolte le società IDB e DPI che avevano iniziato un’attività di vendita di diamanti attraverso alcune banche, come forma di investimento “sicuro” che ponesse al riparo da speculazioni o variazioni di mercato. Prima  gli accertamenti dell’Antitrust, che aveva multato le due società e le banche, e oggi l’inchiesta della Procura di Milano avrebbero portato alla luce una truffa milionaria. Le persone coinvolte sono decine di migliaia, si legge sui giornali. Piccoli e grandi risparmiatori, famosi e non solo, che hanno visto azzerarsi il valore, promesso, dei diamanti acquistati.

Invitiamo tutti i risparmiatori coinvolti a contattare la nostra Associazione per ottenere la giusta tutela

azionisti di veneto banca

Azionisti Veneto Banca si apre la strada per un fondo ristoro

Azionisti di Veneto Banca: Si fa strada la possibilità di un Fondo Ristoro per gli azionisti delle Banche Venete.

Con il nuovo esecutivo si riaffaccia la possibilità, invocata da tutte le parti coinvolte, che vengano firmati i decreti attuativi per l’attuazione del fondo ristoro.
Purtroppo però, sembrerebbe che la sua dotazione sarà totalmente insufficiente per coprire le richieste risarcitorie dei danneggiati.
Dalle prime indiscrezioni trapela che l’accesso al Fondo sia subordinato ad una pronuncia dell’ANAC che già in passato si era occupata di decidere sui risarcimenti in favore dei risparmiatori e che anche stavolta dovrebbe attivare l’arbitrato , valutare la sussistenza dei requisiti ed infine stabilire l’importo del risarcimento .
Primoconsumo, con i propri avvocati sta già al lavoro per predisporre la documentazione necessaria per i propri assistiti.
Fin dal primo momento l’Associazione ha seguito i propri associati con attività stragiudiziali  volte all’ottenimento di un ristoro economico per gli azionisti truffati. A questo si aggiunge l’attività processuale concretizzatasi con le costituzioni di parte civile per gli azionisti di Veneto Banca.
Numerosi saranno gli aspetti da verificare per comprendere quale sarà la migliore tutela per le singole posizioni.

Considerando le gravi perdite subite dagli azionisti e consumatori ridotti sul lastrico a causa di una politica economica spregiudicata e di un controllo insufficiente si auspica che il fondo possa diventare una realtà .

Per ogni informazione e consulenza Vi invitiamo a conttattare l’Associazione.

Avv. Giuseppina Massaiu

udienza veneto banca

Processo Veneto Banca:ammessa la costituzione di parte civile di tutti gli azionisti sia per l’aggiotaggio che per l’ostacolo alla vigilanza.

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Storica decisione che ha premiato gli azionisti e le organizzazioni dei consumatori. Primoconsumo ha ottenuto la costituzione di parte civile  per i propri associati  e per ogni informazione chi lo desidera potrà inviare una richiesta alla e-mail dell’Associazione info@primoconsumo.it e sarà ricontattato.

Leggi il resoconto dell’udienza processo Veneto Banca.

Questa volta la sala “Occorsio” non era disponibile e gli spazi più angusti hanno reso difficile il lavoro di avvocati e consulenti, pressati come sardine nella calca alimentata dalle diverse decine di risparmiatori che si sono presentati all’udienza del processo Veneto Banca. C’era molta attesa per le decisioni del gup Lorenzo Ferri sulla richiesta di costituzione di parte civile delle migliaia di azionisti e obbligazionisti i cui risparmi e il cui capitale – spesso sottoscritto come condizione di accesso a normali finanziamenti – sono stati azzerati. L’attesa non è andata delusa perchè con una decisione storica, che non ha precedenti, il giudice ha ammesso la costituzione di tutti gli azionisti per entrambi i reati per i quali si procede: aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza delle autorità preposte.

Finora la giurisprudenza costante aveva sempre ritenuto che parti offese di quest’ultimo reato fossero appunto le autorità di vigilanza, mentre questa volta il giudice ha riconosciuto tale condizione a tutti gli azionisti, ritenuti quindi direttamente offesi e danneggiati dall’omessa vigilanza, nel presupposto che senza della commissione di tale reato il loro comportamento e le loro scelte di sottoscrizione delle azioni sarebbero stati o avrebbero potuto essere diversi.

