PRIMOCONSUMO : UN AIUTO AI SOVRAINDEBITATI- ordinanza “storica” del Tribunale di Roma

Il provvedimento del 29.04.2019 del Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, che ha accolto il ricorso dell’Avv. Nicholas M. Vermaaten, Consulente dell’Associazione Specializzato in materia di Sovra-indebitamento, ed in particolare nella procedura di liquidazione del patrimonio del debitore ex art. 14 ter Legge 2/2012, si pone come un primo ed importantissimo precedente in questa materia del Foro di Roma.

Il ricorso presentato dal nostro Consulente si basa sulla legge n. 3 del 27 gennaio 2012, definita “legge salva suicidi” che ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione per aiutare i c.d. sovraindebitati a far fronte ai debiti contratti affinchè agevolmente e senza troppi sacrifici riescano ad estinguirli ed, al contempo, evitare che possano essere iniziate o proseguite, in loro danno, procedure esecutive (pignoramenti immobiliari, mobiliari e presso terzi).

La procedura ha inizio con il deposito di un ricorso, presso il Tribunale del luogo in cui ha la residenza il sovraindebitato, a mezzo di un avvocato e con l’assistenza di professionista incaricato denominato Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento (c.d. OCC).

Le procedure per raggiungere alla esdebitazione sono tre:

1) il piano del consumatore

2) l’accordo di ristrutturazione dei debiti

3) la liquidazione del patrimonio.

Ebbene il recentissimo provvedimento del Tribunale di Roma ha riguardato proprio questa ultima modalità.

Il tratto più saliente del provvedimento risiede nel fatto che il Giudice ha aperto la procedura, in difformità di un orientamento restrittivo di lettura della legge, accogliendo la tesi per cui il compendio patrimoniale dalla cui liquidazione sarebbero dovute essere attinte le risorse attive da devolvere all’esintizione della posizione debitoria del sovra-indebitato, può essere rappresentato dal reddito da lavoro autonomo del ricorrente presente e futuro.

Mentre l’orientamento restrittivo anche recente (Trib. Mantova 18.06.2018 n. 43) esclude che la procedura possa avere inizio laddove non si riscontrino beni già presenti da cui attingere, il Trib. di Roma ha accolto la tesi che ammette il caso in cui il sovraindebitato sia titolare solamente di crediti presenti/futuri derivanti da lavoro anche autonomo da destinare alla liquidazione (Trib. Verona 21.12.2018).

La lettura della Legge “Salva Suicidi” data dal Tribunale di Roma da nuova linfa, con tutte le cautele del caso, ad un istituto giuridico ancora poco conosciuto ed utilizzato ma dalle enormi pontenzialità se correttamente applicato.

 

SI CHIUDONO IL 17 APRILE GLI OPEN DAYS PER LA CONSULENZA EXTRA-ALBERGHIERA

I PROFESSIONISTI PRIMOCONSUMO PARTECIPANO ALL’INIZIATIVA DI RHOME SHARING

Proseguono a Roma gli incontri gratuiti del team di professionisti di Primoconsumo specializzati in turismo.

Mercoledì 17 aprile Commercialisti, Avvocati e Tecnici incontreranno nuovamente i proprietari e gestori di B&B, Affittacamere, Case Vacanze, Case Ferie e Locazioni Turistiche nell’ultima delle tre giornate (4, 11 e 17 aprile).
L’iniziativa sta avendo grande successo: dopo il tutto esaurito delle prime due giornate, restano le ultime disponibilità per il 17 aprile, dalle 15:00 alle 19:00.
Due professionisti di Primoconsumo, Mikaela Hillerstrom, Avvocato e Sergio Lombardi, Dottore Commercialista, saranno fra i consulenti a disposizione degli Host nella tre giorni.
Hanno parlato di “3 Open Days” vari siti e pagine dedicate al turismo extra-alberghiero: Travelnostop, ANBBA, Associazione Extra, ASPPI C.Romani.

