ASSEGNI FAMILIARI. VANNO AGGIUNTI ALL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER I FIGLI. ATTENZIONE!

ASSEGNI FAMILIARI. VANNO AGGIUNTI ALL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER I FIGLI. ATTENZIONE!

Gli assegni familiari spettano al genitore presso cui i figli sono collocati e vanno aggiunti all’assegno di mantenimento per i figli.

Ne consegue che se il genitore che percepisce gli assegni familiari non è il genitore collocatario deve corrisponderli alla moglie.

Il principio può essere superato dallo volontà delle parti e/o da una diversa disposizione del Giudice.

L’art. 211 della legge 19 maggio 1975, n. 151 espressamente prevede che il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che ad essi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che di essi sia titolare l’altro coniuge.

L’assegno al nucleo familiare non può essere richiesto da entrambi i genitori ma solo da uno dei due in accordo tra loro. In caso di disaccordo prevale il collocatario.

Attenzione alla prescrizione del diritto agli assegni familiari che è di 5 anni per la richiesta all’INPS.

Attenenzione perche si può commettere l’illecito dell’appropriazione indebita che costituisce reato.

Attenzione perchè chi ha percepito e trattenuto indebitamente gli assegni familiari avrà l’obbligo di restituire tutte le somme erogate negli ultimi 10 anni.

Attenzione perchè gli assegni familiari vanno aggiunti all’assegno di mantenimento per i figli.

Avv. Ersilia Urbano

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ddl pillon

NO AL DDL PILLON. I DIRITTI SONO DEI FIGLI.

NO AL DDL PILLON .
I DIRITTI SONO DEI FIGLI NON DEGLI ADULTI.
I diritti sono dei figli non dei genitori. NO AL DDL PILLON.
Le previsioni del ddl Pillon sembrano aver perso di vista questo principio. 
La suddivisione paritetica dei figli non è conforme al loro preminente interesse. 
Così come il mantenimento diretto nei periodi di permanenza del figlio presso il genitore.
Così come la mediazione obbligatoria.
I bambini hanno bisogno di stabilità di persone e di spazi, di ritmi di vita adeguati e a loro conformi, di genitori responsabili rispetto alle loro esigenze e priorità.
I figli vengono da noi ma non ci appartengono. Kahlil Gibran (1883 – 1931)  
La genitorialità non è un diritto del genitore è un diritto del figlio.
La separazione è della coppia coniugale, non di quella genitoriale.
Solo così si rispetta il diritto di famiglia.

Avv. Ersilia Urbano

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ASSEGNO DIVORZIO CONTA IL CONTRIBUTO ALLA FAMIGLIA PRIMOCONSUMO

ASSEGNO AL CONIUGE E CASA CONIUGALE. L’EX-CONIUGE PUO’ DEDURSI LE SOMME.

Il diritto alla deduzione dell’assegno periodico corrisposto al coniuge è espressamente previsto dalla legge.

Il contributo all’affitto dellimmobile può dedursi se riconducibile al mantenimento del coniuge.

L’importante ai fini della deducibilità è che la somma sia riferibile al mantenimento del coniuge e non anche destinata al mantenimento dei figli.

Nel provvedimento di separazione è bene indicare in maniera dettagliata la parte dell’importo mensile destinata al coniuge e la parte destinata ai figli.

Si riporta testualmente di seguito quanto indicato nella Circolare n. 17/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate sul tema. Avv. Ersilia Urbano