Con questa decisione, ad uscire sconfitta dagli sviluppi processuali è la linea difensiva degli imputati, mentre risultano vincenti, e convergenti, le tesi e le posizioni dell’accusa e delle parti civili.

Un’altra decisione attesa era quella relativa alla richiesta di costituzione della Banca d’Italia e della Consob contestata dalle parti civili le quali hanno sostenuto la loro responsabilità in quanto autorità pubbliche preposte alle funzioni invece omesse, tale da escludere la loro condizione di parti offese. Il giudice ha ammesso la richiesta delle due istituzioni che quindi interverranno nel processo come parti danneggiate.

Un’altra fase di rilievo della lunga udienza di stamane è stata quella relativa alla richiesta di autorizzazione alla citazione dei responsabili civili. Schermaglie giudiziarie e un aspro confronto hanno caratterizzato la battaglia tra difesa e parti civili, con il pubblico ministero in questo caso schierato con la prima in relazione alla richiesta di citazione di Banca d’Italia e Consob.

Secondo gli azionisti e le organizzazioni dei consumatori che li rappresentano, se le funzioni di vigilanza fossero state correttamente esperite, gli atti gestionali di Veneto Banca produttivi del crac e oggetto di imputazione penale non avrebbero potuto essere compiuti o, quanto meno, sarebbero cessati subito alla prima contestazione: “gli enti e gli organismi preposti a tali funzioni – ha osservato l’avv. Giuseppina Massaiu di Primoconsumo – sono responsabili per il fatto del terzo“.

Ciò è stato rilevato anche rispetto al collegio dei revisori dei conti e alle società di certificazione indicati come responsabili da citare in giudizio, oltre a Intesa San Paolo che, sulla base del decreto governativo del 25 giugno scorso, per un euro ha acquistato Veneto Banca e BPVi e che quindi, secondo le vittime della liquidazione operata, deve rispondere in quanto subentrata nelle posizioni attive e passive dell’istituto.

L’elenco della potenziale platea dei responsabili civili è molto ampia, comprendendo anche vari istituti del gruppo Veneto Banca coinvolti o intervenuti a vario titolo nelle operazioni che ne hanno progressivamente minato la solidità.

Sulla questione il giudice dell’udienza preliminare ha posto la riserva che scioglierà nella prossima seduta del 26 gennaio. Se venisse accolta la richiesta delle parti civili, Consob e Bankitalia sarebbero al tempo stesso parti civili e responsabili civili, una condizione anomala, ambivalente e, per certi versi, innaturale che lo stesso pubblico ministero ha contrastato.

Tra le questioni preliminari sollevate rimane da affrontare quella sulla competenza territoriale prospettata dai difensori di alcuni imputati i quali pongono dubbi sul momento in cui si sarebbe consumato il reato, momento che, per quanto riguarda l’ostacolo alla vigilanza, atterrebbe alle interlocuzioni e alla consegna di documenti a Bankitalia avvenute a Roma, ma il punto è controverso anche per la varietà e la complessità degli atti e dei comportamenti oggetto del procedimento.

Undici in tutto gli imputati. I più importanti sono l’ex amministratore delegato ed ex direttore generale Vincenzo Consoli e l’ex presidente Flavio Trinca i quali hanno da tempo annunciato che in caso di rinvio a giudizio affronteranno il dibattimento con rito ordinario. Gli altri nove imputati sono Diego Xausa e Michele Stiz ex componenti del collegio sindacale; Stefano Bertolo ex responsabile della direzione centrale amministrazione dal 2008 al 2014; Flavio Marcolin ex responsabile degli Affari societari e legali; Pietro D’Aguì, al vertice di Banca Intermobiliare; Gianclaudio Giovannone, titolare della Mava; Mosè Fagiani ex responsabile commerciale dal 2010 al dicembre 2014; Massimo Lembo, ex capo della Direzione Compliance; Renato Merlo direttore delle banche estere.

I reati contestati sono aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza.