Ingresso libero con prenotazione

al numero 3208706468

o all’email info@rhomesharing.it

o info@taxbnb.it

 

 

 

IMPOSTA DI SOGGIORNO E PECULATO

I PROFESSIONISTI PRIMOCONSUMO A NAPOLI CON UN WORKSHOP SUL PECULATO PER MANCATO RIVERSAMENTO DELL’IMPOSTA DI SOGGIORNO

Mikaela Hillerstrom e Sergio Lombardi, consulenti Primoconsumo, presentano il 1° marzo a Napoli un workshop con l’Abbac – Associazione Bed&Breakfast e Affittacamere della Campania: IMPOSTA DI SOGGIORNO: PROFILI PENALI, REATO DI PECULATO

Sarà un incontro straordinario sui rischi conseguenti al mancato riversamento dell’imposta di soggiorno. Le conseguenze penali sono spesso sottovalutate dai gestori di strutture ricettive: il mancato riversamento dell’imposta di soggiorno integra il reato di peculato, come ribadito da recentissime sentenze della Cassazione (l’ultima del 7 febbraio 2019). Numerosi i procedimenti penali su tutto il territorio nazionale a carico di titolari di strutture ricettive. L’incontro, primo di una serie di confronti sul tema in varie città, è organizzato a Napoli, attualmente ai vertici nazionali ed europei come crescita del turismo extra-alberghiero. A Napoli, i professionisti di Primoconsumo parteciperanno il 27 e 28 febbraio anche ad Hospitality Sud, attualmente l’unico appuntamento del Centro Sud Italia per gli operatori dell’hotellerie e dell’extralberghiero.

PROGRAMMA EVENTO DEL 1° MARZO:

Con Agostino Ingenito, Presidente Abbac, affronteranno l’argomento dal punto di vista legale e fiscale due professionisti specializzati nella materia turistica:

Mikaela Hillerstrom – Avvocato

Sergio Lombardi – Dottore Commercialista

Si approfondiranno tutti gli aspetti della gestione dell’imposta di soggiorno:

  • suggerendo agli operatori la corretta compliance,
  • guidandoli nelle regolarizzazioni fiscali,
  • commentando la recente giurisprudenza di cassazione in materia,
  • individuando profili di difesa e di prevenzione dei reati contabili.

IMPOSTA DI SOGGIORNO: PROFILI PENALI, REATO DI PECULATO

1 marzo 2019 – ore 12:00 Sede Abbac – via Toledo 116

Per partecipare all’evento, si prega di contattare la sede Abbac in orari di ufficio.

Tel 0813440891 – cell 3755034102 – info@abbac.it

Pagina evento: https://www.facebook.com/events/775346256174270/

Profilo completo degli speakers:
Sergio Lombardi – Dottore Commercialista
Dopo la sua lunga esperienza in Ernst&Young, PriceWaterhouseCoopers, Accenture e Deloitte, Sergio Lombardi opera come libero professionista esclusivamente nel settore extra-alberghiero e locazioni turistiche, fornendo quotidianamente a property managers e proprietari consulenza e assistenza, pubblicando articoli su riviste specializzate (fra i vari editori, Ipsoa e Giuffrè) e su quotidiani economici (fra cui Il Sole 24 Ore e Italia Oggi), partecipando come speaker alle più importanti manifestazioni di settore.

Gli articoli sul turismo sono raccolti su: www.sergiolombardi.net/turismo.htm

Sergio è fra i relatori del convegno fiscale del 28 febbraio ad Hospitality Sud, a cura dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli, presso la Stazione Marittima di Napoli.

Mikaela Hillerstrom – Avvocato
Esperta in Diritto Amministrativo e specializzata in materia di commercio e attività terziarie, urbanistica, edilizia e turismo, Mikaela Hillerstrom appartiene allo Studio Tedeschini, uno dei top legal in campo amministrativo,
www.tedeschinilex.it/presentazione.html ed è consulente esperta in materia di diritto amministrativo e consulente di Primoconsumo, una rappresentativa associazione di tutela dei consumatori, attiva anche nel settore del turismo extra-alberghiero.