“L’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR considera deducibili dal reddito complessivo “gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi
effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità
giudiziaria;”. Detti assegni costituiscono per il coniuge che ne beneficia redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. i), del TUIR e si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli, secondo quanto stabilito dall’art. 52, comma 1, lett. c), del TUIR. In merito alle somme che sono disposte dal giudice a favore del coniuge separato o divorziato, l’Agenzia ha più volte chiarito che la deducibilità prevista dal citato art. 10 del TUIR è limitata a quelle espressamente previste a titolo di assegno periodico di mantenimento del coniuge, con esclusione delle altre somme corrisposte una tantum o in luogo di detto assegno. Con la recente sentenza n. 13029 del 2013, la Cassazione civile ha ammesso la deducibilità delle “spese afferenti all’immobile di abitazione della moglie e del figlio” che il contribuente era tenuto a fronteggiare in base a provvedimento
dell’autorità giudiziaria emesso in sede di separazione legale. In tale sentenza è stabilito che “le spese per assicurare al coniuge la disponibilità di un alloggio costituiscono un contributo per il di lui mantenimento, ai sensi dell’art. 156 c.c..  In quanto la disponibilità di un’abitazione costituisce elemento essenziale per la vita di un soggetto.”. La Cassazione, nel ritenere sussistenti i presupposti per la deducibilità dal reddito complessivo delle spese per assicurare al coniuge la disponibilità di un alloggio a
titolo di assegno di mantenimento, in base all’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR, ha altresì evidenziato che nel caso esaminato tale contributo per la casa è “periodico, e corrisposto al coniuge stesso; inoltre è determinato dal giudice, sia pur ‘per relationem’ a quanto risulta da elementi certi e conoscibili.”.
Ciò premesso, si ritiene che gli importi stabiliti a titolo di spese per il canone di locazione e spese condominiali, qualora siano disposti dal giudice, quantificabili e corrisposti periodicamente all’ex-coniuge, abbiano i requisiti previsti dalla citata sentenza della Cassazione n. 13029 del 2013 per essere considerati alla stregua dell’assegno di mantenimento e, quindi, siano deducibili dal reddito complessivo del coniuge erogante ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR. Nel caso in cui dette somme riguardino l’immobile a disposizione della moglie e dei figli, la deducibilità è limitata alla metà delle spese sostenute (cfr.art. 3 del DPR n. 42 del 1988). Per quel che attiene la quantificazione del “contributo casa”, si ritiene che l’importo del contributo, se non stabilito direttamente dal provvedimento dell’autorità giudiziaria, possa essere determinato ‘per relationem’, qualora il provvedimento preveda, ad esempio, l’obbligo di pagamento dell’importo relativo al canone di affitto o delle spese ordinarie condominiali relative all’immobile a disposizione dell’ex coniuge. In tal caso, la documentazioneattestante il  sostenimento dell’onere potrà essere costituita, oltre che dal provvedimento dell’autorità giudiziaria, anche dal contratto d’affitto o dalla documentazione da cui risulti l’importo delle spese condominiali, nonché dalla documentazione comprovante l’avvenuto versamento.
Si evidenzia, inoltre, che la deduzione di tali somme ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), del TUIR da parte del coniuge erogante, comporta necessariamente la tassazione del corrispondente importo in capo all’altro coniuge separato, ai sensi del citato art. 50, comma 1, lett. i), del TUIR.”  Avv. Ersilia Urbano

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LE NOVITA’ LEGISLATIVE SULLA DISCIPLINA DELLA PRIVACY

Il 19 settembre è entrato il vigore il d. lgs n.101 del 2018 che ha modificato il Codice della Privacy sulla base delle linee guida dettate dal Regolamento europeo 679/2016.

Tra le novità più significative viene in rilievo il profilo sanzionatorio. Molte delle ipotesi delittuose previste dal Codice della Privacy sono rimaste inalterate, altre figure di reato sono state introdotte ex novo e per altre fattispecie si è proceduto alla depenalizzazione.

Per quanto concerne l’introduzione di nuovi reati, si pensi,  all’introduzione degli artt. 167-bis e 167-ter che hanno introdotto rispettivamente i reati di comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su scala larga e l’acquisizione fraudolenta di dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

In riferimento alle ipotesi di depenalizzazione, invece, è stato abrogato l’ art. 169 relativo alle misure di sicurezza.