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AZIONISTI TRUFFATI – FONDO DI GARANZIA

PrimoConsumo vede con estremo favore la decisione di creare un fondo per garantire un risarcimento per gli azionisti truffati. E’ sicuramente un dato importante e tuttavia, prima di esultare occorre aspettare le linee guida attuative del Decreto per comprenderne nel dettaglio l’operatività.

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Riteniamo, infatti che ancora troppi siano i punti critici, in particolare, sembrerebbe che le risorse del costituendo fondo siano insufficienti per dare adeguate risposte ai risparmiatori truffati.

“ Auspichiamo che il Governo e le Banche che sono subentrate assorbendo quelle fallite possano fornire efficaci e capienti strumenti riparatori ai consumatori-azionisti traditi, dice il Presidente dell’Associazione PrimoConsumo avv. Marco Polizzi”

Del resto non potrebbe che essere questa la linea direttrice se si considera che molti azionisti erano e sono degli imprenditori  che sviluppano la loro attività nel territorio e che, quindi, hanno risentito delle difficoltà legate ad una improvvisa impossibilità di utilizzare la liquidità che il cambio delle azioni poteva garantire.

A tutti coloro che si rivolgeranno alla nostra Associazione verranno forniti gli strumenti per accedere a questo fondo.

I nostri recapiti: Associazione Primoconsumo Via Francesco Caracciolo 2

info@primoconsumo.itwww.primoconsumo.it – 06 3973 8239

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VENETO BANCA. PRIMOCONSUMO: I RISPARMIATORI HANNO TEMPO SINO AL 11.12.2017 PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO.

VENETO BANCA. PRIMOCONSUMO: I RISPARMIATORI HANNO TEMPO SINO AL 11.12.2017 PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO.

download                  C’è tempo sino al 11.12.2017.

I reati contestati agli 11 indagati, sono, a vario titolo, quelli di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorità pubbliche di vigilanza e di aggiotaggio.

Oggetto di “forzatura” sono stati i “dati inviati periodicamente a Banca d’Italia che hanno interessato l’ammontare del patrimonio di vigilanza in relazione alla qualità dei portafoglio crediti, alla stima del sovraprezzo delle azioni, nonché del superamento degli stress test imposti dalla vigilanza europea”.

Attraverso la diffusione di notizie non vere, o non completamente vere, si è inciso notevolmente sull’ affidamento che il pubblico riponeva nella struttura bancaria. Alterazione di dati che si riflettevano in un aumento, nominale del valore dei titoli, che però anche questo non rispondeva alla realtà.

Tutto questo ha avuto conseguenze devastanti per i risparmitori

Già prima ancora dell’ispezione BCE, l’Avv. Marco Polizzi, Presidente di Primoconsumo aveva segnalato anomalie procedurali da parte di Banca Popolare di Vicenza alle istituzioni comprese Prefettura ed ABF ed il Dipartimento Servizi Finanziari dell’Associazione con l’Avv. Ersilia Urbano aveva espresso perplessità.

Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono un orrore ed un disastro per migliaia di famiglie consumatori e piccoli risparmiatori che si poteva e doveva evitare in un paese civile. Stiamo parlando di migliaia di persone.

E’ per questo che è necessario costituirsi parte civile in questo processo.

Primoconsumo ha organizzato l’azione per chiedere i risarcimenti. Per ogni informazione come per la documentazione necessaria i risparmiatori che lo desiderano potranno inviare una richiesta alla e-mail dell’Associazione info@primoconsumo.it e saranno ricontattati.

L’indicazione di Bankitalia, Consob e Veneto Banca S.p.A. come persone offese già nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Roma non soddisfa Primoconsumo.

Riteniamo infatti che chi doveva controllare – Banca D’Italia e Consob – non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio non lo ha fatto.

A queste responsabilità si aggiungono le responsabilità personali di chi ha mal gestito, ammesso e non concesso che si tratti di persone diverse e di responsabilità diverse in un sistema che lascia serie perplessità.

Basti considerare gli incarichi professionali in Veneto Banca oggi in liquidazione coatta amministrativa per decreto governativo.