Mikaela ha appena presentato a Cagliari ad Extra 2018 i suoi nuovi workshop: il primo sulla normativa nazionale e regionale in materia di turismo extra-alberghiero e il secondo su verbali, sanzioni ed ispezioni cui possono essere soggette le strutture extra-alberghiere e le locazioni turistiche. Mikaela sta patrocinando il ricorso contro il Contributo di Soggiorno di Roma Capitale per le Locazioni Turistiche, attualmente pendente innanzi al Tar del Lazio.

I DATI AIRBNB E BOOKING ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PRESTO I DATI DEI PROPRIETARI AL FISCO

Matteo Frigerio di Airbnb torna sull’argomento dei dati dei proprietari.
Intervistato da Radio 24, ribadisce la volontà di Airbnb di fornire all’Agenzia delle Entrate le informazioni sulle prenotazioni previste dal DL50.
Cliccando sul logo di seguito, il link alla trasmissione. Il passaggio relativo agli aspetti fiscali inizia al minuto 36:16
 
A quest’altro link l’approfondimento di Sergio Lombardi per Primoconsumo sugli impatti dirompenti della collaborazione fra Airbnb e l’Agenzia delle Entrate.
 
 
 
 
 
 
 

L’INCHIESTA SU BOOKING

Una delle vicende più preoccupanti per il settore extra-alberghiero è la recente inchiesta della Procura di Genova su Booking.com, annunciata a dicembre 2019. I magistrati hanno richiesto con una rogatoria dall’Olanda tutti i documenti relativi alle prenotazioni in Italia di Booking. L’inchiesta riguarda l’Iva non versata in Italia da Booking, ma la documentazione richiesta contiene tutte le informazioni sulle prenotazioni in Italia e sulla cedolare secca non applicata dal portale da giugno 2017.

Booking è anche nel mirino dell’Antitrust per presunte pratiche commerciali non corrette. In attesa di una analisi più approfondita, ecco il link alla pagina dedicata alla vicenda, con alcuni dei numerosissimi articoli apparsi sull’argomento su giornali e siti di informazioni.

I RISCHI PER I PROPRIETARI NON ADEMPIENTI

Attualmente, i controlli fiscali sulle locazioni brevi vengono effettuati soprattutto su segnalazione delle Forze dell’ordine (maggiormente la Polizia Locale) ed Amministrazioni, che vigilano sulle strutture presenti nel territorio, spesso con onerose metodologie “porta-a porta”.

Quando saranno presenti nell’Anagrafe Tributaria tutte le informazioni fiscali e patrimoniali relative ai soggetti che producono redditi da locazione breve, come annunciato ieri da Airbnb, potranno essere attuate le metodologie già applicate con successo dall’Agenzia delle Entrate nell’accertamento delle altre tipologie di redditi.

INCROCIO DEI DATI

Una volta disponibili i dati sulle locazioni brevi, essi saranno forniti e incrociati con quelli già a disposizione nei database delle altre Istituzioni e Amministrazioni (Comuni, Polizia di Stato, Regioni ecc.), per verificare in ogni ambito i corretti adempimenti dei gestori delle strutture.

SANZIONI PENALI

Oltre alle sanzioni tributarie e amministrative, alcune omissioni negli adempimenti di strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche hanno implicazioni penali. Fra questi, vanno ricordati la mancata comunicazione dei dati degli ospiti alla Questura e il mancato versamento dell’imposta di soggiorno, considerato in alcuni casi peculatooltre alle sanzioni penali previste per le violazioni fiscali oltre determinati limiti.

AIRBNB: IL DATO E’ TRATTO

di Sergio Lombardi

LA PIATTAFORMA DI HOME SHARING E’ DISPONIBILE A FORNIRE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE I DATI DEI SUOI HOST

Da alcuni mesi il mondo dell’home sharing italiano ha il fiato sospeso per la vicenda Airbnb. L’annuncio di Matteo Frigerio – country Manager Airbnb per l’Italia, riportato il 19 dicembre da La Repubblica (a pag. 26) ha interrotto un silenzio che durava da molto tempo. Per la precisione, l’ultimo capitolo giudiziario della lunga contesa fra Airbnb e l’Agenzia delle Entrate, iniziata a settembre 2017, era stata un’udienza pubblica al Tar del Lazio ad ottobre 2018, sulla quale poco è trapelato (vedi di seguito tutte le date di questa storia). Il dialogo con le istituzioni, invocato ed annunciato da Airbnb attraverso recenti interviste e speech pubblici dei suoi rappresentanti, sembra aver portato dei risultati.