Accanto al profilo sanzionatorio, molte altre sono state le novità introdotte dal d. lgs 101/2018: dall’introduzione di nuovi diritti per gli interessati, alla predisposizione della valutazione d’impatto prima dell’inizio di un trattamento di dati che potrebbe comportare rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone interessate, all’obbligo di informazione da parte del titolare nei confronti dell’interessato circa l’eventuale perdita di dati.

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SPAZIO NEUTRO FIGLI GENITORI. INSIEME PER METTERE IN PRATICA “LA CARTA DEI DIRITTI DEI FIGLI”

L’Associazione Primoconsumo mette a disposizione degli associati uno “Spazio Neutro Figli Genitori presso la sede di Via Francesco Caracciolo n. 2 a Roma.

Lo spazio neutro figli genitori vedrà la partecipazione di un team di professionisti, esperti nel settore.

Ci saranno la Prof.ssa Lolita Gullimanoska, psicologa e psicoterapeuta, nonchè docente  presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’università “La Sapienza” di Roma e l’ Avv. Ersilia Urbano, Responsabile del Dipartimento Salute e Famiglia di Primoconsumo.

Lo spazio figli genitori potrà essere di sostegno alle famiglie in difficoltà, alle coppie in crisi e ai figli che manifestano qualche problema di tipo individuale o relazionale con la possibilità di interventi di carattere psicologico, relazionale e legale.

Si tratta di uno strumento di aiuto alla persona, alla coppia e alla famiglia volto alla promozione della genitorialità efficace e alla riorganizzazione di una vita familiare che tenga conto dei diritti dei figli espressi dalla Carta dei diritti dei figli dell’Autorità Garante dell’infanzia e dell’Adolescenza.

La Carta contiene dieci punti fermi sui diritti di bambini e di ragazzi alle prese con un percorso che parte dalla decisione dei genitori di separarsi.

Lo spazio neutro figli genitori sarà attivo ogni mercoledì a partire dal mese di Novembre.

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GENITORI SEPARATI. ECCO I DIRITTI DEI VOSTRI FIGLI.

I DIECI DIRITTI DEI FIGLI NELLA SEPARAZIONE. AVV. ERSILIA URBANO

Di seguito in sintesi la carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori presentata oggi dall’Autorità Garante dell’infanzia e dell’adolescenza.

1. I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di
mantenere i loro affetti
2. I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età
3. I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori
4. I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti
5. I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti
6. I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori
7. I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori
8. I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi
9. I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche
10. I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano

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ddl pillon

PRIMOCONSUMO: I DIRITTI DEI BAMBINI DI COPPIE OMOSESSUALI CONTRO LA PROCURA DI ROMA

Il Campidoglio lo scorso aprile ha registrato l’atto di nascita di una bambina nata in Canada da due genitori dello stesso sesso. L’anagrafe ha trascritto il documento di nascita rifacendosi alle indicazioni della Cassazione .

La Procura di Roma avrebbe presentato ricorso contro il Campidoglio.

L’Associazione PRIMOCONSUMO, con l’avv. Marco Polizzi e l’avv. Ersilia Urbano, ha depositato oggi al Tribunale di Roma istanza di visibilità del fascicolo ai fini dell’intervento dell’Associazione nella procedura, per sostenere sia il Campidoglio che le parti nel rispetto dei diritti civili fondamentali e dell’ordine pubblico internazionale.

La Prima Sezione del Tribunale Civile di Roma è una sezione illuminata in materia di famiglia e persone e si confida in un esito della procedura che riporti al centro il preminente interesse dei bambini.

Il bambino nato all’estero ha un diritto fondamentale alla conservazione dello status legittimamente acquisito.

In quest’ottica PRIMOCONSUMO ha chiesto anche all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nelle persone della dott.ssa F. Albano e dell’avv. J. Marzetti, di sostenere con ogni mezzo ed in tutte le sedi i bambini delle coppie omossessuali e di avviare le iniziative che riterranno opportune per assicurare la tutela di questi bambini.