Aspettiamo giustizia  da questo processo e ci costituiremo parte civile con l’Avv. Giuseppina Massaiu perdimostrare che è stata determinata artatamente un’alterazione del prezzo delle azioni della banca che ha inciso in modo significativo sull’affidamento che i risparmiatori riponevano nella stabilità patrimoniale dell’Istituto con la conseguenza che essi hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non.

Il Tribunale di Roma ha già fissato 5 udienze, oltre quella dell 11 dicembre durante le quali tutte le parti avranno la possibilità di discutere. Naturalmente si capirà anche se qualche imputato, invece che andare a dibattimento deciderà di accedere ad un rito alternativo. E’ importante che i risparmiatori che ancora non si sono attivati per la costituzione di parte civile nel processo diano incarico in questo senso. C’è tempo sino al 11.12.2017. Primoconsumo ha organizzato l’azione per chiedere i risarcimenti e per ogni informazione chi lo desidera potrà inviare una richiesta alla e-mail dell’Associazione info@primoconsumo.it e sarà ricontattato.

Vi aspettiamo a piazzale Clodio giorno 11.12.2017 in Aula Occorsio del Tribunale di Roma per potare avanti insieme le nostre ragioni.

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Processo Veneto Banca, udienza preliminare: rinviata all’11 dicembre per difetto di notifica per due imputati.

Processo Veneto Banca, udienza preliminare: rinviata all’11 dicembre per difetto di notifica per due imputati.100909_200

Vi chiediamo di comunicarci con urgenza la Vostra intenzione di volervi costituire parte civile nel processo penale. La Vostra preadesione non è assolutamente vincolante.
Il team di legali sarà composto da diversi avvocati civilisti, esperti in materia bancaria/finanziaria e penalisti.

Per preadesioni e per ogni altra informazione si prega di prendere contatto con l’associazione sita in via Francesco Caracciolo 2, tramite mail info@primoconsumo.it o contatto telefonico 06.39738239.

PRIMOCONSUMO CONTRO VENETO BANCA SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE. OGGI UDIENZA PRELIMINARE AL TRIBUNALE DI ROMA.

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PRIMOCONSUMO CONTRO VENETO BANCA SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE. OGGI UDIENZA PRELIMINARE AL TRIBUNALE DI ROMA.

L’Associazione Primoconsumo facendo seguito alle richieste ed alle sollecitazioni degli associati si costituirà parte civile, con l’Avv. Giuseppina Massaiu, come Associazione  per dare voce al diritto dei consumatori-risparmiatori traditi con lo scopo istituzionale della tutela del diritto alla trasparenza ed alla correttezza delle operazioni bancarie e delle informazioni.

Già prima ancora dell’ispezione BCE, l’Avv. Marco Polizzi, Presidente di Primoconsumo aveva segnalato anomalie procedurali da parte di Banca Popolare di Vicenza alle istituzioni comprese Prefettura ed ABF ed il Dipartimento Servizi Finanziari dell’Associazione con l’Avv. Ersilia Urbano aveva espresso perplessità.

Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono un orrore ed un disastro per migliaia di famiglie consumatori e piccoli risparmiatori che si poteva e doveva evitare in un paese civile.

Stiamo parlando di migliaia di persone.

E’ per questo che è necessario costituirsi parte civile in questo processo come Associazione di Cittadini e Consumatori perché il risparmio tradito non riguarda solo le migliaia di risparmiatori truffati ma tutti noi.

Riteniamo inoltre che il disastro, forse, poteva essere evitato se  si fossero attuati tutti gli strumenti  a disposizione delle Autorità.

A queste responsabilità si aggiungono le responsabilità personali di chi ha mal gestito, ammesso e non concesso che si tratti di persone diverse e di responsabilità diverse in un sistema che lascia serie perplessità.

Basti considerare gli incarichi professionali in Veneto Banca oggi in liquidazione coatta amministrativa per decreto governativo.

Aspettiamo giustizia  da questo processo ed oggi chiederemo di essere ammessi alla costituzione di parte civile con l’Avv. Giuseppina Massaiu per dimostrare che è stata determinata artatamente un’alterazione del prezzo delle azioni della banca che ha inciso in modo significativo sull’affidamento che i risparmiatori riponevano nella stabilità patrimoniale dell’Istituto con la conseguenza che essi hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non.