L’apertura definitiva è stata fornita da Frigerio (nella foto) nell’intervista di ieri con queste parole: “In diversi Paesi europei è iniziato un percorso con i governi che va nella direzione di una collaborazione basata sulla maggiore trasparenza e condivisione in materia di dati, non c’è preclusione ad andare nella stessa direzione anche in Italia“. Come già descritto efficacemente in questo articolo, il primario obiettivo strategico dell’Agenzia delle Entrate nell’attuazione del DL 50/2017 risiede nelle informazioni sui contratti ivi prescritte, relative alle proprietà locate su Airbnb e sugli altri portali e agli effettivi beneficiari.

TASSA AIRBNB

Impropriamente, la cedolare secca prevista dal DL50 è stata denominata dai media “tassa Airbnb”, ma in realtà essa ha come soggetti passivi dell’imposta i percettori di redditi da locazioni brevi. L’imprecisione mediatica diviene poi pericolosa, perchè può far perdere di vista la titolarità e responsabilità di tali redditi, che resta in capo ai contribuenti. Al momento, dal Bilancio dello Stato appare che, anche in assenza di ritenute dei portali, nemmeno i proprietari e piccoli gestori beneficiari di tali redditi sembrano aver adempiuto ai loro obblighi individuali di dichiarazione e versamento della tassa, quindi la responsabilità del mancato gettito non può essere attribuita agli intermediari, come viene invece quotidianamente e approssimativamente affermato. Ma con l’acquisizione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate, lo scenario cambierà e l’evasione verrà contrastata.

GLI ALTRI PORTALI

Booking e Homeaway, parte del gruppo Expedia, hanno disapplicato la cedolare secca, senza adire alcuna Autorità giudiziaria. Anche se Booking in alcuni casi non interviene nei pagamenti, sarebbe comunque tenuta a comunicare come tutte le OTA e intermediari che intervengono nel perfezionamento dei contratti, tutte le informazioni relative ai proprietari e gestori e al valore delle prenotazioni.

IL FLOP DELLA CEDOLARE SECCA

Fin dalla sua introduzione, la cedolare secca ha deluso ogni aspettativa, fornendo incassi molto inferiori alle previsioni di bilancio: il gettito della cedolare secca era stato sovrastimato già nel periodo introduttivo 2011-2015 su importi molto maggiori delle entrate effettive, che sono state circa un quarto delle previsioni.

Gli ultimi sviluppi, se confermati, non rappresentano affatto una rinuncia dello Stato all’incasso della tassa al 21% prevista sulle locazioni brevi, quanto invece un rafforzamento dell’azione di accertamento e di lotta all’evasione, attraverso l’acquisizione dei dati reddituali dei proprietari.

CHI VINCE

La comunicazione dei dati delle prenotazioni da parte di Airbnb, quando si compierà, rappresenta una classica situazione winwin: a beneficiarne saranno anzitutto l’Agenzia delle Entrate ed Airbnb e le altre OTA. Il parziale beneficio per gli intermediari che già operano ritenute (agenzie immobiliari, procacciatori, property managers e portali) consisterà nella trasparenza e nella simmetria degli obblighi di reporting. Infine, tutti gli host fiscalmente in regola, oltre a non dover temere accertamenti e richieste del fisco, vedranno assottigliarsi la concorrenza degli abusivi e degli evasori.

CHI PERDE

Qualche perdente ci sarà: a rischiare, una volta resi noti i dati relativi alle prenotazioni e ai beneficiari, saranno gli host evasori totali o parziali. Da un eventuale accordo e “ammorbidimento” del DL50 ci perdono anche alcune categorie di operatori turistici, che hanno un po’ speculato in questa situazione, additando strumentalmente l’intero settore dell’home sharing come il più pericoloso e preoccupante fenomeno di illegalità in Italia.

I RISCHI PER I PROPRIETARI NON ADEMPIENTI

Attualmente, i controlli fiscali sulle locazioni brevi vengono effettuati soprattutto su segnalazione delle Forze dell’ordine (maggiormente la Polizia Locale) ed Amministrazioni, che vigilano sulle strutture presenti nel territorio, spesso con onerose metodologie “porta-a porta”.

Quando saranno presenti nell’Anagrafe Tributaria tutte le informazioni fiscali e patrimoniali relative ai soggetti che producono redditi da locazione breve, come annunciato ieri da Airbnb, potranno essere attuate le metodologie già applicate con successo dall’Agenzia delle Entrate nell’accertamento delle altre tipologie di redditi.

INCROCIO DEI DATI

Una volta disponibili i dati sulle locazioni brevi, essi saranno forniti e incrociati con quelli già a disposizione nei database delle altre Istituzioni e Amministrazioni (Comuni, Polizia di Stato, Regioni ecc.), per verificare in ogni ambito i corretti adempimenti dei gestori delle strutture.

SANZIONI PENALI

Oltre alle sanzioni tributarie e amministrative, alcune omissioni negli adempimenti di strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche hanno implicazioni penali. Fra questi, vanno ricordati la mancata comunicazione dei dati degli ospiti alla Questura e il mancato versamento dell’imposta di soggiorno, considerato in alcuni casi peculatooltre alle sanzioni penali previste per le violazioni fiscali oltre determinati limiti.

PERIODO DI DECORRENZA

La domanda prevalente della platea di host in questa nuova fase della lunga battaglia è la seguente: i dati trasmessi da Airbnb saranno relativi al pregresso (periodo da giugno 2017) o al corrente? Ignorando i dettagli dell’accordo fra il colosso USA e l’Agenzia delle Entrate, si possono ipotizzare varie opzioni. Lo scenario più preoccupante per evasori e abusivi è chiaramente la disclosure da parte di Airbnb di tutti i dati a partire da giugno 2017. Poichè il portale dispone di tutte le informazioni (la situazione storica delle proprie prenotazioni è visibile ad ogni host nella sezione account del sito), non sembrano esserci motivi tecnici per non fornirli all’Agenzia delle Entrate. I redditi 2017 si prescriveranno solo il 31/12/2023 e, in caso di omessa dichiarazione o di accertamento, i termini si estendono.

REGOLARIZZAZIONI

Gli adempimenti fiscali possono essere regolarizzati, attraverso la presentazione di dichiarazioni integrative, tardive e il ravvedimento operoso. Avviare un processo di regolarizzazione oggi, oltre a ridurre le sanzioni, limita la possibilità di un accertamento su tutti gli altri adempimenti amministrativi e di Pubblica Sicurezza e le relative conseguenze.

LE REAZIONI

Con comunicato stampa del 19 dicembre, la FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), ha contestato l’ipotesi d’accordo, lamentandosi di “due pesi e due misure” e ricordando la scrupolosa applicazione delle ritenute al 21% da parte degli Agenti immobiliari fin dal giugno 2017. “Se il mercato è lo stesso, c’è bisogno di regole uguali per tutti, nessuno escluso. Altrimenti aboliamo la tassa”, conclude  il Presidente FIMAA Santino Taverna.

Ancora da conoscere la posizione dei Property Managers, altra categoria che ha fatto della compliance del DL50 un punto d’orgoglio.

 Fra le altre reazioni, quella di Alessandro Nucara, Direttore Generale di Federalberghi, che con un tweet del 19 dicembre, boccia la proposta di settlement:  “Airbnb, bontà sua, si dichiara disposto a comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate (cosa che è obbligatoria per legge), a condizione che il Governo riveda l’impianto generale della manovra. L’impudenza ha raggiunto livelli stellari. Lo Stato, se c’è ancora, batta un colpo.”

E GLI ALTRI INTERMEDIARI?