La gente, le persone, i risparmiatori si sentono traditi da tutti Banche, Istituti di vigilanza e Stato ed hanno ragione.

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Veneto Banca. Udienza 24.11.2017 Tribunale di Roma – Costituzione parte civile

Primoconsumo informa i propri utenti che il 24 novembre 2017 si celebrerà presso il Tribunale di Roma l’Udienza Preliminare relativa al procedimento penale a carico degli ex amministratori di Veneto Banca .businessman standing in front of a wall hands up bank

Attualmente sono indagati Flavio Trinca, Vincenzo Consoli, Flavio Marcolin, Pietro D’Aguì, Gianclaudio Giovannone, Francesco Favotto, Mosè Fagiani, Massimo Lembo, Renato Merlo, Diego Xausa, Marco Pezzetta, Michele Stiz, Martino Mazzocato, Roberto D’Imperio, Stefano Bertolo.

I reati contestati dagli inquirenti sono: ostacolo all’attività delle Autorità di Vigilanza e aggiotaggio.     

In quella circostanza sarà possibile la costituzione di parte civile nel processo penale, attraverso la quale si potrà formulare la richiesta di risarcimento del danno procurato da condotte che costituiscono reato. Quindi, se si proverà che la condotta illecita degli stessi ha provocato un danno agli azionisti e/o obbligazionisti insieme alla condanna penale in primo grado, verrà contestualmente concesso anche il risarcimento del danno.

A tal proposito, Vi chiediamo di comunicarci con urgenza la Vostra intenzione di volervi costituire parte civile nel processo penale. La Vostra preadesione non è assolutamente vincolante.

Si anticipa che l’Associazione sta seguendo con lo stesso interesse anche la vicenda che ha coinvolto  altri istituti di Credito fra cui Banca Popolare di Vicenza.

Il team di legali sarà composto da diversi avvocati civilisti, esperti in materia bancaria/finanziaria e penalisti.

Per preadesioni e per ogni altra  informazione si prega di prendere contatto con l’associazione sita in via Francesco Caracciolo 2, tramite mail  info@primoconsumo.it  o contatto telefonico 06.39738239. 

BANCHE, TREMONTI, MONTI… E LA “ZINGARATA” – ANGELO SANTORO E MARCO POLIZZI

Eravamo nel 1956 quando Fred Buscaglione ci deliziava con la sua canzone “Che bambola”, un ritornello anticipato da un fischio compiaciuto. Tre anni dopo, nel 1959, usciva con un altro brano fantastico “Eri piccola così”. L’immagine di un sogno e del suo ridimensionamento, una magica poesia che si è “schiantata” (come il suo autore). Un po’ la stessa situazione in cui ci siamo venuti a trovare nel folle mondo del credito che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Andato a sbattere fischiettante sotto l’ebrezza di una “zingarata”.

Raccontiamo una storia tratta dalle “estemporaneità” di Giulio Tremonti, capo incontrastato della nostra economia nei “brutti” tempi andati. Che a lui non stessero simpatiche le banche lo avevamo capito, ma che potesse arrivare ad una cosa tanto assurda non ci sarà mai dato modo di capirlo. Di un fatto siamo certi: quando hanno inventato questa “supercazzola” si sono scompisciati dalle risate come fossero i protagonisti del film “Amici miei”! Ma il presidente del Consiglio Monti, che non credo conosca il significato della parola ridere, ha riesumato il “cadavere” del mediatore prefettizio perché ci credeva davvero?!? O vuoi dire che voleva imbucarsi nella trama del film di Monicelli accompagnato dall’ironia anglosassone! Ebbene, siamo ancora qui che ci chiediamo: ma da quale scienza nasce l’idea di coinvolgere le Prefetture per risolvere un contenzioso tra privati?!? In molti pensavamo fossero cose di competenza della magistratura, invece no! Eppure nel prosieguo della nostra ricerca abbiamo trovato Arianna, pronta con il suo filo ma del labirinto non c’era traccia. Solo dopo abbiamo saputo dai protagonisti della nostra favola che era talmente “fantastico” che non lo avevano neanche disegnato! Signori, che suspense, che storia, che follia, che gran presa per i fondelli! Noi siamo arrivati alla conclusione che solo pochissimi sciamani conoscano questa magia, ma Monti, e Tremonti, pur avendola praticata, non sono fra questi! Comunque glielo andremo a chiedere, ma ora cerchiamo di mettere in fila le cose!