Qualora l’intesa fra l’Amministrazione finanziaria e Airbnb venga confermata, essa potrà avere diverse forme. Nel caso di semplice accordo fra le due parti senza modifiche del DL50, la collaborazione di Airbnb nel fornire i dati dei proprietari a fronte di una non attribuzione del ruolo di sostituto d’imposta, da un lato porterebbe a uno squilibrio applicativo, ma dall’altro potrebbe attrarre le altre OTA alla stipula di simili accordi, per indurle ad adempiere quantomeno all’obbligo di comunicazione dati, con grandi benefici per le casse dello Stato. Attualmente Booking e gli altre sei maggiori portali detengono il 60% delle prenotazioni, mentre Airbnb ha solo il 40%. Escludendo l’abrogazione completa del DL50 che, ancor prima di dettare il comportamento degli intermediari, contiene l’importante estensione della cedolare secca ai redditi da locazione breve e da sublocazione, si può pensare a modifiche dell’attuale formulazione.

Una ipotesi potrebbe essere una attenuazione del DL50, mantenendo solo alcuni dei quattro obblighi attuali (trattenuta, versamento, certificazione, trasmissione dati). Se ciò avverrà e per quali soggetti, verrà presto chiarito.

LA CAUSA AIRBNB

Nell’immagine che segue, i molti capitoli di questa storia, forse arrivata al finale.

LO SCENARIO EUROPEO

Essendo ancora in piedi la causa Airbnb, va considerata la possibilità che il Tar, o successivamente il Consiglio di Stato, rimetta il giudizio Airbnb alla Corte di giustizia dell’Unione europea in via pregiudiziale. Secondo il Consiglio di Stato, le molteplici questioni dedotte da Airbnb nel suo ricorso in relazione a una possibile lesione del diritto dell’Unione Europea, “appaiono meritevoli di attento apprezzamento e come tali devono essere approfondite nella più opportuna sede del merito anche in relazione all’eventuale rimessione ai sensi dell’art. 267, par. 2, TFUE” (Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea). Questo, naturalmente, comporterebbe tempi molto lunghi per il giudizio della CEDU.

AGGIORNAMENTO DELL’ARGOMENTO CON LE ULTIME DICHIARAZIONI DI AIRBNB A RADIO 24 A FEBBRAIO 2019 A QUESTO LINK

PETIZIONE CONTRO GLI EMENDAMENTI SULLE LOCAZIONI BREVI IN LEGGE DI BILANCIO

 

 

 

 

 

 

PRIMOCONSUMO ADERISCE ALL’APPELLO CONTRO GLI EMENDAMENTI PRESENTATI ALLA CAMERA CHE VIOLANO I PIU’ ELEMENTARI PRINCIPI GIURIDICI E INVITA TUTTI GLI ASSOCIATI E I CITTADINI A FIRMARE LA PETIZIONE

di Avv. Mikaela Hillestrom

Primoconsumo ha aderito all’appello, sottoscritto dalle maggiori associazioni di proprietari, in rappresentanza degli oltre 400mila proprietari di immobili destinati in Italia ad attività ricettive extra-alberghiere e a locazioni brevi, per contestare gli emendamenti proposti alla Legge di Bilancio (ddl C. 1334) da alcuni Deputati in V Commissione Bilancio, perchè lesivi del diritto di proprietà tutelato dall’art. 42 della Costituzione, lesivi della potestà legislative delle Regioni di cui all’art. 117 della Costituzione, perchè stravolgono il concetto civilistico di impresa di cui all’art. 2082 C.C. e ledono il principio della concorrenza in quanto creano un’ingiusta discriminazione per la locazione breve rispetto ad altre forme ricettive alberghiere ed extra-alberghiere.

Con l’appello, i proprietari e Primoconsumo hanno richiesto di essere auditi dal Ministro Di Maio, dal Ministro Centinaio e dalle competenti Commissioni Parlamentari sul ruolo economico e sociale della categoria dell’ospitalità extra-alberghiera e della locazione breve, sui danni che riforme disorganiche possono creare al settore e sulla possibilità di semplificare l’espletamento dei numerosi adempimenti che i titolari e gestori devono compiere, nel rispetto della competenza regionale.

I firmatari hanno chiesto nell’appello l’apertura di un tavolo di confronto del settore con il Governo e le Regioni al fine di garantire la legalità e migliorare la compliance in un clima di certezza del diritto.

I firmatari di questo appello:

AIBBA – Stefano Calandra

ANBBA – Marco Piscopo

Difesa Proprietari – Sergio Lombardi

Extra – Maurizio Battelli

Host Italia – Valerio Nicastro

Host+Host – Gianni Facchini

Primoconsumo – Mikaela Hillerstrom

 

L’appello è diventato una petizione, appena pubblicata online:

www.change.org/p/presidente-del-consiglio-appello-per-riconoscimento-del-ruolo-del-turismo-extra-alberghiero-e-delle-locazioni-brevi

GAS. BOLLETTE O CONGUAGLI DOPO I 2 ANNI NON SI PAGANO. MAXI CONGUAGLI ADDIO

GAS. BOLLETTE O CONGUAGLI DOPO I 2 ANNI NON SI PAGANO. MAXI CONGUAGLI ADDIO

Anche per il gas come per l’energia elettrica la prescrizione si riduce a 2 anni.

Per l’energia elettrica è già così dal 1 marzo 2018 per il gas dal 1 gennaio 2019.

Vi invitiamo pertanto a controllare bene le bollette ed i conguagli perchè il venditore ed il distributore hanno l’obbligo di informarvi sulla avvenuta prescrizione delle somme.

Finalmente MAXI CONGUAGLI ADDIO!

Per avere maggiori informazioni basta compilare il modulo “richiedi assistenza” sul sito www.primoconsumo.it o chiamare lo sportello del consumatore al numero 0639738239 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

 

 

 

 

LOCAZIONI BREVI IN PERICOLO

 

 

 

 

 

 

di Sergio Lombardi

PRESENTATI EMENDAMENTI ALLA LEGGE DI BILANCIO CHE ASSOGGETTANO LE LOCAZIONI BREVI AD UNA SERIE DI LIMITAZIONI, ADEMPIMENTI E PRESUNZIONI DI IMPRENDITORIALITA’ RENDENDOLE DI FATTO IMPOSSIBILI. SI CONFIDA NEL BUON SENSO

La Legge di Bilancio (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) – Atto della Camera 1334 è attualmente all’esame delle Commissioni della Camera dei Deputati.

Il disegno di legge è stato assegnato alla V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati in sede Referente il 6 novembre 2018.

Fra le proposte di modifica al testo del ddl, spiccano sei emendamenti firmati da alcuni deputati dell’opposizione, in cui sono replicati tre articoli.

Emendamenti 55.017 e 55.056: Interpretazione autentica della definizione di attività d’impresa in ambito turistico alberghiero

Il primo comma rappresenta una presunzione di imprenditorialità per i soggiorni da 1 a 7 giorni.

Il secondo comma prevede che la somministrazione di alimenti e bevande e la prestazione di servizi, inclusi la pulizia dei locali, il cambio di biancheria associati alla fornitura di un alloggio, determinino sempre l’insorgere di un rapporto di prestazione alberghiera.

Emendamenti 55.018 e 55.057: Tutela della salute e della sicurezza dei clienti delle locazioni brevi

Prevede il rispetto dei requisiti strutturali ed igienico sanitari, le condizioni di sicurezza e salubrità e l’applicazione delle regole tecniche di prevenzione incendi previste per le strutture ricettive turistico alberghiere.

In questo articolo c’è inoltre una completa equiparazione delle locazioni turistiche alle strutture ricettive.

Emendamenti 55.019 e 55.052: Registro nazionale delle locazioni brevi

Prevedono un registro nazionale, relative complicazioni burocratico-operative e altre limitazioni, fra cui spicca la necessità dell’attestazione dell’assenso del condominio per svolgere l’attività di locazione turistica e maxi multe da 3.000 euro al giorno.

Gli emendamenti descritti violano palesemente i più fondamentali principi giuridici, fra cui la competenza a legiferare in materia di turismo e la definizione civilistica di impresa, oltre che il diritto di proprietà.