Giulio Tremonti, nel 2009, pensò di contrastare il credit crunch con l’Osservatorio sul credito istituito presso le Prefetture. L’obiettivo doveva essere quello di monitorare e facilitare l’accesso ai prestiti bancari per imprese e cittadini: obiettivo fallito anche per gli scarsi risultati ed ecco che l’Osservatorio viene messo a riposo, ma si, va in pensione. Almeno era ciò che pensavamo! Nel 2012, però, a sorpresa, riprende nuova energia e con il Governo Monti, viene messo pure in campo direttamente il Prefetto. L’art. 27 bis comma 1-quinquies del D.L. 24.1.2012, convertito e poi modificato con leggi successive (come già scritto nel nostro articolo precedente) quasi a rilanciarne con maggior vigore la funzione civica di tremontiana istituzione. Questo consente ora al Prefetto, in versione Monti, di esaminare la pratica relativa al credito (negato, revocato o ridotto) che riguarda il cliente della banca e, là dove il Prefetto lo ritenga meritevole di approfondimento, la questione è da lui sottoposta all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), con tutta l’autorevolezza della sua carica pubblica!

Quindi, il Prefetto, se accerta che possa esserci stato un comportamento lesivo da parte della banca nei confronti del soggetto privato, sottopone la controversia all’ABF perché valuti il comportamento dell’istituto di credito “tiranno”. In questo caso, il ricorso presentato sempre dal Prefetto e supportato da una relazione a sua firma dovrebbe avere una maggiore forza in seno all’ABF che emetterà il suo verdetto sempre secondo diritto, ma suffragato, nell’eventuale condanna della banca, dalla posizione necessariamente critica assunta dal rappresentante del Governo.

Insomma, un vero e proprio paladino dei cittadini e delle imprese vessate, che si erge innanzi ad un organismo che fonda la sua imparzialità solamente sulla competenza tecnica degli arbitri; poiché la nomina dei giudicanti è decisamente sbilanciata in favore dei banchieri… ops degli istituti di credito. Eh cari lettori, è proprio così! L’Arbitro Bancario Finanziario è sulla carta un organismo con funzioni stragiudiziarie, creato per dirimere le controversie tra privati (imprese o semplici cittadini) ed intermediari finanziari (siamo essi banche, finanziarie o Poste Italiane). In Italia ci sono solo 3 Collegi giudicanti a Milano, Roma e Napoli. Ciascun Collegio è composto da 5 giudicanti. Il Presidente del Collegio e due membri sono scelti da Banca d’Italia, uno dall’associazione che rappresenta gli intermediari finanziari, e l’ultimo, ma che dico ultimo, l’ultimissimo (in tutti i sensi) è individuato dall’associazione che rappresenta tutti noi privati; dulcis in fundo poi la segreteria tecnica, che funge da Giudice istruttore, è composta da dipendenti della Banca D’Italia. Avete capito?!? l’Istruttore della causa e quattro su cinque componenti il Collegio dell’ABF sono “manovrati” dall’Olimpo: gli Istituti di Credito!!! E costoro dovrebbero dare pareri negativi contro la banca di turno?!? Come direbbe Totò: “… ma mi faccia il piacere …”.

Insomma, Monti avrebbe dovuto sembrare più severo di Tremonti, e con il Prefetto, “ringalluzzito” dal nuovo ruolo, bilanciare le forze in campo e riportare l’impresa ed il cittadino al centro della polis. Senza lasciare, almeno in apparenza, che banche e Banca d’Italia la facessero da padroni in un Paese dilaniato dalla finanza! Ricordo ancora che Bankitalia è partecipata nell’azionariato per oltre il 94% da Istituti di Credito ed Assicurazioni. Ancora una volta Monti, Tremonti & C. hanno messo in campo alcune “false” attività solo “apparentemente” per tutelare le imprese e le famiglie. Invece (statistica docet), tutti i ricorsi a tali arbitrati o Prefetture, e le loro decisioni finali, non hanno in alcun modo riequilibrato ne’ ridato pari dignità ai rapporti tra cittadini e sistema bancario italiano. Sarà per la prossima volta! O no?!?