Anche qualora venissero ritirati o non approvati, gli emendamenti presentati dai membri della V Commissione Bilancio della Camera rappresentano un inquietante segnale verso il turismo extra-alberghiero, che necessita invece di semplificazione. La contrapposizione fra diversi operatori non ha senso: i flussi turistici assicurano benessere a tutte le categorie.

Il settore turistico italiano può essere migliorato nel suo complesso, solo quando questi conflitti cesseranno e il dibattito sarà concentrato sulla qualità e sulla competizione, ma con altri Paesi concorrenti dell’Italia, che sono attualmente (e a volte inspiegabilmente e immeritatamente) i leader nel turismo globale.

Sì ad una fair competition fra categorie e tipologie, in cui prevalga chi offre migliore qualità, innovazione e servizi agli ospiti. No alle lobby, no all’eliminazione dell’avversario per decreto.

Link agli emendamenti della V Commissione della Camera, che comprendono, da pag. 159 a pag. 164, i sei emendamenti qui commentati:

(VERSIONE WEB)

(FORMATO PDF)

LA QUESTIONE DEL CANONE RAI PER LE STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

 

 

 

 

 

 

 

URGE UN RIORDINO DELLE TARIFFE DEL CANONE RAI APPLICATE ALLE STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE: L’ANBBA SI CONFRONTA CON LA RAI PER L’ARMONIZZAZIONE DEL SETTORE

Ai fini del canone Rai, attualmente le attività extra-alberghiere sono assimilate agli alberghi, prevedendo per i gestori di Bed and Breakfast, Case Vacanze e Affittacamere la tariffa speciale di 203,70 euro all’anno per un solo televisore (Categoria E) e di 407,35 euro all’anno per la fascia da 1 fino a 10 televisori (Categoria D).

Per i B&B, è previsto inoltre l’abbonamento Rai per il proprietario, in quanto residente nell’appartamento e titolare di un utenza domestica di fornitura elettrica, con il pagamento del canone di 90 euro in bolletta.

Dopo aver presentato negli anni vari interpelli senza risposta, ANBBA, l’Associazione Nazionale B&B, Affittacamere, CaV e LT, sta proponendo in questi giorni alla Rai una armonizzazione delle tariffe applicate al settore extra-alberghiero con “un canone ridotto ed accessibile con l’esclusione nei B&B di quello in bolletta“.
Auspichiamo un equo riordino delle tariffe del canone Rai per l’extra-alberghiero in tempi ragionevoli e vi aggiorneremo presto.

Pagina Rai con tariffe canone speciale

 

 

 

 

 

 

(primo marchio aziendale Rai – 1948 – Arch. Erberto Carboni)

AGGIORNAMENTO 22/11/2018:

Alla Camera dei Deputati è in esame la Legge di Bilancio (ddl C. 1334). In V Commissione Bilancio sono stati presentati degli emendamenti peggiorativi delle attuali tariffe del canone speciale Rai.

Allegato: estratto emendamenti sulla Rai

ROTTAMAZIONE TER. AL VIA DAL 13 NOVEMBRE!

ROTTAMAZIONE TER. AL VIA DAL 13 NOVEMBRE!

Il Decreto Legge 23 ottobre 2018, n. 119 è entrato in vigore. La rottamazione ter al via dal 13 novembre per la presentazione delle istanze.

Se avete debiti pendenti avrete la possibilità di una definizione agevolata con l’Agenzia della riscossione.
Il periodo interessato dalla rottamazione ter riguarda i ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Avete la possibilità di chiudere la vostra posizione non pagando le sanzioni e gli interessi di mora ect.

Potrete pagare in unica soluzione o a rate a decorrere dal 2019.

Attenzione ai termini di presentazione della domanda. Avrete tempo sino al 30 aprile 2019 per la rottamazione ter.

La presentazione della domanda presenta molti vantaggi tra i quali la sospensione delle procedure esecutive, di prescrizione e decadenza e degli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni.

Per avere maggiori informazioni basta compilare il modulo “richiedi assistenza” sul sito www.primoconsumo.it o chiamare lo sportello del consumatore al numero 0639738239 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.