Angelo Santoro e Marco Polizzi

Banche, tablet e funerali – Il patibolo lo fornisce la giustizia

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Dialogo tra Angelo Santoro e l’avvocato Marco Polizzi

A.S.: Abbiamo il nome della banca, della filiale, e sappiamo anche come si chiama il direttore, ma non possiamo dirlo a nessuno perché è un segreto! E’ notizia di questi giorni, un imprenditore si uccide lasciando un biglietto con scritto “scusatemi!” L’uomo è stato trovato impiccato nella sua azienda da un parente, il messaggio era indirizzato alla moglie e ai tre figli piccoli. Le cronache dei giornali riportano che questo signore sarebbe crollato sotto il peso della disperazione quando l’istituto di credito gli aveva bloccato tutti i fidi, e quindi destinato all’infamia della centrale rischi, anticamera del fallimento. Qualcosa è scattata nell’uomo che ha deciso di porre fine alla sua vita lasciando alle persone più care la storia del suo tormento racchiusa in una sola parola: “perdonatemi”. Aveva 55 anni! Nelle stesse ore, un altro padre di famiglia, sempre cinquantenne si suicida pure lui, accanto al corpo, anche lì, viene trovato un altro biglietto che cita: “vi proteggerò dall’inferno!”. Ad oggi sappiamo solo che, contagiato dal morbo della follia, commette una strage in famiglia e poi rivolge l’arma su se stesso per porre fine alla sua esistenza terrena. Il gesto, forse, lo premeditava da tempo, da quando, cioè, era iniziato l’iter dell’esproprio della casa dove viveva da sempre con i suoi cari. La banca, i debiti, l’asta della sua vita e della sua anima, hanno fatto crollare le ultime riserve di lucidità. Ecco che l’uomo viene risucchiato dal gorgo della pazzia, e come lui stesso dice: “all’inferno”! Migliaia di persone si sono ammazzate, il copione sembra essere, e in moltissimi casi lo è, identico: banca, revoca dei fidi, fallimento, beni immobili che si dissolvono, suicidio. Questa è la cronologia di morti annunciate. Eppure anche i più inesperti funzionari di banca dovrebbero rendersi conto che questi gesti estremi sono commessi da persone perbene! I malfattori di professione, invece, fanno uccidere gli altri. Mi chiedo le ragioni di tanta superficialità, di questa indifferenza, quasi una sorta di “istigazione” a rivolgere la violenza su se stessi?!? Cosa ci guadagnano questi Istituti diScredito? Forse che alcune banche, oltre ai Tablet, vendono anche funerali?!? …

M.P.: No mio caro Angelo, non casse da morto ma possibilità di usare il ricatto.

La banca ti segnala alla centrale come insolvente (sofferente), il funzionario si è coperto dal rischio interno e cosa più funzionale Ti costringe a correre a pagare altrimenti salti.

Ma la cosa più anomala in un contesto in cui la Tua controparte decide la Tua vita è che la nostra Corte di Cassazione con la Sent. 1725/14, resa pubblica il 29.1.15 nella causa da me patrocinata, si ostina a sostenere che non può essere sostenuta l’illegittimità della norma che conferisce questo potere alle banche Tue carnefici.

Afferma la Suprema Corte che Il fatto che la norma nel concetto di insolvenza non fa riferimento a parametri economici predefiniti lascia agli intermediari un certo margine di discrezionalità che però deve essere fondato su dati oggettivi.

Poi uno riflette e pensa questi dati oggettivi saranno mai valutati da un organo terzo in favore del debitore defunto?

L’ho chiesto alla collega avvocato Urbano, capo dipartimento finanza dell’associazione consumatori che presiedo, mi ha risposto con una speranza: l’Associazione potrebbe rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea e poi, finalmente, il ddl Buemi sulla responsabilità civile dei magistrati è divenuto legge!

Angelo Santoro